Mondiali 2014: i look per tifare la vostra squadra del cuore
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Dieci squadre e dieci look per tifare la propria squadra del cuore
2014, anno dei Mondiali di Calcio in Brasile. Trentadue squadre scenderanno in campo a partire dal prossimo 12 giugno e migliaia di tifosi di tutto il mondo saranno pronti a gioire, piangere e divertirsi con loro.
Abbiamo selezionato dieci paesi diversi, un’icona storica e un’altra emergente e, naturalmente, i rispettivi look per supportare la propria squadra del cuore.
ARGENTINA
I personaggi: volto iconico dell’Argentina è Evita Perón: attivista politica, sindacalista ma anche attrice e donna di grande fascino, ha lasciato il segno nella storia del suo paese anche per lo stile raffinato. Oggi a dominare la scena è Violetta: cantante, attrice, personaggio amato da milioni di teen al mondo, ha il volto di Martina Stoessel, attrice diciassettenne nata a Buenos Aires.
Il look: scegliete un look chiaro, solare, proprio come il paese e i colori della sua bandiera. Completo total white con crop top Tibi e gonna sangallo J.Crew , sandalo in cuoio Saint Laurent ; borsa in Calfskin di Il Bisonte e orecchini con un tocco di azzurro di Pamela Love .
BRASILE
I personaggi: Aline Weber è una modella tedesco-brasiliana in continua ascesa, l’abbiamo vista nelle campagne di M Missoni, H&M Divided e Moschino Cheap and Chic e in una piccola parte nel film di Tom Ford “A single man”. Ad affiancarla Carmen Miranda, attrice e cantante dallo stile colorato e vivace, icona brasiliana storica.
Il look: scegliete un costume intero verde smeraldo di Melissa Odabash e abbinatelo a un paio di flip flop in gomma di Havaianas , i dettagli in più? Una camicia, da portare aperta, bianca e blu di Sacai e una delle borse di Paula Cademartori .
FRANCIA
I personaggi: volto iconico della Francia è Brigitte Bardot, star del cinema, della canzone, modella e trendsetter insuperabile. Volto di domani, scelto da noi, è Lea Seydoux, stella del cinema in ascesa molto amata anche dai più grandi nomi della moda.
Il look: i colori della bandiera si sposano benissimo con skinny jeans di Max&Co. , t-shirt a righe Betit Bateau , blazer bianco H&M , tracolla a forma di labbra Charlotte Olympia , ballerine Roger Vivier e carré Hermès .
GERMANIA
I personaggi: la Germania di ieri è rappresentata da Marlene Dietrich, indimenticabile voce nata a Berlino nel 1901; volto contemporaneo è quello di Toni Garrn, biondissima top che ha conquistato il cuore dei connazionali e anche quello di Leonardo DiCaprio.
Il look: il miglior tifo si fa indossando un abito simbolo della Germani, il Dirndl . Si abbina un sandalo Birkenstock (grande tendenza dell'estate), una tracolla nera Jil Sander e una collana Marni che racchiude i colori della maglia di questa squadra.
ITALIA
I personaggi: Per il nostro team abbiamo scelto Monica Vitti, come simbolo di raffinatezza e femminilità ricercata, insieme alla giovanissima modella Caterina Ravaglia, volto emergente dal fascino intenso.
Il look: Di classe con un pizzico di fantasia, il dress code per tifare azzurri. Puntate su un abito total white corto di Valentino , accostatelo a una maglia in cotone a righe ampie verdi e bianche di Stella Jean e infine sbizzarritevi con una borsa rossa di Fendi , un paio di décolleté dorate Salvatore Ferragamo e un Borsalino in paglia a falda larga.
GIAPPONE
I personaggi: Susie Bubble è una blogger riconosciuta internazionalmente per il suo stile unico e bizzarro, come simbolo, invece, di una moda Made in Japan concettuale e rivoluzionaria, c'è la mente dietro Comme des Garçons, Rei Kawakubo.
