Tra passato e presente: 5 highlight della sfilata FW26 di Schiaparelli
Era una delle sfilate più attese di questa edizione della Paris Fashion Week, e ieri pomeriggio è andata in scena negli spazi del Carrousel du Louvre.
Schiaparelli ha presentato “The Sphynx”, la nuova collezione FW26 che deve il suo nome a una spilla a forma di sfinge che il direttore creativo Daniel Roseberry ha trovato negli archivi del brand. Una figura metà donna e metà animale, simbolo di mistero e dualità.
Un richiamo non casuale per una Maison che ha sempre fatto della contraddizione e dei contrasti la sua cifra distintiva.
Per ogni capo di sartoria rigorosa c’è qualcosa di morbido. Per ogni capo femminile ce n’è uno più maschile. Ed è proprio questo gioco degli opposti che diventa il filo conduttore della nuova collezione.
Ma ecco 5 cose da ricordare di questo show.
01. L'ispirazione
A ispirare la collezione, lo spirito innovativo di Elsa Schiaparelli che vedeva gli abiti come oggetti artistici e simbolici, capaci di rappresentare idee e stati interiori. “Per Elsa, un abito non era soltanto un abito. Un abito poteva avere maniglie di cassetti sulle tasche, a simboleggiare le dimensioni nascoste della psiche femminile“ ha spiegato il direttore creativo. Un approccio rivoluzionario che sarà anche al centro della mostra “Schiaparelli: Fashion Becomes Art”. Una retrospettiva sulla vita e sull’opera di Elsa Schiaparelli che aprirà al museo V&A di Londra tra qualche settimana.
02. Il Manifesto di Daniel Roseberry
La collezione FW26 nasce dalla tensione “tra la moda intesa come business e come fabbrica di sogni, tra ciò che un abito dovrebbe essere e ciò che un abito può essere; tra chi una donna sembra essere e chi una donna è; tra il peso della storia della maison e il modo in cui esiste oggi”, si legge sul manifesto di Daniel Roseberry sulla collezione. I codici di Schiaparelli sono ciò che rende unica e riconoscibile la maison ma possono trasformarsi in una gabbia creativa. Per la prossima stagione il designer ha guardato al passato del brand e lo ha usato come punto di partenza per reinterpretarlo e trasformarlo in qualcosa di nuovo.
03. La "maglieria impossibile" di Schiaparelli
In ogni capo, in ogni accessorio, c’è un’apparente contraddizione. A incarnare alla perfezione questo gioco di contrasti, quella che il direttore creativo ha chiamato “maglieria impossibile”: tradizionali maglie Aran a trecce accostate a pannelli di tulle illusion, che fondono struttura e fluidità, creando un effetto di lana spessa che sembra fluttuare sul corpo.
04. Il buco della serratura
Simbolo iconico della maison, nonché emblema dello spirito visionario della sua fondatrice, il buco della serratura ha fatto capolino su lunghi abiti dalle silhouette fluide, ma anche sull’etichetta dei blazer, trasformata in una placca martellata a mano e placcata in oro 24 carati, sulla nuove borse a mano, sugli orecchini e sulla nuova scarpa keyhole.
05. I nuovi "kitten heels"
Tra gli accessori più sorprendenti della collezione, i nuovi sandali con kitten heels dallo stile irriverente e giocoso che riproducono fedelmente la faccia di un gatto. Creazioni realizzate in feltro e resina che riflettono il grande amore di Elsa per il mondo naturale.
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