Venti top look del 2011
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I venti look dell'A/I 2011 che ci hanno fatto perdere la testa
Il 2011 è quasi terminato e anche se ci attendono ancora tre mesi di pieno inverno, le campagne pubblicitarie della prossima primavera estate cominciano a "insinuarsi" tra le pagine delle riviste e farci venir voglia di abiti leggeri e nuovi colori.
Ma prima di archiviare definitivamente cappe&cappotti, maglioni e piumini, stivali e tronchetti, noi di Grazia.it abbiamo stilato la nostra lista di look e trend che ci hanno accompagnato in questi mesi e di cui ci siamo innamorati e che speriamo di indossare anche il prossimo autunno, sperando che le sfilate di febbraio li riconfermino come must have di stagione. Scoprite i nostri 20 Top Look.
Jil Sander e il suo giardino d'inverno A lezione di botanica. L'abito dalle linee ovoidali, severo e a collo alto, ingentilito da delicati motivi floreali in colori "winter". Austero e lezioso allo stesso tempo.
Il glamour Anni '40 di Miu Miu è stato amore a prima vista per gli abiti dalle linee austere, i colletti a contrasto, le spalle strutturate. Ammaliante se declinato nei toni del giallo e dell'arancio.
Il mood Festish-chic di Louis Vuitton Look vietato ai minori? Certo, non per tutte con quel gioco di trasparenze, latex e pelle nuda ma da copiare a piccole dosi, scegliendo, ad esempio certe fascianti gonne a tubo e certe camicie finto-severe.
L'abito verde smeraldo di Marc by Marc Jacobs Luminoso, fluttuante, è il capo perfetto per ogni look di stagione. Se poi si aggiunge il colore, quel verde brillante, il gioco è fatto. E poco male se dicono che il verde non sta bene a tutte.
Il tubino in pizzo fluo di Blumarine Il taglio è quello dei tubini un po' da ragazza "ye-ye" della Swinging London. Poi il pizzo fa il resto: vitaminico, fluo, sorprendente! Una vera iniezione di ottimismo.
La cappa sartoriale di Yves Saint Laurent Si conferma anche quet'inverno pratogonista delle passerelle, a noi piace semplice e perfetta come quella YSL. Per un immediato look stile "cappa e spada".
Il long coat di Antonio Marras Fino ai piedi, doppiopetto e stretto in vita dalla sottile cintura. Basta indossarlo per sentirsi la coraggiosa eroina di qualche romanzo vittoriano.
Il tailleur dai colori soft di Giorgio Armani Il modello è un classico di Re Giorgio, famoso per la sua eleganza calibrata e mai esibita. Attitude maschile sì ma addolcita da quella tenera e femminilissima punta di rosa.
La jumpsuit da sera di Chanel L'alternativa all'abito da sera. Irriverente, preziosa e chic. La tuta lascia la fabbrica, e il workwear dov'è nata, e incontra i ricami e il pizzo, pronta per il ballo. Come una moderna Cenerentola!
Il pull grafico di Céline Il magliocino diventa una tela astratta tra giochi di linee e colore che ravvivano anche la più grigia delle giornate invernali. L'antidoto perfetto per un guardaroba da ufficio troppo omologato.
Il bon ton da jeune fille di Valentino Romanticismo à porter, fatto di abiti "girly" impreziositi da pizzi leggeri e ricami eterei
Il parka couture di Altuzarra Altro capo must che non può mancare, si indossa su tutto, meglio se su abiti leggeri e sensuali per contrasti forti (e per difendersi dalla basse temperature)
I favolosi Seventies di Gucci La gonna pantalone, il piccolo giubbino in pelle bordato in pelliccia e l'immancabile "fedora" hat. Se il total Seventies non vi convince, partite da un solo pezzo, su cui costruire tutto il resto
L'abito rug effect di Etro Il look delle nuove nomadi, sempre in giro per il mondo, tra stampe kilim e jaquard, il look giusto per mettere tutti "al tappeto"!
