È solo un amico o...? 10 segnali infallibili per capire se "c'è margine"

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Guardate il vostro amico con occhi diversi e vi state chiedendo se è un sentimento reciproco? Ecco come capire se è più di un'amicizia

Come fare a capire se è più di un'amicizia, quando si iniziano a provare sentimenti che parlano di amore ma non sappiamo se per l'altra persona vale lo stesso?

Finire vittime di un qui pro quo in questa situazione è potenzialmente molto doloroso, ma per capire se oltre all'amicizia c'è di più ci sono alcuni segnali chiarissimi, che basta saper leggere per avere una risposta.

Se vi ritrovate in tre o più delle situazioni descritte sotto, la possibilità che non sia solo amicizia è alle stelle.

**Come capire se ti vede solo come amica (o se invece c'è margine)**

**I segnali infallibili per capire se piaci a un uomo**

10 segnali per capire se è più di un'amicizia

(Continua dopo la foto)

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A uno dei due (o a entrambi) dà fastidio sentire parlare l'altro di altre persone

Per capire se è più di un'amicizia cerca di intercettare le sensazioni di entrambi quando parlate della vita sentimentale di uno e dell'altro.

Se notate una certa agitazione, un fastidio misto ad ansia, allora è probabile che tra voi non scorra solamente amicizia.

Perché mai vi dovrebbe infastidire altrimenti?

La stessa cosa vale al contrario: se notate che l'altra persone fa spesso domande su chi vi interessa, chi vorreste frequentare e via dicendo, c’è qualcosa che si cela sotto la coltre di amicizia.

Preferite vedervi da soli

Un altro segnale abbastanza inequivocabile è la voglia di stare da soli.

Mentre prima uscivate in gruppo, adesso preferite vedervi da soli, stando tête-à-tête.

La verità è che vorreste formare una coppia. Stare in due vuol dire essere in coppia. Se il sentimento che sta alla base va oltre l’amicizia, la coppia sboccerà anche a livello amoroso prima o poi.

02-blah

Parla male delle persone che ti interessano

Quando dici che trovi carino qualcuno lui lo sminuisce o ne parla male.

A volte non ce ne rendiamo neanche conto ma inconsciamente lavoriamo sodo per fare passare la cotta che la persona che ci interessa ha per un’altra persona (che non siamo noi).

Il perché potrebbe solo essere legato a un carattere possessivo, però è anche possibile che si tratti di altro, ossia di gelosia non da amici ma da qualcosa di più.

Iniziate a essere un po’ timidi

Abbassate lo sguardo, vi ritrovate quasi a balbettare, siete spesso in agitazione quando c’è lui e non ne capite il motivo? Forse perché vi piace, e sperate che l'amicizia possa diventare qualcosa di più.

Se prima non provavate tutte queste nuove sensazioni, magari significa che qualcosa nel vostro rapporto è cambiato. A volte basta un gesto, uno sfioramento, un apprezzamento o una parola più dolce del solito per cambiare le carte in tavola. E spesso tutto ciò è assolutamente inconscio, non ancora chiaro a chi lo prova.

Se anche l'altra persona si comporta nella stessa maniera, con maggiore timidezza e in modo un po’ impacciato, potrebbe essere improvvisamente attratto da voi.

donna specchio

Curate di più il vostro aspetto quando dovete vedervi

Un tempo vi presentavate con il pigiamone e senza trucco mentre adesso prima di vederlo vi occupate di “trucco & parrucco” con precisione maniacale. Ecco, questo è un indizio molto eloquente. 

Quindi se notate un’attenzione inedita nella cura dell'aspetto di uno o dell'altro, gatta ci cova.

Vi vedete con più frequenza ma vi sembra di stare poco insieme

C'è un test per capire se vi piace davvero o è solo un amico: il tempo che passate insieme è un'ottima prova del nove.

Se un tempo vi vedevate un paio di volte al mese e adesso invece non c’è giorno che passa senza che vi sentiate e vi incontriate, potrebbe significare qualcosa. Soprattutto se la voglia di stare insieme è tale che vi sembra di vederlo comunque poco.

Fate mente locale di quanto vi siete visti questa settimana e se la risposta è "ogni giorno" allora c’è dell’altro a parte quella buona amicizia che credete.

07-abbraccio

Create spesso contatti fisici

La tentazione continua di toccare, sfiorare e abbracciare qualcuno cela una ricerca di contatto fisico che può significare tante cose. In primis, una cotta.

