Volete provare a cucinare il tacchino del Ringraziamento? Ecco come si fa

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Giovedì si festeggia il Thanksgiving. Per chi vuole provare un'esperienza da film anche a casa, ecco la ricetta per preparare il tacchino del Ringraziamento

Giovedì 27 novembre in America si festeggia il Thanksgiving, o Ringraziamento, un’usanza cara agli americani anche più del Natale, da passare in famiglia o con gli amici.

Divenuto super celebre anche da noi attraverso migliaia di film e serie tv, ha un unico protagonista ricorrente: il tacchino.

Volete provare a rifarlo?

Ci siamo fatti passare la ricetta dal California Prune Board e dalla food blogger texana (che da tempo vive a Milano) Laurel Evans di Un’americana in cucina.

Ecco tutto quello che vi serve sapere per preparare il Tacchino del Ringraziamento, ripieno di pancetta, castagne e prugne della California.

Poi non vi resta che radunare gli amici.

Come preparare il tacchino del Ringraziamento

(Continua sotto la foto)

thanksgiving

Gli ingredienti

Per il ripieno:

300 g Prugne della California, tagliate a metà

800 g di pane bianco e nero, tagliato a cubetti

400 g di pancetta, tagliata a dadini

500 g di castagne precotte e sbucciate, tagliate a quarti

110 g di burro

2 cipolle grandi, sbucciate, a pezzettini

5 coste di sedano, tritate grossolanamente

3 cucchiai di salvia fresca tritata finemente

1 litro di brodo vegetale

1 cucchiaio di sale

una manciata di prezzemolo tritato grossolanamente

pepe nero

Per il tacchino:

mezzo litro di brodo di pollo o di tacchino

mezzo litro di vino bianco

230 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, separati in due parti

1 tacchino grande (5-6 kg): si calcola 650-700g per persona

1 cucchiaio di sale

termometro da carne con sonda

tacchino ringraziamento

Il procedimento

Per il ripieno:

Distribuite i cubetti di pane in un unico strato su un paio di teglie e lasciateli seccare durante la notte, senza coprirli. Oppure fateli seccare nel forno a 180°C per 10 minuti.

In una padella ampia saltate i dadini in pancetta su fuoco medio-alto per 10-12 minuti, finché non saranno dorati. Unite il burro e fatelo sciogliere su fuoco medio, quindi unite le cipolle e il sedano tritati; cuocete, mescolando, per circa 10 minuti. Unite la salvia e cuocete per altri 5 minuti.

Trasferite il composto con le verdure in una ciotola molto capiente. Unite il brodo, le castagne, le Prugne della California, il pane, il prezzemolo, sale e pepe. Usate la farcitura per riempire il tacchino, poi mettete quella che avanza in una teglia imburrata. Infornate coperto a 180°C per 25 minuti.

Scoprite e cuocete per mezzora circa, finché è ben dorato.

Per il tacchino:

Scaldate il forno a 215°C. Scaldate insieme il brodo, il vino e metà del burro ammorbidito. Pulite e asciugate bene il tacchino. Mescolate insieme l’altra metà del burro con sale e pepe a piacere.

A partire dal collo, distaccate la pelle dal petto e dalle zampe del tacchino inserendo le dita con delicatezza tra carne e pelle in modo da non romperla. Spalmate il composto di burro sotto la pelle allentata e stendete la pelle per farla tornare normale. Quindi spalmate l’esterno e l’interno del tacchino con il composto di burro, salate e pepate abbondantemente sia l’esterno che l’interno.

Farcite il tacchino con il ripieno precedentemente preparato, ma non riempitelo troppo. Chiudete la cavità appena farcita con stecchini di legno. Legate le zampe con lo spago da cucina e ripiegate le ali sotto il tacchino.

Mettete il tacchino nel forno preriscaldato per 20 minuti, poi bagnate (con pennello o cucchiaio) tutte le parte esposte del tacchino con la miscela di brodo e vino. Abbassate la temperatura a 180°C.

Ogni 30 minuti, bagnate il tacchino con la miscela di brodo. Se la pelle del tacchino dovesse dorarsi troppo, copritelo con un foglio di alluminio.

Dopo due ore di cottura, cominciate prendere la temperatura del tacchino. Inserite un termometro per la carne nel punto più spesso della coscia (vicino all’osso, ma senza toccarlo). Dovrebbe segnare 75°C. Ci vogliano circa 3 ore / 3 ore e mezza di cottura totale, in base alle dimensioni del tacchino.

A fine cottura, togliete il tacchino dal forno, trasferitelo su un piatto da portata e fatelo riposare a temperatura ambiente per 20-30 minuti.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95