I trend non esistono più - lunga vita ai trend

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Le editor e le collaboratrici del sito di Grazia analizzano quelle che saranno le micro e macro tendenze della prossima stagione

Ha ancora senso parlare di trend nella moda?

Per un sito che sui trend (oltre che ovviamente sulla ricerca spontanea) basa le proprie analisi e le proposte che ogni giorno seleziona per i propri lettori e le proprie lettrici, la domanda non risulta per nulla banale.

In un biennio in cui sempre più ci siamo interrogati sul rapporto tra quantità e qualità dei nostri capi acquistati, il termine “tendenza” ha assunto in molti casi un’accezione negativa, di spreco, moda passeggera e non necessaria, spesso condizionata da fattori superficiali e assolutamente inconciliabile con il concetto di sostenibilità

Se quindi ogni volta che si parla di trend viene naturale arricciare il naso, dall’altro capo a far specchio alle cattive tendenze troviamo invece i capi “everlasting”, i guardaroba capsule fatti di pochi pezzi combinabili tra loro e la rivalutazione del vintage e second-hand che, soprattutto grazie ai social, stanno vivendo un vero momento di gloria.

Come sempre la verità sta nel mezzo. Da un certo punto di vista è vero che a causa dei social media che hanno portato a una sovraesposizione di look, abbinamenti e oggetti, e del fast fashion, con i continui drop di nuovi items, la durata delle tendenze come le conoscevamo e venivano concepite dai brand sembra essere sempre più breve, d’altra parte però nella moda come nella vita in generale non è possibile prescindere dal concetto di tendenza, inteso come mutazione, evoluzione, direzione che il mondo, la società e quindi anche la moda, - che ne è riflesso e risultato - stanno prendendo e acquisiranno negli anni a venire. 

In aiuto arriva la distinzione tra micro e macro tendenze, le prime di solito più fugaci (ma anche no), le seconde più radicali. Una macro tendenza può essere ad esempio il ritorno degli anni 2000, che sicuramente ci accompagnerà - con buona pace di tutti noi che li abbiamo già vissuti e certo non fremevamo dalla voglia di recuperare i nostri pantaloni Miss Sixty a vita bassa - per più di una stagione e andrà a fondersi con il presente e trasformarsi, mentre una microtendenza il Cabincore (grazie Sadi Sabahu che ce l’hai fatta scoprire) o ancora, più legato a un capo del momento, il balaclava

In questo scenario le sfilate hanno sempre rappresentato un momento importante per le tendenze, per capire esattamente come i cambiamenti nel mondo venissero tradotti nel nostro guardaroba dalla sensibilità dei designer o anche semplicemente come ricettore di novità che proprio dalle passerelle partivano per poi andare a svilupparsi e diffondersi nei mercati di tutto il mondo.

Anche se le influenze ora arrivano da ogni dove (leggi soprattutto i social come TikTok che hanno preso il posto dello streetstyle) creando spesso un effetto stile ‘è nato prima l’uovo o la gallina?’, abbiamo pensato di chiedere alle nostre editor e collaboratrici che quotidianamente si occupano proprio di scoprire quale sarà la “next big thing” e di tradurre quello che vediamo durante le varie Fashion Week, quale sia la tendenza (macro o micro) e quali le sfilate che più le hanno colpite per la prossima stagione primavera-estate 2022. 

È un lungo excursus nel futuro, se a lungo o a breve termine lo scopriremo presto, per cui mettetevi comode e comodi e buona lettura!

NORMCORE DI LUSSO
Sara Moschini

Ann Demeulemeester : Runway – Paris Fashion Week – Womenswear Spring Summer 2022

Ann Demeulemeester primavera-estate 2022

La ricerca del guardaroba perfetto, quello che si apre et voilà magicamente ci propone capi tutti abbinabili tra loro e di qualità è il Sacro Graal del prossimo anno. Complice la consapevolezza degli sprechi causati dallo shopping compulsivo che si è fortemente sviluppata (per fortuna aggiungerei) negli ultimi due anni e una spinta necessaria verso scelte di vita più sostenibili che ci hanno portato a rivedere il nostro modo di acquistare, la macro tendenza che si sta diffondendo è quella di un ritorno al sartoriale di lusso

Capi che durino per sempre, o almeno il più possibile, tessuti preziosi meglio se ottenuti con nuove tecniche di riciclaggio (‘deadstock’ e ‘preloved’ sono termini ormai entrati nel vocabolario fashion quotidiano), forme che non rispecchino trend troppo transitori e riconoscibili e palette che rispondano alle regole dell’armocromia. È un nuovo take sul Normcore targato 2014 che però ci voleva vestiti American Apparel intenti ad ascoltare indie-rock, e se è vero che né l’uno né l’altro esistono più, la voglia di avere uno ‘stile-non-stile’ sembra essere ancora forte. 

Come ovviare però al rischio di annoiarsi e quindi di tornare a comprare abiti inutili? Il suggerimento è di scegliere dei capi dal taglio tradizionale ma con un dettaglio in più, il famoso ‘twist’ che rende il look speciale. Può essere il maglione con un piccolo cut-out o il collo particolare, dei gioielli speciali per svariati motivi (statement, vintage, colorati) o il completo nero di Ann Demeulemeester della primavera-estate 22 con le frange che danno movimento. 

