Ristoranti economici a Milano, dove mangiare bene spendendo poco

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A Milano mangiare (molto) bene e spendere meno di 25 euro - anche a cena - è più che possibile: vi diciamo dove

Milano pullula di ristoranti dove mangiare bene, ma a volte al piacere della buona tavola si unisce il dispiacere del conto, e così si finisce per diminuire le uscite e per concedersi meno pasti fuori di quanti si vorrebbe.

La verità però è che non è necessario farsi pelare il portafoglio per mangiare bene, anzi.

Abbiamo selezionato dieci ristoranti economici, in diverse zone della città e con diverse proposte culinarie per soddisfare tutti i gusti.

Scorrete in basso e preparatevi per un appetitoso tour low cost di una Milano che (forse) non conoscete ancora!

Ristoranti economici, Milano centro

Jarit, piazza Santo Stefano, angolo Via Festa del Perdono

Un originale concetto di ristorazione nato per rendere accessibile a tutti un’esperienza gastronomica finora riservata a pochi: all’interno di un vasetto di vetro monoporzione troverete la qualità e la ricercatezza di un piatto di alta cucina, creato da rinomati chef che hanno ideato e messo sotto vetro diverse ricette, creando così un vero e proprio menu.

I piatti cambiano ogni due mesi e vengono realizzati rispettando la qualità e la stagionalità delle materie prime, e possono essere consumati sia nel luminoso locale in Piazza Santo Stefano, che a casa (si conservano fino a 18 giorni in frigorifero!), dopo aver riscaldato il vasetto per pochi minuti in un forno a microonde o a bagnomaria.

Jarit

Ristoranti economici a Milano, zona Cinque Giornate

Miscusi, via Pompeo Litta, 6

Un nuovo ristorante dedicato a tutti i pasta-lovers: la formula si basa su tre tipi di pasta tra cui scegliere (paccheri, spaghetti e tagliatelle; in versione “normale”, integrale o senza farina di mais e riso) e tre alternative ripiene (ravioli, pansotti e tortelli), da abbinare a una serie di condimenti che cambiano stagionalmente, in base alla disponibilità e alla freschezza degli ingredienti.

Non manca un grande classico, il pomodoro ciliegino e basilico, da abbinare a un formaggio a scelta, pesto tradizionale, mediterraneo, nduja oppure crema di pistacchio con l’aggiunta di croccante (pinoli, mandorle, pistacchio o noci).

La presenza di un pastificio a vista fa sì che da Miscusi si auto-produca ogni giorno la farina integrale grazie a un mulino che macina artigianalmente il grano duro di Altamura al momento, conservando così proteine, vitamine, minerali e aminoacidi.

Miscusi

Marghe, via Cadore 26 

Sempre in tema di carboidrati, non poteva mancare questa pizzeria in via Cadore, che ha da poco aperto una nuova sede in via Plinio 6 (zona Porta Venezia).

Il suo impasto ottenuto con farina tipo 1 – che permette di avere una pizza napoletana più leggera e saporita – la particolare lievitazione naturale 48 ore a temperatura ambiente, la cottura in forno a legna e la scelta unicamente di prodotti dell’eccellenza italiana la rendono una delle più digeribili, buone e gustose che possiate provare a Milano.

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Ristoranti economici, Milano Navigli

Bottega del Ramen, via Vigevano 20

Ormai il ramen non è più una novità, ma assaggiarne uno 100% nipponico, dal gusto bilanciato e dal sapore delicato sta diventando un’impresa

In questo minuscolo locale nel cuore della movida milanese ne potrete provare sette versioni che non vi deluderanno: classica, spicy, con pollo, con frutti di mare, vegetariana e la particolarissima variante al curry, che finora nessun ristorante aveva mai proposto.

Le porzioni sono abbondanti, e c’è anche la possibilità di scegliere tra il piatto grande e quello piccolo, a due prezzi differenti; per chi non fosse in vena di zuppe, è possibile ripiegare sull’ottima alternativa asciutta, o sul gustoso don, una ciotola di riso servita con straccetti di manzo oppure con brasato di maiale alla salsa di soia.