Se volete capire davvero cosa provate per lui, tentate di soffermarti sulla gamma di emozioni che sperimentate nel momento in cui vi sfiorate

E per capire se anche lui ci è dentro fino al collo, oltre a notare le vostre sensazioni analizzate anche le sue nel momento in cui avviene il contatto.

Se sussulta, sorride, si imbarazza, diventa rosso in viso o incomincia a balbettare dall’agitazione, la risposa è affermativa.

Fate battute su come sarebbe stare assieme

Due amici veri che non provano niente di niente l’uno per l’altra (se non amicizia appunto) mai e poi mai fantasticherebbero su come sarebbe stare assieme. Non gli verrebbe proprio in mente.

Se a voi capita invece diversamente e vi ritrovate ad ammiccare, flirtare e fare battutine su come sarebbe stare insieme, allora sappiate che tra voi due non c’è amicizia al 100%.

Magari nemmeno amore, d’accordo, ma comunque non manca la base di partenza perché si instauri più in là. Stay tuned.

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Vi ascoltate senza interruzioni

Stare zitti e ascoltare rapiti qualcuno significa tenerlo in massima considerazione, cosa che non sempre succede con gli amici.

Se invece siete perfettamente sintonizzati l'uno sull'altro, con lo sguardo ipnotizzato dai suoi occhi e pendete dalle sue labbra vuol dire che vi piace anche nel senso più passionale.

Vi controllate i profili social

Controllare ossessivamente (ehm) guardare con frequenza quello che fate online, chiedersi chi diavolo è quella tipa che gli ha messo un cuore sotto la foto profilo, sbirciare cosa ha postato su Instagram e spulciare ogni tweet è sicuramente una pratica insana, ma inevitabile nella fase di transizione dall’amicizia all’amore.

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Soli in coppia: perché ci si può sentire emotivamente distanti anche quando si è insieme

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Essere soli in coppia significa vivere una solitudine emotiva che nasce dalla disconnessione affettiva e da aspettative non condivise

C’è una frase che chi sta in coppia fatica a pronunciare: “Mi sento solo”.

Perché l’amore, nella nostra mitologia contemporanea fatta di reel su Instagram e tramonti di coppia al mare, dovrebbe salvarci da tutto. Dalla noia, dall’insicurezza, dal senso di vuoto.

E invece no: ci sono persone che la sera si stendono nel letto accanto al partner e sentono un silenzio più assordante di quello di una stanza vuota. E non lo dicono a nessuno, perché pare quasi un sacrilegio ammettere che si possa essere terribilmente soli anche in due.

Cos'è la solitudine emotiva

Sentirsi soli in coppia è una forma di solitudine emotiva, spesso molto più dolorosa di quella vissuta da single. Perché quando sei solo e basta, il tuo cervello si setta sull’evidenza: sei solo, punto. Quando invece vivi in coppia, e ti senti comunque disconnesso, tradito nelle aspettative, il messaggio che ti arriva è: “C’è qualcosa che non va in te”.

Ed è lì che scatta il cortocircuito.

Ci si ritrova a fare colazione insieme, a parlare del meteo, dei bambini, delle bollette, ma manca quell’intimità profonda che nutre il senso di appartenenza. L’altro è presente fisicamente, ma emotivamente sembra altrove, come fosse su una chat di lavoro da cui non riesce a scollegarsi nemmeno di notte. E tu lì, a fissare il fondo del tuo cappuccino come fosse un oracolo.

Concept of love: a man and a woman each on the silhouette of a heart.

Come nasce la solitudine a due

La solitudine a due non nasce all’improvviso, ma prende forma lentamente, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Può insinuarsi nella routine emotiva della coppia, quando ci si parla ogni giorno ma si smette di dirsi davvero qualcosa: restano i dialoghi logistici, le comunicazioni funzionali, mentre scompaiono le conversazioni intime e autentiche. A volte il nodo è una diversa modalità di esprimere l’affetto: c’è chi ha bisogno di parole, gesti e conferme e chi, al contrario, tende a chiudersi nel silenzio, creando una distanza che con il tempo diventa difficile da colmare.

A pesare sono anche gli stress esterni - figli piccoli, lavoro, difficoltà economiche - che trasformano ogni giornata in una corsa contro il tempo. Quando tutto sembra urgente, la relazione finisce spesso in fondo alla lista delle priorità, sacrificata sull’altare delle incombenze quotidiane.