Non perderete il divertimento di vestirvi e giocare al celebre mix&match ma vi assicurerete un armadio longevo e prezioso.

BACK TO THE NINETIES
Rossella Malaguarnera

Max Mara – Runway – Milan Fashion Week – Spring / Summer 2022

Max Mara primavera-estate 2022

Se da un lato le passerelle di settembre hanno sancito il successo dello stile "bold", spregiudicato e coloratissimo dei favolosi primi Duemila (vedi trend successivi - ndr), dall'altra parte abbiamo trovato anche il suo contraltare, ovvero il minimalismo e l'essenzialità degli anni Novanta.

Quello reso celebre da stilisti come Donna Karan, Calvin Klein e, in Italia, Armani e Prada, e interpretato dalle super top di quegli anni: da Amber Valletta a Shalom Harlow fino a lei, la mitica e unica Kate Moss.

Un trend dai tagli puliti fino quasi all'eccesso (altro che "less is more"!), rigoroso, composto da abiti con lo scollo halter (detto anche ‘all’americana, più accollato sul davanti ma con piccole spalline), camicie bianche ed essenziali, giacche e pantaloni dal fitting perfetto.

Uno stile che ho rivisto, ad esempio, sulla passerella di Max Mara in uno dei look finali indossato da Irina Shayk: crop top, gonna sopra il ginocchio e blazer lungo in pelle: impeccabile ma molto seducente nella sua estrema semplicità.

OVER THE BLAZER
Valentina Mauri

Dolce Gabbana – Runway – Spring/Summer 2022 Milan Fashion Week

Dolce&Gabbana primavera-estate 2022

Ho sempre avuto un debole per il blazer: è il pezzo chiave su cui costruisco tutti i miei look preferiti, day&night. Per me si tratta di un vero e proprio jolly del guardaroba in grado di rendere più speciale all’istante anche la mise più basica. 

Ovviamente lo indosso tutto l’anno (sì, anche in pieno inverno sotto a capospalla rigorosamente oversize per stratificare ad hoc), ma la stagione in cui diventa davvero protagonista è senz’altro la primavera-estate. Perfetto per completare la mia “divisa fashion” di tutti i giorni, ossia jeans + t-shirt (o camicia) bianca. Ma anche portato con gli abiti più chic e femminili ha davvero un fascino speciale. 

Quest’anno tornano ancora le silhouette dall'allure anni 80 con spalle esagerate, maniche arrotondate e punto vita ben evidenziato. Da indossare anche a mo’ di minidress, proprio come ci suggerisce la passerella di Dolce&Gabbana

LA MINI FIRST-REACTION-SHOCK
Chiara Da Col

Miu Miu : Runway – Paris Fashion Week – Womenswear Spring Summer 2022

Miu Miu primavera-estate 2022

La prima reazione alla minigonna a vita bassa-molto bassa che Miuccia Prada ha pensato per la collezione primavera-estate 2022 di Miu Miu è stata un momentaneo shock. 

La seconda è stata questa: «Ok, se ci sono ancora i must-have questo è il prossimo». Perché, volendo o no, il ritorno della vita esageratamente bassa che - diciamolo - in fondo non sta bene a nessuna persona, e che ci ricorda gli anni 2000 e i look di Britney Spears e Christina Aguilera alias Xtina, è la vera notizia-fashion della nuova stagione

E dopo anni di mom jeans un po’ di voglia di mostrare l’ombelico ci sta.  

P.s. Non è detto che ce la sentiremo di indossarla (di nuovo), ma ci piace un casino

HEY SEXY LADY
Bianca Luna Santoro

Gucci Love Parade – Runway

GUCCI ‘Love Parade’

Anche s-coprirsi è un’arte.

Per questo uno dei miei trend preferiti della primavera estate 2022 è la riappropriazione della parola ‘sexy’, un’esplosione di sensualità sapientemente declinata in chiave couture.

Come esaltare al meglio questa tendenza “coraggiosa”? La parola d’ordine è osare e pensare che (quasi) tutto quello che solitamente viene coperto da strati, può ora essere esposto all’occhio senza remore.

Proprio come le autoreggenti azzurre (attenzione: tra i colori più hot del prossimo anno!), abbinate all’abitino lingerie della sfilata “Love Parade” di Gucci a Hollywood, uno dei momenti fashion più iconici che ci ha riservato il 2021 (tanto che farà ritorno anche nell’analisi di un altro dei nostri trend - ndr).

Oltre le gambe c’è di più perché il trend sexy prevede anche splendide bralette, pizzi, spacchi e trasparenze. Tutto vedo non vedo, anzi, vedo eccome!

OBIETTIVO SOSTENIBILE
Francesca Crippa

Chloe – Runway – Spring/Summer 2022 Paris Fashion Week

Chloé primavera-estate 2022

La premessa è doverosa: questo è l’unico trend che vorremmo ritrovare ogni stagione finché non sarà assimilato e diventato la norma, qualcosa da dare per scontato. Augurandoci anche che ciò avvenga nel minor tempo possibile.

Dal 95% di materiali dichiarati sostenibili e in parte riciclati della primavera-estate 2022 di Balenciaga a una certezza di lunga data come Stella McCartney che ha lanciato la prima borsa realizzata in Mylo, pelle vegana creata dall’apparato vegetativo dei funghi, il micelio. Si aggiunge la collezione di Chloé disegnata da Gabriela Hearst in cui i look in passerella da 50 sono diventati 31, e agli editor è toccata una sana - e sacrosanta - lettura di un documento di ben nove pagine sui materiali riciclati utilizzati e sulla lavorazione manuale dei capi da parte di diversi artigiani.