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Wang Jiao, viale Col di Lana 14

Un ristorante cinese diverso dal solito, genuino, lontano dagli stereotipi gastronomici (qui non troverete l’involtino primavera!) e architettonici (scordatevi lanterne rosse e dragoni dorati) a cui si è abituati.

Non aspettatevi il solito cibo cinese, perché qui i piatti sono sì della tradizione, ma spesso rivisitati: da provare le melanzane al tegamino, il vitello allo zenzero, i gamberi sale e pepe e – per i più audaci non troppo sensibili al peperoncino – le scodelle di fuoco di carne o pesce.

La filosofia del locale si ispira alla cucina di Hong Kong: è possibile scegliere tra tante portate e, come in Cina, i piatti arrivano tutti insieme.

Se non gravitate in zona Navigli non disperate, il locale ha altre sedi in via Padova 3 (NoLo); via Felice Casati 7 (Porta Venezia) e via Lomazzo 16 (Chinatown).

Wang Jiao

Ristoranti low cost, Milano Porta Romana

MAM Milano Amore Mio, via Lodovico Muratori, 7 

Questo delizioso vintage bistrot nell’affollata – gastronomicamente parlando – via Muratori fa parte del progetto Milano Amore Mio (affitti di case per brevi periodi), ed è un vero e proprio gioiellino in cui si respira un’aria intima e familiare.

Travi a vista, lampade retrò e quadri d’autore sono la cornice ideale dove gustare diverse proposte durante l’arco della giornata, che vanno dalla fragrante pasticceria di produzione propria a colazione passando per gli squisiti speciality coffee e arrivando agli ottimi cocktail serali.

Sia a pranzo che a cena non esiste un menu: le diverse portate vengono servite a sorpresa su un vassoio comprendente una selezione di piatti recuperati dalla credenza della nonna, con pietanze vegetariane e biologiche gourmet, che raramente vi capiterà di assaggiare altrove.

Mam

Polleria Milano 2.0, via Crema 16

Poteva essere un suicidio, aprire una polleria a pochi metri da Giannasi, il più noto baracchino della città che offre lo stesso identico cibo, ma questo locale è una vera e propria mecca per gli amanti del pollo arrosto, che desiderano non solo prenderlo da asporto, ma pure mangiarlo in loco.

Il locale è piccolo, ma luminoso (in primavera ci sono anche alcuni tavolini fuori), le proposte, oltre al suddetto pollo arrosto, includono anche un delizioso galletto in tre possibili cotture (alle erbe, tandoori e japan), spiedini, alette, polpette, patate, verdure grigliate e – su ordinazione – l’anatra.

Le birre sono quelle del Birrificio Lambrate, mentre il menu è tanto semplice quanto genuinamente gustoso e terribilmente soddisfacente.


Polleria

Ristoranti economici a Milano, Porta Venezia 

Let’s Wok, Via Panfilo Castaldi, 40

Una tappa fissa per tutti gli amanti dei noodles: in questo piccolo e accogliente locale con soffitto di bambù da cui scendono piante lussureggianti, da una cucina rigorosamente a vista espertissimi cuochi fanno saltare in continuazione una serie di wok infuocati su fiamme altissime, per prepararvi una delle specialità orientali per eccellenza.

Il menu è fai-da-te: si sceglie la base (noodles di riso, di uova o integrali, riso integrale o basmati); dopodiché si aggiungono le proteine, come tofu, pollo, bovino, gamberi, salmone; si passa poi alle verdure di ogni genere (dal packchoi cinese al Quion, lo zenzero peruviano, fino alle baby pannocchie americane), e si arricchisce infine il tutto con le diverse salse homemade.

Se le sperimentazioni però non fanno per voi, potrete decidere di affidarvi agli chef, optando per una delle sei combinazioni presenti sul menu.

Lets Wok

Flower Burger, viale Vittorio Veneto 10

Chi dice che anche i vegetariani non possano concedersi un hamburger con tutti i sacri crismi, che non ha nulla da invidiare alla variante carnivora?

Flower Burger è la prima veganburgheria gourmet d’Italia: i burger proposti nel menu sono appetitosi, composti da ingredienti di altissima qualità, belli da vedere e soprattutto buoni da mangiare; il pane è 100% homemade, e spazia da quello alla curcuma passando per l’ormai iconico nero al carbone vegetale fino al pane ai sette cereali.

