Come lavare le fragole: i consigli per pulirle e mangiarle in sicurezza
Fragole, che passione! Vaschette rosso brillante che finiscono dritte nel carrello e, spesso, direttamente sotto un getto veloce d’acqua prima di essere mangiate. Peccato che, per un frutto così delicato e senza buccia, questo lavaggio “al volo” non basti davvero.
Un lavaggio accurato sotto acqua corrente può eliminare dal 90 al 99 per cento dei batteri presenti sulla superficie di frutta e verdura. Ma nel caso delle fragole, che toccano il terreno e assorbono facilmente acqua, serve qualche accortezza in più, soprattutto in gravidanza o quando le mangiano bambini piccoli e anziani.
Perché lavare bene le fragole
Le fragole possono arrivare a casa con residui di terra, polvere, pesticidi e microrganismi come batteri e virus intestinali. Tra i patogeni che possono essere veicolati da frutta e verdura crude, le fonti di ginecologia come iMamma ricordano Listeria, Salmonella, Norovirus ed Escherichia coli, particolarmente rischiosi per gestanti e soggetti fragili.
Lavare significa rimuovere fisicamente lo sporco e gran parte dei microbi con l’azione meccanica dell’acqua. Disinfettare è un passaggio successivo, con prodotti specifici, che ha senso solo in alcune situazioni. In ogni caso, nessun prodotto sostituisce un buon lavaggio sotto acqua corrente.
Quando lavarle e come sceglierle
Le fragole andrebbero lavate solo poco prima di consumarle. Gli esperti che si occupano di conservazione degli alimenti, come Great Italian Food Trade, ricordano che è meglio riporle in frigo non lavate, a 1-4 °C, e sciacquarle al momento. L’acqua in eccesso, infatti, accelera muffe e marcescenza.
Al supermercato scegliete frutti sodi, di colore rosso uniforme, senza zone molli né puntini bianchi o muffe. Il picciolo deve essere verde e turgido. E sì, anche le fragole biologiche vanno lavate con la stessa cura: riducono l’esposizione a pesticidi sintetici, ma non eliminano il rischio di batteri e sporco.
Metodo base: solo acqua corrente
Prima di toccare le fragole, lavatevi bene le mani e assicuratevi che ciotole, colini e coltelli siano puliti. Evitate di usare gli stessi taglieri che usate per carne o pesce crudi, per scongiurare la contaminazione incrociata.
Tenete il picciolo attaccato. Mettete poche fragole per volta in un colino, in uno strato solo, e passatele sotto un flusso di acqua fredda. Muovetele delicatamente con le mani, in modo che l’acqua raggiunga ogni parte della superficie. Niente acqua calda: le rende molli e rovina il sapore.
Subito dopo, disponetele su un canovaccio pulito o su carta da cucina e tamponatele con delicatezza. L’asciugatura è cruciale: se le riponete bagnate, la muffa avrà vita facile. Solo a questo punto eliminate il picciolo e tagliatele, se vi serve, a fette o a pezzetti.
Bicarbonato e aceto: come usarli senza esagerare
Il bicarbonato non sterilizza, ma aiuta a staccare residui di terra e una parte dei pesticidi superficiali. Potete riempire una ciotola con acqua fredda, sciogliere 2 cucchiai rasi di bicarbonato e immergere le fragole intere (sempre con il picciolo) per 3-5 minuti. Non di più, per non alterare gusto e consistenza. Poi scolate e risciacquate di nuovo sotto acqua corrente.
Anche l’aceto ha una leggera azione antibatterica. Per le fragole, meglio soluzioni delicate: ad esempio mezzo bicchiere di acqua e mezzo di aceto di vino bianco o di mele, ammollo massimo 5 minuti, poi risciacquo abbondante. In alternativa, un rapporto 1:4 tra aceto e acqua, per 5-10 minuti. In ogni caso, se non le sciacquate bene, il rischio è ritrovarvi con fragole al retrogusto di insalata.
Disinfettanti e gravidanza: quando fare un passo in più
Per la maggior parte delle persone, acqua corrente, eventualmente con un passaggio in bicarbonato o aceto, è sufficiente. In gravidanza, però, il discorso cambia: come ricorda iMamma, infezioni da Listeria o Salmonella possono essere pericolose per mamma e feto.
In questi casi molti ginecologi consigliano, oltre al lavaggio accurato, un ammollo in soluzioni a base di cloro per alimenti, come l’Amuchina specifica per frutta e verdura. Seguite sempre le dosi e i tempi indicati in etichetta e, soprattutto, risciacquate bene le fragole sotto acqua corrente dopo l’ammollo. Non aumentate mai “a occhio” la quantità di prodotto, perché non aumenta la sicurezza, ma solo il rischio di residui. Per dubbi personali, il riferimento resta sempre il vostro medico.
Dopo il lavaggio: conservazione ed errori da evitare
Una volta asciutte, potete consumare le fragole subito oppure conservarle in frigo per un giorno, al massimo due. Sistematele in un contenitore largo, foderato con carta assorbente, senza schiacciarle e possibilmente senza coperchio ermetico, per far circolare un minimo d’aria. Se volete congelarle, lavatele, asciugatele benissimo, togliete il picciolo, disponetele su un vassoio distanziate e solo dopo trasferitele in sacchetti.
Sette errori da evitare sempre:
1. Togliere il picciolo prima di lavarle.
2. Lasciarle in ammollo per mezz’ora “tanto per sicurezza”.
3. Usare acqua calda.
4. Strofinarle con forza o con spugne abrasive.
5. Lavare grandi quantità in anticipo e poi tenerle in frigo bagnate.
6. Esagerare con bicarbonato, aceto o disinfettanti.
7. Dimenticarsi di asciugarle prima di servirle o conservarle.
Con pochi gesti in più rispetto al solito risciacquo veloce, le fragole restano belle, profumate e molto più sicure nel momento in cui le portate in tavola.
© Riproduzione riservata