Come festeggiare San Valentino in base al tipo di coppia che siete

Pronti a festeggiare San Valentino?
Se siete in cerca di idee su come passare il giorno degli innamorati, fate un passo indietro e chiedetevi prima che tipo di coppia siete.
Una coppia giovane? Una assodata (e magari con figli a casa)? Siete amici con benefit o magari due ex amanti che si sono ritrovati?
L'universo delle coppie è vario e i modi per festeggiare San Valentino non possono prescindere dal contesto e anzi devono adattarsi a esso.
Gli esperti di Guidapsicologi.it hanno identificato alcuni tipi di coppie, con le loro caratteristiche, e per ognuna di esse hanno fornito preziosi consigli per festeggiare San Valentino.
9 tipi di coppia: come festeggiare San Valentino
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1. Se è un nuovo flirt
Se non c’è ancora molta storia di coppia condivisa, l’entusiasmo tipico di quando si inizia una nuova relazione renderà questo appuntamento un giorno dolce e romantico.
Si tratta di uno stato emotivo legato all’idea di poter affermare a se stesso "non sono più single e posso condividere questa giornata con il mio partner", che per molte persone ha un effetto mentalmente confortante in date come questa.
Dal momento però che ci si conosce da poco, può essere più complicato sapere cosa piace o cosa può eccitare il partner. Non vi è stato il tempo per forgiare abbastanza ricordi, e si può correre il rischio di sfociare in una giornata che abbia più connotazioni commerciali che emozionanti.
Come festeggiare San Valentino?
La cosa migliore sarebbe pianificare qualcosa insieme, precedentemente concordato. Così facendo, entrambe le parti possono conoscere ciò che l'altro preferisce e ciò che lo fa sentire a proprio agio.
Attenzione: il fattore sorpresa non deve scomparire, durante la ricerca di un accordo finale sorgono molti dettagli che possono essere incorporati a insaputa dell’altro, per lasciarlo a bocca aperta!
2. Se si tratta di un ritorno di fiamma
Quando si vive un ritorno di fiamma con un proprio ex, ci si conosce già e si sa come sorprendere l'altra persona, quindi si può approfittare di una giornata come questa per fare qualcosa insieme e cercare di appianare antiche asperità, proponendo questa giornata come un appuntamento incentrato sulla coppia e passare del tempo l'uno con l'altro.
Attenzione però, le ragioni della rottura potrebbero essere ancora presenti e potrebbero manifestarsi quando si trascorre del tempo insieme. Potrebbero insorgere sentimenti come sospetto, frustrazione, impotenza o persino gelosia.
Come festeggiare San Valentino?
Si consiglia un approccio riparativo: approfittate di questa giornata per trascorrere del tempo insieme e lasciare da parte i motivi della rottura.
Un’altra opzione è ricreare uno degli appuntamenti più amati di quelli avvenuti in passato, che può portare con sé buoni ricordi e sensazioni positive.
3. Se siete sposati con figli
Siete sposati e avete dei figli? Allora siete una coppia in cui c'è impegno reciproco e fiducia. Per questo vi è facile sapere come far sentire l'altro a proprio agio e soddisfatto.
La sensazione di avere una famiglia, di essere un gruppo, può essere qualcosa di magico in un giorno in cui si celebra l'amore.
La monotonia, però, può ostacolare la magia e l'entusiasmo di un giorno come San Valentino. A volte si rischia di trascorrere poco tempo di qualità in coppia.
Come festeggiare San Valentino?
Sarebbe interessante poter progettare qualcosa di diverso, qualcosa che non si è mai osato fare o qualcosa in sospeso che si desidera da tempo. La cosa più importante, infatti, è rompere la monotonia.
Potrebbe anche essere divertente lasciare che i bambini si uniscano ai festeggiamenti, ma la verità è che se non si è soliti condividere molto tempo in coppia, sarebbe meglio cercare di dedicare del tempo di qualità all'altro, senza prole al seguito.