Il tubino gold&sparkling di Dolce&Gabbana Effetto "bling bling". Perfetto per serate pazze e balli fino all'alba, l'abito in paillettes illuminato da stelle ton sur ton.
La pelliccia "segnaletica" di Bottega Veneta Fur Couture in versione technicolor: verde smeraldo, fucsia, viola ametista o giallo ambra, che sia vera o faux, poco importa. Basta farsi notare.
Il Neo Barocco di Emilio Pucci Tra ghirigori, fregi e "cineserie": bando al minimalismo estremo. Unica avvertenza: non esagerare con gli accessori
Il total tartan di Sonia Rikyel Must have di stagione, questa volta eccolo in total look, da sfoggiare con orgoglio e un pizzico di ironia, qualunque sia il vostro clan!
Il pitone techinicolor di Prada Dopo anni di toni neutri ecco che il pitone diventa fluo, non solo negli accessori (troppo facile, altrimenti) ma anche su cappotti e completi: Wild sì, ma chic, of course
La gonna ladylike di N°21 E gonna sia ma fasciante, iper-femminile e che non scopra le ginocchia. Sexy ma non volgare, è perfetta con camicine bon ton, bluse preziose e leziosi maglionicini.
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La giacca in suede è il nostro "go-to" di primavera (e questi sono i modelli da mettere subito in wishlist!)

Con la primavera alle porte, la tentazione di aggiungere al carrello degli acquisti un nuovo capospalla “seasonal” è alle stelle. D’altronde, chi meglio di una giacca in pelle o di un giubbotto in denim può completare tutti quegli outfit che richiedono un “cover up” per affrontare con stile il meteo ballerino di marzo?
Abbiamo già parlato in lungo e in largo sia dei bomber, che dei trench - evergreen insostituibili del guardaroba - e ora, come ultimo colpo di coda delle tendenze boho-chic che hanno attraversato la stagione, è giunta l’ora di concentrarsi sulle giacche in suede.
Iconiche e capaci di trasformare all’istante il carattere di qualsiasi look, le giacche in suede - soprattutto nelle versioni classiche nel tipico color cammello - si preparano a dominare per un secondo anno di seguito le tendenze primaverili.
Sarà forse grazie al loro fascino particolare, un mix di vintage, western & boho, o alla loro incredibile abilità nel trasformare anche la mise più basic in un outfit da cool girl che ci piacciono così tanto, ma una cosa è certa: le suede jackets non hanno conquistato solo il nostro di cuore, ma anche quello delle trendsetter, aggiudicandosi così il titolo di “capo insostituibile del guardaroba”.
E non si sono guadagnate questo status a caso: più d’impatto e ricche di personalità di qualsiasi altra giacca, le giacche in camoscio sono da sempre dotate di un’identità ben precisa, che le che le consacra come veri e propri capi statement.
Ed è per questo che le amiamo! E, se le vogliamo ancora più caratteristiche, perchè non optare per un extra, ossia le frange?
Da indossare sia by day - magari optando per modelli corti e sahariane, ma anche by night, abbinate a un bell’abito boho con paillettes e ricami, ecco i modelli di suede jackets che abbiamo selezionato per voi. Pronte allo shopping primaverile?
Giacca in suede: i modelli perfetti per la primavera 2026
Giacca in suede con bottoni AMI PARIS
Credits: courtesy of press office
Giacca in suede con colletto RESERVED
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Giacca in suede con applicazioni SANDRO PARIS
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Giacca in suede con bottoni e tasche LES COPAINS
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Giacca in suede con frange PIOMBO OVS
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Giacca in suede lunga STRADIVARIUS
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Giacca in suede colorata ZARA
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Giacca in suede con tasche e bottoni STEFANEL
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Giacca in suede Will SÉZANE
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Giacca in suede lunga H&M
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Giacca in suede con bottoni MANGO
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Giacca in suede corta MASSIMO DUTTI
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Giacca in suede stile blazer MARELLA
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Giacca in suede con collo BERSHKA
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Giacca in suede con frange sulle maniche IBLUES
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Giacca in suede con frange GOLDEN GOOSE
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Jeans a gamba larga: i modelli imperdibili di un trend che domina (ancora) il 2026

Possiamo dirlo a gran voce, nonostante si stiano affacciando all'orizzonte i jeans skinny (sono prossimi a tornare in vetta tra le tendenze denim), è ancora il momento dei jeans a gamba larga.
