Questa è la mossa che Taylor Swift ha fatto contro l'AI (per proteggere la sua voce e la sua immagine)

Ormai, sempre con più insistenza e con più urgenza, il tema dell’utilizzo dell'intelligenza artificiale (AI) è diventato centrale anche nel mondo dello spettacolo. E ora è Taylor Swift a fare un passo deciso in questa direzione.
La popstar ha infatti avviato una procedura legale per tutelare uno degli elementi più riconoscibili della sua identità: la sua voce.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, Taylor Swift ha presentato tre richieste di registrazione di marchio negli Stati Uniti, con l’obiettivo di proteggere non solo la propria immagine, ma anche specifici frammenti audio in cui si presenta.
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La voce come “marchio”: cosa cambia davvero per Taylor Swift
La decisione di Taylor Swift arriva dopo diversi episodi legati all’uso improprio della sua immagine e della sua voce da parte dell’intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi, infatti, sono circolati contenuti fake (da immagini intime manipolate fino a video e audio generati artificialmente) che hanno sollevato non poche preoccupazioni.
Tra questi, anche contenuti che la ritraevano in contesti politici mai realmente esistiti. Un esempio che mostra quanto sia diventato facile replicare (e distorcere) l’identità di una persona pubblica.
Per questo motivo, Taylor Swift ha deciso di intervenire in modo concreto. Tra i materiali depositati ci sarebbero una fotografia utilizzata durante l’Eras Tour e due clip audio in cui la cantante dice: “Hey, it’s Taylor Swift” e “Hey, it’s Taylor…”, registrazioni legate alla promozione del suo ultimo progetto musicale.
Secondo l’avvocato esperto del settore, Josh Gerben, questa strategia potrebbe rappresentare “un ulteriore livello di protezione”. In particolare, permetterebbe di agire non solo contro copie identiche, ma anche contro imitazioni “che creano confusione per la loro somiglianza”.
Ed è proprio questo il punto chiave: mentre il copyright protegge un’opera specifica, il marchio può estendersi a tutto ciò che richiama quell’identità. E in un periodo storico in cui l’AI può replicare una voce in pochi secondi, questa distinzione diventa fondamentale.
Non è un caso che anche Matthew McConaughey abbia recentemente adottato una strategia simile per difendere la propria immagine dall'AI.
Un segnale per tutta l’industria (e per il futuro)
La mossa di Taylor Swift va oltre il singolo caso. È un segnale chiaro per tutta l’industria dell’intrattenimento, sempre più esposta ai rischi legati all’intelligenza artificiale.
“Chiunque può creare una versione della voce di un artista e farle dire qualsiasi cosa”, ha spiegato Gerben. Ed è proprio questo scenario a rendere necessario un nuovo tipo di tutela legale.
Proteggere la propria voce significa proteggere la propria identità.
Per Taylor Swift, che ha costruito la propria carriera anche su un rapporto diretto e autentico con il pubblico, la questione è particolarmente delicata.
E mentre il dibattito su AI e diritti continua ad evolversi, una cosa è certa: il caso di Taylor Swift potrebbe diventare un precedente importante, destinato a cambiare le regole del gioco.
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