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“Quanti soldi bisogna avere da parte?” Secondo gli esperti della Banca d’Italia questa è la quota di risparmio giusta per la tranquillità

"Quanti soldi bisogna avere da parte?" Secondo gli esperti della Banca d'Italia questa è la quota di risparmio giusta per la tranquillità

11 Maggio 2026
risparmi
Esiste una cifra “giusta” da avere da parte a ogni età? Esperti e dati aiutano a capire quanti risparmi servono davvero per affrontare imprevisti e futuro con più serenità.

Quando arriva lo stipendio, tra affitto, bollette e spesa, la sensazione è che i soldi spariscano in pochi giorni. In mezzo a tutto questo, resta una domanda concreta: quanti soldi dovremmo davvero tenere da parte?

Molti italiani ammettono di non avere un numero in testa, solo un vago «dovrei risparmiare di più». Eppure esistono soglie di sicurezza condivise dagli esperti che aiutano a capire se siete sulla buona strada, sia mese per mese sia nell’arco della vita lavorativa.

*** Quanti soldi servono per vivere felici?***

Perché non esiste una cifra magica, ma esistono soglie di sicurezza

Risparmiare non significa solo “avere qualcosa da parte”, ma comprare tranquillità mentale e libertà di scelta. Le guide di educazione finanziaria della Banca d’Italia ricordano che il primo obiettivo è costruire un cuscinetto di liquidità per reggere gli imprevisti senza dover chiedere prestiti.

La cifra precisa dipende da reddito, città, tipo di lavoro, famiglia. Però potete orientarvi su tre pilastri abbastanza universali:
1) la percentuale di reddito da accantonare ogni mese;
2) il fondo di emergenza, espresso in mesi di spese;
3) il patrimonio complessivo che ha senso avere a una certa età.

 

risparmi-2

Quanti soldi mettere da parte ogni mese: percentuali realistiche

La regola più citata è il 50/30/20, resa popolare anche dal libro di Elizabeth Warren All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan. Funziona così:
- 50% del reddito netto per le necessità (affitto o mutuo, bollette, spesa, trasporti);
- 30% per i desideri (cene fuori, shopping, viaggi, hobby);
- 20% per risparmi e investimenti, inclusi eventuali debiti da estinguere.

Tradotto: con 2.000 euro netti al mese, l’obiettivo sarebbero 400 euro di risparmio. Con 1.500 euro, circa 300 euro. Diverse guide di finanza personale italiane convergono su questo 20% come traguardo ideale di lungo periodo.

Quando le spese fisse pesano di più, può servire una variante. La regola del 60/20/20 sposta il 60% sulle uscite obbligate, lascia il 20% allo svago e il 20% al risparmio. Esiste anche lo schema 30/30/30/10, che divide il budget in quattro blocchi quasi uguali e dedica quel 10% finale a obiettivi specifici, per esempio estinguere un debito o aumentare il fondo pensione.

Se oggi il 20% vi sembra fantascienza, fissate un “minimo sindacale”:
- partite da un 5-10% del reddito;
- ogni 6 mesi aumentate di 2-3 punti, man mano che tagliate sprechi o migliorate le entrate;
- fermatevi al livello che riuscite a mantenere con continuità.

Dentro a quel 20% (o a qualunque percentuale scegliate) è sensato destinare circa il 10% del reddito mensile a un fondo pensione integrativo, come suggeriscono vari esperti. Quella quota è risparmio a tutti gli effetti, solo con un orizzonte molto lungo.

Quanti soldi avere da parte: fondo di emergenza e obiettivi per età

Primo gradino: il fondo di emergenza. La maggior parte delle guide consiglia di tenere da parte tra 3 e 6 mesi di spese essenziali; alcune, in modo più prudente, parlano di 6-12 mesi per chi ha lavoro instabile, partita IVA, famiglia monoreddito o figli.

Spese essenziali significa solo ciò che serve a sopravvivere dignitosamente: casa, bollette, cibo, trasporti, scuola dei figli. Se queste spese valgono 1.200 euro al mese, il vostro fondo base dovrebbe essere tra 3.600 e 7.200 euro; con un approccio più protettivo, fino a 14.400 euro.

Oltre al cuscinetto, diversi riferimenti internazionali e italiani propongono dei benchmark di patrimonio in base all’età, calcolati come multipli del reddito annuo (stipendio netto x 13 o 14, più eventuali bonus). Indicativamente:
- a 30-35 anni: tra 1 e 1,5 volte il reddito annuo;
- a 40 anni: tra 2 e 3 volte il reddito annuo;
- a 50 anni: tra 3 e 6 volte il reddito annuo;
- a 60 anni: tra 5,5 e 11 volte il reddito annuo.

Dentro questi numeri rientrano sia i soldi liquidi sia quelli investiti e i fondi pensione, inclusi TFR accantonato e previdenza complementare.

Un esempio concreto: con un reddito annuo di 25.000 euro, a 40 anni il riferimento sarebbe tra 50.000 e 75.000 euro di patrimonio complessivo. Non è un esame di coscienza, ma una bussola: carriere iniziate tardi, lunghi periodi di precariato, mutui e affitti altissimi possono farvi stare sotto queste soglie senza che significhi “fallimento”.

Per arrivarci, aiutano alcune abitudini molto semplici:

  • impostare un bonifico automatico verso un conto separato il giorno dopo l’accredito dello stipendio;
  • tenere il fondo di emergenza su un conto distinto o su un conto deposito facilmente svincolabile;
  • usare app o “salvadanai digitali” che arrotondano le spese e mettono via i centesimi senza che ve ne accorgiate;
  • registrare tutte le spese, anche per un solo mese, per capire dove potete tagliare.

Gli errori classici da evitare? Rimandare il momento di iniziare, concentrarsi solo su un obiettivo (per esempio la casa) ignorando pensione ed emergenze, e soprattutto non guardare mai il quadro completo delle proprie finanze. Anche un 5% messo via con costanza è meglio di un 20% rimandato a “quando guadagnerò di più”.

© Riproduzione riservata

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