Il look: la parola d’ordine è mixare e divertirsi. Immancabile la felpa con simbolo nipponico di Iceberg , pantaloni al ginocchio con decorazioni funny proposti da Each x Other , ai piedi un paio di Junya Watanabe che ricordano le calzature dei boxeur, calzini di ASOS con panda e shopper di Kenzo .
MESSICO
I personaggi: icona messicana per eccellenza è la pittrice Frida Kahlo, dalla bellezza forte e decisa; al giorno d'oggi questo stato vanta una Miss Universo incantevole, Ximena Navarrete.
Il look: i colori di questa bandiera si traducono in un abito verde di Missoni , un paio di slippers rosse Christian Louboutin , cerchietto floreale Eugenia Kim , anello con teschio messicano di Bottica e collana rosario in onice nero Dolce&Gabbana .
SPAGNA
I personaggi: la Spagna di ieri (ma anche di oggi) ha il volto di Paloma Picasso, figlia del grande Pablo e creativa che collabora, tra l'altro, con Tiffany&Co.; volto della nostra era è Gala Gonzalez, apprezzata modella, trendsetter, blogger e dj.
Il look: abito giallo di Zara , zeppe avorio Castaner per una citazione made in Spain, una clutch floreale e rossa di Oscar de La Renta , veletta nera di ASOS e occhiale classico Bottega Veneta .
INGHILTERRA
I personaggi: chi meglio di Sua Maestà la Regina potrebbe meglio rappresentare quel quid unico, ironico e al tempo stesso classico, quale è l’approccio estetico british? Ad accompagnarla virtualmente c’è lei, tra le It Girl più chiaccherate e apprezzate di tutto il pianeta moda, Alexa Chung.
Il look: Per una scelta in pieno “God Save The Queen” mood, optate per la camicia con maniche corte ed extra large di Peter Pilotto , una gonna longuette a campana con decori blu, di Vivienne Westwood , chiodo in pelle di Burberry Brit e sneaker bianche Acne Studios . La borsa? Con la bandiera, Alexander McQueen .
USA
I personaggi: innumerevoli le attrici volto di un’America del passato, tra le tante la scelta è ricaduta su Marilyn Monroe, bionda, formosa e soprattutto sorridente, come ci piace ricordarla, rappresenta al meglio un periodo storico felice. Jennifer Lawrence, con il suo fare scherzoso, la sua estrema bravura e la giovinezza, lancia un’immagine positiva per un futuro brillante.
Il look: ai piedi vi consigliamo le zeppe da cheerleader di Charlotte Olympia , bianche e rosse, sulle spalle uno zaino blu vivace del duo Proenza Schouler e una camicia con cappuccio di Tory Burch . L'oggetto d'ispirazione? Il libro sugli Hamptons di Kelly Killoren Bensimon.
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Grazia.it talks with: Alberto Affinito, founder di art259design

Mettere la materia al centro e costruirle intorno un universo coerente, fatto di proporzioni, materia e spazio. È l’idea, semplice ma rivoluzionaria, alla base del brand art259design, marchio nato 15 anni fa dall’intuizione di Alberto Affinito.
Nato a Potenza, città della Basilicata che ancora oggi è al centro del cuore del marchio, studi romani in Architettura, Affinito racconta attraverso le sue due collezioni all’anno, un cosmo dall’estetica onirica ma intimamente legata al corpo e alla materia.
Ed è forse il legame con l’architettura ad avergli lasciato quell’attaccamento speciale alla materia, al tessuto, capaci di guidare il processo creativo prima ancora che i tratti decisi di un bozzetto.
Toccare, tastare, modellare la stoffa giusta sul manichino e vederne l’effetto, lasciarsi guidare da una piega o dalla trama di un materiale, cambiare idea, ricominciare, tutto questo è Art259design, la sua “creatura”, il suo progetto.
Il risultato sono abiti “vissuti”, caratterizzati da volumi che dialogano con il corpo, che ridiventa protagonista e che dà una nuova dimensione al vestito.
Da questo approccio speciale e “materico” con il tessuto nasce poi anche la visione del brand basata su circolarità e riduzione dello scarto: non una strategia di marketing, ma un’evoluzione naturale di un metodo progettuale che considera il rispetto per la materia parte integrante dell’estetica.