Plus: c’erano persino delle flip flop recuperate dagli oceani grazie alla collaborazione con Ocean Sole. Come a dire che meno è meglio - l’unica filosofia 100% esente da greenwashing - e se fatto con materiali riutilizzati e lavorati da mani esperte, lo è ancora di più.


SENSUALE-NON-SENSUALE
Valeria Ricca

Prada Womenswear Spring / Summer 2022 – Milan And Shanghai

Prada primavera-estate 2022

Mi ha colpito l’eleganza semplice di questo mini dress firmato Prada primavera-estate 2022, un abito dalla doppia anima: casto sul davanti, sensualissimo sul retro.


A prima vista è così castigato da risultare quasi banale e noioso, in realtà nasconde una profonda scollatura sulla schiena e un maxi fiocco bon ton che regalano l’effetto sorpresa e lo rendono speciale. Essenziale nelle linee, raffinato nel colore, privo di qualsiasi ornamento: quest’abito (così come l’intera collezione primavera-estate 2022) è la prova che semplicità non è affatto sinonimo di sciatteria e che il femminile si può esprimere in tanti modi, non necessariamente con top “vedo non vedo” o abiti da sera sontuosi. Anche un mini dress dallo stile minimal, dai colori pastello e con qualche dettaglio inaspettato, può diventare il miglior alleato possibile per svelare il proprio lato più sensuale.  E questa nuova idea di sensualità, ben diversa da quella a cui siamo abituate e sempre più lontana dai vecchi stereotipi, mi piace molto.

Y2K DA TIKTOK ALLE SFILATE
Sarah Misciali

Blumarine – Runway – Milan Fashion Week – Spring / Summer 2022

Blumarine di Nicola Brognano primavera-estate 2022

Figlio degli innumerevoli e velocissimi trend che emergono simultaneamente su TikTok, il Y2k (che sta per Year 2000) è stato forse quello che maggiormente ha contaminato le sfilate primavera-estate 2022. Un ritorno ad un’era che fino a poco tempo fa eravamo ben felici di aver superato. 

Impossibile non notare l'iconica maglia con inserti in pelliccia sul collo, come quando compri delle scarpe nuove e subito hai la sensazione che tutti le abbiano addosso. Il ritorno del ‘fuzzy’, del pile e della ciniglia nelle forme e dimensioni più disparate. Palette che ricordano Austin Powerspare che negli ultimi due anni le persone si siano rifugiate nella pura nostalgia nel tentativo di distogliere l'attenzione da un presente incerto.

E così non sentiamo quasi più il bisogno di comprare nuovo ma la necessità di vendere, di liberarsi dei frutti cheap del fast fashion per rivalutare il vecchio e dar spazio a qualità e individualità.

I punti di vista sembrano coesistere con diversi stili nonostante siano sempre tendenze. L’iper stimolazione dei social media si riflette costantemente nella cultura e nel vestire, ricca di novità ma tutte destinate a scadere.

A RITMO DI FRANGE
Maria Alvuela Franco

Gucci Love Parade – Runway

Gucci ‘Love Parade’

È ormai assodato: la moda urla frange! Insomma, un bell’anticipo di primavera, che rimanda a un arcobaleno di colori briosi per spezzare finalmente la monotonia dell’inverno.

E se c’è uno stilista che spicca non solo per l’uso dei colori accesi ma anche per la sua capacità di travalicare epoche e confini, rivisitando il tutto in chiave contemporanea è proprio lui: Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci.

La sfilata “Love Parade” primavera-estate 2022 svoltasi sulla glamour Hollywood Boulevard a Los Angeles per celebrare il centenario della maison, è una “pellicola” che sembra quasi girata a colori, di cui Michele, movie maker d’eccezione, dà il ciak a un amarcord di tendenze che spaziano dai ruggenti anni 20 fino allo spudorato mannish anni 40.

Tra lustro, lustrini e piume da gran diva, a infiammare il catwalk-show è il mini abito a frange, realizzato con sfavillanti cascate di filamenti pettinati nelle tonalità metal rainbow. Uno scrigno di eleganza che avvolge, a ogni passo, in uno shot energico e dinamico di fluttuanti fili iridescenti tutta la silhouette, lasciando così intravedere la sensualissima guêpière in pizzo nero, in un seducente gioco di vedo non vedo.

La mise sembra quasi ispirata a una perfetta e disinvolta Millennial Flapper, che non ha paura di ostentare e brillare: bastano infatti un paio di mary jane ai piedi e una sfilza di frange, dal piglio scenografico, per esaltare l’effetto shimmer e lasciare sicuramente il segno.

Le frange, da semplice dettaglio, diventano protagoniste in molte altre collezioni e vengono interpretate stilisticamente in una versione più bohémienne, declinate su fringe-dress multicolor, oppure, più contemporanee e minimal con maxi lembi di tessuto lasciati cadere, quasi per caso, ai lati del pantalone stile grunge. Infine, merita sicuramente menzione, la tendenza (cut-out) a taglio vivo, che viene realizzato soprattutto su abiti e accessori con lunghissime e fluttuanti frange in pelle.

