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Lifestyle

La legge di Lidia Poët su Netflix: dove eravamo rimasti e cosa succede nella terza stagione

La legge di Lidia Poët su Netflix: dove eravamo rimasti e cosa succede nella terza stagione

15 Aprile 2026
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Su Netflix è appena arrivata la terza stagione della serie con Matilda De Angelis. Ecco cosa succederà nei nuovi episodi!

La terza e ultima stagione di La legge di Lidia Poët è arrivata su Netflix, oggi 15 aprile, con sei episodi caricati in blocco alle 9 del mattino. Matilda De Angelis torna nella toga (romanzata, certo) del primo avvocato donna in Italia. È pronta a chiudere una battaglia iniziata ben prima dei titoli di testa: il diritto delle donne a esercitare la professione e decidere della propria vita.

Prima di premere il tasto riproduci, però, serve rimettere in fila i pezzi: dove avevamo lasciato Lidia, Jacopo, Fourneau ed Enrico? E che cosa cambia davvero in questi nuovi episodi, più malinconici, meno ironici e decisivi per il destino della prima avvocata italiana (almeno sullo schermo)?

Dove eravamo rimasti alla fine della seconda stagione di Lidia Poët?

La seconda stagione si è chiusa con un botto, letterale e metaforico. Lidia ha smascherato il complotto del senatore Cravero, salvando Torino da un terremoto politico. Ha però pagato un prezzo altissimo: la sua licenza da avvocata resta negata e la legge continua a considerarla inadatta solo perché donna.

Sul fronte del cuore, la situazione non è meno esplosiva. Con Jacopo Barberis, il giornalista e anarchico interpretato da Eduardo Scarpetta, il legame è rimasto sospeso tra attrazione e scontri ideologici. L’arrivo del procuratore Pierluigi Fourneau (Gianmarco Saurino) ha aggiunto un terzo vertice al triangolo: un uomo di legge che tratta Lidia da pari e la stimola sul piano intellettuale.

Enrico Poët, il fratello borghese e inizialmente maschilista, ha fatto la svolta. Alla fine della seconda stagione decide di candidarsi in Parlamento per portare a Roma la battaglia della sorella: accesso delle donne alle professioni legali e, in prospettiva, diritto di voto. Lidia, invece di fuggire all’estero o rifugiarsi in un amore comodo, sceglie di restare a Torino e combattere il sistema dall’interno.

Torino 1887: la terza stagione

La terza stagione di La legge di Lidia Poët 3 si apre ad aprile 1887. Enrico è ormai deputato e la famosa "legge di Lidia" è arrivata in Parlamento. Per la prima volta l’idea che le donne possano iscriversi all’albo e lavorare in tribunale non è solo un sogno.

Sul piano privato, le cose sembrano andare meglio. Il tumore al cervello di Fourneau è regredito, il rapporto tra lui e Lidia più solido, anche se ancora nascosto agli occhi benpensanti di Torino. Ma appena la giovane avvocata si illude di poter respirare, il passato torna alla porta sotto forma di Grazia Fontana.

Grazia, interpretata da Liliana Bottone, è l’amica che anni prima l’aveva aiutata a pagarsi gli studi. Rientra in città chiedendo soldi, ruba una collana, poi confessa di voler fuggire all’estero dal marito violento. Quando l’uomo viene trovato morto, è lei a finire sul banco degli imputati. In Italia la violenza domestica non è considerata reato: il processo diventa il cuore morale di questa stagione.

Lidia Poët 3: nuovi casi e nuovi equilibri

Mentre il processo a Grazia occupa le prime pagine dei giornali, lo studio Poët continua a lavorare. Lidia resta una mente brillante, capace di incastrare prove e contraddizioni anche se ufficialmente non può firmare nessun atto.

I nuovi episodi la vedono alle prese con una serie di casi che fotografano le crepe della società di fine Ottocento. C’è l’acrobata di circo precipitata dal trapezio durante un numero senza rete. Tutti parlano di incidente, ma sul corpo compaiono segni di punture sospette e l’amica Lorena, che le praticava iniezioni per il mal di schiena, finisce sotto accusa. C’è il pittore di successo Luigi Castello, accusato di aver sparato all’amante Elio; dietro, una storia di malattia, quadri falsi e omosessualità nascosta che scandalizza i salotti.

C’è poi il pugile Nino Virago, ritrovato annegato in un lavatoio: i sospetti cadono sulla famiglia della cameriera Albertina, travolta dai debiti di gioco. Lidia indaga spesso insieme a Jacopo e alla nuova fidanzata di lui, la soprano Consuelo, modello di donna libera e poco incline a chiedere permesso.

In questi ultimi sei episodi vedrete quanto siano cambiati i protagonisti. Lidia è meno impulsiva e più strategica: non punta solo a lavorare, ma a trasformare ogni caso in un precedente per le altre donne. Enrico, ormai alleato convinto, fa da ponte tra lo studio e il Parlamento, mentre il matrimonio con Teresa regala le poche note comiche di una stagione più malinconica.

Sul fronte del cuore il triangolo non si scioglie. Jacopo torna da Roma con la cantante Consuelo e costringe Lidia a confrontarsi con l’idea di non essere l’unica per lui. Fourneau, ora procuratore di Corte d’Assise, la ama ma se la ritrova spesso contro in aula.

Per l’agenda: La legge di Lidia Poët 3, prodotta da Groenlandia e creata da Guido Iuculano e Davide Orsini, è in streaming su Netflix. 

© Riproduzione riservata

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