4. Se siete in procinto di lasciarvi
Siete una coppia ma il vostro amore sta per raggiungere il capolinea? San Valentino può essere un'opportunità perfetta per istituire un giorno di pace, per avere un appuntamento che sia occasione per mettere da parte tutti i conflitti per un po' e ricordarsi di quanto sia speciale l'altra persona.
Attenzione però, se i conflitti sono intensi o i sentimenti sono cambiati, fare qualcosa in questa data può rivelarsi un’arma a doppio taglio e portare con sé una spiacevole sensazione di perdita di tempo. Potrebbe anche creare situazioni imbarazzanti.
Come festeggiare San Valentino?
La cosa più consigliabile da fare in questa situazione è raggiungere un accordo e negoziare, in modo che non ci siano sorprese che potrebbero essere scomode o poco piacevoli per entrambi.
Può essere interessante che ogni membro della coppia, in caso si decida di celebrare insieme questo giorno, proponga qualcosa che ha sempre voluto fare con l'altra persona e cercare di recepire i desideri di entrambe le parti.
5. Se siete una coppia aperta
La cosa positiva di questo giorno è che si può decidere di celebrare l’amore con più di una persona o con una sola. Dedicare tempo alle persone amate in modo simbolico aiuta a rafforzare l'idea di sicurezza nella relazione.
Tuttavia, in questo tipo di rapporto è fondamentale la fiducia e il rispetto dei limiti. Quando uno di questi pilastri vacilla, possono sorgere problemi che possono causare gelosia, sentimenti di insicurezza o angoscia. Soprattutto, in date speciali come queste, in cui si celebra l'amore.
Come festeggiare San Valentino?
Sarebbe opportuno concordare in primo luogo con chi si trascorrerà la giornata, in modo da fornire un senso di sicurezza. Attenzione anche che il partner principale non perda il proprio ruolo.
6. Se siete amanti
I programmi su come passare la sera di San Valentino tra due amanti possono essere decisamente appassionati e audaci, come lo è anche la relazione stessa. I momenti di intimità sono soliti essere più ambiti e più apprezzati, perché più rari e segreti.
In una data come questa, però, possono sorgere dei disagi a seconda dello stato civile degli amanti, e dal dover scegliere con chi festeggiare San Valentino. Questo potrebbe causare non pochi problemi, sia da un lato che dall'altro.
Come festeggiare San Valentino?
In questo caso è necessario rispettare lo stato e le esigenze dell'altra persona, così come la scelta di come e con chi desidera celebrare il 14 febbraio.
È una ricorrenza in cui sentirsi amati, non per incolpare l'altra persona, o per fare affermazioni ingiuste.
7. Siete amici con benefit
Se siete friends with benefit, pianificare un appuntamento in questa data può servire a fare il punto sulla direzione che sta prendendo la relazione, se davvero si desidera rimanere sul piano dell’amicizia o se si vuole fare un passo avanti.
L'entusiasmo dell'inizio, l'attrazione, la complicità, sono fattori che giocano a favore, che possono contribuire a una svolta nel tipo di relazione.
Attenzione però, proprio come ci si può rendere conto che c'è qualcosa in più, si può anche arrivare alla conclusione che non c’è nient’altro che amicizia. Se si è alle prime armi in relazioni di questo tipo, potrebbero sorgere sentimenti di disagio o smarrimento.
Come festeggiare San Valentino?
Sarebbe meglio pianificare l’appuntamento con una mente aperta e senza fissare aspettative rigide.
Lasciarsi andare, nel senso di esplorare tutte le sensazioni e le emozioni che entrambe le parti stanno vivendo, senza rifiutarne nessuna; sia che siano positive o negative. Potrebbero rivelarsi estremamente utili per entrambi, per decidere quale strada intraprendere.