Insomma, le frange, aggiungeranno al guardaroba della bella stagione un particolare in più con un effetto ‘shaking on’ in movimento.

CUISSARDES MON AMOUR
Henriqueta Mendes

Fendi – Runway – Milan Fashion Week – Spring / Summer 2022

Fendi by Kim Jones primavera-estate 2022

Tra le sfilate che mi hanno colpita maggiormente quest’anno c’è sicuramente la collezione primavera-estate 2022 di Fendi disegnata da Kim Jones. Ho amato l’idea di celebrare una visione di femminilità moderna e dinamica. Da amante degli stivali alti non potevo non notare i cuissardes che hanno rubato la scena. Sono semplici, ma i disegni di Antonio Lopez danno un tocco accattivante rendendoli unici e semplicemente stupendi, abbinabili con look più basici e dando davvero personalità.

Indossarli può dare quel tanto di self-confidence in più che a volte può essere necessaria (soprattutto in un periodo come questo). Questo tipo di calzatura - che ogni anno i designer cercano di arricchire con particolari sempre più stravaganti - sono amati anche da celebrities e artiste come Beyoncè, Rihanna e Ariana Grande e diventano prop perfetto per le loro performance.

Sono sicura che le ritroveremo ancora tra le tendenze più forti del 2022.

CORSETTO 2000
Sadi Sabahu

FASHION-FRANCE-ACNE STUDIOS

Acne Studios primavera-estate 2022

Come ben sappiamo, la moda si ispira al passato nella ricerca di tessuti decorazioni e fantasie, ma il legame storico più evidente riguarda la forma degli abiti.

La fascinazione per le forme estreme è ancora viva, e la rappresentazione più concreta di questa tendenza è l’utilizzo sempre più ricorrente del corsetto che (fortunatamente) si evolve diventando più leggero e confortevole.

Considerato costrittivo e artificioso, il corsetto diventa ora simbolo di emancipazione e culto della bellezza femminile. Grazie al suo potere di celebrazione delle curve, è sempre stato oggetto di studio da parte di designer come Paul Poiret e Madeleine Vionnet, fino ad arrivare alla veterana della moda punk-chic Vivienne Westwood ed a Jean Paul Gaultier che l’hanno reso un capo iconico e sensuale. 

Per la primavera-estate 2022 lo ritroviamo in chiave più sportiva e contemporanea nella sfilata di Acne, ma per chi cerca dei capi speciali suggerisco di guardare le creazioni di _Dennj_,giovane designer emiliano che utilizza tessuti vintage, che ha fatto del corsetto e della sostenibilità i suoi punti di forza.

IL TAILLEUR MINIGONNA
Marilina Curci

Chanel  : Runway – Paris Fashion Week – Womenswear Spring Summer 2022

Chanel primavera-estate 2022

Dopo stagioni dominate da completi à la garçonne e divise in stile business woman, stiamo assistendo al ritorno prepotente del tailleur minigonna

Una combo che mi colpisce perché, in un certo qual modo, incarna alla perfezione il mix di sentimenti e desideri che ci stanno accompagnando in questi tempi complicati: la ricerca nei decenni passati di quella normalità che davamo per scontata e che ora ci manca così tanto, il desiderio di tornare a vestire panni più eleganti e sofisticati, la voglia di ritrovare spensieratezza e nonchalance.

Il brand cardine di questa tendenza? Chanel, che con la primavera-estate 2022 ha proprio voluto portare in passerella una ventata di energia e positività. E ora ne abbiamo davvero tanto bisogno.

SECONDA PELLE
Sara Cislaghi

Prada Womenswear Spring / Summer 2022 – Milan And Shanghai

Prada primavera-estate 2022

Nella moda, come nella vita, ci sono punti fermi che non si discutono. Tra questi c’è - per l’appunto - indiscutibilmente la giacca in pelle, alleata di mille battaglie e mille look per molte persone since1980.


Beh, ritrovare tante leather jacket (dal blazer al long coat) sulle passerelle della primavera-estate 2022 (specie su quelle di Nostra Signora della Moda Miuccia Prada) mi ha fatto attivare in un attimo il countdown che porterà ad archiviare piumini e faux fur in favore di un bel chiodo oversize.


Come portarlo? Come Miuccia insegna: leather on leather, in modo sexy e disinvolto (o magari con la bralette che fa capolino, se proprio vogliamo indossare il nostro capospalla in modo più comodo e citare contemporaneamente un altro trend, la lingerie in bella vista).


Insomma, la macro-tendenza “second skin” mi piace perché è un accento senza tempo in termini di pezzi, ma qualcosa di molto contemporaneo nel modo di reinventare un grande classico. E poi diciamocelo: esiste forse qualcosa di più sensuale e carico di coolness?

AUTUNNO IN PRIMAVERA 
Sumaia Saiboub

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Alberta Ferretti primavera-estate 2022

Dopo due anni passati a cercare di rimanere negative e negativi nei tamponi (ma con lo spirito positivo) e in cui gli unici colori a contare davvero sono stati quelli delle zone in cui il paese è stato diviso a seconda del numero dei contagi; non potevo non notare i toni del marrone, arancione, rosa, ocra e nero sulla passerella di Alberta Ferretti – ma anche Fendi, Ferragamo, Max Mara – lo scorso settembre.

