10 nuovi locali a Milano da scoprire quest'autunno

La lista definitiva dei nuovi locali da provare a Milano quest'autunno: piatti regionali, superfood, pizze gourmet, drink sartoriali e molto altro
Se c'è un lato positivo della fine delle vacanze è che mentre noi eravamo in spiaggia a goderci l’estate, qualcuno in città lavorava per farci trovare tante magnifiche sorprese al nostro rientro.
Stanno aprendo in questo periodo tantissimi nuovi locali e noi siamo qui per raccontarvi tutte le novità più gustose, succulente e curiose della città.
Dai drink sartoriali ai bistro siciliani, passando per l’immancabile pizza e la caffetteria che un po’ tutti aspettavamo dal nostro primo viaggio oltreoceano.
Una ventata di novità da scoprire questo autunno, per non perderci d’animo anche se le giornate diventano sempre più corte e i primi venti freddi iniziano a farci rabbrividire.
Lasciatevi trasportare alla scoperta di nuovi sapori e imminenti aperture. Tanto della prova costume non dobbiamo preoccuparci per un po'.
(Continua sotto la foto)
Talea
Via F. Argelati, 35
Un cocktail bar sperimentale, un ambiente intimo e accogliente realizzato in una struttura che non ti aspetti, un po’ defilata rispetto alle vie affollate dei Navigli.
Si tratta del progetto di Filippo Sisti, il mago della cucina liquida, l’uomo che ha rivoluzionato l’idea di mixologia, per portarla a una dimensione altra, più vicina all’alta cucina che al concetto di drink che si ha solitamente nella testa.
I cocktail sono creazioni sartoriali, frutto di un importante lavoro di ricerca e preparazione delle materie prime, che vengono macerate, fermentate o essiccate, a seconda della ricetta.
Talea è un’esperienza, prima che un bar.
È la volontà di stimolare una risposta emotiva e sensoriale negli ospiti, dal primissimo momento in cui entrano nel locale, passando poi alla carta per la scelta dei cocktail, fino all’assaggio, sublime.
Non solo. La vera sorpresa è il Vivarium, uno spazio privato e disponibile soltanto su prenotazione.
Si tratta di un bar nascosto, un’esperienza immersiva al pari di uno chef’s table. Perché? Semplice, per osservare in prima persona la visione creativa di Filippo Sisti e della sua squadra.
Un percorso della durata di un’ora o poco più, attraverso il quale assaggiare 5 drink, pensati per far vivere alle persone un’esperienza degustativa di altissimo livello, capace di coinvolgere tutti 5 i sensi. Soltanto provandolo, potrete capire!
Agua Sancta
Corso Garibaldi, 110
Deve il suo nome all’interpretazione, in chiave ironica, dell’alcol e di bevande come l’acqua di fuoco.
È Aqua Santa, il nuovo tempio messicano dei cocktail e del cibo d’oltreoceano, con un twist mediterraneo.
Nato dall’amicizia tra il bartender Fabio Morelli e il cuoco Juan Alessi, uniti dalla comune passione per il mood mexicano, Agua Sancta è una novità coloratissima, perfetta per scaldare l’autunno milanese.
Perfetto per una pausa pranzo diversa ma adatto anche all’aperitivo o a un drink, questo locale propone diversi cocktail ma il punto forse sono Tequila e Mezcal, quelli che in Messico sono considerati gli elisir più popolari e che - secondo una leggenda - rappresenterebbero le bevande della fertilità e della tradizione.
Ragione questa per la quale vengono tutt’oggi consumate in occasione delle feste popolari.
Ad accompagnare questi elisir, un Mexiterranean Bistro con proposte culinarie che spaziano dai tacos di pollo, alla guacamole ai nachos, passando per diversi tipi di piatti freddi fino all’immancabile aguachile, proposto nella sua versione speciale a base di gamberi rossi di Mazara del Vallo.
Una prelibatezza capace di contaminare le tradizioni e i sapori in modo magistrale.
Petrus 1935
Via Fiori Chiari, 13
L’insegna recita “Urban restaurant and raw bar”.
Petrus 1935 è questo e molto di più. Si tratta di un tempio del pesce fresco e, in particolare, del crudo.
Qui le ostriche la fanno da padrone, in diverse squisite varietà.
A loro si uniscono gamberi e scampi di Linosa, ricci di mare in stagione ma anche tartare prelibate e - la chicca - il pregiato caviale Adamas, fiore all'occhiello del made in Italy.
Il ristorante ha aperto i battenti prima dell’estate - ma non avendone ancora parlato non potevamo farci mancare questa chicca. Non solo crudo ma anche diversi piatti semplici e sapori della tradizione Lampedusana, ambiente post industriale e pochissimi coperti: 38 in tutto, contando i due banconi.
Questo è il posto perfetto per chi vuole assaporare il mare più genuino e delizioso, immerso nel quartiere degli artisti per eccellenza, Brera.
Taverna Moriggi
Via Morigi, 8
Il nome non è certo nuovo. Taverna Moriggi, infatti, è niente meno che una storica insegna meneghina del 1900 che oggi rivede la luce grazie all’ambizioso progetto di un gruppo di giovani under 30.
Riapre al pubblico proprio in questo mese di settembre il locale al pianterreno del Palazzo dei Morigi, che ha subito un lungo e importante restauro durato anni.
