The Odyssey: ecco come sono stati spesi 250 milioni di dollari per un solo film

È di 250 milioni di dollari circa il budget di produzione stimato per la realizzazione di The Odyssey, il kolossal di Christopher Nolan (Oppenheimer, Inception, Interstellar) basato sulla celebre epopea omerica.
Film più costoso della filmografia già non proprio cheap del regista e tra i più costosi della storia del cinema, The Odyssey arriva nelle sale italiane oggi, 16 luglio 2026. Tre ore circa di film che si preannunciano di puro spettacolo, con un cast stellare e riprese mozzafiato che ripercorrono le tappe leggendarie del viaggio di Ulisse (Matt Damon) dopo la fine della Guerra di Troia, nel suo lungo ritorno verso casa e verso la moglie Penelope (Anne Hathaway).
Ma come sono stati spesi 250 milioni di dollari per la realizzazione di The Odyssey? Ecco alcune motivazioni.
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Star coinvolte e compensi stellari
Dalla partecipazione di un nome di spicco alla regia come Christopher Nolan al coinvolgimento di un cast stellare che vede tra i nomi Matt Damon nel ruolo di Ulisse, Tom Holland in quello di Telemaco, Anne Hathaway in quelli di Penelope, Zendaya in quelli di Athena, Lupita Nyong’o in quelli di Elena, Robert Pattinson in quelli di Antinoo, e poi ancora Charlize Theron, Elliot Page, il rapper Travis Scott e molti altri. Come potrete immaginare il gioco è presto fatto. Vederli sfilare tutti insieme in occasione della prima mondiale londinese a Leicester Square è stato però un colpo promozionale di hype non indifferente. Chi non vorrebbe vedere un film con un cast simile?
Riprese IMAX 70 mm
The Odyssey è il primo film girato interamente in IMAX 70 mm, una scelta che Nolan ha fatto per creare un’esperienza ancora più immersiva per lo spettatore, riducendo la profondità di campo. Il regista non è nuovo nella ricerca di questa scelta estetica, nonostante questa sia la prima volta che l’adotta totalmente (se volete vedere The Odyssey in questo formato vi consigliamo dunque di cercare sale apposite. Il film verrà comunque distribuito anche in altri formati, adatti alle diverse sale cinematografiche).
Ma torniamo all’IMAX 70 mm. Perché aumenta i costi? Girare in IMAX 70 mm vuol dire farlo in pellicola, ovvero in analogico. La quasi totalità dei film che si vedono oggi al cinema è realizzata con camere digitali 4K. La risoluzione dell’IMAX 70 mm è migliore di quella delle camere digitali, pressoché tre volte. Nolan sembra aver usato 610 Km circa di pellicola per The Odyssey (di più della distanza tra Milano e Roma).
Abbiamo finito? No. La ripresa in IMAX è molto rumorosa e quindi Nolan, per girare tutto il film in questo formato, si è fatto costruire ad hoc uno scatolotto che gli permettesse di attutire i problemi di suono. Ma non solo: finite le riprese anche la post produzione è stata lunga e articolata, tra sviluppi, pulizia della pellicola, scansioni, trasformazioni in digitale etc. Beh, non ci rimane da vedere se ne è valsa davvero la pena al cinema.
Logistica e ambientazioni
Per restituire al suo pubblico la complessità e la varietà del viaggio di Ulisse, Nolan ha voluto scegliere diverse ambientazioni, spostandosi di continuo con la troupe, con ritmi frenetici e diversi giorni di riprese anche in mare aperto.
Una buona parte del budget utilizzato per il film è andata dunque proprio in logistica e spostamenti tra Italia, Marocco, Malta, Grecia, Scozia, Islanda e infine gli Studi Universal in California.
In Italia le riprese si sono svolte perlopiù in Sicilia. L’isola di Lipari e quella di Vulcano nell’arcipelago delle Eolie, ma anche Favignana, sono state set di alcune scene importanti del film.
Effetti Speciali
La scelta di Christoper Nolan è stata quella di non ricorrere alla computer grafica, puntando invece sulla “ricostruzione realistica” di ciò che va mostrato.
Come ha realizzato la scena dei Ciclopi? Utilizzando la tecnologia animatronica. Il Polifemo che vedrete al cinema non è creato in post produzione ma è un "pupazzone robotico" di diversi metri che ha davvero interagito con gli attori sul set.
Questa scelta, come immaginerete, ha fatto lievitare i costi di produzione, anche perché vuol dire che qualsiasi ambiente va ricostruito scenograficamente con esattezza di messa in scena.
Battaglie, imprese in mare, scene cult nel racconto come la caduta di Troia, gli incontri con Ciclope e Sirene, la discesa negli Inferi, il ritorno ad Itaca non sono frutti del greenscreen ma di tanto lavoro lavoro di scenografi, costumisti, costruttori etc.
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