10 invenzioni senza le quali la nostra vita non sarebbe la stessa

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Coca Cola, cerotti, o surgelati? Qual è l'invenzione che vi ha cambiato di più la vita? Ecco 10 invenzioni che hanno segnato la storia (ognuna a modo suo)

L’8 maggio del 1886 è stata brevettata la Coca-Cola; nel 1923 sono stati inventati i surgelati; il 18 maggio 1921 è stato immesso sul mercato il primo cerotto.

Ci sono invenzioni che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’uomo e hanno (ognuna in modo diverso) reso la nostra esistenza diversa da come sarebbe stata se non ci fossero state.

Queste sono le nostre preferite.

(Continua dopo la foto)

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La Coca-Cola

La Coca-Cola è stata inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 ad Atlanta, in Georgia.

All’inizio si trattava di un rimedio contro mal di testa e stanchezza ed era chiamata "Pemberton's French Wine Coca".

Era una variante del cosiddetto "vino di coca”, una miscela di vino e foglie di coca creata dal farmacista còrso Angelo Mariani e perciò anche conosciuta con il nome di Vin Mariani.

L'alcol del vino è stato poi sostituito con un estratto delle noci della pianta tropicale della cola. La combinazione tra i due ingredienti, coca e cola, ha dato così i natali al brand più famoso della storia.

Quando anche la coca è stata messa al bando (dalla pianta si estrae la cocaina), dalla ricetta della Coca-Cola è stato eliminato l'alcaloide degli estratti delle foglie di coca ma il nome non ha subito variazioni.

Nonostante Pemberton sia il padre putativo della cosa più celebre che esiste, anziché arricchirsi ha accumulato debiti su debiti fino a quando è stato costretto a vendere la formula e i diritti della sua Coca-Cola ad Asa Candler, un uomo d'affari con parecchio fiuto per i Business con la B maiuscola.

In Italia è arrivata nel 1927, l’anno in cui è incominciata l’importazione.

Nel 1960 è nata la prima Coca-Cola in lattina e nel 1980 quella in bottiglia PET.

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La moka

L’invenzione fondamentale per qualsiasi italiano è il caffè, ancor più se appena salito nella moka Bialetti che qualsiasi famiglia del Belpaese conserva accanto ai fornelli.

La moka è nata nel 1933 da una idea dell’ingegnere bolognese Alfonso Bialetti, aiutato dal progettista Luigi de Ponti che ha messo a punto quello che per tutti noi è un simbolo totemico del focolare tricolore.

Riconosciuta a ogni latitudine come icona del design made in Italy, è forse il prodotto di disegno industriale italiano più famoso della storia. Fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

Ne sono stati prodotti oltre 105 milioni di esemplari.

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La cintura di sicurezza

La cintura di sicurezza la si deve a Nils Bohlin, un ingegnere meccanico aeronautico svedese che ha avuto l’intuizione di applicare alle automobili delle cinture protettive per rendere i viaggi dei passeggeri più sicuri.

La casa automobilistica Volvo ha brevettato la cintura di sicurezza a tre punti di Bohlin nel 1959 e ha incominciato a inserirla in tutte le sue vetture.

L’ufficio brevetti tedesco ha annoverato l’invenzione di Bohlin fra le otto che più hanno influito sulle sorti dell’umanità nel secolo che va dal 1885 al 1985.

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La Vespa

La Vespa è stata il primo scooter della storia, un nuovo mezzo di trasporto smart e innovativo che ha modificato radicalmente usi e costumi della società targata anni Cinquanta.

Progettata per Piaggio nel 1946 dall’ingegnere Corradino d’Ascanio (inventore anche del primo prototipo di elicottero moderno), la Vespa ha incominciato a essere prodotta nello stesso anno vedendo poi un successo pazzesco nel decennio immediatamente successivo.

È uno dei prodotti di design made in Italy più conosciuto nel mondo.

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Il telefono

Benché tuttora molti sostengano che l’inventore del telefono sia stato Alexander Graham Bell, questa invenzione epocale spetta al nostro Antonio Meucci.

Emigrato a New York da Firenze, è stato suo malgrado defraudato del suo brevetto.