La prima impressione è stata quella di nostalgia per una stagione, o meglio un tempo che non si è potuto vivere a pieno e che non ci verrà restituito

Da allora non sono più riuscita a togliermi dalla testa l’idea di questa combinazione di colori che risulta più autunnale che primaverile e non ho potuto fare a meno di pensare a come anche i designer sulle passerelle abbiano voluto ricordarci che forse nulla è perso per sempre, se siamo disposti a trasformarlo.

VEDO FUCSIA
Vittoria Zerbini

David Koma – Runway – LFW September 2021

David Koma primavera-estate 2022

Le passerelle della primavera-estate 2022 hanno portato nuovi trend estivi ma ne hanno anche confermati alcuni che avevano già fatto capolino durante la stagione precedente, come il total look ‘hot pink’ (Jacquemus stiamo guardando te).

Ciò a cui Simon Porte Jacquemus diede il via, è stato ripreso da David Koma in particolar modo nel look 8 della sua primavera-estate 2022, dove questo fucsia acceso sale un gradino più in alto nella scala dei colori diventando un bellissimo luccichio abbagliante grazie all’aggiunta di paillette che lo rendono ancora più estivo. La power suit di Koma può essere sfoggiata sulla promenade abbinandola con un reggiseno del costume (sempre con paillette fucsia), oppure al dopo cena davanti a un cocktail.

Paura eh?

Il fucsia è un colore estivo che non ci aspettavamo ma che è diventanto ciò di cui avevamo davvero bisogno per portare aria fresca e allegria nella prossima stagione. Non importa dove indosseremo il nostro total look hot pink, l’importante è averlo pronto nell’armadio per la prossima estate. E se ci aggiungiamo dei glitter è ancora meglio.

IL CUT OUT DELLA LIBERTÀ
Cecilia Falovo

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AC9 primavera-estate 2022

Cut-out significa “ritaglio”. Forse è proprio quello di cui abbiamo bisogno. Un nuovo anno che passa porta con sé il desiderio di nuove consapevolezze e la volontà di riscoprire e ritagliare l’autenticità nascosta dietro colori audaci, trasparenze esagerate, lette secondo un preciso linguaggio estetico.

È questo secondo me uno dei trend (più seducenti aggiungerei) della prossima stagione che si ‘allunga’ (come capita ormai a quelle tendenze più resistenti) dall’inverno precedente. Aperture sulla schiena, sul ventre o sulle spalle, metafora di una richiesta di libertà. Gli stilisti hanno interpretato le nostre necessità concretizzando in passerella tagli geometrici, morbidi e tondeggianti che esaltano la sinuosità delle forme rendendo la silhouette più dinamica.

Ho scelto questa tendenza (qui la vedete nella collezione di AC9 che ha debuttato a settembre a Milano) perché credo rifletta una delle numerose possibilità creative che va ad esaltare un’eleganza anticonvenzionale dove la pelle diventa la vera protagonista in questi giochi di sovrapposizione dal risultato avanguardistico. 

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Grazia.it talks with: Alberto Affinito, founder di art259design

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Grazia.it punta i suoi riflettori su un brand tutto da scoprire attraverso le parole di chi l'ha pensato. Questa settimana chiacchieriamo con Alberto Affinito, founder del marchio art259design.

Mettere la materia al centro e costruirle intorno un universo coerente, fatto di proporzioni, materia e spazio. È l’idea, semplice ma rivoluzionaria, alla base del brand art259design, marchio nato 15 anni fa dall’intuizione di Alberto Affinito.
Nato a Potenza, città della Basilicata che ancora oggi è al centro del cuore del marchio, studi romani in Architettura, Affinito racconta attraverso le sue due collezioni all’anno, un cosmo dall’estetica onirica ma intimamente legata al corpo e alla materia. 

Ed è forse il legame con l’architettura ad avergli lasciato quell’attaccamento speciale alla materia, al tessuto, capaci di guidare il processo creativo prima ancora che i tratti decisi di un bozzetto.
Toccare, tastare, modellare la stoffa giusta sul manichino e vederne l’effetto, lasciarsi guidare da una piega o dalla trama di un materiale, cambiare idea, ricominciare, tutto questo è Art259design, la sua “creatura”, il suo progetto.

Il risultato sono abiti “vissuti”, caratterizzati da volumi che dialogano con il corpo, che ridiventa protagonista e che dà una nuova dimensione al vestito.
Da questo approccio speciale e “materico” con il tessuto nasce poi anche la visione del brand basata su circolarità e riduzione dello scarto: non una strategia di marketing, ma un’evoluzione naturale di un metodo progettuale che considera il rispetto per la materia parte integrante dell’estetica.

Abbiamo intervistato Alberto Affinito per farci raccontare l’origine del brand e il suo rapporto con la moda. 

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Partiamo dal principio: qual è l’origine del nome art259design?

«L’idea era quella di mettere insieme, in un unico nome, le tre cose che sono di fondamentale ispirazione in ciò che faccio. Art sta per arte e artigianalità, 259 perché il progetto è nato il 25 settembre ma, soprattutto, perché adoro i numeri e nel mio processo creativo assumono un’importanza naturale, Design, infine, perché è l’altra mia grande fonte di ispirazione. Ho cercato di fondere un approccio di ricerca e di lavorazione manuale a una serialità traducendo tutto ciò in numeri, gli stessi numeri che non sono altro che i centimetri che compongono ogni capo realizzato».

