GIORNO
NOTTE
  • In evidenza
  • GRAZIALAND

    GRAZIALAND

    GRAZIALAND

  • SHOP GRAZIA

    SHOP GRAZIA

    SHOP GRAZIA

  • Grazia Design Week 2026

    Grazia Design Week 2026

    Grazia Design Week 2026

  • GRAZIA FOOD

    GRAZIA FOOD

    GRAZIA FOOD

  • Skin Longevity

    Skin Longevity

    Skin Longevity

  • Canali
  • GRAZIALAND
  • Moda
  • Bellezza
  • Lifestyle
  • Factory
  • Casa
  • Magazine
  • Oroscopo
  • Newsletter
  • Magazine
  • La cover della settimana
    ABBONATI
    • Pubblicità
    • Contributors
    • Condizioni
    • Privacy
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Notifiche push
    • Gestione dei cookie
    • © 2026 REWORLD MEDIA S.R.L. - Sede Legale VIA BIANCA DI SAVOIA 12 - 20122 MILANO - Codice Fiscale e Partita IVA: 12693020963 - riproduzione riservata

Grazia

Stai leggendo:

Lifestyle

Controlli sulle spese sanitarie: ecco gli errori da non fare per evitare multe e sanzioni

Controlli sulle spese sanitarie: ecco gli errori da non fare per evitare multe e sanzioni

23 Aprile 2026
agenzia-entrate
L'Agenzia delle Entrate sta facendo dei controlli a tappetto sulle dichiarazioni dei redditi, incluse le spese sanitarie: quali errori non fare per non incappare in multe salate

Nel 730 le spese sanitarie sono quelle che “pesano” di più sulle detrazioni. Non stupisce che l’Agenzia delle Entrate abbia annunciato controlli a tappeto, puntando proprio su ciò che passa dal Sistema Tessera Sanitaria: farmaci, visite, esami, dispositivi medici, perfino le spese veterinarie.

Il punto non è solo recuperare qualche furbetto, ma intercettare errori, spesso in buona fede, che portano a detrazioni non dovute. Il rischio? Perdere il 19% di sconto sull’IRPEF, vedersi recapitare una comunicazione di irregolarità e dover pagare imposta, interessi e sanzioni.

Controlli sulle spese sanitarie: cosa sta cambiando

Secondo l’Agenzia delle Entrate, le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte che eccede 129,11 euro all’anno. I dati arrivano quasi tutti dal Sistema Tessera Sanitaria: farmacie, medici, strutture pubbliche e private accreditate devono inviare ogni anno, entro fine gennaio, le informazioni sulle spese sostenute con la tessera.

Questi dati alimentano il 730 precompilato e, allo stesso tempo, la “mappa” dei controlli. I funzionari possono oggi accedere al dettaglio di ogni voce trasmessa: codice fiscale del paziente, importo, tipologia di spesa, data, modalità di pagamento. Particolare attenzione per chi modifica le spese precompilate o inserisce importi aggiuntivi. In quei casi, l’onere della prova ricade su di voi.

I controlli avvengono su due livelli. Prima c’è il controllo automatizzato (articolo 36-bis del DPR 600/1973), che verifica coerenza dei dati e può già portare a una comunicazione di irregolarità. Poi, per i casi selezionati, arriva il controllo formale (articolo 36-ter): l’ufficio chiede i documenti e valuta, fattura per fattura, se la detrazione è davvero spettante.

*** I nuovi autovelox vedono (e multano) chi guida con telefonino in mano ***

Gli errori che vi mettono nel mirino

1. Documenti mancanti o intestati male
Portare in detrazione 2.000 euro di spese mediche e avere in mano ricevute solo per 1.200 euro è il modo più rapido per perdere il beneficio. Stesso discorso se le fatture non riportano il codice fiscale del paziente o sono intestate a un familiare che non è fiscalmente a carico. In caso di controllo, la parte non documentata viene semplicemente tagliata.

2. Pagamenti in contanti dove serviva il tracciabile
Dal 2020 la detrazione del 19% è legata, per molte spese, al pagamento tracciabile. Potete usare il contante solo per:
- farmaci e dispositivi medici certificati
- prestazioni rese da strutture pubbliche
- prestazioni rese da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, compresi i ticket.

Se invece pagate in contanti la visita nello studio del medico privato non accreditato, il ciclo di fisioterapia in un centro totalmente privato o la consulenza dello psicologo libero professionista, quella spesa non è detraibile. Anche se avete la fattura perfetta.