Il 12 dicembre 1871 ha fondato con altri tre partner italiani la "Telettrofono Company", una società che aveva come obiettivo quello di "effettuare tutti i necessari esperimenti per la realizzazione del Telettrofono, ossia della trasmissione della parola (voce umana) attraverso fili elettrici, inventata da Antonio Meucci" (così recita il contratto stipulato dal notaio).

Non trovando gli investitori, la società si è presto sciolta e Meucci ha avuto la pessima idea di consegnare i suoi prototipi alla Western Union, la società dei telegrafi a cui ha chiesto di potere sperimentare il suo telettrofono usando le loro linee telegrafiche.

Il risultato? Due anni più tardi la Western ha ottenuto il brevetto e attribuito l'invenzione ad Alexander Graham Bell, un loro impiegato che aveva lavorato sui prototipi di Meucci.

Dopo i tanti sforzi di Antonio Meucci per fare riconoscere la sua paternità del telefono, il 13 gennaio 1887 il brevetto di Bell è stato annullato per frode e dichiarazione di falso, annullamento poi sancito anche dalla Corte Suprema.

Tuttavia il brevetto di Bell sarebbe scaduto nel 1893 e non è stato quindi più contestato.

Soltanto nel 2002, dopo 113 anni, il governo americano ha finalmente attribuito l’invenzione del telefono a Meucci. 

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I surgelati

L’invenzione dei surgelati risale al 1923 e la si deve a Clarence Birdseye, un tassidermista di New York che al 1912 al 1915 si è trasferito in Canada per un ingaggio del governo statunitense.

Qui ha notato come i pescatori indigeni preservavano il salmone appena pescato, ripulito e tagliato in pezzi inserendolo immediatamente in barili pieni di acqua che ghiacciava subito grazie alla temperatura molto bassa.

Gli è venuta così l'intuizione di conservare i cibi per lungo tempo procedendo a un rapido congelamento; con un investimento di soli 7 dollari, Birdseye ha inventato nel 1923 un sistema di confezionamento e di surgelamento del cibo.

Nel 1929 la Goldman-Sachs Trading Corporation e la Postum Food Corporation (che successivamente diventeranno la General Food Corporation) hanno acquistato il brevetto e il marchio di Birdseye per ben 22 milioni di dollari.

L’anno seguente sono stati immessi sul mercato i primi surgelati: a Springfield, in Massachusetts, con il marchio di Birds Eye Frosted Foods.

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Il cerotto

L'inventore del cerotto è Earle Dickson, l’allora ventinovenne impiegato della società americana Johnson & Johnson, specializzata in prodotti per la medicazione.

Nel 1920 ha avuto l’intuizione geniale di fabbricare delle garze posizionate al centro di un nastro adesivo ricoperto di crinolina. Ha proposto l’idea al proprietario della sua ditta, James Johnson, e subito il cerotto è diventato realtà commerciale.

Il 18 maggio 1921 è stato immesso sul mercato e nel 1924 è incominciata la produzione di massa, dovuta al suo successo immediato e stratosferico.

Earle Dickson è stato promosso vicepresidente della società ma non si è arricchito come avrebbe dovuto: è morto nel 1961 a 69 anni senza avere ricevuto le quote dei profitti economici derivanti dalla sua invenzione, arrivati a oltre 30 milioni di dollari l’anno nel momento della sua scomparsa.

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La pillola anti-concezionale

L'inventore del primo contraccettivo orale è il chimico messicano Luis Ernesto Miramontes Cárdenas che ha sintetizzato nel 1951 il Noretisterone.

Il brevetto è stato ottenuto da Carl Djerassi e George Rosenkranz della compagnia chimica messicana Syntex S.A.

La pillola con il nome commerciale di Enovid è stata testata per la prima volta nel 1954 su 50 donne del Massachusetts e due anni dopo a Porto Rico su un gruppo di 225 donne povere e non istruite.

Nonostante gli effetti collaterali della formulazione di allora, la Food and Drug Administration (FDA) nel 1957 ha approvato la pillola Enovid come regolatore del ciclo mestruale.

Nel 1960 ne ha permesso la vendita anche come contraccettivo e il 9 maggio di quell’anno la pillola contraccettiva ha iniziato a essere venduta sul territorio statunitense.

Nel 1961 la pillola è arrivata in Europa con il nome di Anovlar e in Italia nel 1965.

In Europa l’introduzione della pillola è stata molto controversa e veniva prescritta soltanto per problemi mestruali ed esclusivamente a donne sposate.