Il tuo percorso formativo attraversa architettura e fashion design. Tra le due hai scelto come strada principale la moda ma in che modo questa doppia matrice continua a influenzare il tuo modo di pensare forme, volumi e corpo oggi?

«La scelta di virare da architettura a fashion design è stata dettata dalla necessità di trovare un settore più adatto a sfogare le mie idee. Facendo architettura ho capito quasi da subito che non sarei riuscito ad esprimere a pieno me stesso. Allo stesso tempo l’architettura e il design sono per me di ispirazione e sfogo in quanto una parte importante del mio lavoro consiste nella progettazione degli allestimenti dei nostri negozi e di spazi espositivi durante l’anno. Non potrei farne a meno.
È un’esternazione costante e fondamentale per trovare nuovi stimoli e per contestualizzare la collezione stessa, che senza il contenitore giusto non avrebbe lo stesso sapore. Trovo che lo spazio espositivo sia essenziale per esprimere i miei capi, assumendo un’importanza quasi paritaria rispetto alla collezione stessa. Nel posto sbagliato la collezione non è completa. Tutto deve essere coerente, solo in questo modo può esprimersi al massimo. Anche per questo abbiamo in questi anni avuto l’esigenza di ridurre la proposta di rivenditori, in quanto abbiamo notato che nel contesto sbagliato il brand non cresce e fa fatica. Al contrario, quando trova il suo ambiente naturale esprime il suo potenziale al massimo e di conseguenza performa anche in modo ottimale». 

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Nelle tue collezioni il tessuto è un elemento essenziale, quasi “vivo”. Cosa succede, emotivamente e progettualmente, nel momento in cui “ascolti” una materia?

«Ascolto e capisco il materiale per comprendere le sue possibilità e come vuole essere espresso al meglio. Comprare dei materiali dopo aver scelto cosa fare trovo sia una follia. Per quanto si possa, con presunzione, adattare un materiale a ciò che si ha in mente è sempre il tessuto stesso a decidere la chiave di lettura corretta e il modo migliore per esprimersi. Solo nel momento in cui tieni la materia prima tra le mani e passando ore ed ore al manichino si riesce a trovare l’interpretazione corretta. In realtà, io mi limito ad innamorarmi di alcuni materiali e passo giornate a fantasticare sulla collezione e a schizzare idee e a progettare, ma è solo quando arriva il tessuto che tutto viene messo in discussione ed è lui che sceglie ciò che vuole essere».

In un sistema moda veloce e iper-produttivo, hai costruito un approccio fondato sullo zero waste e sulla circolarità. È stata una scelta etica, estetica o una conseguenza naturale del tuo modo di progettare?

«Entrambe le cose. Per lo zero scarto ci vorrà ancora tempo perché soltanto producendo internamente il 100% della collezione si potrà, un giorno, raggiungere quest’obbiettivo ma piano piano ci stiamo lavorando. È un processo che è stato messo in atto e che non intende arrestarsi. Le prime collezioni prevedevano una spesa destinata all’approvvigionamento dei tessuti praticamente nulla e questo mi ha portato in maniera naturale a sperimentare, approcciandomi a questo modo di lavorare. Quello che è nato da una necessità affiancato da una un’esigenza morale e di rispetto della materia, è diventato il mio alleato più fedele per gli innumerevoli spunti e ispirazioni che può fornire. Credo che dopo 15 anni non sia stato un paletto ma che ad oggi sia una delle forze più grandi del brand».

 La collezione Primavera/Estate 2026 nasce da un incontro casuale e quasi silenzioso: una bambina di ritorno da una lezione di danza. Cosa ti ha colpito di quell’immagine e perché hai sentito il bisogno di trasformarla in un punto di partenza creativo? 

«Perché ho sempre bisogno di un punto di partenza che non sempre viene portato fino in fondo con coerenza ma è semplicemente un inizio. Ho bisogno di emozionarmi e avere una storia da raccontare proprio per trovare la forza di poterla scrivere. Quella visione mi ha innescato evidentemente dei ricordi e delle sensazioni che in quel momento mi hanno ispirato e fatto venire delle idee nell’immediato»

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Dopo oltre dieci anni di percorso e una crescita strutturata del brand, come sei cambiato tu come designer e come persona rispetto agli inizi di art259design?

«Domanda difficile… Ho iniziato a 25 anni, ero giovane, forse incosciente, e art259design un bambino. A oggi credo che sia io che il brand siamo cambiati tanto. Se penso che il primo anno di art259design era cominciato con una manciata di t-shirt ed ora proponiamo un total look di circa 60 capi, una prima linea di sola pelle nata 4 anni fa ed una seconda linea nata la scorsa stagione, credo che io e il brand siamo cresciuti seguendo la strada giusta, nonostante tutto. L’uno ha fatto crescere è cambiare l’altro, in un rapporto complementare. Io sono ciò che sono grazie e per colpa di art259design. Una vita e un progetto, più che un brand, si sono sovrapposti, nel bene e nel male, nei successi e nelle catastrofi».

Il riferimento alla danza nella collezione non è mai letterale, ma si traduce in studio del movimento, dell’habitus e della postura. Come hai lavorato su volumi, costruzioni e materiali per rendere visibile questa idea di corpo in movimento?