Abbiamo intervistato Alberto Affinito per farci raccontare l’origine del brand e il suo rapporto con la moda.
Partiamo dal principio: qual è l’origine del nome art259design?
«L’idea era quella di mettere insieme, in un unico nome, le tre cose che sono di fondamentale ispirazione in ciò che faccio. Art sta per arte e artigianalità, 259 perché il progetto è nato il 25 settembre ma, soprattutto, perché adoro i numeri e nel mio processo creativo assumono un’importanza naturale, Design, infine, perché è l’altra mia grande fonte di ispirazione. Ho cercato di fondere un approccio di ricerca e di lavorazione manuale a una serialità traducendo tutto ciò in numeri, gli stessi numeri che non sono altro che i centimetri che compongono ogni capo realizzato».
Il tuo percorso formativo attraversa architettura e fashion design. Tra le due hai scelto come strada principale la moda ma in che modo questa doppia matrice continua a influenzare il tuo modo di pensare forme, volumi e corpo oggi?
«La scelta di virare da architettura a fashion design è stata dettata dalla necessità di trovare un settore più adatto a sfogare le mie idee. Facendo architettura ho capito quasi da subito che non sarei riuscito ad esprimere a pieno me stesso. Allo stesso tempo l’architettura e il design sono per me di ispirazione e sfogo in quanto una parte importante del mio lavoro consiste nella progettazione degli allestimenti dei nostri negozi e di spazi espositivi durante l’anno. Non potrei farne a meno.
È un’esternazione costante e fondamentale per trovare nuovi stimoli e per contestualizzare la collezione stessa, che senza il contenitore giusto non avrebbe lo stesso sapore. Trovo che lo spazio espositivo sia essenziale per esprimere i miei capi, assumendo un’importanza quasi paritaria rispetto alla collezione stessa. Nel posto sbagliato la collezione non è completa. Tutto deve essere coerente, solo in questo modo può esprimersi al massimo. Anche per questo abbiamo in questi anni avuto l’esigenza di ridurre la proposta di rivenditori, in quanto abbiamo notato che nel contesto sbagliato il brand non cresce e fa fatica. Al contrario, quando trova il suo ambiente naturale esprime il suo potenziale al massimo e di conseguenza performa anche in modo ottimale».
Nelle tue collezioni il tessuto è un elemento essenziale, quasi “vivo”. Cosa succede, emotivamente e progettualmente, nel momento in cui “ascolti” una materia?
«Ascolto e capisco il materiale per comprendere le sue possibilità e come vuole essere espresso al meglio. Comprare dei materiali dopo aver scelto cosa fare trovo sia una follia. Per quanto si possa, con presunzione, adattare un materiale a ciò che si ha in mente è sempre il tessuto stesso a decidere la chiave di lettura corretta e il modo migliore per esprimersi. Solo nel momento in cui tieni la materia prima tra le mani e passando ore ed ore al manichino si riesce a trovare l’interpretazione corretta. In realtà, io mi limito ad innamorarmi di alcuni materiali e passo giornate a fantasticare sulla collezione e a schizzare idee e a progettare, ma è solo quando arriva il tessuto che tutto viene messo in discussione ed è lui che sceglie ciò che vuole essere».
In un sistema moda veloce e iper-produttivo, hai costruito un approccio fondato sullo zero waste e sulla circolarità. È stata una scelta etica, estetica o una conseguenza naturale del tuo modo di progettare?
«Entrambe le cose. Per lo zero scarto ci vorrà ancora tempo perché soltanto producendo internamente il 100% della collezione si potrà, un giorno, raggiungere quest’obbiettivo ma piano piano ci stiamo lavorando. È un processo che è stato messo in atto e che non intende arrestarsi. Le prime collezioni prevedevano una spesa destinata all’approvvigionamento dei tessuti praticamente nulla e questo mi ha portato in maniera naturale a sperimentare, approcciandomi a questo modo di lavorare. Quello che è nato da una necessità affiancato da una un’esigenza morale e di rispetto della materia, è diventato il mio alleato più fedele per gli innumerevoli spunti e ispirazioni che può fornire. Credo che dopo 15 anni non sia stato un paletto ma che ad oggi sia una delle forze più grandi del brand».