Moltissimi storici hanno affermato che la pillola ha avuto un impatto sull’umanità del XX secolo maggiore della Teoria della relatività di Einstein, della bomba nucleare e di internet.

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Il web

Il World Wide Web, aka WWW, ha visto la luce il 12 marzo del 1989 grazie a Tim Berners-Lee, informatico britannico che lavorava presso il CERN di Ginevra.

Il Web non è sinonimo di internet (le app, ad esempio, non ne fanno parte) ma è ne diventato il principale servizo, cambiando quindi il mondo.

Il suo nome inizialmente era MESH, nato per gestire la grande mole di informazioni legata agli esperimenti scientifici al CERN tra i migliaia di scienziati che ci lavoravano.

Nel 1990 Time Berners-Lee e i suoi collaboratori hanno pubblicato la prima pagina web con una descrizione del progetto e con alcuni collegamenti ipertestuali per raggiungere altre pagine (i link, il sistema basilare su cui ancora oggi si basa l’architettura delle pagine web).

Nel marzo del 1991 i software necessari per usare il sistema del World Wide Web (che di fatto è stato il primissimo browser) sono stati resi disponibili anche ad altri addetti ai lavori del CERN e in agosto Berners-Lee ha annunciato la sua invenzione pubblicamente.

A dicembre è stato attivato il primo server negli Stati Uniti, presso il centro di ricerca interno dell’Università di Stanford.

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Facebook

Un’altra Università, quella di Harvard, ha fatto invece da incubatore all’altra grande invenzione del Millennio: Facebook.

Inizialmente il suo nome era Facemash, nato nell’ottobre del 2003 grazie all’invenzione dello studente di quell’ateneo, tale Mark Zuckerberg.

Prendendo spunto dal tipico annuario universitario (il libro che raccoglie tutte le fotografie degli studenti di un’università, molto in voga negli States), Zuckerberg ha deciso di creare un sito dove caricare le foto degli studenti del college, permettendo agli utenti di votare la preferita tra due foto.

In quattro ore su Facemash hanno effettuato l'accesso quasi 500 user e i clic sulle foto sono stati oltre ventimila, mandando così in crash i server di Harvard.

Mark Zuckerberg era uno studente di psicologia con il pallino della programmazione e nel gennaio del 2004 ha registrato il dominio TheFacebook.com (Facebook è proprio il nome con cui vengono indicati gli annuari con le foto degli studenti dei college statunitensi).

Assieme a Mark Zuckerberg hanno partecipato al progetto anche Andrew McCollum ed Eduardo Saverin, due studenti che si sono occupati rispettivamente dello sviluppo dell’algoritmo della piattaforma e dell’organizzazione aziendale e promozionale del Social Network.

All’inizio Facebook era pensato solamente per gli studenti universitari, primi tra tutti quelli di Harvard ovviamente: il 4 Febbraio del 2004 Facebook ha permesso la registrazione agli studenti universitari di Harvard, seguiti a ruota dall’Università di Stanford, dalla Columbia University e da Yale.

In pochissimo tempo Facebook è diventato disponibile per tutti gli studenti di Stati Uniti e Canada.

A metà del 2004 Mark Zuckeberg ha aperto la Facebook Inc., una società che come presidente vantava Sean Parker, il fondatore di Napster.
Uno dei primi investitori è stato Peter Thiel (fra i fondatori di PayPal) e nel 2007 anche Microsoft deciderà di investire nel Social Network.

Facebook è diventato disponibile in lingua italiana il 14 maggio del 2008 e il boom è esploso nell’agosto del 2008, con un milione e trecentomila accessi.

Il 3 gennaio del 2011 Goldman Sachs ha chiesto di entrare nel capitale di Facebook con un investimento di quattrocentocinquanta milioni di dollari.

Facebook è stato quindi quotato in borsa sbarcando a Wall Street il 18 maggio 2012 con una delle offerte pubbliche di vendita più alte della storia degli Stati Uniti.

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Sapete quali sono i prodotti più comprati su Amazon?

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Dalle capsule di caffè alla carta igienica: cosa rivelano le classifiche Amazon sulle abitudini quotidiane degli italiani

C’è qualcosa di affascinante nelle classifiche dei prodotti più venduti. Raccontano abitudini, piccole ossessioni quotidiane, necessità pratiche e, a volte, anche qualche sorpresa. Se guardiamo agli acquisti più frequenti su Amazon in Italia nel 2025, l’immagine che emerge è molto meno glamour di quanto si potrebbe immaginare: niente oggetti di lusso o gadget futuristici, ma una lista che parla di casa, routine e vita reale.