«Ho lavorato sulla scelta dei materiali e dei colori. Ho immaginato tessuti leggeri e gradazioni che nel mio immaginario mi riportassero alla danza, o meglio, che nella mia mente mi facessero pensare a delle ballerine. Per la prima volta ho spogliato molto la mia donna, solitamente molto austera, coprendola con tessuti leggeri e trasparenti che più che vestire accompagnassero il corpo. Soluzioni sartoriali e di manipolazione del tessuto hanno celato l’intimità del corpo permettendo a chi indossa i miei capi di provare un’assoluta libertà. La sfida, ma allo stesso tempo il gioco, principale è stata manipolare la georgette crêpes di seta in modo da poterle permettere di vestire nonostante l’estrema trasparenza del tessuto. Anche un velo impercettibile e quasi impalpabile può vestire creando trasparenze, certamente audaci, ma eleganti».

 

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Ultima domanda: se Art259design fosse una canzone o una musica quale sarebbe?  

«Art259design è cambiato tanto in questi 15 anni e con lui i miei gusti musicali, ma se devo pensare ad una colonna sonora che ha accompagnato dal primo momento la nascita del brand, la sua crescita e i tanti momenti bui, penso alla discografia di Thom Yorke e, nello specifico, a Lotus Flower dei RADIOHEAD, una delle mille canzoni preferite».

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Primavera fa rima con...felpa: ecco le nostre varianti preferite della spring '26

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Sta per tornare la stagione ideale per sfoggiare felpe e felpine e questi sono i modelli su cui, secondo noi, dovreste puntare a occhi chiusi

È vero, con il giusto gioco di layering s'indossano anche nei mesi più freddi dell'anno. Ma le due stagioni ideali per sfoggiare le felpe senza troppi "tricks" sono senza dubbio l'autunno e la primavera.

Parliamo infatti di uno dei capi transeasonal per eccellenza, un must have del guardaroba casual ma anche versatile al punto da adattarsi anche agli abbinamenti più disparati.

A noi, ad esempio, piace tantissimo mixare la felpa con i capi più eleganti che abbiamo nell'armadio, per un contrasto favoloso, come un bel pantalone sartoriale o una pencil skirt di pelle.

Su quali puntare per la primavera 2026? A tinta unita o giocata su stampe colorate e cool. Con slogan, loghi o scritte funny. Con cappuccio o senza.

C'è una felpa giusta (ma anche più d'una, in realtà) per ogni occasione. Con la zip per un mood super sporty oppure munita di colletto per un tocco preppy irresistibile.

E voi di quale modello di sweatshirt siete fan? Nel dubbio abbiamo selezionato le più cute in circolazione...fatevi tentare!

Felpe per la primavera: le varianti più belle da non farsi scappare

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PARFOIS

Credits: parfois.com

felpa Rue Madam Paris

RUE MADAM PARIS

Credits: ruemadam.it

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PULL&BEAR

Credits: pullandbear.com

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MAX&CO.

Credits: it.maxandco.com

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H&M

Credits: 2.hm.com

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ZARA

Credits: zara.com

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STRADIVARIUS

Credits: stradivarius.com

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NA-KD

Credits: na-kd.com

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POLO RALPH LAUREN

Credits: ralphlauren.it

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SANDRO PARIS

Credits: it.sandro-paris.com

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BENETTON

Credits: it.benetton.com

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RESERVED

Credits: reserved.com

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5 accessori facili e veloci per elevare i vostri look senza sforzo

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Dai colletti agli orecchini maxi: ecco 5 accessori per trasformare i vostri look da basic a estremamente cool, in una sola mossa

Abbiamo già parlato di come la maggior parte dei look delle nostre trendsetter preferite - che spesso crediamo impossibili da ricreare - sia invece costruita su accostamenti apparentemente semplici, elevati da una serie di capi statement e di tendenza. 

Oggi però andremo a scoprire un altro aspetto fondamentale di ogni outfit che si possa definire cool, incentrato principalmente sugli accessori.

Immaginate dunque di creare un fit senza alcun elemento extra: niente gioielli, niente berretti, niente sciarpe, guanti, borse e così via. Risulta banale e senza personalità, vero? 

Questo accade proprio perché, oltre ad alcuni key pieces legati all’abbigliamento, il vero fulcro di un look ben riuscito sta...nei dettagli. Sono loro infatti a donare carattere e originalità alle nostre mise, trasformando completamente l’estetica di un look.

Pensate alla combo formata da jeans e t-shirt bianca: con l’aggiunta di un baseball cap e delle sneakers acquisirà un fascino streetwear, mentre con delle ballerine e una tracolla bon ton, avrà tutto un altro stile.

Sta proprio qui il potere degli accessori: nel saper arricchire, sublimare e a volte addirittura trasformare un outfit

Noi di Grazia.it abbiamo selezionato 5 categorie di accessori su cui puntare per rendere i propri look favolosi senza sforzo. Pronte a fare shopping e accaparrarvi i must-have del momento? Noi sì. 

1. Spille

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Lo sappiamo: le spille, nel nostro immaginario comune, sono quei cimeli dal sapore un po’ datato e avvolti da un irresistibile fascino granny, che da piccole tutte rubavamo dal cassetto dei gioielli della nonna.