8. Se siete in una relazione a distanza
Questa data può essere un'occasione speciale per trascorrere del tempo insieme e sorprendere l'altro, non solo con la presenza, ma con un programma divertente o con dettagli significativi nel caso in cui siate in una relazione a distanza.
Tuttavia, in un giorno come San Valentino, le coppie che si trovano a vivere una relazione a distanza possono sentirsi più nostalgiche e tristi perché si amplifica la sensazione di non trascorrere abbastanza tempo con la persona amata.
Come festeggiare San Valentino?
Nel caso in cui si possa trascorrere del tempo insieme, sarebbe bello optare per qualcosa che non si ha ancora avuto la possibilità di fare, o semplicemente passare un pomeriggio sul divano e coccolarsi.
Se invece si è lontani, è importante far sapere all'altra persona che si è sempre presenti, o con una videochiamata più romantica o qualche dettaglio a distanza (una lettera, un video, un regalo, ecc.).
9. Se avete una relazione virtuale
Negli ultimi anni, il numero delle relazioni virtuali è aumentato esponenzialmente. Attraverso la distanza si possono trovare molti modi per mostrare amore all'altra persona, e queste coppie sono più abituate rispetto alle altre, optando per creatività e originalità.
Di solito si tratta di relazioni in cui c'è più fiducia: in quanto prive di contatto diretto, le parole acquisiscono un maggior peso.
Se invece la relazione è priva di fiducia, una o entrambe le parti potrebbero soffrire di più in giornate come quella di San Valentino.
Emozioni come tristezza e frustrazione possono sorgere anche per non essere in grado di stare di persona con il partner, proprio come accade nelle relazioni a distanza.
Come festeggiare San Valentino?
Può essere un'occasione speciale per tirare fuori la propria creatività e fare qualcosa di speciale per la coppia.
Dall'invio virtuale o fisico di qualcosa che potrebbe essere significativo per entrambi, alla pianificazione di un appuntamento tramite videochiamata in cui è possibile mangiare insieme o visitare un luogo speciale, o, perché no, incontrarsi per la prima volta fuori dal mondo virtuale.
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Soli in coppia: perché ci si può sentire emotivamente distanti anche quando si è insieme

C’è una frase che chi sta in coppia fatica a pronunciare: “Mi sento solo”.
Perché l’amore, nella nostra mitologia contemporanea fatta di reel su Instagram e tramonti di coppia al mare, dovrebbe salvarci da tutto. Dalla noia, dall’insicurezza, dal senso di vuoto.
E invece no: ci sono persone che la sera si stendono nel letto accanto al partner e sentono un silenzio più assordante di quello di una stanza vuota. E non lo dicono a nessuno, perché pare quasi un sacrilegio ammettere che si possa essere terribilmente soli anche in due.
Cos'è la solitudine emotiva
Sentirsi soli in coppia è una forma di solitudine emotiva, spesso molto più dolorosa di quella vissuta da single. Perché quando sei solo e basta, il tuo cervello si setta sull’evidenza: sei solo, punto. Quando invece vivi in coppia, e ti senti comunque disconnesso, tradito nelle aspettative, il messaggio che ti arriva è: “C’è qualcosa che non va in te”.
Ed è lì che scatta il cortocircuito.
Ci si ritrova a fare colazione insieme, a parlare del meteo, dei bambini, delle bollette, ma manca quell’intimità profonda che nutre il senso di appartenenza. L’altro è presente fisicamente, ma emotivamente sembra altrove, come fosse su una chat di lavoro da cui non riesce a scollegarsi nemmeno di notte. E tu lì, a fissare il fondo del tuo cappuccino come fosse un oracolo.
Come nasce la solitudine a due
La solitudine a due non nasce all’improvviso, ma prende forma lentamente, spesso senza che ce ne accorgiamo.