Non aiutano nemmeno le aspettative illusorie, quando il partner viene inconsciamente investito del ruolo di “cura” per ferite personali mai elaborate: in questi casi la delusione è quasi inevitabile.

E poi c’è la disconnessione sessuale, che più spesso è una conseguenza che una causa, ma che finisce per diventare il termometro più evidente di un distacco emotivo già in atto.

Perché non ne parliamo?

Perché è scomodo, imbarazzante, quasi vergognoso dire: “Mi sento solo con te”.

Ci si sente ingrati, quasi traditori. Si pensa di non avere diritto a lamentarsi, specie se il partner “non fa nulla di male”. Eppure il partner che “non fa nulla di male” a volte è proprio quello che non fa nulla.

Poi c’è la pressione sociale: l’idea che la coppia debba sempre funzionare, a costo di recitare la parte. E così, sui social, tutti felici e innamorati, mentre nella vita reale ci si scambia più emoji che carezze.

Che fare se ci si sente soli in coppia?

Se vi sentite soli in coppia, il primo passo è dare un nome a quello che state vivendo. Dire ad alta voce “mi sento solo” non è un atto d’accusa, ma un segnale d’allarme emotivo: un modo per aprire una conversazione che spesso viene rimandata per paura di ferire o di creare conflitto.

È importante poi spostare il focus dalle colpe alle emozioni, evitando frasi accusatorie come “tu non fai mai…” e provando invece a raccontare ciò che manca, per esempio: “mi manca sentirci vicini”.

Ritrovare la connessione passa anche dai piccoli gesti quotidiani. A volte bastano momenti brevi ma autentici, come dieci minuti al giorno senza schermi, dedicati solo a parlare e a guardarsi davvero, per ricostruire un senso di intimità emotiva.

Quando il distacco sembra profondo o difficile da affrontare da soli, chiedere aiuto può fare la differenza: la terapia di coppia non è una sconfitta, ma un investimento consapevole nella relazione e nel benessere di entrambi.

Allo stesso tempo, è importante non restare intrappolati nell’auto-inganno. Se la solitudine diventa una condizione cronica, se l’altro resta emotivamente indisponibile e ogni tentativo di connessione si infrange contro un muro, allora forse la domanda da porsi non riguarda solo “come salvare la relazione”, ma anche che tipo di relazione si sta davvero vivendo - e se quella forma di amore è ancora uno spazio in cui è possibile sentirsi visti, riconosciuti e abitati.

Couple sitting on bench together

La solitudine non è sempre la fine

Sentirsi soli in coppia non significa necessariamente che l’amore sia finito. A volte è solo un segnale che qualcosa si è perso per strada e va recuperato. Altre volte, invece, è l’evidenza che la relazione si regge su un copione vuoto. E allora serve coraggio: o per ricostruire, o per lasciare andare.

Perché, diciamolo, nulla è più devastante di sentirsi soli tenendo la mano di qualcuno.

E se proprio dobbiamo restare soli, almeno scegliamo una solitudine autentica, non una condivisa per finta.

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Le 5 coppie più compatibili secondo l'astrologia

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Secondo gli astri le coppie più compatibili sono quelle che condividono la visione della vita o che si completano: ecco quali sono

Le coppie più compatibili secondo l'astrologia sono quelle che condividono passioni e completano le rispettive mancanze.

Le coppie più compatibili secondo l'astrologia

Secondo gli esperti di Online Psychic Chat Platform sono queste cinque coppie di segni zodiacali.

1. Gemelli - Sagittario: compatibilità 100%

Gemelli e Sagittario sono una combinazione divertente e ammiccante. Entrambi sono segni mobili, il che significa che entrambi amano essere in movimento, conoscere persone nuove e imparare cose nuove. Si trovano esattamente a sei mesi di distanza sulla ruota zodiacale, il che vuol dire che sono opposti polari: questo è un meraviglioso esempio di compatibilità, poiché gli opposti si attraggono. I Gemelli e il Sagittario sono troppo caotici per gli altri, ma sono una coppia 'perfettamente imperfetta' tra loro. Saranno i primi ad arrivare a ogni festa e gli ultimi ad andarsene.