Oggi però le spille sono più cool che mai: delle piccole chicche che donano carattere, specialmente se applicate su blazer e capispalla ma anche su maglioni e bluse. Quel tocco dal fascino vintage che non guasta.

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Spilla Elo LIÉ STUDIO
Credits: lie-studio.de

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Spilla Cannolo Piccola JIL SANDER
Credits: jilsander.com

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Spilla fiocco MIU MIU
Credits: miumiu.com

2. Cappelli

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I capelli stanno vivendo una stagione particolarmente florida tra il 2025 e questo inizio di 2026, confermandosi uno dei must-have più amati dalle it girl del momento.

I modelli su cui puntare sono tanti e spaziano fra diversi stili, tagli e colori, partendo da baker boy, cloche e coppola fino ad arrivare al famoso pillbox hat che si posiziona al primo posto nelle tendenze "hat" di stagione. 

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Cappello in lana cotta ARKET
Credits: arket.com

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Berretto Ubaldo BORSALINO
Credits: borsalino.com

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Cappello pescatore COS
Credits: cos.com

3. Colletti

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Anche se quest’anno il preppy style è rimasto un po' in secondo piano rispetto ad altre tendenze, come l’estetica boho o Y2K, la sua identità visiva è da sempre legata a due momenti dell’anno in particolare: settembre, quando è ora del "back to school", e febbraio/marzo, con l’arrivo della primavera.

L'accessorio per eccellenza di questo stile? Il colletto, che domande. Bianco o colorato, in maglia lavorata o in faux fur. Da applicare su cappotti e giacche, su cardigan e camicette di ogni sorta e genere.

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Colletto Suri SÉZANE X SEA NY
Credits: sezane.com

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Collare nero con dettagli FABLE ENGLAND
Credits: fableengland.com

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Colletto allacciato PRADA
Credits: prada.com

4. Orecchini "importanti"

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Parlando di gioielli e bijoux, gli orecchini giocano un ruolo fondamentale nell'elevare un look. A maggior ragione se si tratta di modelli maxi, che diventano parte integrante dell’outfit più che un semplice accessorio, richiamando o definendo uno stile piuttosto che un altro.

Un esempio? Orecchini dorati e materici richiameranno un immaginario surrealista e avant-garde, dal fascino teatrale e drammatico, mentre un modello dalla forma squadrata con pietre dei colori della terra evocherà un’estetica gipsy e hippie. Scegliete i vostri.

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Orecchini PARFOIS
Credits: parfois.com

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Orecchini Sun VODOO JEWELS
Credits: voodoojewels.com

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Orecchini brillanti ZARA
Credits: zara.com

5. Guanti

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Terminiamo la nostra selezione con un ultimo accessorio life changing (o forse dovremmo dire look-changing): i guanti. Corti, midi o lunghi; colorati o dalle nuance neutre come marrone, bianco o nero, in pelle/similpelle o in tulle. Capaci di aggiungere istantaneamente "drammaticità" a qualsiasi outfit.

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Guanti MANGO
Credits: mango.com

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Guanti H&M
Credits: hm.com

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Guanti MASSIMO DUTTI
Credits: massimodutti.com

  • IN ARRIVO

Nate sotto il segno dei Pesci: questi sono i must-have da indossare ora

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Sensibile e creativo, diamo il benvenuto al segno dei Pesci con la nostra selezione di capi e accessori, perfetti per il suo guardaroba

Dal 20 febbraio al 20 marzo si entra ufficialmente nel mese dei Pesci, segno che secondo la tradizione astrologica occidentale chiude il calendario zodiacale.

Sensibile, creativo, dotato di grande empatia: chi appartiene a questo segno d'acqua presenta numerose sfaccettature, talvolta in apparente contrasto ma che, osservate bene, danno vita a un mix unico e distintivo.

Un mix che si rispecchia anche nella sensibilità stilistica delle nate nel segno, che non rinunciano a indossare la propria attitudine sognatrice e libera.

Ecco perché il guardaroba ideale unisce suggestioni e ispirazioni diverse ma decisamente caratterizzanti: un abito che riprende delicatamente le onde del mare, un cristallo che si connette alla propria spiritualità, una borsa grande, che incarna la generosità e la grande disponibilità verso gli altri.

Siete anche voi nate sotto il segno dei Pesci? Allora non aspettate ulteriormente: scoprite subito quali sono i vostri must-have di stagione... secondo le stelle!

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Vestito Ora drappeggiato senza maniche, ABADIA.
Credits: Luisaviaroma.com


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Gilet con fiori di cristalli, DIOTIMA.
Credits: Diotima.world

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Camicia in seta Ambre, FORTELA.
Credits: Fortela.com


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Tote bag in pelle The Eva Weekend, LIÉ STUDIO.
Credits: Net-a-Porter.com

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Giacca cerata Ryedale in cotone, BARBOUR.
Credits. Barbour.com

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Jeans a gamba larga collezione Comptoir Des Cotonniers, UNIQLO.
Credits: Uniqlo.com


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Pumps arricciate in suede, HERBERT LEVINE.
Credits: Mytheresa.com



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Choker con applicazione floreale, JENNIFER BEHR.
Credits: Mytheresa.com

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Orecchini Pillar in oro e avventurina, LA DOUBLE J.
Credits: Ladoublej.com