Fare il lievito in casa (madre e di birra) è più facile di quello che pensate

Come fare il lievito a casa? Facile, o fattibile perlomeno.
Per il lievito madre la questione è semplice ma necessita un po' di costanza, per fare il lievito di birra invece basta seguire le istruzioni.
Vi diamo entrambe le ricette e le procedure.
Prima le istruzioni per fare il lievito madre, un organismo vivo vero e proprio a cui dare da "mangiare" facendo dei "rinfreschi": vi spiegheremo come realizzarlo in casa con la ricetta di una grande famiglia di panificatori.
Poi, quelle per il lievito di birra: dopo qualche tentativo potrete farlo abitualmente in casa, o ricavare una doppia porzione da una singola già acquistata.
Prendete carta e penna e preparatevi a impastare: dopo le istruzioni per fare il lievito a casa vi diamo anche le ricette di pane, pan brioche e pizza per provarli.
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Come fare il lievito madre in casa
La ricetta è quella di Cappelletti & Bongiovanni, fornai dal 1979 a Dovadola, un paesino nella provincia di Forlì-Cesena, la cui fama è ben nota tra gli addetti al settore.
Pasta madre, lievito madre, lievito naturale: sono tanti i nomi per chiamare questo composto, che, però, esattamente cos'è? Come spiegano dal forno, "è una coltura di lieviti (funghi) e batteri lattici in una base di acqua e farina, da utilizzare per avviare un processo di lievitazione".
Facile. Almeno a dirsi. A farsi è un po' più complicata, certo, ma non impossibile.
La procedura per fare il lievito madre a casa
«Si parte - spiega il mastro fornaio - mettendo in un bicchiere un dito d’acqua e aggiungendo la farina necessaria per dargli la consistenza di un impasto abbastanza umido (non troppo solido o secco).
Il giorno dopo si aggiunge acqua nel bicchiere, si scioglie l'impastino e si aggiunge farina fino a raggiungere un composto simile a quello del giorno precedente.
Questa operazione va ripetuta per altri 3 giorni.
Dopo questi 4 giorni è il momento dei cosiddetti rinfreschi, che vanno fatti pesando l'impasto e aggiungendo il 50% del suo peso in acqua e il 100% del suo peso in farina.
Dopo circa 20 giorni di rinfreschi consecutivi avremmo un lievito vivo e attivo che ci può permettere di far lievitare un impasto per il pane per la focaccia o per la pizza».
I rinfreschi, però, vanno fatti anche dopo.
Sì, perché il lievito madre è un organismo vivo, che non muore.
«Se la si tiene fuori dal frigo - spiega il fornaio di Dovadola - bisognerebbe rinfrescarla tutti i giorni, mentre se la si tiene in frigo la si può rinfrescare anche 1 volta a settimana. Le dosi? 45/100 cioè 45% del suo peso in acqua e il 100% del suo peso in farina».
Il più grande punto di forza del lievito madre? La digeribilità.
(foto: Flavia Priolo)
Come fare il lievito di birra in casa
Realizzare il lievito di birra in casa è possibile, ma funziona solo se si utilizza birra non filtrata e non pastorizzata.
Ingredienti per fare un panetto da 25 grammi di lievito di birra:
50 millilitri di birra (appunto non filtrata e non pastorizzata)
1/2 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaio circa di farina 00
La birra va girata prima di essere utilizzata. Unire tutti gli ingredienti e lasciar riposare per almeno 12 ore.
Come raddoppiare il lievito di birra che avete comprato
Se invece avete a casa un panetto di 25 grammi acquistato al supermercato, ecco le istruzioni per "raddoppiarlo": sbriciolarlo in una boule, aggiungere 25 grammi d'acqua, sciogliere.
E poi aggiungere 60 grammi di farina.
Lavorare dapprima nella boule e, infine, impastare a mano.
Trasferire il panetto ottenuto in una ciotola e coprire con pellicola: il giorno dopo avrete 50 grammi di lievito di birra fresco.
(foto: Julian Hochgesang per Unsplash)
Ricetta della pizza (con lievito di birra)
La ricetta è di Pier Daniele Seu, giovane e pluripremiato pizzaiolo di base a Roma (un tavolo al suo ristorante va prenotato almeno una settimana prima, due se andrete nel week-end)
Ingredienti per fare la pizza
1 chilogrammo di farina 0 (o blend di 750 tipo 0 e 250 tipo 1 o comunque integrale)
750 grammi di acqua fredda
10 grammi di lievito di birra fresco
30 grammi di sale
20 grammi di olio
Come fare la pizza
In una ciotolola versare e mescolare farina e lievito. A poco a poco incorporare l’acqua mescolando con una forchetta, lentamente, finché la farina nn assorbe tutto. Aggiungere poi il sale, sempre mescolando l'impasto, e in ultimo aggiungere l'olio pian piano, iniziando ad impastare con le mani.