I prodotti più venduti in Italia su Amazon

Secondo i dati diffusi dall’azienda, tra i prodotti più ordinati nel nostro Paese compaiono: 

  • 100 capsule di caffè compatibili  
  • Amazon Fire TV Stick HD con telecomando vocale Alexa 
  • Filtro per caraffe per filtrare acqua del rubinetto  
  • Collare antipulci e zecche  
  • Lame di ricambio originali per rasoio 
  • Sale per lavastoviglie 
  • Carta igienica  
  • Scheda microSD 
  • Pellicola istantanea per macchina fotografica istantanea
  • Cartuccia per stampante

L’elenco riflette un consumo quotidiano, pragmatico, quasi domestico: si compra ciò che serve, spesso in grandi quantità, privilegiando la comodità.

Cosa racconta davvero questa classifica

Il dato interessante non è solo cosa compriamo, ma come lo facciamo. Nel 2025 Amazon ha registrato in Italia oltre 230 milioni di prodotti consegnati in giornata o in un giorno ai clienti Prime, segnando il livello di consegne veloci più alto di sempre. In particolare, l’opzione “in giornata” è sempre più utilizzata per alimentari, cura della persona e prodotti per la casa: quasi 3 milioni di ordini di articoli quotidiani consegnati lo stesso giorno, per un totale di oltre 6 milioni di prodotti.

È evidente che la rapidità sia diventata parte integrante dell’esperienza d’acquisto. Secondo l’azienda, i clienti Prime italiani avrebbero risparmiato in media oltre 135 euro nel 2025 grazie alle spedizioni veloci e gratuite; un valore pari a quasi tre volte il costo annuale dell’abbonamento.

Ma al di là dei numeri, queste classifiche fotografano un cambiamento culturale: l’e-commerce non è più solo il luogo degli acquisti “extra”, bensì uno spazio in cui si rifornisce la quotidianità. Dal collare antipulci alle capsule di ginseng, fino ai prodotti per bambini e ai regolabarba elettrici, la piattaforma intercetta bisogni trasversali.

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Galentine’s Day: cos’è e come festeggiarlo con le amiche

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Cos’è il Galentine’s Day, da dove nasce questa festa diventata virale e come festeggiare le amiche con una serata speciale

Prima di pensare a San Valentino (letteralmente) la data da cerchiare sul calendario è il 13 febbraio, quando si festeggia il Galentine's Day, una giornata dedicata non all’amore romantico, ma a ciò che tiene insieme le nostre vite in modo più discreto e spesso più duraturo: l'amicizia femminile. 

Non una giornata “anti–San Valentino”, ma un modo per riconoscere il valore di quelle relazioni che ci hanno viste crescere, cambiare città, cambiare lavoro, cambiare idea sull’amore. È la cena improvvisata dopo una giornata difficile, il messaggio vocale di dieci minuti per lamentarsi di tutto e tutti, il viaggio organizzato mesi prima solo per avere qualcosa da aspettare insieme.

Il galentine’s day è una dichiarazione di intenti: l’amicizia merita uno spazio tutto suo.

**Per essere felici bisogna avere queste 5 "relazioni"**

(Continua sotto la foto) 

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Cos’è il galentine’s day

Il galentine’s day è una celebrazione informale dell’amicizia tra donne che si tiene ogni anno il 13 febbraio. È nato come momento di ritrovo tra amiche, single o in coppia, per ricordarsi che i legami di sorellanza sono altrettanto fondamentali di quelli sentimentali.

La filosofia è semplice: prendersi del tempo per stare insieme, scambiarsi piccoli regali, organizzare una cena o un’attività speciale, e dirsi quanto si è grate di avere l’una l’altra. In un’epoca in cui le relazioni sono spesso misurate in base allo status sentimentale, il galentine’s day ribalta la prospettiva e mette al centro la complicità, il supporto e la condivisione tra amiche.

Non è una festa commerciale nel senso tradizionale del termine, anche se negli ultimi anni brand e ristoranti hanno iniziato a proporre iniziative dedicate. Resta, prima di tutto, un momento autentico, costruito su misura del proprio gruppo di amiche.