2. Cancro - Bilancia: compatibilità 95%

Cancro e Bilancia formano una coppia pacifica e spirituale. Entrambi sono segni dal cuore d'oro, che amano prendersi cura degli altri e raramente mettono se stessi al primo posto. Il Cancro è orientato alla famiglia e si diverte a assicurarsi che tutti siano nutriti e accuditi. La Bilancia è la paciera del gruppo e garantisce che l'ambiente sia calmo e che tutti vadano d'accordo tra loro.

3. Cancro - Scorpione: compatibilità 85%

Cancro e Scorpione sono entrambi segni d'acqua, il che significa che condividono alcuni tratti importanti. Sensibili, emotivi, devoti e premurosi, i segni d'acqua mettono i sentimenti al centro di tutto. Il Cancro è più diretto e pacifico, lo Scorpione è più misterioso e ansioso, quindi non sono identici. In una relazione personale, però, i due andranno d'accordo e si capiranno al volo.

4. Cancro - Toro: compatibilità 75% 

Sia il Cancro che il Toro amano le proprie comodità. Questi due segni sono delle buone forchette e amano sentirsi coccolati e al caldo. Apprezzano gli ambienti accoglienti e non disdegnano la solitudine. È facile immaginare questi due segni stringere un'amicizia autentica e priva di drammi. Chiacchierando tranquillamente davanti a una cioccolata calda con panna, Cancro e Toro creano un forte legame basato su una matura accettazione reciproca.

5. Acquario - Toro: compatibilità 70%

Acquario e Toro formano un'unione molto interessante, poiché sono due dei segni più distaccati dello zodiaco. Entrambi i segni mostrano una calma esteriore, supportata da una profonda pace interiore. Il Toro è un segno molto stabile, che non si agita facilmente. Sono tolleranti e accettano le stranezze di chiunque, e possiedono un senso dell'umorismo sottile e discreto. L'Acquario è un segno altruista, che mette i bisogni degli altri davanti ai propri. Insieme, questa coppia può creare un legame delicato fatto di fiducia e rispetto.

5. Pesci - Capricorno: compatibilità 70%

Pesci e Capricorno sono entrambi segni molto maturi, ma in modi profondamente diversi. La maturità del Capricorno è pratica e seria. Sono grandi lavoratori e risparmiano ogni centesimo, sempre pronti per i periodi difficili. La maturità dei Pesci è legata alla saggezza emotiva. Danno valore ai propri affetti più cari e impostano la vita intorno alle persone, non ai possedimenti.

Le coppie meno compatibili in amore

Le coppie di segni con la minore compatibilità sono invece:

1. Gemelli - Capricorno: compatibilità 20%

La chimica tra un Gemelli e un Capricorno non è naturale. Il Gemelli viene al mondo per divertirsi; ama essere circondato dalle persone e condividere la propria storia con gli altri. Il Capricorno ama lavorare sodo e scalare le gerarchie. Sono persone affidabili e serie, che non apprezzano chi perde tempo. Il Gemelli può trovare il Capricorno eccessivamente serio, mentre il Capricorno vede il Gemelli come estremamente caotico.

2. Pesci - Ariete: compatibilità 35%

Pesci e Ariete sono una combinazione molto curiosa, perché l'Ariete è considerato il primo segno dello zodiaco: giovanile e divertente, vivace e fanciullesco. I Pesci, invece, sono l'ultimo segno della ruota: materni e premurosi, intuitivi e saggi. Quando si tratta di passare del tempo da soli, l'Ariete vorrebbe trasformare l'occasione in una festa, mentre i Pesci preferirebbero una serata tranquilla in casa. La loro attrazione iniziale è dovuta al fatto che gli opposti si attraggono, ma presto si stancheranno delle loro differenze.

3. Vergine - Bilancia: compatibilità 45%

Due segni consecutivi, come Vergine e Bilancia, condividono una compatibilità interessante, simile a un rapporto genitore-figlio. Il segno che viene prima, in questo caso la Vergine, assumerà la personalità più giovanile, mentre il segno che viene dopo, qui la Bilancia, sarà più maturo. Il segno 'adulto' proteggerà il segno più giovane e lo aiuterà a capire come muoversi. Questa chimica crea un legame forte, ma il rapporto può risultare sbilanciato.

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Ecco il motivo psicologico per cui restiamo in relazioni che non funzionano più

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Ci illudiamo di poter guarire amando chi ci ferisce. Ma spesso restare in relazioni sbagliate è solo un modo per provare, ancora una volta, ad aggiustare quello che non ha funzionato nel nostro passato

Ci sono relazioni che non funzionano da tempo, eppure restiamo.