Può insinuarsi nella routine emotiva della coppia, quando ci si parla ogni giorno ma si smette di dirsi davvero qualcosa: restano i dialoghi logistici, le comunicazioni funzionali, mentre scompaiono le conversazioni intime e autentiche. A volte il nodo è una diversa modalità di esprimere l’affetto: c’è chi ha bisogno di parole, gesti e conferme e chi, al contrario, tende a chiudersi nel silenzio, creando una distanza che con il tempo diventa difficile da colmare.
A pesare sono anche gli stress esterni - figli piccoli, lavoro, difficoltà economiche - che trasformano ogni giornata in una corsa contro il tempo. Quando tutto sembra urgente, la relazione finisce spesso in fondo alla lista delle priorità, sacrificata sull’altare delle incombenze quotidiane.
Non aiutano nemmeno le aspettative illusorie, quando il partner viene inconsciamente investito del ruolo di “cura” per ferite personali mai elaborate: in questi casi la delusione è quasi inevitabile.
E poi c’è la disconnessione sessuale, che più spesso è una conseguenza che una causa, ma che finisce per diventare il termometro più evidente di un distacco emotivo già in atto.
Perché non ne parliamo?
Perché è scomodo, imbarazzante, quasi vergognoso dire: “Mi sento solo con te”.
Ci si sente ingrati, quasi traditori. Si pensa di non avere diritto a lamentarsi, specie se il partner “non fa nulla di male”. Eppure il partner che “non fa nulla di male” a volte è proprio quello che non fa nulla.
Poi c’è la pressione sociale: l’idea che la coppia debba sempre funzionare, a costo di recitare la parte. E così, sui social, tutti felici e innamorati, mentre nella vita reale ci si scambia più emoji che carezze.
Che fare se ci si sente soli in coppia?
Se vi sentite soli in coppia, il primo passo è dare un nome a quello che state vivendo. Dire ad alta voce “mi sento solo” non è un atto d’accusa, ma un segnale d’allarme emotivo: un modo per aprire una conversazione che spesso viene rimandata per paura di ferire o di creare conflitto.
È importante poi spostare il focus dalle colpe alle emozioni, evitando frasi accusatorie come “tu non fai mai…” e provando invece a raccontare ciò che manca, per esempio: “mi manca sentirci vicini”.
Ritrovare la connessione passa anche dai piccoli gesti quotidiani. A volte bastano momenti brevi ma autentici, come dieci minuti al giorno senza schermi, dedicati solo a parlare e a guardarsi davvero, per ricostruire un senso di intimità emotiva.
Quando il distacco sembra profondo o difficile da affrontare da soli, chiedere aiuto può fare la differenza: la terapia di coppia non è una sconfitta, ma un investimento consapevole nella relazione e nel benessere di entrambi.
Allo stesso tempo, è importante non restare intrappolati nell’auto-inganno. Se la solitudine diventa una condizione cronica, se l’altro resta emotivamente indisponibile e ogni tentativo di connessione si infrange contro un muro, allora forse la domanda da porsi non riguarda solo “come salvare la relazione”, ma anche che tipo di relazione si sta davvero vivendo - e se quella forma di amore è ancora uno spazio in cui è possibile sentirsi visti, riconosciuti e abitati.
La solitudine non è sempre la fine
Sentirsi soli in coppia non significa necessariamente che l’amore sia finito. A volte è solo un segnale che qualcosa si è perso per strada e va recuperato. Altre volte, invece, è l’evidenza che la relazione si regge su un copione vuoto. E allora serve coraggio: o per ricostruire, o per lasciare andare.
Perché, diciamolo, nulla è più devastante di sentirsi soli tenendo la mano di qualcuno.
E se proprio dobbiamo restare soli, almeno scegliamo una solitudine autentica, non una condivisa per finta.
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Le 5 coppie più compatibili secondo l'astrologia

Le coppie più compatibili secondo l'astrologia sono quelle che condividono passioni e completano le rispettive mancanze.
Le coppie più compatibili secondo l'astrologia
Secondo gli esperti di Online Psychic Chat Platform sono queste cinque coppie di segni zodiacali.
