Questo lavoro vi farà guadagnare 260 euro al giorno
Vi avevano detto che il lavoro da casa era un privilegio riservato agli sviluppatori della Silicon Valley e a qualche content creator benedetto dall’algoritmo. Poi arriva Elon Musk e, con un tweet, trasforma il vostro Mac pieno di file .psd in un potenziale bancomat da 260 euro al giorno.
Da inizio aprile, infatti, xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk, cerca collaboratori anche in Italia per lavorare su Grok, il suo modello AI collegato al social X.
L’annuncio, rilanciato da Andrea Stroppa, informatico e referente italiano di Musk, apre le porte a professionisti dell’immagine e del video che vogliano lavorare da remoto per una delle aziende più osservate del momento.
Elon Musk assume in Italia: perché si parla del lavoro da 260 euro al giorno
Titolo dell’annuncio, in pratica: Elon Musk assume in Italia, 260 euro al giorno. Traduzione non letterale ma efficace: se siete fotografe, graphic designer, videomaker o maghe del 3D, il vostro occhio potrebbe valere parecchio.
Le posizioni aperte sono due: image tutor e video tutor. Il compito è aiutare Grok a capire e generare immagini e video in modo più preciso, elegante, comunicativo. Non si tratta di fare i “tester curiosi” nel tempo libero, ma di entrare nel cuore del processo chiamato Reinforcement Learning from Human Feedback, ossia insegnare all’algoritmo cosa funziona davvero agli occhi umani.
La chicca che ha fatto scattare la corsa ai link è la retribuzione: fino a circa 260 euro al giorno, con collaborazione esterna e lavoro interamente da remoto, a partire da almeno 10 ore settimanali. Non è uno stipendio fisso ma una tariffa giornaliera legata ai progetti e alla vostra esperienza.
Che cosa farete davvero come image tutor o video tutor
Immaginate di aprire la piattaforma di xAI e trovarvi davanti una sequenza infinita di immagini generate o selezionate da Grok. Il vostro lavoro, come image tutor, è guardarle con l’occhio di chi ha passato anni su Lightroom, Procreate o InDesign, e spiegare alla macchina perché una foto “parla” e un’altra no.
Dovrete etichettare e annotare: cosa si vede nell’immagine, qual è il soggetto principale, che atmosfera comunica, se la composizione è equilibrata, se i colori raccontano davvero il mood richiesto. In pratica, trasformate l’intuizione creativa in istruzioni chiare, riga dopo riga. Serve capacità di analisi visiva, ma anche pazienza certosina.
Come video tutor lo scenario è simile, solo in movimento. Vi verranno chiesti giudizi su inquadrature, ritmo, montaggio, correzione colore, chiarezza narrativa. Qui tornano utili esperienze in motion graphic, cortometraggi, editing professionale, magari qualche notte insonne su Premiere o DaVinci Resolve. Dovrete spiegare perché un taglio di montaggio funziona, dove l’occhio dello spettatore si perde, che cosa rende credibile una scena.
Non è un lavoretto “clicca qui, metti la spunta là”. È un ruolo in cui la vostra cultura visiva diventa materiale didattico per Grok, con standard qualitativi alti e un flusso di lavoro molto strutturato.
Requisiti, stipendio e come candidarvi senza perdere tempo
Partiamo dal punto più delicato: non è un annuncio “aperto a chiunque”. xAI cerca professionisti con un portfolio solido. Questo significa che, se avete solo qualche filtro carino su Instagram, probabilmente non basta. Servono lavori di fotografia, illustrazione, digital art, graphic design o progetti video strutturati: campagne, corti, animazioni, reel complessi.
Fondamentale anche la conoscenza dell'inglese. Tutti i flussi di lavoro avvengono in inglese: interfaccia, consegne, feedback. Dovete saper descrivere un’inquadratura, motivare una scelta di luce, argomentare perché un’infografica non è leggibile. E sì, la grammatica conta.
Sul piano tecnico bastano un PC, un Mac o un Chromebook con sistema operativo aggiornato (da Windows 10 o equivalenti in su) e una connessione stabile. Non è necessario un super studio con luci da set, ma serve un setup affidabile: se la vostra Wi-Fi crolla ogni tre minuti, diventa un problema.
Capitolo soldi. Quel “fino a 260 euro al giorno” va letto così: è una tariffa indicativa massima, che può variare in base al progetto e alla seniority. Non significa 260 euro garantiti, cinque giorni su sette, per dodici mesi. Gli incarichi arrivano a progetto, con una richiesta media di almeno 10 ore a settimana per molti di essi. In pratica vi muovete come freelance o contractor: fatturate, gestite tasse e contributi, pianificate che alcuni mesi saranno più pieni, altri più tranquilli.
Come ci si candida? L’annuncio ufficiale parte dal post di Andrea Stroppa su X, che rimanda alle pagine di xAI dedicate alle candidature per image tutor e video tutor. Da lì trovate un form in inglese: dovrete caricare CV, link al portfolio e rispondere ad alcune domande sulle vostre competenze e sul rapporto con le tecnologie di intelligenza artificiale generativa.
Consiglio pratico: curate il portfolio come se fosse una mini SS26 della vostra carriera. Pochi progetti, ma fortissimi, spiegati in modo chiaro. Meglio tre lavori che mostrano occhio fotografico, capacità narrativa e uso consapevole del colore, che venti immagini messe lì senza contesto.
Questo lavoro è davvero per voi? Il reality check
Chiedetevi onestamente: vivete di immagini o vi limitate ad amarle da lontano? Se siete già fotografe freelance, art director, videomaker o creative con esperienza e portfolio internazionale, questo ruolo può diventare un ottimo extra o, in certi periodi, una fetta importante del vostro fatturato.
Se invece siete all’inizio, niente panico, ma serve lucidità. La competizione è globale, parteciperanno professionisti da tutto il mondo. E xAI pagherà volentieri chi è in grado di dare feedback di altissimo livello, subito.
Inoltre lavorare per l’AI di Elon Musk fa curriculum più di molte agenzie locali, e lo smart working integrale consente di restare dove siete, con la vostra vita, i vostri affetti e il vostro bar preferito sotto casa. Ovviamente però si tratta di un lavoro di grande concentrazione, in certi momenti un po' ripetitivo, con responsabilità concrete sulla qualità del modello.
Se però vi ritrovate a fare zoom sul dettaglio di una foto anche quando scrollate annunci immobiliari, se litigate mentalmente con il montaggio dei trailer delle serie che guardate, probabilmente siete il tipo di "occhio umano" che Grok sta cercando. E quei 260 euro al giorno potrebbero smettere di sembrare una leggenda metropolitana ma iniziare a diventare un’opzione reale sul vostro conto corrente. Pensateci su!
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