Chanel Cruise 2027 : 5 highlights della sfilata a Sydney

Il mare, per Chanel, è sempre stato un punto di partenza. Così, dopo il debutto di aprile a Biarritz, la Maison ha attraversato il mondo per portare la Chanel Cruise 2027 a Sydney, in una serata che ha unito moda, spettacolo e memoria. È la prima collezione Cruise firmata da Matthieu Blazy, e il suo secondo atto australiano conferma che le idee migliori, se sono solide, funzionano anche in un altro clima. Ecco i cinque highlights da non perdere.
1- Chanel Cruise 2027 : prima volta per l’Australia
Credits: Courtesy of Press Office
Mai prima d’ora una grande maison del lusso aveva portato nel Paese uno show di questa portata, e il peso dell’annuncio va oltre la scenografia. Dopo le tappe di Marsiglia, Los Angeles, Monte Carlo e Atene, Chanel ha scelto Sydney anche per ragioni strategiche: un mercato in crescita, la vicinanza all’Asia, dove il marchio ha un peso enorme, e un nuovo flagship inaugurato in Market Street. A Melbourne, infatti è attesa la riapertura della boutique di Flinders Lane dopo un’importante ristrutturazione. Possiamo dire che l'Australia non è una semplice tappa del calendario Cruise, ma un vero avamposto.
2- The Cutaway e le cinque sale di Rue Cambon
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La sfilata si è svolta a The Cutaway, spazio sotterraneo sotto la Barangaroo Reserve, nel territorio del popolo Gadigal e dedicato alla celebrazione delle First Nations. L’arenaria naturale del sito si sposava perfettamente con linee sobrie di ispirazione Art Déco e con il contrasto tra nero e beige, firma cromatica della Maison. Il set era articolato in cinque sale comunicanti, con specchi e moquette chiara, concepite per evocare l’appartamento di Gabrielle Chanel al 31 di Rue Cambon. Come a Biarritz, dove la scenografia si apriva sull’oceano, anche qui l’architettura ha dialogato con la natura del luogo.
3- I codici Chanel, riscritti da Blazy
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Il tubino nero, la doppia C e la maglia marinière sono tutti presenti, ma interpretati questa volta con una libertà nuova. Le silhouette sono fluide e staccate dal corpo, quasi a "respirare nel caldo"; il crochet invece entra in abiti e tailleur, mentre la rafia è la protagonista di gonne e rifinisce i cappotti. A rompere la sobrietà invece arrivano le piume, le paillettes -che ricordano le squame dei pesci - e i gioielli importanti, volutamente eclettici. È un guardaroba da resort che evita il cliché balneare e che punta su proporzioni e leggerezza dei materiali, pensati per accompagnare il movimento del corpo.
4- Le modelle australiane in passerella
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Chanel ha dato un posto d’onore alla scena locale. Julia Nobis infatti ha aperto e chiuso lo show, mentre in passerella hanno sfilato personalità come Gemma Ward, Catherine McNeil, Charlee Fraser ed Emma Balfour, nomi che hanno contribuito a rendere la moda australiana riconoscibile a livello internazionale. Accanto a loro hanno trovato spazio nuovi talenti delle comunità First Nations, come Latahlia Hickling e Tatyana Perry. Una scelta coerente con lo spirito del luogo e con la volontà di costruire un legame autentico con il territorio che va oltre la semplice vetrina.
5- La colonna sonora firmata Kylie Minogue e ospiti d'eccezione
La musica ha chiuso il cerchio di uno spettacolo memorabile: Kylie Minogue infatti ha accompagnato la sfilata con Come Into My World, esibendosi poi dal vivo durante il post-sfilata, animato anche dai dj set di Kinder Sounds e Jimmy Lyell.
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Non sono mancati ospiti d'eccezione, come le ambassador di lunga data Nicole Kidman e Margot Robbie. La Kidman, musa Chanel dai tempi della campagna N°5 firmata da Baz Luhrmann nel 2004, era accompagnata dalla figlia Faith Margaret. Per l'occasione ha indossato un top bianco a coste semi trasparente, un gilet bianco dal taglio sartoriale, impreziosito da bottoni dorati, giacca nera e pantaloni neri a gamba larga.
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Margot Robbie invece era raggiante in un abito bianco semitrasparente con applicazioni floreali.
La collezione Chanel Cruise 2027 ha visto una platea all’altezza di uno show che ha fatto qualcosa di più di una replica: ha mostrato come il linguaggio di Chanel, tra crochet, rafia e piume, possa parlare con naturalezza anche un altro clima, e come Sydney sia ormai un nuovo capitolo nella geografia della Maison.
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