Scordatevi poi le atmosfere tristi e punitive di molti locali veg: qui le pareti sono un omaggio alle grafiche colorate e psichedeliche di Yellow Submarine, mescolate con arredi in legno naturale e ferro smaltato, in perfetto stile anni ’70.

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Ristoranti economici, Milano NoLo

Kungfu Bao, viale Monza 37

Nel cuore di quel nuovo quartiere alla ribalta che è NoLo (North of Loreto) si trova questo locale caratterizzato da un arredo particolare e dai colori assai accesi.

La sua specialità? Ravioli orientali di tutti i tipi, freschi, fatti a mano e al momento (sia asciutti che in brodo), e i baozi, una specie di panino-focaccia ripieno di carne e verdure tritate, cotto al vapore, tipicamente cinese e spesso assente dai menu dei ristoranti cinesi.

Il servizio è veloce e puntuale, le porzioni assai abbondanti, il cibo ottimo e il prezzo contenuto: dato che la voce ormai si sta spargendo in fretta, è bene prenotare con un po’ d’anticipo.

Kungfu Bao
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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

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Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

(Continua dopo la foto)

spesa frutta e verdura

Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

succo mirtilli

Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

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Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

pasta verdure piatto

Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

lattuga yogurt noci

Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

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"Se siete a dieta ma non dimagrite, probabilmente state commettendo uno di questi errori", parola di nutrizionista

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Quali sono le cose da non fare a dieta? Ecco i comportamenti che potrebbero farvi prendere peso anziché dimagrire

Saltare i pasti, mangiare tanta frutta secca, esagerare con i cibi light, muoversi poco. La lista degli errori più comuni quando si fa una dieta è infinita. Esistono, infatti, diversi comportamenti che potrebbero rivelarsi dei passi falsi e favorire l’aumento di peso.

Per tornare in piena forma per prima cosa è necessario stare alla larga dalle diete fai da te. Per perdere peso in modo sano e mantenere i risultati nel tempo è bene farsi guidare nella scelta di cosa mangiare da un nutrizionista.  

Ecco poi altri errori assai comuni quando si fa una dieta da non sottovalutare se si vuole raggiungere il proprio risultato.  

**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**

(Continua dopo la foto)

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Mangiare tutto senza condimento

Eliminare completamente i condimenti e consumare tutto rigorosamente scondito non è la strategia migliore per evitare gli sgarri alimentari.

Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva, se usato con moderazione, è un valido alleato della dieta: è ricco di acidi grassi essenziali che aiutano a sentirsi sazi più a lungo.

Via libera anche a erbe aromatiche e spezie, ottimi sostituti naturali di sale e zucchero, che rendono i piatti più gustosi senza compromettere la linea.

Sostituire i pasti con una macedonia di frutta

Consumare a pranzo o cena solo una macedonia di frutta può sembrare leggero, ma rischia di portare a sgarri successivi.

La frutta, infatti, contiene molti zuccheri semplici che forniscono energia immediata ma causano sbalzi glicemici se consumata in grandi quantità soprattutto a digiuno.

Inoltre, non si tratta di un pasto completo: mancano proteine, carboidrati complessi e grassi buoni, fondamentali per un’alimentazione equilibrata.

Mangiare solo un’insalata

Verdure come lattuga, rucola e radicchio sono salutari. Apportano vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.Tuttavia, mangiarle da sole non basta per dimagrire.

L’ideale è abbinarle a una fonte proteica come il pesce, la carne o i legumi e a carboidrati complessi come i cereali integrali, che aumentano il senso di sazietà e forniscono l’energia necessaria al corpo.

Avere fretta a tavola

Mangiare troppo in fretta riduce la percezione di sazietà e porta spesso a esagerare con le quantità.

Al contrario, masticare lentamente e assaporare ogni boccone permette al cervello di ricevere in tempo il segnale di “stop”, aiutando a mangiare meno e meglio.

Photo Credits: Unsplash

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

(Continua sotto la foto)

Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

(Continua dopo la foto)

barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»