La collezione Primavera/Estate 2026 nasce da un incontro casuale e quasi silenzioso: una bambina di ritorno da una lezione di danza. Cosa ti ha colpito di quell’immagine e perché hai sentito il bisogno di trasformarla in un punto di partenza creativo?
«Perché ho sempre bisogno di un punto di partenza che non sempre viene portato fino in fondo con coerenza ma è semplicemente un inizio. Ho bisogno di emozionarmi e avere una storia da raccontare proprio per trovare la forza di poterla scrivere. Quella visione mi ha innescato evidentemente dei ricordi e delle sensazioni che in quel momento mi hanno ispirato e fatto venire delle idee nell’immediato»
Dopo oltre dieci anni di percorso e una crescita strutturata del brand, come sei cambiato tu come designer e come persona rispetto agli inizi di art259design?
«Domanda difficile… Ho iniziato a 25 anni, ero giovane, forse incosciente, e art259design un bambino. A oggi credo che sia io che il brand siamo cambiati tanto. Se penso che il primo anno di art259design era cominciato con una manciata di t-shirt ed ora proponiamo un total look di circa 60 capi, una prima linea di sola pelle nata 4 anni fa ed una seconda linea nata la scorsa stagione, credo che io e il brand siamo cresciuti seguendo la strada giusta, nonostante tutto. L’uno ha fatto crescere è cambiare l’altro, in un rapporto complementare. Io sono ciò che sono grazie e per colpa di art259design. Una vita e un progetto, più che un brand, si sono sovrapposti, nel bene e nel male, nei successi e nelle catastrofi».
Il riferimento alla danza nella collezione non è mai letterale, ma si traduce in studio del movimento, dell’habitus e della postura. Come hai lavorato su volumi, costruzioni e materiali per rendere visibile questa idea di corpo in movimento?
«Ho lavorato sulla scelta dei materiali e dei colori. Ho immaginato tessuti leggeri e gradazioni che nel mio immaginario mi riportassero alla danza, o meglio, che nella mia mente mi facessero pensare a delle ballerine. Per la prima volta ho spogliato molto la mia donna, solitamente molto austera, coprendola con tessuti leggeri e trasparenti che più che vestire accompagnassero il corpo. Soluzioni sartoriali e di manipolazione del tessuto hanno celato l’intimità del corpo permettendo a chi indossa i miei capi di provare un’assoluta libertà. La sfida, ma allo stesso tempo il gioco, principale è stata manipolare la georgette crêpes di seta in modo da poterle permettere di vestire nonostante l’estrema trasparenza del tessuto. Anche un velo impercettibile e quasi impalpabile può vestire creando trasparenze, certamente audaci, ma eleganti».
Ultima domanda: se Art259design fosse una canzone o una musica quale sarebbe?
«Art259design è cambiato tanto in questi 15 anni e con lui i miei gusti musicali, ma se devo pensare ad una colonna sonora che ha accompagnato dal primo momento la nascita del brand, la sua crescita e i tanti momenti bui, penso alla discografia di Thom Yorke e, nello specifico, a Lotus Flower dei RADIOHEAD, una delle mille canzoni preferite».
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Primavera fa rima con...felpa: ecco le nostre varianti preferite della spring '26

È vero, con il giusto gioco di layering s'indossano anche nei mesi più freddi dell'anno. Ma le due stagioni ideali per sfoggiare le felpe senza troppi "tricks" sono senza dubbio l'autunno e la primavera.
Parliamo infatti di uno dei capi transeasonal per eccellenza, un must have del guardaroba casual ma anche versatile al punto da adattarsi anche agli abbinamenti più disparati.
A noi, ad esempio, piace tantissimo mixare la felpa con i capi più eleganti che abbiamo nell'armadio, per un contrasto favoloso, come un bel pantalone sartoriale o una pencil skirt di pelle.