1. Gemelli - Sagittario: compatibilità 100%
Gemelli e Sagittario sono una combinazione divertente e ammiccante. Entrambi sono segni mobili, il che significa che entrambi amano essere in movimento, conoscere persone nuove e imparare cose nuove. Si trovano esattamente a sei mesi di distanza sulla ruota zodiacale, il che vuol dire che sono opposti polari: questo è un meraviglioso esempio di compatibilità, poiché gli opposti si attraggono. I Gemelli e il Sagittario sono troppo caotici per gli altri, ma sono una coppia 'perfettamente imperfetta' tra loro. Saranno i primi ad arrivare a ogni festa e gli ultimi ad andarsene.
2. Cancro - Bilancia: compatibilità 95%
Cancro e Bilancia formano una coppia pacifica e spirituale. Entrambi sono segni dal cuore d'oro, che amano prendersi cura degli altri e raramente mettono se stessi al primo posto. Il Cancro è orientato alla famiglia e si diverte a assicurarsi che tutti siano nutriti e accuditi. La Bilancia è la paciera del gruppo e garantisce che l'ambiente sia calmo e che tutti vadano d'accordo tra loro.
3. Cancro - Scorpione: compatibilità 85%
Cancro e Scorpione sono entrambi segni d'acqua, il che significa che condividono alcuni tratti importanti. Sensibili, emotivi, devoti e premurosi, i segni d'acqua mettono i sentimenti al centro di tutto. Il Cancro è più diretto e pacifico, lo Scorpione è più misterioso e ansioso, quindi non sono identici. In una relazione personale, però, i due andranno d'accordo e si capiranno al volo.
4. Cancro - Toro: compatibilità 75%
Sia il Cancro che il Toro amano le proprie comodità. Questi due segni sono delle buone forchette e amano sentirsi coccolati e al caldo. Apprezzano gli ambienti accoglienti e non disdegnano la solitudine. È facile immaginare questi due segni stringere un'amicizia autentica e priva di drammi. Chiacchierando tranquillamente davanti a una cioccolata calda con panna, Cancro e Toro creano un forte legame basato su una matura accettazione reciproca.
5. Acquario - Toro: compatibilità 70%
Acquario e Toro formano un'unione molto interessante, poiché sono due dei segni più distaccati dello zodiaco. Entrambi i segni mostrano una calma esteriore, supportata da una profonda pace interiore. Il Toro è un segno molto stabile, che non si agita facilmente. Sono tolleranti e accettano le stranezze di chiunque, e possiedono un senso dell'umorismo sottile e discreto. L'Acquario è un segno altruista, che mette i bisogni degli altri davanti ai propri. Insieme, questa coppia può creare un legame delicato fatto di fiducia e rispetto.
5. Pesci - Capricorno: compatibilità 70%
Pesci e Capricorno sono entrambi segni molto maturi, ma in modi profondamente diversi. La maturità del Capricorno è pratica e seria. Sono grandi lavoratori e risparmiano ogni centesimo, sempre pronti per i periodi difficili. La maturità dei Pesci è legata alla saggezza emotiva. Danno valore ai propri affetti più cari e impostano la vita intorno alle persone, non ai possedimenti.
Le coppie meno compatibili in amore
Le coppie di segni con la minore compatibilità sono invece:
1. Gemelli - Capricorno: compatibilità 20%
La chimica tra un Gemelli e un Capricorno non è naturale. Il Gemelli viene al mondo per divertirsi; ama essere circondato dalle persone e condividere la propria storia con gli altri. Il Capricorno ama lavorare sodo e scalare le gerarchie. Sono persone affidabili e serie, che non apprezzano chi perde tempo. Il Gemelli può trovare il Capricorno eccessivamente serio, mentre il Capricorno vede il Gemelli come estremamente caotico.
