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Pericolo forasacchi: l’allarme dei veterinari e come evitare che mettano a rischio la salute del vostro cane

Pericolo forasacchi: l'allarme dei veterinari e come evitare che mettano a rischio la salute del vostro cane

foto di Grazia.it Grazia.it — 18 Giugno 2026
cane-pericolo-forasacchi
Ogni estate i forasacchi trasformano prati e marciapiedi in un rischio silenzioso per il cane, anche in città. Come riconoscere le spighe insidiose e intervenire in tempo?

A fine primavera, nei pronto soccorso veterinari italiani iniziano a comparire sempre più cani con lo stesso problema: le famigerate spighe di graminacee, i forasacchi. Basta una corsa in un prato secco perché la passeggiata si trasformi in una corsa in clinica.

Chi vive con un cane spesso ne ha sentito parlare, ma non sempre ha chiaro quanto possano essere insidiosi. Capire cosa sono i forasacchi, dove si nascondono e quali segnali osservare è il modo più concreto per proteggere il vostro cane senza rinunciare alle uscite all’aria aperta.

Cosa sono i forasacchi e perché sono così pericolosi per il cane

I forasacchi sono piccole spighe di graminacee selvatiche (avena, orzo e simili), lunghe in media tra 1 e 3 centimetri. Hanno forma a dardo e sono ricoperte di minuscoli uncini rivolti all’indietro: per questo, una volta penetrate, avanzano solo in una direzione e non tornano indietro.

Quando sono verdi sono relativamente innocue. Il problema inizia quando si seccano: la punta si indurisce, diventa affilata e la spiga si stacca facilmente dalla pianta, pronta ad agganciarsi al pelo del cane e poi alla cute o alle mucose.

In Italia il rischio è alto dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, con un picco in estate, soprattutto nelle zone calde. I forasacchi non vivono solo nei campi di campagna: li trovate in aiuole cittadine, bordi strada, marciapiedi, parchi, rotatorie, giardini privati poco curati. Anche il “classico” giretto sotto casa può nascondere l’insidia.

Il meccanismo è sempre lo stesso: la spiga si attacca al pelo, si incastra tra le dita, entra in un orifizio naturale o punge la pelle. Da lì può avanzare nei tessuti provocando infiammazione, infezione, ascessi e, nei casi peggiori, migrare in profondità fino a polmoni o cavità addominale.

cane-forasacchi

Forasacchi nel cane: zone del corpo a rischio e sintomi da non ignorare

Zampe e spazi interdigitali sono un grande classico. Il cane inizia a leccarsi furiosamente una zampa, può comparire zoppia, gonfiore, arrossamento e persino pus. A volte la spiga “cammina” lungo l’arto e crea fistole e noduli dolorosi.

Orecchie: dopo una passeggiata in erba alta il cane scuote la testa in modo violento, la tiene inclinata da un lato, si gratta senza sosta e piange se toccate l’orecchio. Senza rimozione rapida si può arrivare a otite grave e perforazione del timpano.

Naso: se un forasacco entra in una narice, partono starnuti esplosivi in serie, anche 10 o 15 di fila, spesso sempre dallo stesso lato. Può comparire sangue. Anche se gli starnuti si fermano, la spiga potrebbe non essere uscita ma essere scesa verso gola o polmoni.

Occhi: il cane tiene l’occhio chiuso o socchiuso, lacrima molto, si gratta il muso. Un forasacco può infilarsi sotto la palpebra o nella terza palpebra, causando congiuntivite, lesioni corneali e, se trascurato, danni permanenti alla vista.

Cute e sottocute: a distanza di giorni o settimane, può comparire un nodulo duro, poco mobile, spesso doloroso e a volte con fistole che drenano pus. È il tipico quadro del forasacco migrante, che sta “viaggiando” nei tessuti.

Gola e vie respiratorie: la spiga aspirata può fermarsi in trachea o nei bronchi. I segnali sono tosse secca o con sangue, difficoltà respiratoria, febbre, fino a polmoniti e interessamento della pleura. Qui la tempestività è davvero fondamentale.

Per localizzare questi corpi estranei, i veterinari usano spesso ecografia per zampe e tessuti molli, endoscopia (rinoscopia, otoendoscopia, broncoscopia) per naso, orecchie e vie respiratorie, e tomografia computerizzata nei casi più complessi. Le semplici radiografie non sempre mostrano il forasacco, perché è radiotrasparente.

cane-spighe-zampa

Cosa fare subito e come prevenire i forasacchi nel cane

Se dopo una passeggiata il vostro cane inizia di colpo a starnutire a raffica, scuotere la testa, zoppicare o leccarsi in modo ossessivo una zona, la prima mossa è fermarvi. Non continuate la corsa al parco “tanto poi passa”.

Potete guardare con calma la zona interessata, ma senza improvvisarvi chirurghi. Niente pinzette in naso, orecchie o occhi, niente lavaggi fai da voi con acqua o soluzione fisiologica: il rischio è spingere la spiga ancora più in profondità. Se sospettate un forasacco nel naso, in gola, nell’orecchio o nell’occhio, la regola è una sola: visita veterinaria urgente.

La rimozione, nella maggior parte dei casi, richiede sedazione o anestesia leggera e strumenti specifici, soprattutto per cavità nasali, orecchie e bronchi. Spesso viene abbinata una terapia antibiotica e antinfiammatoria per controllare infezione e dolore. Prima si interviene, minori sono le complicanze e, di solito, anche i costi complessivi.

La vera arma, però, resta la prevenzione. Durante la stagione a rischio, scegliete percorsi con erba bassa e curata, evitate campi incolti e bordi strada pieni di spighe secche, tenete il cane al guinzaglio dove non riuscite a vedere bene il terreno. I cani da caccia, da lavoro e quelli con pelo lungo o orecchie pendule meritano un’attenzione extra.

Al rientro, dedicate un minuto al “check forasacchi”: controllate con le mani e con gli occhi spazi tra le dita, cuscinetti, ascelle, zona inguinale, coda, orecchie (almeno la parte esterna), muso e collo. Una spazzolata accurata aiuta a intercettare eventuali spighe rimaste impigliate nel mantello e a capire se il cane prova dolore in un punto preciso.

Anche casa e giardino possono fare la loro parte. Tenere il prato di casa corto e rimuovere le spighe secche riduce molto il rischio. L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA) consiglia di controllare anche cuccia, tappetini dell’auto e di non portare in casa spighe attaccate alle scarpe o ai vestiti dopo una passeggiata in zone infestate.

Piccole abitudini che, sommate, possono davvero risparmiare al vostro cane un incontro ravvicinato con queste spighe insidiose.

© Riproduzione riservata

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