“Non ho bisogno di una relazione”! Il solo-maxxing è il trend del momento: ecco perché sempre più persone scelgono di restare single
Nel 2023, secondo un report che sintetizza i dati ISTAT, circa il 37% delle famiglie italiane è composto da una sola persona. Le proiezioni parlano di un possibile 41% entro il 2050. Un’Italia sempre più “da uno”, insomma, mentre matrimoni e nascite rallentano.
Su TikTok e sugli altri social questa trasformazione prende un nome preciso: solo-maxxing. Video patinati di cene per uno, weekend in solitaria, case curate fin nei dettagli. Ma dietro il trend virale c’è qualcosa di più interessante: la scelta consapevole di immaginare una vita senza coppia come progetto a lungo termine, non come piano B.
Che cos’è davvero il solo-maxxing
Il solo-maxxing indica la decisione intenzionale di restare single e ottimizzare la propria vita da soli: tempo, soldi, energie emotive. Bruce Y. Lee, medico e scrittore, in un articolo del 2026 su Psychology Today, la descrive come una singletudine orgogliosa, che non aspetta la relazione “giusta” per sentirsi completa.
Le motivazioni? Soldi e pace mentale, in primis. Uscire, fare regali, pianificare vacanze di coppia costa, e non poco: ricerche statunitensi parlano di oltre 200 dollari per un appuntamento romantico.
Eliminare il dating significa reinvestire quelle risorse in carriera, formazione, viaggi, casa. E ridurre al minimo litigi, gelosie, rotture improvvise.
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Dai social alla vita reale: l’aspirazione profonda
Sui social la solitudine viene estetizzata: sveglie presto, allenamenti, meal prep, journaling, serate sul divano con la propria serie preferita. Stanno nascendo veri e propri “solitude influencer”, che trasformano la vita da soli in un micro-genere narrativo fatto di ordine, produttività e controllo.
Dietro le immagini filtrate, però, si intravede un bisogno più radicale. Diversi sociologi parlano di individualizzazione: ciascuno costruisce la propria biografia, il proprio sé come progetto. In un mondo lavorativo precario e in relazioni spesso liquide, la coppia non è più percepita automaticamente come rifugio sicuro. Il solo-maxxing diventa il tentativo di rimettere al centro il proprio tempo e la propria stabilità interna.
In Italia questa scelta si scontra con una cultura ancora fortemente legata al contesto familiare. Restare senza coppia, soprattutto dopo una certa età, attira domande, battute, allarmismi. Nello stesso tempo, molti di voi conoscono persone che hanno lasciato relazioni stabili o matrimoni proprio per “tornare a sé”: meno compromessi, più spazio alle amicizie, alla famiglia scelta, ai propri desideri professionali.
Anche la dimensione economica pesa. Vivere da soli costa di più, come ricorda il report “Abitare e consumare da soli” basato su dati ISTAT, ma permette anche una gestione totalmente autonoma di spese, città in cui abitare, stile di vita. Per chi è cresciuto sentendosi dire che i “bamboccioni” restano a casa dei genitori, scegliere una vita senza coppia è paradossalmente un atto di adultità.
Quando il solo-maxxing diventa evitamento (e come accorgersene)
Gli esperti avvertono che il solo-maxxing può essere rischioso se nasce soprattutto dal rifiuto dei conflitti e della vulnerabilità. Chiudersi nella propria bolla dà una sensazione di sicurezza, ma riduce l’esposizione a idee, abitudini, limiti altrui. E proprio l’attrito con l’altro, nelle relazioni intime, è spesso ciò che ci fa crescere davvero.
C’è anche un tema di salute pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato la solitudine come priorità globale: vivere soli e sentirsi soli aumenta il rischio di depressione, problemi cardiovascolari, dipendenze. I dati italiani sulle famiglie monocomponente mostrano che, soprattutto tra anziani e persone economicamente fragili, una vita da soli può tradursi in isolamento e vulnerabilità.
Come capire, nel concreto, in quale zona vi trovate? Alcune domande possono aiutare. Vi sentite energici e curiosi, con una rete di amicizie e affetti su cui contare, anche se non siete in coppia? Oppure usate lavoro, serie e smartphone per non pensare alla possibilità di legarvi a qualcuno? Rinunciate sistematicamente a potenziali relazioni per paura di litigare, essere visti da vicino, mostrare parti di voi che non amate?
Un altro segnale: i social. Condividere la propria routine “da uno” vi diverte, ma nella vita offline mantenete contatti profondi, anche rari? O finite per vivere solo di contenuti, trasformando la solitudine in performance, mentre le emozioni restano tagliate fuori? Se prevalgono tristezza, senso di vuoto, ansia all’idea di qualsiasi intimità, gli psicologi suggeriscono di parlarne con un professionista.
Il punto non è stabilire se sia “meglio” essere in coppia o no. L’onda del solo-maxxing ci ricorda che molte persone oggi vogliono smettere di aspettare la relazione giusta per concedersi una casa, un cane, un conto in banca solido, un progetto creativo. La sfida, per ciascuna e ciascuno di voi, è capire se quella vita centrata su di sé nasce da libertà o da paura. E trovare un modo di abitare la solitudine che lasci sempre una porta aperta al legame, nelle forme che sceglierete.
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