3. Incongruenze tra dichiarazione e Sistema Tessera Sanitaria
Un classico: il Sistema Tessera Sanitaria registra 600 euro, ma nel 730 compaiono 1.200 euro. Non è vietato avere spese non trasmesse al sistema (succede, per esempio, con alcuni professionisti che non inviano i dati), ma in quel caso dovete poter dimostrare tutto con fatture e prove di pagamento. Se i documenti non reggono, la differenza viene recuperata a tassazione.

4. Spese rimborsate ma detratte per intero
Se una polizza sanitaria o un fondo integrativo vi rimborsa la visita o l’esame, potete detrarre solo la quota rimasta effettivamente a vostro carico. Detrare l’intero importo rimborsato significa chiedere due volte lo stesso beneficio, e il Fisco lo contesta con molta rapidità.

5. Parafarmaci e acquisti non sanitari travestiti da spese mediche
Integratori, cosmetici, prodotti di benessere senza dicitura di dispositivo medico non danno diritto alla detrazione. Vale solo ciò che sullo scontrino parlante è identificato come farmaco o dispositivo medico con marcatura CE. Tutto il resto, se inserito nel 730, è una detrazione indebita pronta per essere tagliata.

6. Errori con i familiari a carico
Spese dei figli maggiorenni non a carico detratte dai genitori, ripartizioni al 50% tra coniugi quando ha pagato solo uno, scontrini intestati a un nonno che non compare come familiare a carico. Ogni incoerenza in questa giostra di codici fiscali è un campanello d’allarme per l’ufficio.

Checklist pratica prima di inviare il 730

Prima di fare “invio”, conviene una mini revisione mirata alle spese sanitarie:

- Confrontate quanto risulta nel 730 precompilato con le ricevute che avete in casa. Se aumentate gli importi rispetto al precompilato, assicuratevi di avere documenti in ordine.
- Per ogni fattura o scontrino, controllate che ci sia il codice fiscale corretto, la descrizione della prestazione o del prodotto, la data, l’importo leggibile.
- Verificate come avete pagato: se non rientrate nei casi in cui il contante è ammesso, conservate anche estratto conto, ricevute del POS, contabile del bonifico.
- Segnate le spese rimborsate da assicurazioni o fondi e portate in detrazione solo la parte rimasta a vostro carico.
- Archiviate tutto (anche in formato digitale) almeno fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione, come suggeriscono molti tributaristi.

Se il Fisco trova un errore: cosa succede davvero

Se dal controllo automatizzato emerge una detrazione non spettante, riceverete una comunicazione di irregolarità con il ricalcolo dell’IRPEF. Sull’imposta recuperata si applica una sanzione ordinaria del 30%, che scende al 10% se pagate entro 30 giorni.

Nel controllo formale, invece, la richiesta di documenti arriva entro il secondo anno successivo alla dichiarazione. Se l’ufficio disconosce parte delle spese, la sanzione in caso di pagamento entro 30 giorni è pari al 20% dell’imposta recuperata.

Un esempio pratico: 1.000 euro di spese sanitarie contestate significano 190 euro di IRPEF da restituire (19% di 1.000). Con comunicazione da controllo automatizzato e pagamento nei 30 giorni, la sanzione è 19 euro (10% di 190), oltre agli interessi.

Se ritenete che l’Agenzia abbia sbagliato, potete usare i canali di assistenza, anche telematici, per chiedere una rettifica presentando i documenti mancanti o segnalando errori materiali. Il messaggio è semplice: meglio qualche ora di ordine tra fatture e scontrini oggi, che una “letterina” del Fisco domani.

© Riproduzione riservata

Benessereconsiglinewssalute Scopri altri articoli di News
  • IN ARRIVO

  • Semaforo bianco: cos'è e come cambierà il modo in cui guidiamo

  • Colon irritabile, OMS e FODMAP: gli 8 cibi peggiori da evitare subito, il 3° è insospettabile

  • Gonne lunghe? Il trend senza sforzo più amato in primavera

  • «Il matrimonio ci complica la vita»: l'editoriale di Silvia Grilli

Grazia
  • Privacy Policy
  • Newsletter
  • Cookie Policy
  • Contributors
  • Pubblicità
  • Opzioni Cookie
© 2026 REWORLD MEDIA S.R.L. - Sede Lagale Via Fantoli 7, 20138 Milano - Codice Fiscale e Partita IVA: 12693020963 - riproduzione riservata