A mezz'ora da Roma si trova un parco che conoscono in pochi (c'è anche un labirinto di rose favoloso!)
A trentacinque chilometri dal caos di Roma, in quella fascia di litorale che si attraversa senza quasi farci caso, c’è un giardino che sembra uscito da un romanzo ottocentesco. Dieci ettari di verde, un laghetto, viali prospettici e, soprattutto, un labirinto di rose che in Italia è praticamente unico. Eppure i Giardini della Landriana, ad Ardea, continuano a restare un segreto custodito bene dai pochi che li conoscono davvero.
Nati dalla passione ostinata di una marchesa e dal genio di un paesaggista inglese, questi giardini sono l’idea perfetta per una fuga romantica o una giornata slow, a mezz’ora dalla città ma lontanissima mentalmente dal raccordo. Li si visita per le fioriture, certo, ma anche per quella sensazione di “posto privato” che difficilmente si trova nei luoghi più turistici.
Dove si trovano i Giardini della Landriana e perché sembrano un segreto
I Giardini della Landriana si trovano a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea, sul litorale laziale. In condizioni di traffico decente, da Roma sud ci arrivate in circa mezz’ora d’auto, seguendo la Pontina in direzione Latina e poi le indicazioni per Ardea - Tor San Lorenzo. Il mare è lì a due passi, ma appena entrate nella tenuta il paesaggio cambia: niente stabilimenti, solo una valle verde che degrada verso un laghetto artificiale. Il motivo per cui molti romani non li hanno mai sentiti nominare è semplice: non si tratta di un parco pubblico, ma di un grande giardino privato visitabile solo in determinati giorni, secondo un calendario preciso.
La storia: da terreno ferito dalla guerra a giardino da sogno
Nel 1956 la marchesa Lavinia Taverna e il marito acquistano questa proprietà agricola. Il terreno è spoglio, segnato ancora dai ricordi della Seconda guerra mondiale. L’idea di farne un giardino arriva quasi per caso: qualche fila di pini ed eucalipti per frenare il vento, poi una bustina di semi regalata da un’amica. Il suolo, reso fertilissimo dagli eventi bellici, esplode di vita. Per anni la marchesa pianta, sperimenta, si appassiona, finché si rende conto di avere tra le mani un “misto mare” verdissimo ma caotico. Nel 1967 chiama il paesaggista inglese Russell Page, uno dei grandi maestri del Novecento: è lui a dividere la Landriana in “stanze”, a disegnare i percorsi, il lago, il celebre viale bianco. Oggi il giardino fa parte dell’APGI, l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia, e della rete Grandi Giardini Italiani, che riunisce le eccellenze verdi del Paese.
Il labirinto di rose e le “stanze” più fotogeniche
Il cuore romantico della Landriana è la valle delle rose antiche, che molti descrivono come un vero labirinto. Sentieri che si intrecciano, cespugli in tutte le sfumature di rosa, bianco e crema, scorci che si aprono all’improvviso sul laghetto. Non ci sono muri di siepi alla “Alice nel Paese delle Meraviglie”, ma una sequenza di curve, passaggi e affacci che vi farà perdere l’orientamento giusto quel tanto che basta per divertirvi e fare foto pazzesche.
Intorno, stanza dopo stanza, il giardino cambia atmosfera. Il viale bianco gioca con forme geometriche e fioriture chiare, perfetto per le foto in prospettiva. Il giardino degli aranci e quello degli ulivi portano in scena l’anima mediterranea, con profumi che si mescolano alla brezza che arriva dal mare. Le aggiunte più recenti, come il prato blu e il giardino grigio, lavorano sui contrasti di colore delle foglie e dei fiori, più che su quelli dei fiori soltanto, e sono un sogno per chi ama i dettagli Instagrammabili. Completano il quadro la vasca “spagnola”, l’angolo delle magnolie, i percorsi d’autunno: ogni svolta è una scenografia diversa.
Cosa fare alla Landriana: passeggiate lente, eventi e pranzi in giardino
La visita non è una corsa al monumento, ma una passeggiata lenta che, di solito, si svolge con visita guidata nelle giornate di apertura ordinaria. Chi ama le piante troverà specie da segnarsi sul taccuino, chi non distingue una rosa da un’ortensia si godrà comunque la composizione d’insieme. Durante l’anno il giardino ospita due grandi mostre-mercato di florovivaismo, Primavera alla Landriana e Autunno alla Landriana, molto considerate dagli appassionati di giardinaggio. In alcune festività vengono organizzati pranzi in giardino con menù fissi e tavoli disseminati fra il verde, oltre alla possibilità di affittare alcune aree per matrimoni, shooting ed eventi privati.
Quando andare, quanto costa e come organizzare la visita
La stagione d’oro è la primavera: tra aprile e maggio le rose sono al massimo, il clima è mite e il giardino è aperto più spesso, di solito la domenica e in alcune altre date. Anche l’inizio autunno ha il suo fascino, con luci più morbide e colori caldi. Gli orari e le giornate di visita non sono fissi: sul sito ufficiale trovate il calendario aggiornato, le modalità di prenotazione e le informazioni sulle visite guidate. I biglietti prevedono solitamente un ingresso intero, riduzioni per bambini e gruppi, tariffe dedicate alle scolaresche e prezzi a parte per i pranzi in giardino, sempre con prenotazione obbligatoria.
Per l’organizzazione pratica vi bastano scarpe comode, cappello e acqua in estate, magari una copertina leggera se puntate a un pranzo sull’erba. Con bambini piccoli il percorso è affrontabile, ma meglio un passeggino off-road che il modello ultra leggero da città. Se partite da Roma e avete voglia di allungare la giornata, potete abbinare la visita a un passaggio veloce in spiaggia o a una sosta ad Ardea. Il bello, però, è proprio rallentare: nel silenzio della Landriana, tra un arco di rose e un filare di ulivi, anche voi finirete per dimenticare di essere a mezz’ora dalla capitale.
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