La nuova Taverna Moriggi conserva una calda e suggestiva atmosfera d'antan, con i suoi muri di mattoni rossi, il soffitto a cassettoni, i lampadari in ferro battuto e il pavimento in cotto e pietra.
Il locale è diviso idealmente in 3 ambienti principali, la sala esterna, la sala centrale e la sala medievale. L’idea del locale è di creare un gioco di equilibri fra tradizione e creatività, cercando di rileggere in chiave contemporanea le antiche ricette dei grandi classici della cucina milanese.
Impensabile non provarlo, almeno una volta.
Plato Chic Super Food
Via Cesare Battisti, 2
Le ambizioni sono altissime, a partire dalla scelta del nome, che rimanda a Platone e al suo Mito della caverna.
Così come il termine Superfood, alimenti ricchissimi di nutrienti utili al fabbisogno giornaliero di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibre.
I piatti, manco a dirlo, sono vegan friendly e pensati anche per gli intolleranti a-qualunque-cosa-immaginabile.
Il piatto forte sono i veli, “sottili sfoglie di farine speciali, prive di lievito e glutine, che contengono tesori alimentari golosi, freschi e utili al tuo benessere”, come recita la home page del locale.
C’è da aggiungere che questi veli, pur piccolissimi, sono deliziosi. Serviti a coppie, hanno dal lato loro il fatto che ne ordineresti decine.
Plato Super Food però, badate bene, non è soltanto cibo sano ma anche un locale di design, dove nulla è lasciato al caso.
Il nuovo place to be di Porta Vittoria, in poche parole.
Gnoko On The Road
Via Gian Battista Tiepolo, 1
Non solo un locale ma un vero, piccolo, laboratorio artigianale dove si può ammirare il procedimento di preparazione dello gnocco fritto.
Gnoko è un take-away di gnocco fritto fatto al momento, una minuscola salumeria che vende prodotti tipici della Food Valley, un luogo dove poter gustare un aperitivo all'antica, ma con un pizzico di modernità.
Un angolo di Emilia, accolto proprio nel mezzo della capitale meneghina.
E chi fra i vegetariani sta già storcendo il naso si rassereni, hanno pensato anche a voi. Lo gnocco emiliano può accompagnarsi ai migliori salumi della tradizione ma anche a deliziosi preparati cremosi, come l’hummus.
Starbucks
Piazza Cordusio
Tra le aperture più attese c’era proprio lui, Starbucks, che ha scelto di aprire nella capitale meneghina il suo negozio più grande in Europa.
Non solo una caffetteria ma una vera e propria torrefazione per far vivere agli ospiti un’esperienza immersiva e totalizzante all’aroma di caffè.
Le interminabili code per entrare sono un’ottima dimostrazione di come sta reagendo la città a questa attesissima new entry, dove la panificazione è prodotta in loco (e con forno a legna) da Princi.
Cosa assaggiare per forza? Il gelato fatto sul momento affogato al caffè. C'è anche nella versione vegetale e senza lattosio.
Ambaradan
Via Losanna, 36
Un innovativo concept di ristorazione dedicato solo agli antipasti, questa volta, di pesce.
Aperto lo scorso 8 settembre a Milano: dal pranzo alla cena passando per l’aperitivo, degustando piatti deliziosi sotto forma di antipasto.
Il punto forte è il conto, che viene deciso dalla tavolata in base all’indice di gradimento dei commensali: M - migliorabile; B - buono; O - ottimo.
Un format diverso e un’idea apprezzabile in una città in cui spesso ci si ritrova con le aspettative deluse. Da sperimentare!
Young Pizza
Aprirà a ottobre a Milano Young Pizza Gourmet, un locale che fa dell’eccellenza sannita un modo di ripensare la tradizione.
Quattro diversi impasti speciali e farciture i cui ingredienti DOC arrivano da ogni regione d’Italia.
Lievito madre, multicereali, kamut e farine integrali, gli impasti che renderanno protagonista il trancio di pizza beneventano tra sapori e accostamenti originali, tutti da assaporare.
Il concept del locale prende ispirazione sia dalla tradizione del prodotto, la pizza, che dalle ultime tendenze del mondo dell‘interior design e intende offrire ai suoi ospiti un modo diverso di gustare un prodotto conosciuto e amato non solo a Milano ma in ogni parte del mondo.
Una novità che attendiamo con grande curiosità.
Cannata Sicilian Bakery
Corso Indipendenza 5
Direttamente dalle sapienti mani di Tommaso Cannata, da Messina a Milano, dalle arancine ai cannoli, la nostra amica Soup Opera ci segnala la recentissima apertura meneghina di Cannata Sicilian Bakery.
Eppure non serve solo arancine questo magnifico locale ma anche pani e prodotti da forno che fanno aumentare la salivazione alla sola vista.
E ancora focacce, pidoni e molte altre specialità messinesi della tradizione, rivisitate con un tocco di estro e un briciolo di milanesità.
© Riproduzione riservata
Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**
Cosa mangiare per essere più felici
(Continua sotto la foto)
Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
© Riproduzione riservata
«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
(Continua dopo la foto)
Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
© Riproduzione riservata
Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
(Continua sotto la foto)
Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
© Riproduzione riservata
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
(Continua sotto la foto)
Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
© Riproduzione riservata