2. Pesci - Ariete: compatibilità 35%
Pesci e Ariete sono una combinazione molto curiosa, perché l'Ariete è considerato il primo segno dello zodiaco: giovanile e divertente, vivace e fanciullesco. I Pesci, invece, sono l'ultimo segno della ruota: materni e premurosi, intuitivi e saggi. Quando si tratta di passare del tempo da soli, l'Ariete vorrebbe trasformare l'occasione in una festa, mentre i Pesci preferirebbero una serata tranquilla in casa. La loro attrazione iniziale è dovuta al fatto che gli opposti si attraggono, ma presto si stancheranno delle loro differenze.
3. Vergine - Bilancia: compatibilità 45%
Due segni consecutivi, come Vergine e Bilancia, condividono una compatibilità interessante, simile a un rapporto genitore-figlio. Il segno che viene prima, in questo caso la Vergine, assumerà la personalità più giovanile, mentre il segno che viene dopo, qui la Bilancia, sarà più maturo. Il segno 'adulto' proteggerà il segno più giovane e lo aiuterà a capire come muoversi. Questa chimica crea un legame forte, ma il rapporto può risultare sbilanciato.
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Se l’amore diventa routine cambiate questo (e non partner)
Succede anche nelle relazioni più forti e stabili: le giornate scorrono tutte uguali, i messaggi diventano automatici, le cene si assomigliano una all'altra. Non siete infelici, ma nemmeno davvero entusiaste.
Non è che l’amore sia finito: è che è diventato routine.
Questo però non significa necessariamente che ci sia una crisi di coppia. A volte è solo un segnale: non di rottura, ma di immobilità. È il segnale che forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa.
Non la persona accanto a voi, ma il modo in cui state insieme.
La routine in amore non è la fine (finché non diventa automatismo)
La routine, di per sé, non è un problema. Anzi. È ciò che rende una relazione sicura, affidabile, abitabile nel tempo. Sapere cosa aspettarsi dall’altro, condividere abitudini, sentirsi “a casa” è una base sana.
Il punto critico arriva quando tutto diventa automatico. Quando i gesti non sono più scelti ma ripetuti, quando le attenzioni esistono ma senza intenzione, quando le domande (anche le più banali tipo “com’è andata la giornata?”) vengono fatte senza ascoltare davvero la risposta.
È lì che la routine smette di essere contenitore e diventa inerzia. Non fa rumore, non crea scosse, ma spegne lentamente la curiosità. E senza curiosità, anche l’amore più solido rischia di appiattirsi.
Se vi sembra di essere in una situazione di stallo nella vostra relazione, allora i seguenti consigli vi aiuteranno a porre rimedio.
**4 trucchi per ravvivare la vita di coppia e scongiurare la noia**
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Come riconoscere la routine in amore
Uno degli errori più comuni è confondere lo stallo emotivo con una crisi di coppia. In realtà, i segnali sono molto più sottili e quotidiani. Vi sentite più coinquiline che partner, parlate soprattutto di organizzazione e impegni, fate progetti perché “si è sempre fatto così”.
Magari non litigate quasi più. Ma non perché tutto vada bene: semplicemente perché non avete più voglia di affrontare certi discorsi. Le piccole cose iniziano a infastidirvi più del dovuto, mentre quelle belle non sorprendono più.
Non sono campanelli d’allarme da ignorare né red flag da drammatizzare. Sono segnali di immobilità emotiva, che indicano che la relazione ha bisogno di movimento, non di una fine.
Perché pensiamo che, senza passione, l’amore sia finito
Siamo cresciute con l’idea che l’amore debba essere sempre intenso e travolgente. Film, serie tv e social ci raccontano una versione dell’amore fatta di picchi continui, di scintille costanti, di storie che non conoscono pause.
La realtà è diversa. La passione non scompare, ma cambia forma. Non è più adrenalina pura, ma presenza, scelta e attenzione. Il problema nasce quando continuiamo a confrontare il presente con l’inizio della relazione, come se fosse l’unico parametro valido.