Lavorare l’impasto finché l’olio non sarà assorbito.
A questo punto riporre la "pagnotta" a riposare per circa un'ora, coperta da un canovaccio a temperatura ambiente.
Dopo due ore prendere l’impasto e rifare le pieghe (cioè riformare la pagnottella) e riporre l’impasto in frigo per tutta la notte. Il giorno dopo, in tarda mattinata, fare la pezzatura: i panetti per le teglie.
Il peso di ogni panetto sarà area della teglia x 0,6. A questo punto, lasciare i panetti fuori frigo per circa tre ore a lievitare finché non avranno raggiunto la temperatura ambiente.
Una volta steso l’impasto, metterlo in forno a cuocere per circa 15 minuti a 250 gradi.
Per pizze a base rossa cuocere prima la pizza con il pomodoro (salato e pepato) e aggiungere la mozzarella solo alla fine per farla fondere. Il risultato sarà migliore se avrete preventivamente tagliato la mozzarella, messa a scolare per qualche ora con la carta assorbente.
"Con questa ricetta, però, consigliamo le focacce bianche da tagliare e farcire", spiega Seu.
Come fare una treccia di pan brioche con lievito madre
Certo, col lievito madre si può fare il pane. Per chi si vuole cimentare, ecco qui una ricetta del forno romagnolo di Dovadola per realizzarlo.
Se, però, siete appassionati di dolci, ecco qui la ricetta della treccia di pan brioche della blogger Flavia Priolo, sui social "Tè verde e pasticcini", che ha lanciato l'hashtag #QuelleDelLievitoMadre.
Ingredienti per fare il pan brioche
80 grammi di pasta madre
210 grammi di farina Manitoba
40 grammi di acqua
30 grammi di zucchero di canna
50 grammi di burro
un uovo
un cucchiaio abbondante di miele
mezzo cucchiaino di sale
Come fare il pan brioche a casa
Sciogliere la pasta madre insieme al miele nell’acqua tiepida, aggiungere la farina, l’uovo e lo zucchero di canna e amalgamare prima di unire il sale.
Impastare nella ciotola per almeno cinque minuti poi trasferire sulla spianatoia ed inserire il burro ammorbidito. A questo punto, impastare per circa 10 minuti sulla spianatoia (che è anche un buon esercizio per le braccia) e far lievitare il tutto, coperto dalla pellicola trasparente, in un luogo tiepido (il forno spento per esempio) per circa un’ora.
Effettuare poi con delicatezza lo sgonfiamento dell’impasto facendo una serie di pieghe a portafoglio. Lasciar trascorrere mezz’ora e trasferire l’impasto in frigorifero avvolto nella pellicola per una notte. Al mattino togliere dal frigorifero e lasciare ambientare per circa un’ora, quindi prendere l’impasto, sempre con delicatezza, e formare tre cilindri.
A questo punto è il momento di comporre la treccia (sì, stesso procedimento di quella per i capelli). Far lievitare fino al raddoppio in una teglia foderata con carta forno e coperta per circa tre ore. Cuocere in forno a 160° per circa 30 minuti.
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«Questi sono i cibi che migliorano l'umore», parola della scienza

Quante volte ci capita di avere giornate no; spesso quando la concentrazione sul lavoro vacilla, la voglia e la determinazione di fare qualcosa, qualsiasi cosa, calano e l’irritabilità aumenta senza un motivo preciso.
Non sempre è questione di grandi problemi o eventi traumatici. A volte il nostro equilibrio emotivo dipende da fattori molto più quotidiani; come il sonno, il livello di stress e, sì, anche ciò che mettiamo nel piatto.
Negli ultimi anni la scienza ha chiarito sempre di più quanto il legame tra alimentazione e benessere mentale sia profondo. Il cervello, infatti, ha bisogno di nutrienti specifici per funzionare al meglio, regolare gli ormoni e sostenere la produzione dei neurotrasmettitori legati al buon umore.
Non esistono cibi miracolosi capaci di cambiare l’umore in un istante, ma esistono scelte alimentari che, inserite con costanza nella routine, possono aiutare a sentirsi più stabili, energiche e centrate.
Ecco allora 10 alimenti da portare in tavola per nutrire corpo e mente.
