Ristoranti economici a Milano, dove mangiare bene spendendo poco

A Milano mangiare (molto) bene e spendere meno di 25 euro - anche a cena - è più che possibile: vi diciamo dove
Milano pullula di ristoranti dove mangiare bene, ma a volte al piacere della buona tavola si unisce il dispiacere del conto, e così si finisce per diminuire le uscite e per concedersi meno pasti fuori di quanti si vorrebbe.
La verità però è che non è necessario farsi pelare il portafoglio per mangiare bene, anzi.
Abbiamo selezionato dieci ristoranti economici, in diverse zone della città e con diverse proposte culinarie per soddisfare tutti i gusti.
Scorrete in basso e preparatevi per un appetitoso tour low cost di una Milano che (forse) non conoscete ancora!
Ristoranti economici, Milano centro
Jarit, piazza Santo Stefano, angolo Via Festa del Perdono
Un originale concetto di ristorazione nato per rendere accessibile a tutti un’esperienza gastronomica finora riservata a pochi: all’interno di un vasetto di vetro monoporzione troverete la qualità e la ricercatezza di un piatto di alta cucina, creato da rinomati chef che hanno ideato e messo sotto vetro diverse ricette, creando così un vero e proprio menu.
I piatti cambiano ogni due mesi e vengono realizzati rispettando la qualità e la stagionalità delle materie prime, e possono essere consumati sia nel luminoso locale in Piazza Santo Stefano, che a casa (si conservano fino a 18 giorni in frigorifero!), dopo aver riscaldato il vasetto per pochi minuti in un forno a microonde o a bagnomaria.
Ristoranti economici a Milano, zona Cinque Giornate
Miscusi, via Pompeo Litta, 6
Un nuovo ristorante dedicato a tutti i pasta-lovers: la formula si basa su tre tipi di pasta tra cui scegliere (paccheri, spaghetti e tagliatelle; in versione “normale”, integrale o senza farina di mais e riso) e tre alternative ripiene (ravioli, pansotti e tortelli), da abbinare a una serie di condimenti che cambiano stagionalmente, in base alla disponibilità e alla freschezza degli ingredienti.
Non manca un grande classico, il pomodoro ciliegino e basilico, da abbinare a un formaggio a scelta, pesto tradizionale, mediterraneo, nduja oppure crema di pistacchio con l’aggiunta di croccante (pinoli, mandorle, pistacchio o noci).
La presenza di un pastificio a vista fa sì che da Miscusi si auto-produca ogni giorno la farina integrale grazie a un mulino che macina artigianalmente il grano duro di Altamura al momento, conservando così proteine, vitamine, minerali e aminoacidi.
Marghe, via Cadore 26
Sempre in tema di carboidrati, non poteva mancare questa pizzeria in via Cadore, che ha da poco aperto una nuova sede in via Plinio 6 (zona Porta Venezia).
Il suo impasto ottenuto con farina tipo 1 – che permette di avere una pizza napoletana più leggera e saporita – la particolare lievitazione naturale 48 ore a temperatura ambiente, la cottura in forno a legna e la scelta unicamente di prodotti dell’eccellenza italiana la rendono una delle più digeribili, buone e gustose che possiate provare a Milano.
Ristoranti economici, Milano Navigli
Bottega del Ramen, via Vigevano 20
Ormai il ramen non è più una novità, ma assaggiarne uno 100% nipponico, dal gusto bilanciato e dal sapore delicato sta diventando un’impresa
In questo minuscolo locale nel cuore della movida milanese ne potrete provare sette versioni che non vi deluderanno: classica, spicy, con pollo, con frutti di mare, vegetariana e la particolarissima variante al curry, che finora nessun ristorante aveva mai proposto.
Le porzioni sono abbondanti, e c’è anche la possibilità di scegliere tra il piatto grande e quello piccolo, a due prezzi differenti; per chi non fosse in vena di zuppe, è possibile ripiegare sull’ottima alternativa asciutta, o sul gustoso don, una ciotola di riso servita con straccetti di manzo oppure con brasato di maiale alla salsa di soia.
Wang Jiao, viale Col di Lana 14
Un ristorante cinese diverso dal solito, genuino, lontano dagli stereotipi gastronomici (qui non troverete l’involtino primavera!) e architettonici (scordatevi lanterne rosse e dragoni dorati) a cui si è abituati.
Non aspettatevi il solito cibo cinese, perché qui i piatti sono sì della tradizione, ma spesso rivisitati: da provare le melanzane al tegamino, il vitello allo zenzero, i gamberi sale e pepe e – per i più audaci non troppo sensibili al peperoncino – le scodelle di fuoco di carne o pesce.