Così, invece di chiederci cosa possiamo nutrire oggi, restiamo bloccate a rimpiangere quello che eravamo. E perdiamo di vista quello che potremmo diventare.
**Come mantenere viva la passione nella coppia? 4 consigli salva-relazione**
La domanda giusta da farsi (insieme)
Quando l’amore sembra diventato routine, la domanda da farsi non è “lo amo ancora?”. Spesso, infatti, la risposta è sì. La domanda più utile allora è un’altra: stiamo crescendo insieme o stiamo solo andando avanti?
Cambiare qualcosa dentro una relazione non è un fallimento, bens' un atto di cura. Significa riconoscere che anche l’amore, come le persone, ha bisogno di essere aggiornato e ripensato.
Perché una relazione non si salva, ma si coltiva giorno dopo giorno.
**Come capire se una relazione non è più giusta per voi**
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Ecco il motivo psicologico per cui restiamo in relazioni che non funzionano più

Ci sono relazioni che non funzionano da tempo, eppure restiamo.
Restiamo anche quando non siamo più felici, quando i silenzi fanno più rumore delle parole, quando ci sentiamo più soli dentro un abbraccio che fuori. Restiamo e intanto ci raccontiamo che è per amore, per i figli, per paura di ricominciare.
Ma spesso non è per nessuna di queste ragioni. Restiamo perché speriamo, inconsapevolmente, di aggiustare qualcosa che si è rotto molto tempo fa.
**Come capire se una relazione non vi rende felici (anche quando sembra funzionare)**
(Continua sotto la foto)
Le dinamiche del passato condizionano le dinamiche del presente
Ognuno di noi porta nelle relazioni adulte le dinamiche che ha vissuto da bambino in famiglia; come è stato amato e come ha visto amarsi i propri genitori.
Si porta con sé le mancanze, gli sguardi che non ha ricevuto, l’amore condizionato — quello che dovevi meritarti con il comportamento giusto, la versione “buona” di te.
Così da adulti, senza rendercene conto, cerchiamo di riscrivere quella storia.Scegliamo persone che ci ricordano proprio chi non ci ha saputo amare, e proviamo, con loro, a ottenere finalmente ciò che non abbiamo avuto allora.
È come se l’inconscio dicesse: “Se questa volta ce la faccio, se riesco a farmi scegliere da qualcuno come lui o come lei, allora guarirò”.
E così restiamo.
Restiamo anche quando ci sentiamo invisibili, anche quando ogni discussione diventa una guerra fredda, anche quando il rispetto si è perso per strada. Restiamo perché se andassimo via, dovremmo guardare in faccia il fallimento del nostro tentativo di guarigione.
E allora preferiamo restare in un dolore conosciuto, piuttosto che affrontare un vuoto nuovo.
Ma non si guarisce dove ci si è feriti. Restare nelle relazioni che non funzionano più sperando che diventino la cura è come cercare di medicare una ferita con ciò che l’ha provocata.
Il presente non aggiusta il passato: lo ripete.
E mentre cerchiamo di sistemare l’altro, finiamo per trascurare ancora noi stessi - come abbiamo imparato a fare da bambini, quando per sopravvivere bisognava essere “bravi”, adattarsi, capire tutto prima, anche il non detto.
La verità è che certe relazioni non si aggiustano perché non nascono per funzionare: nascono per insegnarci dove fa male. E quel dolore, una volta riconosciuto, non va negato o ignorato, ma attraversato.
Capire perché restiamo è il primo passo per smettere di restare. Non per diventare più forti o più cinici, ma per diventare più liberi.
Guarire, in fondo, non è riuscire a farsi amare da chi non può o non sa farlo. È smettere di cercare in un altro la prova del proprio valore. È restare dove l’amore non chiede di essere dimostrato, ma semplicemente vissuto.
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