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I nuovi autovelox guidati dall’AI? Vedono anche se si guida con il telefonino in mano

I nuovi autovelox guidati dall'AI? Vedono anche se si guida con il telefonino in mano

15 Aprile 2026
autovelox
In Inghilterra, già da qualche giorno, sono arrivati i super autovelox guidati dall'Intelligenza artificiale (spoiler: possono vedere anche se state usando lo smartphone)

Dal 13 aprile 2026 sulle strade del Sussex, nel sud dell’Inghilterra, guidare con il telefonino in mano è diventato un azzardo ancora più costoso.

La polizia locale ha acceso una rete di telecamere “intelligenti” guidate dall’Intelligenza Artificiale che non controllano solo la velocità: guardano dentro l’abitacolo, leggono se stringete lo smartphone e se la cintura è allacciata.

Un salto di qualità nella sorveglianza stradale che fa pensare subito a una domanda molto concreta: quanto manca perché qualcosa di simile diventi normale anche sulle nostre strade?

La tecnologia è fornita dalla società Acusensus: telecamere ad altissima definizione con flash a infrarossi, operative 24 ore su 24 con pioggia, nebbia o sole accecante. L’algoritmo di IA scandaglia le immagini e segnala automaticamente chi usa il cellulare in mano o viaggia senza cintura; poi un operatore umano conferma o archivia.

Non è un vezzo tecnologico: secondo la Sussex Police distrazione e cinture slacciate sono tra le famose “Fatal Five”, le cinque cause principali di incidenti mortali o con feriti gravi. Nel solo Sussex, negli ultimi 12 mesi, si contano 82 incidenti collegati al telefono e 214 feriti per mancato uso delle cinture, numeri che hanno convinto le autorità a passare ai fatti.

Come funzionano davvero gli autovelox guidati dall’IA

Rispetto agli autovelox classici che misurano solo la velocità, questi sistemi sono pensati per “osservare” il comportamento alla guida. La telecamera, montata su un portale o su un veicolo, inquadra il parabrezza dall’alto. Il flash a infrarossi illumina l’abitacolo senza abbagliare e l’IA riconosce forme tipiche: una mano che stringe un rettangolo scuro all’altezza del volante, una cintura che non attraversa spalla e torace, il passeggero completamente libero.

Quando l’algoritmo “sospetta” un’infrazione, salva lo scatto e lo invia a un centro di controllo. Lì entra in gioco una persona in carne e ossa, che valuta se la scena è davvero chiara: solo in quel caso parte la sanzione. Le immagini neutre, in cui non emerge alcuna violazione, vengono cancellate dopo un breve periodo, come prevedono le regole sulla protezione dei dati.

Dal Sussex all’Italia: le telecamere “anti-smartphone” che abbiamo già

A guardare l’Inghilterra non siamo poi così lontani. In Toscana, ad Agliana (Pistoia), il Comune ha installato il sistema Mobile Phone & Seat Belt Detection. È una telecamera con IA che, da una posizione rialzata, riconosce chi guida con lo smartphone in mano o senza cintura e invia automaticamente le prove alla polizia locale. Funziona di giorno e di notte, costa circa 25 mila euro ed è stata acquistata anche al posto di un vecchio autovelox tradizionale.

Anche Piacenza ha adottato sistemi simili. Le telecamere SafeDrive della Sodi Scientifica individuano chi usa il cellulare o non ha la cintura e segnalano il veicolo a una pattuglia poco più avanti, che può fermarlo e contestare subito l’infrazione. Insomma, il modello Sussex non è più solo una curiosità estera: abbiamo già i primi tasselli anche qui.

Che cosa rischiate con gli autovelox AI, tra Regno Unito e Italia

In Inghilterra il messaggio è chiarissimo. Chi viene sorpreso con il telefono in mano rischia una multa di almeno 200 sterline, circa 240 euro, e 6 punti sulla patente. Per i neopatentati o per chi ha già diversi punti a carico può scattare la revoca della licenza di guida. Per la cintura di sicurezza la polizia può proporre anche corsi di sensibilizzazione al posto della sola sanzione economica, proprio per puntare al cambiamento di abitudini.

E in Italia? Il Codice della Strada già oggi è molto severo sul tema. Per l’uso del cellulare alla guida, anche con auto ferma al semaforo o in coda, la prima violazione può costare da 250 a 1.000 euro, con sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Se vi beccano di nuovo entro due anni, l’intervallo sale a 350 fino a 1.400 euro e la sospensione può arrivare a tre mesi. Per chi non indossa la cintura è prevista una multa con perdita di punti, estesa anche ai passeggeri. E la contestazione può arrivare anche senza paletta: basta che la violazione sia documentata da una telecamera omologata e notificata in seguito.

Privacy, controlli e abitudini da cambiare alla guida

L’idea che una telecamera scruti dentro l’auto mette a disagio, e non solo per le multe. Nei progetti italiani si parla di IA “affidabile”: algoritmi verificati, limiti chiari sui tempi di conservazione, uso delle immagini solo per documentare comportamenti pericolosi, non per leggere chat o ascoltare conversazioni. La vera sfida è bilanciare due diritti: non essere spiati e non rischiare la vita perché qualcuno guarda il telefono al volante.

Secondo dati citati dall’ISTAT l’uso improprio dello smartphone è presente in circa il 15 per cento degli incidenti con lesioni. Per abbassare quel numero, e salvare anche la patente, bastano poche mosse: telefono su un supporto fisso, comandi vocali, navigatore impostato prima di partire, modalità non disturbare alla guida. E una regola d’oro, valida anche con gli autovelox AI più sofisticati: nessun messaggio vale il rischio di un urto o di una busta verde nella cassetta delle lettere.

© Riproduzione riservata

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