Bye-bye Bellagio! In questo borgo si respira l'autentica bellezza del Lago di Como, lontano da turisti e stress
D’estate, sui moli di Bellagio, arrivano ogni giorno decine di battelli carichi di visitatori. File per un gelato, code per un selfie, folla ovunque. Bellissimo, certo. Ma stancante, ammettiamolo.
A meno di mezz’ora d’auto, sempre sul Lago di Como, esiste un borgo dove il tempo sembra andare al rallentatore. Qualche centinaio di abitanti, pietra ovunque, un silenzio pieno di storie. Si chiama Brienno. Ed è il posto perfetto per dire, almeno per un weekend: bye-bye Bellagio.
Perché dire davvero “bye-bye Bellagio”
Bellagio e Varenna sono il cuore del turismo del Lario: secondo diverse guide del territorio è qui che si concentra il grosso dei flussi. Niente di male, se cercate negozi, hotel di lusso, aperitivi in piazza. Ma se desiderate il Lago di Como delle cartoline d’epoca, quello dei pescatori, dei porticcioli minuscoli e dei vicoli che profumano di umido e glicine, serve cambiare rotta.
Brienno offre esattamente questo: nessun lungolago sterminato, niente vetrine di souvenir ogni tre metri, solo un borgo medievale verticale e compatto, aggrappato alla roccia e affacciato sull’acqua. Qui non si consuma il lago, lo si ascolta.
Dove si trova Brienno e perché è rimasto defilato
Brienno si trova sulla sponda occidentale del Lago di Como, circa 17 chilometri a nord della città, tra Laglio e Argegno, di fronte a Nesso. È incastrato tra il lago e il monte lungo la storica Via Regina, la strada che per secoli ha collegato Como alla Valtellina.
Questa posizione spettacolare è anche il motivo per cui il borgo è rimasto ai margini dei grandi flussi: lo spazio è poco, la strada è stretta, i parcheggi limitati. I pullman turistici passano, ma non “invadono”. Nei documenti urbanistici del Comune Brienno è indicato come uno dei nuclei meglio conservati del lago, e si vede: niente speculazioni aggressive, solo case in pietra addossate una all’altra, quasi gelose della propria vista.
Un borgo verticale scavato nella pietra
Brienno è un vero borgo labirinto. Dal filo della strada principale partono scalinate e passaggi coperti che scendono verso l’acqua o risalgono verso il bosco. Archi, sottopassi, minuscoli cortili interni con un vaso di gerani e una sedia di plastica, lavatoi che sembrano set di un film in costume. Ogni svolta regala un’inquadratura diversa del Lago di Como, spesso all’improvviso.
Le guide locali parlano di “paese del contrabbando romantico”. Tra Ottocento e Novecento, quando il confine era davvero frontiera, le merci viaggiavano di notte su barche basse e sentieri di montagna. Alcol, tabacco, tessuti: tutto passava di qui, nascosto fra queste stesse pietre. Se vi capita di percorrere i vicoli all’ora blu, con le luci che si specchiano nel lago, è facilissimo immaginare bisbigli, passi leggeri, remi che non fanno rumore.
A questa trama di storie si aggiungono le leggende: si dice che perfino Federico Barbarossa sia passato da queste parti, in un gioco continuo tra cronaca e mito. Un borgo che vive di memoria orale, più che di pannelli esplicativi. Eppure, sotto tanta poesia, c’è anche una pagina molto concreta di storia militare: la Galleria Mina.
Si tratta di una galleria nella roccia legata alla Linea Cadorna, il sistema difensivo della Prima guerra mondiale. A Brienno questo passaggio corre sotto la montagna, vicino alla chiesa, pronto un tempo a far saltare la strada in caso di invasione. Oggi si visita solo in aperture straordinarie, guidate, e l’effetto è potente: pareti umide, graffi dei soldati, il lago che si intuisce oltre la roccia. Un pezzo di “Italia nascosta” che affascina anche i bambini, trasformando la storia in un’avventura reale.
Cosa vedere a Brienno in una giornata slow
Il modo migliore per conoscere Brienno è parcheggiare fuori dal centro storico e dimenticare l’auto. Da qui fatevi guidare dai campanili. Il primo è quello della chiesa di Sant’Anna (o San Vittore), con base romanica: una sosta veloce per capire come il paese si arrampica dal lago verso il monte.
Scendendo tra le case raggiungete il piccolo porto. Qui la protagonista è l’antica filanda ottocentesca della seta, oggi residenza, con la sua ciminiera che spunta accanto all’acqua. È uno degli scorci più iconici del borgo, perfetto per le vostre foto “non sembra nemmeno Italia, e invece sì”.
Perdetevi poi nei vicoli interni. Con i bambini potete inventare una caccia al tesoro: trovare un arco, un cortile nascosto, una scaletta che finisce direttamente su un pontile. Ogni scoperta è una piccola vittoria, e il bello è che il borgo è talmente raccolto da essere a misura di passeggiata familiare.
Risalendo, puntate alla chiesa dei Santi Nazaro e Celso, affacciata quasi a strapiombo sul lago, con vetrate del Cinquecento e opere pittoriche citate dalle guide storico-artistiche del Lario. Poco distante, il Monumento ai Caduti raffigura un alpino che stringe una pietra, memoria di un episodio della guerra di Libia in cui, finite le munizioni, i soldati combatterono con i sassi.
Se avete ancora fiato, salite fino alla chiesa dell’Immacolata, più in alto: il panorama sul Lago di Como ripaga ogni gradino, e sotto il sagrato si nascondono altre strutture della Linea Cadorna, tra gallerie e locali di servizio. Nelle giornate in cui la Galleria Mina è aperta, chiudere qui la visita è un piccolo regalo: si entra nella roccia e si esce di nuovo alla luce del lago, con la sensazione di aver attraversato un capitolo di storia.
Per vivere Brienno al meglio scegliete la primavera, l’inizio dell’autunno o le sere d’estate in settimana. Arrivate da Como in autobus lungo la Via Regina, in auto con un po’ di pazienza per il parcheggio, oppure in battello nelle stagioni in cui è attivo. Poi lasciate che siano i vostri passi, e non l’agenda, a decidere il ritmo. In questo angolo silenzioso del Lago di Como, è l’unico modo per respirare davvero la sua bellezza.
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