La filosofia del locale si ispira alla cucina di Hong Kong: è possibile scegliere tra tante portate e, come in Cina, i piatti arrivano tutti insieme.
Se non gravitate in zona Navigli non disperate, il locale ha altre sedi in via Padova 3 (NoLo); via Felice Casati 7 (Porta Venezia) e via Lomazzo 16 (Chinatown).
Ristoranti low cost, Milano Porta Romana
MAM Milano Amore Mio, via Lodovico Muratori, 7
Questo delizioso vintage bistrot nell’affollata – gastronomicamente parlando – via Muratori fa parte del progetto Milano Amore Mio (affitti di case per brevi periodi), ed è un vero e proprio gioiellino in cui si respira un’aria intima e familiare.
Travi a vista, lampade retrò e quadri d’autore sono la cornice ideale dove gustare diverse proposte durante l’arco della giornata, che vanno dalla fragrante pasticceria di produzione propria a colazione passando per gli squisiti speciality coffee e arrivando agli ottimi cocktail serali.
Sia a pranzo che a cena non esiste un menu: le diverse portate vengono servite a sorpresa su un vassoio comprendente una selezione di piatti recuperati dalla credenza della nonna, con pietanze vegetariane e biologiche gourmet, che raramente vi capiterà di assaggiare altrove.
Polleria Milano 2.0, via Crema 16
Poteva essere un suicidio, aprire una polleria a pochi metri da Giannasi, il più noto baracchino della città che offre lo stesso identico cibo, ma questo locale è una vera e propria mecca per gli amanti del pollo arrosto, che desiderano non solo prenderlo da asporto, ma pure mangiarlo in loco.
Il locale è piccolo, ma luminoso (in primavera ci sono anche alcuni tavolini fuori), le proposte, oltre al suddetto pollo arrosto, includono anche un delizioso galletto in tre possibili cotture (alle erbe, tandoori e japan), spiedini, alette, polpette, patate, verdure grigliate e – su ordinazione – l’anatra.
Le birre sono quelle del Birrificio Lambrate, mentre il menu è tanto semplice quanto genuinamente gustoso e terribilmente soddisfacente.
Ristoranti economici a Milano, Porta Venezia
Let’s Wok, Via Panfilo Castaldi, 40
Una tappa fissa per tutti gli amanti dei noodles: in questo piccolo e accogliente locale con soffitto di bambù da cui scendono piante lussureggianti, da una cucina rigorosamente a vista espertissimi cuochi fanno saltare in continuazione una serie di wok infuocati su fiamme altissime, per prepararvi una delle specialità orientali per eccellenza.
Il menu è fai-da-te: si sceglie la base (noodles di riso, di uova o integrali, riso integrale o basmati); dopodiché si aggiungono le proteine, come tofu, pollo, bovino, gamberi, salmone; si passa poi alle verdure di ogni genere (dal packchoi cinese al Quion, lo zenzero peruviano, fino alle baby pannocchie americane), e si arricchisce infine il tutto con le diverse salse homemade.
Se le sperimentazioni però non fanno per voi, potrete decidere di affidarvi agli chef, optando per una delle sei combinazioni presenti sul menu.
Flower Burger, viale Vittorio Veneto 10
Chi dice che anche i vegetariani non possano concedersi un hamburger con tutti i sacri crismi, che non ha nulla da invidiare alla variante carnivora?
Flower Burger è la prima veganburgheria gourmet d’Italia: i burger proposti nel menu sono appetitosi, composti da ingredienti di altissima qualità, belli da vedere e soprattutto buoni da mangiare; il pane è 100% homemade, e spazia da quello alla curcuma passando per l’ormai iconico nero al carbone vegetale fino al pane ai sette cereali.
Scordatevi poi le atmosfere tristi e punitive di molti locali veg: qui le pareti sono un omaggio alle grafiche colorate e psichedeliche di Yellow Submarine, mescolate con arredi in legno naturale e ferro smaltato, in perfetto stile anni ’70.
Ristoranti economici, Milano NoLo
Kungfu Bao, viale Monza 37
Nel cuore di quel nuovo quartiere alla ribalta che è NoLo (North of Loreto) si trova questo locale caratterizzato da un arredo particolare e dai colori assai accesi.
La sua specialità? Ravioli orientali di tutti i tipi, freschi, fatti a mano e al momento (sia asciutti che in brodo), e i baozi, una specie di panino-focaccia ripieno di carne e verdure tritate, cotto al vapore, tipicamente cinese e spesso assente dai menu dei ristoranti cinesi.
Il servizio è veloce e puntuale, le porzioni assai abbondanti, il cibo ottimo e il prezzo contenuto: dato che la voce ormai si sta spargendo in fretta, è bene prenotare con un po’ d’anticipo.
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
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Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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