Su quali puntare per la primavera 2026? A tinta unita o giocata su stampe colorate e cool. Con slogan, loghi o scritte funny. Con cappuccio o senza.
C'è una felpa giusta (ma anche più d'una, in realtà) per ogni occasione. Con la zip per un mood super sporty oppure munita di colletto per un tocco preppy irresistibile.
E voi di quale modello di sweatshirt siete fan? Nel dubbio abbiamo selezionato le più cute in circolazione...fatevi tentare!
Felpe per la primavera: le varianti più belle da non farsi scappare
PARFOIS
Credits: parfois.com
RUE MADAM PARIS
Credits: ruemadam.it
PULL&BEAR
Credits: pullandbear.com
MAX&CO.
Credits: it.maxandco.com
H&M
Credits: 2.hm.com
ZARA
Credits: zara.com
STRADIVARIUS
Credits: stradivarius.com
NA-KD
Credits: na-kd.com
POLO RALPH LAUREN
Credits: ralphlauren.it
SANDRO PARIS
Credits: it.sandro-paris.com
BENETTON
Credits: it.benetton.com
RESERVED
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5 accessori facili e veloci per elevare i vostri look senza sforzo

Dai colletti agli orecchini maxi: ecco 5 accessori per trasformare i vostri look da basic a estremamente cool, in una sola mossa
Abbiamo già parlato di come la maggior parte dei look delle nostre trendsetter preferite - che spesso crediamo impossibili da ricreare - sia invece costruita su accostamenti apparentemente semplici, elevati da una serie di capi statement e di tendenza.
Oggi però andremo a scoprire un altro aspetto fondamentale di ogni outfit che si possa definire cool, incentrato principalmente sugli accessori.
Immaginate dunque di creare un fit senza alcun elemento extra: niente gioielli, niente berretti, niente sciarpe, guanti, borse e così via. Risulta banale e senza personalità, vero?
Questo accade proprio perché, oltre ad alcuni key pieces legati all’abbigliamento, il vero fulcro di un look ben riuscito sta...nei dettagli. Sono loro infatti a donare carattere e originalità alle nostre mise, trasformando completamente l’estetica di un look.
Pensate alla combo formata da jeans e t-shirt bianca: con l’aggiunta di un baseball cap e delle sneakers acquisirà un fascino streetwear, mentre con delle ballerine e una tracolla bon ton, avrà tutto un altro stile.
Sta proprio qui il potere degli accessori: nel saper arricchire, sublimare e a volte addirittura trasformare un outfit.
Noi di Grazia.it abbiamo selezionato 5 categorie di accessori su cui puntare per rendere i propri look favolosi senza sforzo. Pronte a fare shopping e accaparrarvi i must-have del momento? Noi sì.
1. Spille
Lo sappiamo: le spille, nel nostro immaginario comune, sono quei cimeli dal sapore un po’ datato e avvolti da un irresistibile fascino granny, che da piccole tutte rubavamo dal cassetto dei gioielli della nonna.
Oggi però le spille sono più cool che mai: delle piccole chicche che donano carattere, specialmente se applicate su blazer e capispalla ma anche su maglioni e bluse. Quel tocco dal fascino vintage che non guasta.
Spilla Elo LIÉ STUDIO
Credits: lie-studio.de
Spilla Cannolo Piccola JIL SANDER
Credits: jilsander.com
Spilla fiocco MIU MIU
Credits: miumiu.com
2. Cappelli
I capelli stanno vivendo una stagione particolarmente florida tra il 2025 e questo inizio di 2026, confermandosi uno dei must-have più amati dalle it girl del momento.
I modelli su cui puntare sono tanti e spaziano fra diversi stili, tagli e colori, partendo da baker boy, cloche e coppola fino ad arrivare al famoso pillbox hat che si posiziona al primo posto nelle tendenze "hat" di stagione.
