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L’Islanda? È più vicina di quanto potreste immaginare (no, non è vicino a Padova ma ci siamo quasi)

L'Islanda? È più vicina di quanto potreste immaginare (no, non è vicino a Padova ma ci siamo quasi)

10 Aprile 2026
islanda

Se vi dicessimo che l’Islanda è a meno di un’ora dal Grande Raccordo Anulare? Ovviamente pensereste a una battuta sul filone del celebre tormentone nato da un video dello Zecchino d'Oro del 1994, in cui un bambino di nome Giulio rispose a una domanda del conduttore su dove fosse l'Islanda esclamando "Molto lontana, è vicino a Padova!". Ve lo rimettiamo qui sotto, per non dimenticare!

 

Ma tornando a noi: il punto sulla mappa che ci interessa è un altro. Si trova infatti a sud di Roma, zona Pomezia, dove, dietro un anonimo rettilineo d’asfalto, la terra inizia a fumare, l’acqua si colora di rosso ruggine e bianco latte, e l’odore di zolfo ci riporta con la mente proprio all'Islanda.

È la Solfatara di Pomezia, dentro la Riserva Naturale Decima-Malafede. Un paesaggio alieno, più vicino ai Colli Albani che al Circolo Polare. La differenza rispetto alla vera Islanda? Non servono voli intercontinentali né piumini tecnici: bastano l’auto, un paio di scarpe tecniche e si va.

Un’Islanda segreta alle porte di Roma

Arrivate e il mood cambia subito: il rumore del traffico si spegne, il terreno diventa giallastro, punteggiato di cristalli di zolfo, il vapore risale dal suolo come se il Vulcano Laziale stesse sussurrando sotto i vostri piedi.

Davanti, una serie di laghetti sulfurei: uno bianco, quasi opaco, come latte versato; uno rosso, profondo, che sembra vino rubino; altri virano al verde smeraldo o al marrone, secondo i minerali e le alghe del momento. È il tipo di scenario in cui il vostro smartphone chiede spontaneamente di passare alla modalità grandangolo.

La passeggiata ad anello attorno ai laghetti è facile, alla portata di chi è abituato a camminare un minimo: un giro di circa sei-nove chilometri con un dislivello intorno ai 100-200 metri. Il ritmo lo scegliete voi. Potete fermarvi a ogni sbuffo di vapore per fare stories con caption “Islanda, ma low cost”, oppure godervi il silenzio quasi irreale, interrotto solo dal gorgoglio dell’acqua che ribolle in qualche pozza di fango biancastro.

Laghetti colorati, Vulcano Laziale e oracoli antichi

La Solfatara di Pomezia è un fenomeno di vulcanismo secondario collegato al sistema dei Colli Albani, il cosiddetto Vulcano Laziale. In pratica il vulcano è addormentato, ma non del tutto: gas caldi e acque termali risalgono ancora dal sottosuolo, caricandosi di zolfo e ferro e tingendo di colori diversi i bacini. Il più celebre è il lago rosso, chiamato anche lago degli Innamorati: tonalità burgundy naturale, zero filtri. Poco più in là, il lago Bianco, dove il deposito di minerali crea un effetto “ghiaccio” anche in piena estate.

Sotto la superficie, però, c’è anche una storia mitologica molto poco periferia romana. Qui molti studiosi collocano la selva Albunea dell’Eneide: la zona dei boschi sacri e delle sorgenti dove il re Latino consultava l’oracolo di Fauno. Nell’area esiste ancora l’Antro del Fauno, una cavità con acqua sulfurea legata anche al culto del Sol Invictus, celebrato il ventuno dicembre. In pratica, mentre scegliete l’inquadratura migliore per i reel, state camminando in quello che, per Virgilio, era uno degli accessi più mistici al destino di Roma.

Come arrivare e quanto è facile la gita

Ecco la parte che nessuno vuole leggere ma che vi salva la giornata. In auto si esce dal GRA verso sud e si può scegliere la Laurentina, l’Ardeatina o la via del Mare in direzione Pomezia, per poi seguire le indicazioni per via della Solforata o zona Pratica di Mare. Il parcheggio non è strutturato, quindi conviene arrivare presto, soprattutto nei weekend di sole. La distanza da Roma è di circa 30 chilometri: tradotto, in meno di un’ora siete dal caffè al bar al "wow, ma siamo davvero ancora nella regione Lazio?".

Con i mezzi è più macchinoso: treno fino alla stazione di Pomezia – Santa Palomba, poi bus locali o taxi verso l’area della Solfatara. Meglio organizzarsi bene con gli orari. In ogni caso, vi serviranno scarpe da trekking o comunque chiuse, acqua, cappellino nelle giornate estive e magari un fazzoletto se siete sensibili all’odore di zolfo. Evitate di avvicinarvi troppo ai margini dei laghi: il terreno può essere instabile, e il bagno termale qui non è contemplato.

Un itinerario perfetto: Solfatara, musei e mare in un giorno

Se volete trasformare la gita in un piccolo weekend, costruitevi un itinerario ragionato. Mattina tra i laghetti colorati, pranzo a Pomezia e pomeriggio culturale al Museo Archeologico Lavinium, con il Parco archeologico di Pratica di Mare che racconta il mito di Enea e della città di Lavinium. Per chi ama la storia contemporanea, c’è anche il Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento, che spiega come questa sia una delle “città di fondazione” del Lazio.

Quando il cervello ha avuto la sua dose di storia, potete regalarvi quella di sale: in quindici-venti minuti arrivate a Torvajanica, spiagge sabbiose e mare tirrenico. L’accoppiata “paesaggio islandese la mattina, lettino e gelato il pomeriggio” è uno dei motivi per cui questa gita fuori porta ha un potenziale vacanza-lampo enorme per chi vive a Roma.

Set da 007, ecosistema fragile: come comportarvi

Che la Solfatara di Pomezia sia telegenica è evidente: 007 No Time To Die ha usato l’area per alcune inquadrature “primordiali”, e anche Romulus l’ha scelta per raccontare una Roma pre-urbana, quasi mitica. Se avete voglia di giocare agli location scout per un giorno, provate a riconoscere gli scorci visti sullo schermo, ma senza trasformare il set naturale in un luna park.

L’area, infatti, è spettacolare ma fragile. Intorno alla riserva premono impianti industriali, progetti di maxi fotovoltaico e strutture per il trattamento dei rifiuti che fanno discutere ambientalisti e comitati locali. Il minimo sindacale, se decidete di godervi questa “Islanda a venti minuti da Roma”, è muovervi con rispetto: niente rifiuti, niente fuoripista che erodono il suolo, attenzione ai cartelli e ai divieti su droni e fuochi. Più la Solfatara di Pomezia entrerà nelle vostre wish list di viaggio, più ci saranno argomenti per difenderla.

E a quel punto, sì, potrete continuare a dire che l’Islanda è molto più vicina di quanto avreste mai immaginato...mai come Padova, però!

© Riproduzione riservata

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