La nuova serie tv "Carrie" aggiorna il classico di Stephen King senza perdere la sua ferocia: ecco perché dovreste vedere questo horror contemporaneo

Halloween è alle porte. Uno dei costumi più gettonati per generazioni di "Millennials kinghiani" è stato senza dubbio quello della giovane ed eterea Carrie White, regina del Prom, inondata di sangue dalla testa ai piedi. Un costume e un personaggio che forse rischiavano di passare un po’ in sordina se non fosse arrivato uno dei grandi maestri dell’horror contemporaneo, Mike Flanagan, già autore di cult di genere come Hill House, The Hauting of Bly Manor, Midnight Mass, solo per citarne alcuni, a regalarcene una versione perfettamente contemporanea, con tanto di cyberbullismo, shitstorm e aggressività giovanile che si manifesta su diversi fronti, non da ultimo proprio, in tutta la sua carica sanguinaria, in Carrie.
Ma andiamo con ordine. Carrie è una nuova serie Prime Video in 8 episodi binge che ha fatto il suo debutto sulla piattaforma il 7 ottobre. Noi l’abbiamo già vista e ci è piaciuta molto. Nonostante le aggiunte di trama per renderla più attuale - d’altronde il libro è uscito negli anni ’70, così come la sua famosa trasposizione cinematografica firmata Brian De Palma - Carrie di Mike Flanagan riesce a mantenere intatto il suo scopo: parlare di violenza psicologica tra i più giovani e di bullismo, non lasciandoli più solo sul piano fisico, ma portandoli anche su quello virtuale.
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La trama di Carrie
Fino all’adolescenza, Carrie White (Summer H. Howell) ha vissuto solo tra le pareti domestiche, accudita e istruita dalla religiosissima madre Margaret (Samantha Sloyan). Ma la morte improvvisa e incidentale del padre, costringe le due donne a entrare nel mondo. Margaret inizia a lavorare e Carrie viene catapultata nello spietato ecosistema di un liceo pubblico.
Anima pura e gentile, capace di stupirsi ed entusiasmarsi per ogni piccola scoperta, Carrie dovrà vedersela con la cattiveria dei suoi coetanei, in un mondo a lei sconosciuto in cui sono i social media a farla da padroni, in cui la verità è quella che viene vista e non quella che viene vissuta, e in cui la notorietà diventa più importante spesso di valori quali amicizia, coraggio, altruismo etc.
Dotata di poteri telecinetici fino a quel momento tenuti a riposo, la furia di Carrie dopo l’ennesima angheria subita, scoppia in una spietata furia omicida.
Il bullismo e la svolta contemporanea social
Carrie è la metafora della furia che può esplodere ciecamente quando una persona viene troppo a lungo vessata. Carrie è un animo buono, puro in quanto non intaccato dalla crudeltà del mondo per sua formazione, che subisce fino a non farcela più. La telecinesi, il suo potere esplosivo, diviene così il tramite narrativo e visivo per estremizzare la sua reazione.
Rispetto al classico di Stephen King, Mike Flanagan aggiunge una componente fondamentale per rendere la storia della sua giovanissima protagonista adatta a un pubblico contemporaneo, ovvero la presenza dei social media.
Proprio come accadrebbe ai giorni nostri, Carrie non solo subisce le prese in giro dei suoi compagni, ma queste vengono anche filmate, date in pasto a centinaia di follower attraverso un account fake a suo nome - dove vengono pubblicate cattiverie su moltissimi studenti e docenti del liceo - e riproposte in loop.
La violenza che genera violenza
Se vi aspettate un finale consolatorio, in cui i problemi vengono risolti con la gentilezza e il buon senso, non è questo il caso di Carrie. Nell’opera di King, così come in quella di Flanagan, non esiste espiazione o perdono. Tutto finisce nel sangue e nel fuoco.
Non sarà il mondo ad adattarsi a Carrie, ma Carrie che alla fine porterà nel mondo la sua di violenza, una carica distruttiva e nefasta che non lascerà scampo a nessuno dei suoi carnefici.
Non è solo la “rivincita dei freak” come molti potranno pensare ma una riflessione su come, nonostante l’esistenza di soluzioni pacifiche, spesso si finisca in una spirale di odio e cattiveria che non genera altro se non che odio e cattiveria.
Perché vedere Carrie, la nuova serie Prime Video
Summer H. Howell è una nuova, meravigliosa, Carrie White. La serie tratta dal classico di Stephen King rivive una nuova vita grazie alla bravura narrativa di Mike Flanagan. Ci sono scene del suo Carrie che non dimenticheremo: dal remake di sequenze celebri del classico di Brian De Palma con protagonista Sissy Spacek e John Travolta come quella sotto la doccia a scuola e quella del prom, ma anche new entry come le parti relative al mondo social e alle conseguenze sull’ambiente scolastico. Carrie è una serie che può essere vista sia dai vecchi fan sia dalle nuove generazioni che si vogliono avvicinare alla storia.
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