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“Se non avessi parole”: 20 poesie sul senso della vita umana, oltre la scienza

"Se non avessi parole": 20 poesie sul senso della vita umana, oltre la scienza

foto di Grazia.it Grazia.it — 11 Febbraio 2026
Se non avessi parole
La raccolta, nata dall’urgenza di restituire in versi ciò che la scienza non riesce a dire, non cerca risposte, ma pone domande sul senso fragile e insieme potente della vita umana

Medico, ricercatore, anatomopatologo e anche poeta. Accanto al lavoro scientifico Antonio d’Amati, classe 1994, nato a Foggia, coltiva la scrittura poetica come spazio di riflessione sull'identità, l'assenza e il linguaggio. Se non avessi parole è la sua opera prima (pubblicata nella collana “Quaderni di poesia” di Eretica Edizioni). La raccolta, composta da 20 testi, è articolata in quattro sezioni: Parole e assenza, Solitudine e silenzi, Fusione e scissione, Luce e blu.

Il filo conduttore dell’opera è una riflessione sulla parola come soglia fragile. Necessaria ma insieme incapace di contenere pienamente l’esperienza, la parola non trionfa, al contrario si spoglia, si interroga, si smarrisce. E proprio in questo smarrimento trova la sua verità.

Le poesie attraversano la solitudine esistenziale, la perdita, l’amore come tensione tra fusione e separazione, fino a una dimensione luminosa e rarefatta.

Il tono è essenziale, lucido, simbolico. L’espressione poetica cerca un equilibrio tra profondità emotiva e rigore formale, con immagini nitide, scarti di senso e dissolvenze del linguaggio.

La raccolta è pensata come un unico corpo narrativo, un percorso che si muove dal limite al possibile, dal silenzio al senso. A chi legge, è chiesto solo di restare in ascolto. 

L’autore

D’Amati svolge attività diagnostica e di ricerca nel campo della neuropatologia, della patologia ginecologica e della biologia molecolare presso il Policlinico Gemelli di Roma. 

Dopo la specializzazione in neuropatologia, ginecopatologia e patologia molecolare, ha scelto di dedicare la sua vita allo studio dei tumori cerebrali e delle neoplasie ginecologiche, muovendosi ogni giorno sul confine sottile tra microscopio e umanità. Il suo lavoro scientifico gli è valso riconoscimenti in ambito nazionale ed europeo.

© Riproduzione riservata

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