L'onda lunga di questo modello denim oversize non si arresta e continua anche nella moda primavera estate 2026.
Impossibile rinunciare a quel suo tocco rilassato ma cool che solo un modello di pantaloni wide leg può avere e che li ha resi protagonisti assoluti nella moda 2000.
Oggi, seppur attingendo da quel mondo, i jeans a gamba larga scrivono un altro capitolo ancora dell'universo denim.
Linee ampie e fluide che giocano con la tela blu trasformandosi in modelli must have moda 2026. Dai jeans wide leg bianchi, perfetti per dare il benvenuto alla bella stagione, ai denim neri larghi: uniforme trendy e passe-partout del guardaroba donna.
I jeans a gamba larga marrone sono la novità fashion del momento cavalcando i trend colore 2026 che vedono proprio nel brown, in sfumature calde come cioccolato, il protagonista assoluto. E ancora jeans grigi larghi, pezzo chiave di look eleganti in combo con un bel blazer, riconfermandosi alternativa al jeans nero.
Tra i blue jeans, largo al denim stone-washed effetto used e ai giochi denim patchwork. Il modello dark blue con gamba larga ha l'orlo lunghissimo o sfilacciato.
La vita può essere alta per slanciare, ma i jeans larghi a vita media e i denim oversize a vita bassa che riportano alla moda 2000 sono un must! Meglio ancora se mantengono un tocco unisex!
Ecco i modelli must have di jeans a gamba larga primavera estate da indossare per tutto il 2026!
ANINE BING
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BA-SH
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COS
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FRAME
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THE FRANKIE SHOP
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H&M
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ICON DENIM
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MANGO
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PULL&BEAR
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ZARA
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MOTHER DENIM
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PINKO
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RESERVED
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SÉZANE
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TRUSSARDI
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Voglia di shopping? Vi diciamo subito cosa comprare da Zara, H&M e Mango per costruire dei look super!

Le giornate si allungano, il sole tramonta sempre più tardi e quell'aria non più gelida ma "frizzantina" ci annuncia che l'inverno volge al termine.
Eh sì, è iniziato il mese che dà il via ufficiale alla primavera e ci sembra giusto fare un check al guardaroba, non solo per il tanto temuto "cambio armadio" ma anche per dare un twist ai nostri look.
Per farlo potrebbe essere un'ottima idea concedersi un pezzo nuovo, che sia un abito o un piccolo accessorio, da mixare con i nostri capi preferiti per un boost di glamour immediato.
Sono tantissime le proposte super interessanti viste sbirciando tra le nuove collezioni moda della spring-summer 2026. Ma per non pesare eccessivamente sul badget mensile ci siamo concentrate sui nostri 3 brand low cost preferiti: Zara, H&M e Mango.
Dall'immancabile trench alla giacca in similpelle, dall'abito in maglia sottile alla combo camicia bianca + pencil skirt in similpelle.
Parlando di accessori si spazia dalle ballerine in pelle intrecciata alle pumps con tacco midi da mixare con tanti outfit diversi, ma anche una borsa in suede super capiente perfetta per tutti i giorni.
Che cosa aspettate a scegliere i vostri never without di Marzo?
Cosa comprare a Marzo da ZARA
Tra le "primizie fashion" individuate sull'e-commerce del brand spagnolo ci siamo orientate su capi classy e intramontabili ma con quel tocco originale che non guasta.