Cappello in lana cotta ARKET
Credits: arket.com
Berretto Ubaldo BORSALINO
Credits: borsalino.com
Cappello pescatore COS
Credits: cos.com
3. Colletti
Anche se quest’anno il preppy style è rimasto un po' in secondo piano rispetto ad altre tendenze, come l’estetica boho o Y2K, la sua identità visiva è da sempre legata a due momenti dell’anno in particolare: settembre, quando è ora del "back to school", e febbraio/marzo, con l’arrivo della primavera.
L'accessorio per eccellenza di questo stile? Il colletto, che domande. Bianco o colorato, in maglia lavorata o in faux fur. Da applicare su cappotti e giacche, su cardigan e camicette di ogni sorta e genere.
Colletto Suri SÉZANE X SEA NY
Credits: sezane.com
Collare nero con dettagli FABLE ENGLAND
Credits: fableengland.com
Colletto allacciato PRADA
Credits: prada.com
4. Orecchini "importanti"
Parlando di gioielli e bijoux, gli orecchini giocano un ruolo fondamentale nell'elevare un look. A maggior ragione se si tratta di modelli maxi, che diventano parte integrante dell’outfit più che un semplice accessorio, richiamando o definendo uno stile piuttosto che un altro.
Un esempio? Orecchini dorati e materici richiameranno un immaginario surrealista e avant-garde, dal fascino teatrale e drammatico, mentre un modello dalla forma squadrata con pietre dei colori della terra evocherà un’estetica gipsy e hippie. Scegliete i vostri.
Orecchini PARFOIS
Credits: parfois.com
Orecchini Sun VODOO JEWELS
Credits: voodoojewels.com
Orecchini brillanti ZARA
Credits: zara.com
5. Guanti
Terminiamo la nostra selezione con un ultimo accessorio life changing (o forse dovremmo dire look-changing): i guanti. Corti, midi o lunghi; colorati o dalle nuance neutre come marrone, bianco o nero, in pelle/similpelle o in tulle. Capaci di aggiungere istantaneamente "drammaticità" a qualsiasi outfit.
Guanti MANGO
Credits: mango.com
Guanti H&M
Credits: hm.com
Guanti MASSIMO DUTTI
Credits: massimodutti.com
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Nate sotto il segno dei Pesci: questi sono i must-have da indossare ora

Dal 20 febbraio al 20 marzo si entra ufficialmente nel mese dei Pesci, segno che secondo la tradizione astrologica occidentale chiude il calendario zodiacale.
Sensibile, creativo, dotato di grande empatia: chi appartiene a questo segno d'acqua presenta numerose sfaccettature, talvolta in apparente contrasto ma che, osservate bene, danno vita a un mix unico e distintivo.
Un mix che si rispecchia anche nella sensibilità stilistica delle nate nel segno, che non rinunciano a indossare la propria attitudine sognatrice e libera.
Ecco perché il guardaroba ideale unisce suggestioni e ispirazioni diverse ma decisamente caratterizzanti: un abito che riprende delicatamente le onde del mare, un cristallo che si connette alla propria spiritualità, una borsa grande, che incarna la generosità e la grande disponibilità verso gli altri.
Siete anche voi nate sotto il segno dei Pesci? Allora non aspettate ulteriormente: scoprite subito quali sono i vostri must-have di stagione... secondo le stelle!
Vestito Ora drappeggiato senza maniche, ABADIA.
Credits: Luisaviaroma.com
Gilet con fiori di cristalli, DIOTIMA.
Credits: Diotima.world
Camicia in seta Ambre, FORTELA.
Credits: Fortela.com
Tote bag in pelle The Eva Weekend, LIÉ STUDIO.
Credits: Net-a-Porter.com
Giacca cerata Ryedale in cotone, BARBOUR.
Credits. Barbour.com
Jeans a gamba larga collezione Comptoir Des Cotonniers, UNIQLO.
Credits: Uniqlo.com
Pumps arricciate in suede, HERBERT LEVINE.
Credits: Mytheresa.com
Choker con applicazione floreale, JENNIFER BEHR.
Credits: Mytheresa.com
Orecchini Pillar in oro e avventurina, LA DOUBLE J.
Credits: Ladoublej.com
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