Restiamo anche quando non siamo più felici, quando i silenzi fanno più rumore delle parole, quando ci sentiamo più soli dentro un abbraccio che fuori. Restiamo e intanto ci raccontiamo che è per amore, per i figli, per paura di ricominciare.

Ma spesso non è per nessuna di queste ragioni. Restiamo perché speriamo, inconsapevolmente, di aggiustare qualcosa che si è rotto molto tempo fa.

**Come capire se una relazione non vi rende felici (anche quando sembra funzionare)**

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terapia di coppia

Le dinamiche del passato condizionano le dinamiche del presente

Ognuno di noi porta nelle relazioni adulte le dinamiche che ha vissuto da bambino in famiglia; come è stato amato e come ha visto amarsi i propri genitori.

Si porta con sé le mancanze, gli sguardi che non ha ricevuto, l’amore condizionato — quello che dovevi meritarti con il comportamento giusto, la versione “buona” di te.

Così da adulti, senza rendercene conto, cerchiamo di riscrivere quella storia.Scegliamo persone che ci ricordano proprio chi non ci ha saputo amare, e proviamo, con loro, a ottenere finalmente ciò che non abbiamo avuto allora.

È come se l’inconscio dicesse: “Se questa volta ce la faccio, se riesco a farmi scegliere da qualcuno come lui o come lei, allora guarirò”.

E così restiamo.

Restiamo anche quando ci sentiamo invisibili, anche quando ogni discussione diventa una guerra fredda, anche quando il rispetto si è perso per strada. Restiamo perché se andassimo via, dovremmo guardare in faccia il fallimento del nostro tentativo di guarigione.

E allora preferiamo restare in un dolore conosciuto, piuttosto che affrontare un vuoto nuovo.

Young Couple Going To Marriage Counseling

Ma non si guarisce dove ci si è feriti. Restare nelle relazioni che non funzionano più sperando che diventino la cura è come cercare di medicare una ferita con ciò che l’ha provocata.

Il presente non aggiusta il passato: lo ripete.

E mentre cerchiamo di sistemare l’altro, finiamo per trascurare ancora noi stessi - come abbiamo imparato a fare da bambini, quando per sopravvivere bisognava essere “bravi”, adattarsi, capire tutto prima, anche il non detto.

La verità è che certe relazioni non si aggiustano perché non nascono per funzionare: nascono per insegnarci dove fa male. E quel dolore, una volta riconosciuto, non va negato o ignorato, ma attraversato.

Capire perché restiamo è il primo passo per smettere di restare. Non per diventare più forti o più cinici, ma per diventare più liberi.

Guarire, in fondo, non è riuscire a farsi amare da chi non può o non sa farlo. È smettere di cercare in un altro la prova del proprio valore. È restare dove l’amore non chiede di essere dimostrato, ma semplicemente vissuto.

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Come capire se una relazione non vi rende felici (anche quando sembra funzionare)

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Capire quando una relazione non fa più stare bene è difficile, soprattutto se non ci sono crisi evidenti: ecco i segnali più importanti da osservare

Può capitare che in una relazione non ci siano particolari problemi: non ci sono litigi, crisi evidenti o grandi drammi. Eppure, qualcosa non va.

È come se la vostra energia fosse spenta, come se la spontaneità avesse perso intensità e alcune parti di voi fossero rimaste indietro senza un motivo preciso. Succede più spesso di quanto si pensi: tutto sembra “a posto”, ma dentro si percepisce una sottile sensazione di blackout emotivo.

È una sensazione che molte persone vivono senza riuscire a darle un nome, perché “sulla carta” è tutto a posto: la relazione funziona, c’è affetto, c’è routine, c’è stabilità. Ma non sempre questo basta a far sentire vivi. 

Qui proviamo a raccontare proprio quella zona intermedia e difficile da definire, dove i segnali non sono immediatamente riconoscibili, ma parlano comunque di qualcosa che merita attenzione.

**“Se mi amassi davvero…”: 6 frasi per capire se lui vi sta manipolando**

(Continua sotto la foto)

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Quando non succede nulla… ma non vi sentite più voi stesse

Le relazioni non diventano difficili solo quando scoppiano i conflitti. A volte la fatica arriva quando tutto procede in modo apparentemente tranquillo, ma voi avete la sensazione di non riconoscervi più.