Da dove nasce questa festa

Il galentine’s day nasce ufficialmente nel 2010 grazie a un episodio della serie tv Parks and Recreation. È il personaggio di Leslie Knope, interpretato da Amy Poehler, a lanciare l’idea: una colazione tra amiche il 13 febbraio per celebrare “le donne straordinarie” della propria vita. La scena è diventata virale e, nel giro di pochi anni, la ricorrenza è uscita dallo schermo per trasformarsi in una vera e propria tradizione.

Negli Stati Uniti è ormai un appuntamento consolidato, con brunch a tema, eventi speciali e hashtag dedicati. In Europa, e in Italia, la diffusione è stata più graduale, ma oggi il galantine’s day è entrato nel lessico pop e nelle agende di molte ragazze

Il suo successo di questa festa racconta qualcosa di più profondo: il bisogno di riconoscere l’importanza dell’amicizia femminile come spazio di crescita e sostegno reciproco.

pranzo cena casa amici

Come festeggiare il galentine’s day

Non esiste un modo giusto o sbagliato per celebrare il galantine’s day. L’unica regola è scegliere qualcosa che rispecchi davvero il vostro gruppo. Ecco alcune idee.

Brunch a tema (ma senza cliché)

Un grande classico. Organizzate un brunch a casa o prenotate in un locale che amate. Dress code coordinato, tavola curata, magari con piccoli pensieri personalizzati per ciascuna. Non serve esagerare: basta un’atmosfera che faccia sentire speciali.

Movie night

Scegliete film che parlano di amicizia femminile (da Mean Girls a Little Women) e trasformate il salotto in un cinema privato. Popcorn, plaid, commenti in tempo reale e, perché no, un momento confessioni a fine serata.

Cena fuori (senza aspettative romantiche)

Prenotare un ristorante il 13 febbraio significa anche evitare la folla di coppie del giorno dopo. Una cena elegante o una pizzeria storica, l’importante è concedersi il lusso di stare insieme senza guardare l’orologio.

Esperienza condivisa

Un corso di ceramica, una lezione di pilates, una degustazione di vini o una spa pomeridiana: fare qualcosa insieme rafforza il senso di squadra. Il galentine’s day può diventare il pretesto per provare quell’attività che rimandate da mesi.

Scambio di lettere o piccoli regali

Non serve spendere molto. Scrivete una lettera sincera a ciascuna amica, raccontando cosa apprezzate di lei. Oppure organizzate un “secret gift” simbolico. È un gesto semplice, ma spesso è quello che resta di più.

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Quante rose si regalano a San Valentino? Da 1 a 100 ogni numero ha un significato

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I mazzi di fiori non sono tutti uguali, così come non lo sono le dichiarazioni di amore: ecco quante rose si regalano a San Valentino

I fiori in amore non sono solo fiori: sono un linguaggio. E non solo il tipo di fiore ma anche il numero di rose che si regalano, per esempio, hanno un significato diverso che porta un messaggio preciso.

** Significato dei fiori: prima di regalare quel mazzo leggete qui **

Ma andiamo con ordine e partiamo dall'inizio: perché si regalano le rose a San Valentino?

La rosa, soprattutto quella rossa, è da sempre simbolo di amore e passione. Secondo la tradizione, era il fiore sacro a Venere, dea dell’amore, e nel tempo è diventata l’emblema universale dei sentimenti romantici. E per questo è il fiore più regalato il 14 febbraio.

Ma non conta solo il colore: anche il numero di rose ha un significato speciale.

Quante rose si regalano a San Valentino?

(Continua sotto la foto)

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Quante rose si regalano a San Valentino? Dipende dal messaggio che si vuole mandare.

Non esiste infatti un numero “giusto” in assoluto: tutto dipende dal messaggio che si vuole trasmettere, dal tipo di relazione e dal budget ovviamente.

Ecco i numeri più comuni e il loro significato:

1 rosa
Semplice ma potente. Una sola rosa rossa significa: “Sei l’unica”. È perfetta per un amore appena nato o per un gesto romantico minimal ma intenso.

3 rose
Tre rose simboleggiano il classico “Ti amo”. È una delle scelte più diffuse per San Valentino, ideale per chi vuole dichiarare i propri sentimenti in modo chiaro.