**5 cose da fare in cucina per essere sempre di buonumore**
Buon umore e alimentazione: gli alimenti da inserire nella dieta
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Cioccolato fondente
La voglia di qualcosa di dolce quando siamo giù di tono non è solo un capriccio. Il cioccolato fondente, soprattutto quello con almeno l’85% di cacao, è ricco di polifenoli e antiossidanti che contribuiscono a ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress. Inoltre, contiene prebiotici che favoriscono la salute del microbiota intestinale, sempre più considerato un alleato del benessere psicologico.
Una piccola porzione al giorno (circa 30 grammi) può trasformarsi in un gesto di piacere che sostiene il buon umore senza eccessi.
Salmone e pesce azzurro
Salmone, sgombro, sardine e aringhe sono fonti preziose di omega-3, grassi essenziali che svolgono un ruolo chiave nella salute cerebrale. Gli omega-3 hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori legati alla regolazione dell’umore.
Inserire una o due porzioni di pesce azzurro alla settimana aiuta a sostenere concentrazione ed equilibrio emotivo, favorendo una sensazione di stabilità e benessere.
Pane e cereali integrali
I cereali integrali, dall’avena al riso integrale, sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando sbalzi che possono incidere sull’irritabilità.
Colazioni e pranzi a base di integrali rappresentano una base solida per sostenere il buon umore durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e fragole non sono solo colorati e deliziosi, ma anche ricchi di flavonoidi, sostanze che proteggono il cervello dallo stress ossidativo. I mirtilli, in particolare, sono stati associati a un miglioramento della memoria e della concentrazione.
Una porzione al giorno, magari sotto forma di composta fatta in casa o aggiunta allo yogurt, è un modo semplice per unire gusto e benessere.
Frutta secca
Mandorle, noci, pistacchi e anacardi sono piccoli concentrati di nutrienti. Contengono grassi mono e polinsaturi utili al cervello, oltre a magnesio, vitamina E e triptofano. Consumare circa 40 grammi di frutta secca cinque volte a settimana contribuisce a proteggere la funzione cognitiva e a favorire una maggiore resilienza allo stress.
In questo senso, una manciata come snack pomeridiano può aiutare a mantenere il buon umore anche nei giorni più impegnativi.
Semi di chia e lino
Per chi non ama il pesce, semi di chia e semi di lino rappresentano un’ottima alternativa vegetale agli omega-3. Il loro contributo alla salute del microbiota intestinale rafforza il legame tra intestino e cervello, sostenendo l’equilibrio emotivo.
Possono essere aggiunti a smoothie, yogurt o insalate e offrono anche un buon apporto di fibre.
Yogurt e kefir
Gli alimenti fermentati come yogurt naturale e kefir contengono probiotici che favoriscono la diversità del microbiota. Un intestino in equilibrio è associato a minori livelli di ansia e a una migliore regolazione dell’umore.
Inserire quotidianamente una porzione di questi prodotti può contribuire a creare le condizioni ideali per sentirsi più leggeri anche mentalmente.
Uova
Spesso sottovalutate, le uova sono una fonte completa di proteine e contengono colina, una sostanza importante per la funzione cerebrale. Forniscono anche vitamina D, fondamentale soprattutto nei mesi con meno esposizione solare.
Una colazione salata o un pranzo che includano uova può sostenere energia e lucidità, due elementi che influiscono direttamente sulla percezione del benessere.
Verdure a foglia verde
Spinaci, cavolo riccio e bietole apportano folati e magnesio, nutrienti coinvolti nella regolazione del buon umore. Una carenza di folati è stata associata a sintomi depressivi, motivo per cui integrare queste verdure nella dieta quotidiana può avere un impatto significativo.
Saltate in padella o aggiunte a zuppe e insalate, sono un alleato prezioso per il buon umore.
Acqua e tè verde
Anche l’idratazione gioca un ruolo fondamentale per il buon umore. Una lieve disidratazione può influire negativamente su concentrazione e tono emotivo.
Bere circa due litri di acqua al giorno aiuta a mantenere il cervello attivo. Il tè verde, inoltre, contiene L-teanina, un amminoacido che favorisce rilassamento e attenzione.
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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.
Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.
In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.
Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.
Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.
Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.
Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità.
Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre
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Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta
Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.
Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.
Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.
Al posto dei succhi consumate frutta intera
La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.
Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.
Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.
Abbinate i cereali integrali ai legumi
Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.
Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.
Mangiate la pasta con le verdure
La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.
Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.
Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.
Aggiungete la frutta secca alle insalate
Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.
Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.
Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
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Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**
Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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