Se non avete tempo per allenarvi, questo nuovo metodo Pilates concentra due ore di esercizi in 25 minuti (e i risultati sono eccezionali!)
Una seduta di Pilates25’ dura 25 minuti e, secondo i creatori del metodo, equivale a quasi due ore di Pilates tradizionale sul tappetino o al reformer pilates.
L’obiettivo è chiaro: comprimere i tempi, non la qualità dell’allenamento.
Il progetto nasce da un’intuizione di Federico Servadio, imprenditore milanese e fondatore di Urban Fitness, con palestre in tutta Italia, che lavora da anni sull’elettrostimolazione muscolare (EMS). Con Pilates25’ ha deciso di portare la tecnologia EMS dentro il mondo, già amatissimo, del pilates.
Ma come funziona esattamente questa nuova tipologia di allenamento? E soprattutto, è davvero possibile ottenere i benefici di due ore di esercizi in soli 25 minuti? Ecco tutto quello che c'è da sapere sul Pilates25'.
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Cos’è il Pilates25’ e come fa a concentrare due ore di allenamento in 25 minuti
Nel concreto, Pilates25’ è un metodo che unisce il lavoro preciso del pilates sul Reformer con una tuta di elettrostimolazione muscolare certificata. Mentre si eseguono gli esercizi guidati dall’istruttore, la tuta invia micro-impulsi ai principali gruppi muscolari.
Secondo gli istruttori del metodo, in un allenamento tradizionale si attiva circa il 50-60 per cento delle fibre di un muscolo. Con l’EMS si arriva all’80-85 per cento, coinvolgendo anche fibre profonde e muscoli adiacenti. In una singola seduta possono essere stimolati fino a 300 muscoli, motivo per cui la durata è rigidamente fissata a 25 minuti.
L’idea di fondo è sfruttare l’intensità per ottenere in meno tempo gli effetti di due lezioni classiche da 50 minuti. Non si tratta di fare tutto più in fretta, ma di far lavorare di più ogni singola contrazione, mantenendo però il controllo tipico del Pilates.
Come funziona una seduta di Pilates25'?
Una lezione di Pilates25’ inizia con un breve colloquio, durante il quale si verificano eventuali controindicazioni e si imposta il livello di intensità. Poi si indossa la tuta EMS, con elettrodi posizionati su addome, dorso, zona lombare, glutei e cosce.
L’istruttore resta accanto per tutta la seduta, modulando durata e intensità degli impulsi in base alle sensazioni riferite dal cliente. Si alternano esercizi per il core, movimenti per la colonna, lavoro su glutei e gambe. La percezione è di un impegno importante, ma senza salti né impatti violenti.
Proprio per l’intensità del lavoro, il protocollo prevede al massimo due lezioni alla settimana. Dopo ogni seduta si consiglia un recupero di 24-48 ore, durante il quale è normale avvertire i famosi muscoli che non sapevate di avere.
La scienza dell’allenamento breve
L’elettrostimolazione non è una novità assoluta, ma in Pilates25’ viene inserita in un contesto controllato, con movimenti lenti e postura sorvegliata. Questo permette di aumentare il reclutamento delle fibre senza rinunciare alla precisione dell’esecuzione.
Secondo diversi studi recenti sugli allenamenti brevi e intensi, pubblicati su riviste scientifiche internazionali, conta molto non solo quanto ci si allena, ma anche quanto forte lavorano i muscoli in quel tempo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che si possono ottenere benefici simili combinando attività moderate più lunghe e attività vigorose più brevi, se strutturate correttamente.
In questo quadro, Pilates25’ si posiziona come allenamento breve ma ad alta efficienza. L’attivazione amplificata delle fibre muscolari, unita alla stabilizzazione tipica del Pilates, fa sì che bastino 8-10 sedute, secondo Terrenzio, per notare miglioramenti evidenti nella postura e nel tono dei principali distretti muscolari.
Resta però un principio di buon senso: la promessa «25 minuti = quasi due ore» va letta come sintesi del potenziale del metodo, non come formula magica valida per tutti allo stesso modo.
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