Un trench beige ma con fodera color check, un blazer nero dalla vestibilità oversize, da mixare con camicia bianca e jeans flare.
Ai piedi delle décolleté a punta burgundy con tacco midi comodo e una tracolla in pelle scamosciata.
Trench con inserto check print, Zara
Blazer oversize, Zara
Camicia bianca, Zara
Jeans flare, Zara
Pumps con tacco midi, Zara
Borsa a tracolla in suede, Zara
Credits: zara.com
Cosa comprare a Marzo da H&M
Al trench preferite una giacca in pelle/similpelle più grintosa e cool e ai jeans preferite dei pantaloni eleganti? Eccovi accontentate!
Bellissime anche la polo in misto seta in un colore blu notte favoloso, la blusa con dettagli in sangallo, la minigonna in twill cammello e le ballerine in pelle intrecciata.
Giubbotto in similpelle, H&M
Polo in misto seta, H&M
Pantaloni ampi, H&M
Blusa in sangallo, H&M
Minigonna in twill, H&M
Ballerine in pelle intrecciata, H&M
Credits: 2.hm.com
Cosa comprare a Marzo da MANGO
Marzo pazzerello, dice il vecchio adagio. Il che significa che non è ancora arrivato il momento di archiviare maglie e maglioni.
Per questo motivo abbiamo puntato sul modello most wanted di stagione, ossia il cardigan chunky con la zip. Perfetto in abbinamento con una pencil skirt marrone e delle slingback con dettaglio gioiello.
Cardigan con zip, Mango
Pencil skirt in similpelle, Mango
Slingback con dettaglio gioiello, Mango
Abito in maglia sottile, Mango
Camicia con ricami floreali, Mango
Pantaloni con le pinces, Mango
Credits: shop.mango.com
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Dentro Sharra Pagano: Alessia Pellarini riscrive il linguaggio del gioiello

Dopo oltre cinquant’anni di storia, Sharra Pagano inaugura un nuovo capitolo sotto la direzione creativa di Alessia Pellarini. Designer con un percorso che attraversa alcune delle più importanti maison del lusso come Prada, Chloé, Fendi e Louis Vuitton. Pellarini porta con sé uno sguardo stratificato, che nasce dalla moda ma oggi trova nel gioiello un nuovo spazio di libertà.
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Per lei infatti, il passaggio dal prêt-à-porter al fashion jewelry non è una rottura, ma una continuità: «Ho sempre lavorato su proporzioni, equilibrio, armonia. Qui lo faccio in scala ridotta, ma con la stessa intensità».
Il risultato? La Collezione A: si tratta di una linea che rilegge l’archivio del marchio senza nostalgia, trasformandolo in un vocabolario contemporaneo fatto di catene, maglie tubolari, richiami a cinturini d’orologio e geometrie essenziali. Gioielli pensati per essere indossati ogni giorno, senza età, senza genere, senza etichette.
Credits: sharrapagano.it
Fondata a Milano da Lino Raggio e diventata negli anni un punto di riferimento per lo stile di una generazione di creativi – da Giorgio Armani a Moschino, Sharra Pagano torna oggi a essere un laboratorio di idee. Un marchio che non imita, ma interpreta: “fantasia applicata ai materiali”, come diceva il suo fondatore.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessia Pellarini per farci raccontare questo nuovo inizio.
Se dovesse descrivere Sharra Pagano oggi con due parole, quali userebbe?
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«Direi Milano e libertà. Milano perché Sharra Pagano, per me, è un ritratto fedele della città in diverse epoche: dagli anni ’70 agli ’80, fino a oggi. In quel periodo Milano era una capitale creativa con una forte identità, ma anche sorprendentemente aperta, inclusiva, internazionale. Sharra Pagano incarna proprio quello spirito. Libertà perché, guardando i gioielli, non ho mai percepito confini netti: non di genere, non di età, non di stile. Sono oggetti che si trasformano a seconda di chi li indossa. Non “appartengono” a qualcuno: prendono la personalità di chi li sceglie».
