Il mal di testa da coda di cavallo esiste davvero: cosa spiegano i neurologi
In uno studio su 93 donne che portavano spesso la coda di cavallo, più della metà ha riferito almeno un episodio di mal di testa collegato all’elastico. Il copione è familiare: fine giornata, attaccatura che brucia, tempie tese, sollievo solo quando sciogliete tutto.
La domanda, quindi, ha senso: la coda di cavallo troppo stretta può davvero provocare mal di testa. La risposta dei neurologi è sì, esiste un vero “mal di testa da coda di cavallo”, ma ha caratteristiche piuttosto precise e, nella maggior parte dei casi, è più fastidioso che pericoloso.
Cos’è il mal di testa da coda di cavallo
Nella classificazione internazionale delle cefalee esiste una voce ben definita: la cefalea da compressione esterna. Raccoglie tutti i dolori causati da accessori o acconciature che stringono il capo, come caschi, fasce rigide e code di cavallo tirate.
I capelli in sé non sentono dolore, perché non hanno recettori. A soffrire sono i tessuti sotto: cute, fasce muscolari e soprattutto le terminazioni nervose del cuoio capelluto. Quando legate i capelli in modo molto serrato, l’elastico tira la pelle, comprime questi nervi e il cervello interpreta lo stimolo come dolore.
Il risultato è quel mal di testa sordo, a “fascia”, spesso localizzato dove sta l’elastico o lungo l’attaccatura, che può irradiarsi a fronte, tempie o nuca.
Cosa succede quando la coda è troppo stretta
La trazione continua sui follicoli crea una sorta di “stress meccanico” sui nervi pericranici. Più la coda è alta, pesante e ferma sempre nello stesso punto, più il carico si concentra in un’area ristretta.
Chi soffre di cefalea tensiva o di emicrania è spesso più sensibile. I neurologi parlano di allodinia: stimoli normalmente innocui, come legare i capelli o passare una spazzola, diventano dolorosi perché la soglia del dolore si abbassa. In questi casi basta una coda moderatamente stretta per far scattare il mal di testa.
Anche la durata conta. Tenere la stessa acconciatura tirata per molte ore di fila è molto più irritante che raccogliere i capelli per un’ora di sport e poi scioglierli.
Quando preoccuparsi (e quando basta sciogliere i capelli)
Nel classico mal di testa da coda di cavallo il dolore è graduale, localizzato dove i capelli tirano, e tende a migliorare rapidamente dopo che avete allentato o tolto l’elastico. A volte resta un po’ di indolenzimento al tatto, come dopo un paio di scarpe strette.
Diverso il discorso se il mal di testa non passa sciogliendo i capelli, diventa molto intenso, compare all’improvviso o è accompagnato da sintomi come febbre, disturbi della vista, nausea importante, difficoltà a parlare o a muovere un braccio. In questi casi non è più una semplice cefalea da compressione esterna: serve il parere del medico o del neurologo, senza dare tutta la colpa alla coda.
Se, inoltre, il mal di testa compare quasi ogni giorno, anche con i capelli sciolti, vale la pena fare una valutazione più approfondita. Gli accessori possono essere un trigger, ma non l’unica causa.
Coda di cavallo e caduta dei capelli: il rischio alopecia da trazione
Oltre al mal di testa, le acconciature strette pongono un altro tema: l’alopecia da trazione. I dermatologi descrivono così una perdita di capelli graduale dovuta a mesi o anni di trecce, chignon e code di cavallo molto tirate, soprattutto nella zona fronto-temporale.
All’inizio si notano capelli spezzati alle tempie, piccoli vuoti vicino all’attaccatura, cute arrossata o lucida. La buona notizia è che nelle fasi iniziali il problema è spesso reversibile: alleggerendo la trazione e variando le acconciature, i follicoli possono recuperare.
Quello che non provoca alopecia da trazione è la coda super tirata fatta una volta ogni tanto per una serata. A rischiare davvero sono le routine rigide: stessa coda altissima e tesissima tutti i giorni, per anni.
Come legare i capelli senza mal di testa
Regola base: la coda deve essere ferma ma non dolorosa. Se a fine giornata avete mal di testa e l’attaccatura vi fa male al tatto, era troppo stretta. Non è un segno di ordine, è un messaggio del cuoio capelluto che chiede una tregua.
Se il dolore è già partito, primo passo è sempre sciogliere o allentare la coda. Potete fare un massaggio delicato con i polpastrelli sul cuoio capelluto per rilassare i muscoli e, se serve, un impacco freddo su fronte o tempie. Un antidolorifico da banco può essere utile, ma andrebbe usato con giudizio e su indicazione del medico, soprattutto se i mal di testa sono frequenti.
Per prevenire, giocate con le altezze: un giorno coda alta, il successivo bassa alla nuca, poi chignon morbido o semiraccolto. Così non tirate sempre sugli stessi follicoli. Chi ha capelli molto folti può dividere la chioma in due code sovrapposte, più morbide, per distribuire il peso.
Gli accessori fanno la differenza: meglio elastici morbidi rivestiti in tessuto o scrunchies in seta o satin, che riducono attrito e trazione. Da evitare gli elastici sottili in gomma nuda e quelli ormai sformati o ruvidi, che strappano e stringono in modo irregolare.
Attenzione anche alle abitudini “invisibili”. Legare i capelli bagnati in una coda rigida li rende più vulnerabili a rotture e aumenta la trazione sui follicoli. E dormire con una coda di cavallo super tirata aggiunge le ore di attrito del cuscino a una cute già stressata. Meglio un raccolto molto morbido o, quando possibile, capelli completamente sciolti. Una federa in seta o satin aiuta a ridurre sfregamento e nodi, senza bisogno di sacrificare il vostro sonno (e la vostra testa) sull’altare della coda perfetta.
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