È una forma di cambiamento lento, che si manifesta quando iniziate a fare meno cose che vi fanno brillare gli occhi, a parlare meno di ciò che amate, a chiudere un occhio un po’ più spesso per evitare discussioni inutili. Magari vi scoprite meno spontanee, più controllate, più attente a non disturbare che a condividere.

E mentre all’esterno tutto sembra “normale”, dentro qualcosa vi dice che la vostra energia emotiva non scorre più come prima. È quel tipo di stanchezza che non viene dalla giornata pesante o dalla mancanza di sonno, ma dal sentirvi un po’ più piccoli di come eravate. Una forma di adattamento che vi costa più di quanto vi restituisca.

I piccoli segnali che non sembrano segnali

Quando una relazione inizia a togliere più di quanto dà, di rado lo fa in modo evidente. Spesso tutto avviene in una serie di dettagli: piccole rinunce quotidiane che sembrano irrilevanti, ma che nel tempo costruiscono una distanza tra chi eravate e chi siete diventati.

Capita, ad esempio, di trovarsi a parlare meno dei propri sogni perché non si percepisce entusiasmo dall’altra parte. Oppure di sentire che ogni discussione potenziale va evitata, così da non introdurre tensioni che sembrano sempre troppo grandi per essere affrontate.

Con il passare dei mesi questa dinamica diventa quasi automatica. La voce si abbassa, i desideri si riducono, la spontaneità lascia spazio alla prudenza. Persino il corpo manda segnali: meno energia, meno iniziativa, meno voglia di condividere momenti che un tempo sarebbero stati fonte di piacere. E non perché la relazione sia “sbagliata”, ma perché la somma delle piccole cose può finire per erodere la vitalità emotiva più di quanto ci si accorga.

Quando ci si accorge che stanno cambiando i propri desideri

Il desiderio è uno dei primi elementi a risentire di una relazione che non nutre. E qui non si parla soltanto di desiderio sessuale, ma di quella forza interna che dà direzione alla vita: i piccoli progetti personali, le idee nuove, le scelte che fanno brillare gli occhi.

Se tutto questo sembra spento, se non si prova più entusiasmo per ciò che prima vi faceva saltare di gioia, forse è il momento di cercare di capire cosa sta succedendo.

A volte si tratta di un semplice periodo di stanchezza, ma altre volte ciò che si riduce non è la voglia di fare, ma la percezione di potersi permettere di esistere pienamente dentro la relazione. Quando i desideri si appiattiscono, quando i momenti di gioia diventano più rari, quando ci si sorprende a mettere in pausa parti importanti di sé “per il bene della coppia”, il punto non è trovare un colpevole, ma capire come recuperare spazio per la propria autenticità.

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È davvero la relazione… o è un momento della vita?

La domanda più difficile, e spesso anche la più importante. Non sempre una sensazione di “spegnimento” è legata al partner: lo stress del lavoro, la famiglia, la salute mentale, la fatica accumulata possono trasformare anche la relazione più sana in un luogo di minor energia. Vale la pena chiedersi se, al di fuori della vita di coppia, si prova la stessa sensazione.

Ciò che può aiutare a fare chiarezza è una domanda semplice ma rivelatrice: con questa persona ci sentiamo più noi stessi o meno noi stessi?

Perché le relazioni sane non cancellano i momenti difficili, ma li attraversano creando spazi di sostegno e non di ulteriore fatica. A volte parlarne con sincerità permette di aprire una porta nuova dentro la coppia; altre volte rivela che il malessere non ha a che fare con la storia ma con il periodo della vita.

Cosa fare se non vi riconoscete più

Accorgersi di essersi un po’ spenti non significa dover chiudere una relazione. Significa, piuttosto, prendersi cura di ciò che si prova, senza minimizzarlo.

Recuperare spazi solo per sé può essere un primo passo: un corso, un'amica da rivedere, un hobby messo in pausa, un po' di tempo di qualità con la propria interiorità. Condivisione e autonomia, nelle relazioni, crescono insieme.

Parlarne con il partner – con calma, senza accuse – può essere un momento prezioso: l’altro non può intuire ciò che non viene espresso. E se serve un confronto esterno, amici di fiducia o un percorso psicologico possono dare strumenti utili.

Qualunque sia il percorso successivo, una cosa resta vera: l’amore che fa bene è quello che permette di espandersi, non di rimpicciolirsi. È quello che accende, non quello che spegne. E nessuna relazione dovrebbe mai privare della possibilità di sentirsi pienamente vivi.