Quando ha aperto per la prima volta l’archivio del brand, cosa l’ha colpita di più?
«C’è stato un vero e proprio shock positivo. Mi aspettavo un archivio ordinato, quasi museale, e invece mi sono trovata davanti a una sorta di anarchia creativa. C’erano centinaia, anzi migliaia di pezzi: gioielli monumentali accanto a forme minimal, sperimentazioni fortissime vicino a linee pulite. Era come entrare in una famiglia imperfetta, piena di caratteri diversi. Quella libertà, quell’energia, mi ha emozionata perché non era “costruita”: era istintiva, vera. È stato lì che ho capito che non dovevo copiare il passato, ma assorbirne lo spirito».
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Il nome Sharra Pagano nasce come un suono “sospeso”, senza genere. Quanto questa libertà le somiglia e quanto ha influenzato la sua visione creativa?
«Tantissimo. Non mi sono mai sentita a mio agio dentro strutture troppo rigide. Nel mio lavoro di moda ho sempre cercato di spingere oltre i limiti, anche quando c’erano regole precise su fit, silhouette, categorie. Con il gioiello questa libertà è ancora più forte: non penso mai a “per chi” è un pezzo, ma a che energia ha. Quando ho scoperto la storia del nome, ho avuto la sensazione di unire i puntini. Come se inconsciamente fossi già in sintonia con quella visione sospesa, aperta, fluida».
Se Collezione A fosse una persona, che carattere avrebbe?
«Sarebbe una persona magnetica. Non ha paura di essere notata, ma non è mai sfacciata. È bold, ma con una naturalezza sofisticata. È qualcuno che ama esprimersi, che gioca con la propria immagine, ma senza ostentazione. C’è sempre un equilibrio tra forza e misura, tra presenza e leggerezza».
Qual è, secondo lei, il gesto più bello che una persona può fare con un gioiello?
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«Dimenticarselo addosso. Quando un gioiello smette di “decorare” e diventa parte della persona. Non deve dominare chi lo indossa, ma fondersi con lui. È in quel momento che l’oggetto diventa davvero vivo».
Il brand è storicamente legato a Milano. Che rapporto ha con questa città?
«Milano per me è casa, anche se la vivo poco perché viaggio molto. Ha un rigore che adoro, ma allo stesso tempo una libertà fortissima. È una città che ti spinge a essere concreta e creativa insieme. Questo equilibrio tra struttura e slancio è qualcosa che ritrovo spesso anche nel mio lavoro».
Le nuove generazioni hanno un rapporto diverso con il gioiello. Cosa ha notato?
Credits: sharrapagano.it
«Credo oggi ci sia una ricerca di significato molto più profonda. In un momento storico in cui l’abbigliamento tende al minimalismo, il gioiello diventa il punto focale, lo “statement” che racconta chi sei. Vedo una generazione che usa il gioiello come linguaggio identitario, quasi filosofico, non solo come ornamento e mi piace davvero tantissimo».
C’è un gioiello a cui lega un ricordo personale?
«Sì, in generale sono molto legata ai gioielli regalati: amici, amori, affetti. Ho una collezione di ciondoli e amuleti che porto sempre con me. Ne ho tantissimi. Non li cambio spesso: diventano parte di me, come una seconda pelle perchè per me ogni pezzo racchiude una storia».
Credits: sharrapagano.it
Cosa sogna per questo brand? Un desiderio, non una strategia
«Vorrei davvero che Sharra Pagano restasse irregolare, imperfetto e soprattutto vivo. Che continuasse a crescere senza diventare rigido, senza perdere quell’anarchia creativa che ho trovato negli archivi. Sogno collaborazioni, pezzi unici, nuove strade. Ma soprattutto sogno un brand che non smetta mai di sperimentare».
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