5 rose
Cinque rose rappresentano amore e ammirazione. Un numero elegante, adatto a una relazione stabile.

7 rose
Sette rose indicano “Ti amo in modo esclusivo”. È una scelta meno comune ma molto romantica.

9 rose
Nove rose simboleggiano amore eterno. Perfette per una relazione importante e duratura.

11 rose
Undici rose vogliono dire: “Sei la persona più importante per me”.

12 rose
La dozzina è un grande classico. Dodici rose rappresentano amore completo e impegno sincero. È il numero più regalato a San Valentino.

24 rose
Ventiquattro rose significano: “Ti penso 24 ore su 24”. Un gesto importante e molto romantico.

50 o 100 rose
Un vero colpo di scena. Cinquanta rose esprimono amore incondizionato, mentre cento rose simboleggiano dedizione totale e promessa di unione per sempre.

Conta più il numero o il gesto? Anche se la tradizione attribuisce un significato preciso al numero di rose, ciò che conta davvero è l’intenzione. Una sola rosa donata con il cuore può valere più di cento. Allo stesso modo, un grande mazzo può essere un modo spettacolare per sorprendere e celebrare un amore importante.

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Ansia da San Valentino? Ecco come si supera (con i consigli della psicologia)

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San Valentino è una festa che si ama o si odia - e paradossalmente provoca stati d’ansia in entrambi i casi: ecco come affrontarla

L'ansia da San Valentino è più trasversale di quanto potreste pensare.

Chi ama San Valentino sta già pensando a come rendere la casa e/o la giornata sufficientemente romantica, con cuori, fiori, regali e cena.

** I ristoranti romantici più belli di Milano sono questi **

Chi appartiene alla fazione opposta e vede questa giornata come una festa commerciale la vive come un giorno qualunque - se è felicemente single o in coppia con qualcuno che la pensa allo stesso modo.

Se invece è single non per scelta o se la sua metà è fan delle ricorrenze varie ed eventuali, probabilmente non potrà farlo.

Ecco perché in entrambi i casi questa festa potrebbe smuovere stati d'ansia.

Ansia per i preparativi, perché si vorrebbe che tutto fosse perfetto o ansia al pensiero di evitare qualsiasi cosa che somigli a un cuore o a un fiore.

Di qualsiasi categoria facciate parte, ecco come superare l’ansia di San Valentino.

Come si supera l'ansia da San Valentino

(Continua sotto la foto)

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Accettatelo

Sarà anche una festa comandata ma esiste e quindi non vi rimane altro che accettarla.

L’ansia per la serata perfetta è lecita ma non avete la bacchetta magica per prevedere gli imprevisti, accettate che possano succedere e pensate che in quel momento li gestirete.

Se invece siete degli evitatori seriali dell’amore, mettetevi l’anima in pace, dovrete accettare di vedere cuori ovunque.

Chissà che, a fine giornata, non avrete voglia di mangiare un cioccolatino (a forma di cuore).

Godetevela

Se siete amanti del 14 febbraio, lasciate andare l’ansia e concentratevi sulle sensazioni positive che vi suscita questa emozione.

Se invece rifiutate ogni menzione sull’amore, ricordate a voi stessi che amore non è solo per il partner.

Potreste pensarla come la festa ideale per valorizzare i vostri affetti (amici, parenti, colleghi) che si meritano una giornata per festeggiare il vostro legame.

Sentitevi liberi

Se siete single e volete vincere un possibile senso di tristezza sentitevi liberi di fare qualcosa che vi faccia sentire bene.

Chi è in coppia invece dovrebbe sentirsi libero di sbagliare, di non avere il pensiero del regalo che deve piacere per forza o di aver organizzato la cena ideale.

La perfezione è solo un’illusione, se chi avete di fronte tiene al vostro legame accetterà tutto esattamente per come sarà.

Scegliete le giuste modalità

Se state organizzando la cena di San Valentino (e magari siete anche ai primi appuntamenti) e la vostra ansia si fa sentire, ascoltatela.

La prima cosa che vuole dirvi è quella di scegliere un luogo che vi metta a vostro agio con un abbigliamento altrettanto adatto a voi.

Evitate inutili esagerazioni che aumenterebbero la vostra tensione, siate voi stessi e anche chi avrete di fronte si sentirà nel posto giusto con la persona giusta.