Milano Fashion Week: il recap della settimana della moda Autunno Inverno 2026-27
Cecilia Falovo
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Si è conclusa lo scorso 2 marzo, la Milano Fashion Week Autunno/Inverno 2026-2027, un’edizione densissima di sfilate e presentazioni che ha trasformato la città in un laboratorio di visioni e abiti da sogno.
Questa stagione ha dato un nuovo significato al concetto di “pelle”, il fil rouge trasversale delle collezioni. A partire dalla passerella di Ferrari, dove Rocco Iannone ha celebrato il decimo show intrecciando la solidità dell’abbigliamento da campo (verde loden, cappotti militari, chiusure precise) con la leggerezza di sottovesti, organze e pizzi, costruendo seconde pelli che oscillano tra rigore e trasparenza.
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Anche Ermanno Scervino, che con la sua collezione ha sovvertito l’idea di uniforme con riding-coat scolpiti, macramè dorati e gonne liberate da nervature improvvise al ritmo evocativo di Sacumdì Sacumdà di Mina.
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Un dialogo tra struttura e leggerezza che si è riflesso anche nell’urbanità ibrida di FILA MILANO, dove Alistair Carr ha riletto le radici tessili del marchio fondato nel 1911 fondendo formalità italiana e dinamismo sportivo in capispalla compatti, color blocking netto e performance celata nei dettagli tecnici.
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Accanto alle passerelle, le presentazioni hanno assunto un ruolo sempre più immersivo e narrativo: Borbonese ha riaffermato il concept “based on a true story” nell’ingresso di Palazzo Crespi, progettato da Piero Portaluppi, intrecciando memoria, avanguardie e suggestioni cinematografiche; Loro Piana invece ha trasformato il Cortile della Seta in una “Nomadic Reverie” avvolta dal paisley, tra moquette brune, moduli in lana Sopravisso e sciarpe in cashmere, evocando un viaggio lento e sensoriale come visto dal finestrino di un treno.
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Tra richiami borghesi, suggestioni militari, vibrazioni sportive e nostalgie domestiche, la Fall Winter 26-27 milanese ha sancito il ritorno di una moda calma e protettiva che costruisce volumi ma lascia filtrare emozioni, riaffermando Milano come capitale di una moda contemporanea e innovativa.
Per scoprire tutti gli highlights e il resto delle novità che questa Milano Fashion Week ci ha regalato, continuate a leggere, la nostra gallery vi aspetta!
Milano Fashion Week: le sfilate
Milano Fashion Week: il recap delle sfilate Autunno/Inverno 2026-2027
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ALCHETIPO - Per la stagione FW 26/27, ALCHÈTIPO presenta “A CEREMONY STITCHED TO BREAK”, un amore cucito troppo stretto, un fashion show realizzato in collaborazione con Lineapelle Designers Edition. In questo contesto, la sartorialità del brand incontra la pelle come materia strutturale e simbolica: pelle di vitello 100% Made in Italy, utilizzata non come semplice rivestimento ma come elemento narrativo, capace di introdurre tensione, rigidità e resistenza all’interno di un impianto sartoriale destrutturato. Il dialogo tra lane classiche e pelle costruisce un equilibrio instabile, dove il rigore formale viene attraversato da una forza più fisica, quasi emotiva, amplificando il racconto di una cerimonia che si rompe dall’interno. La collezione è una cerimonia distorta, un matrimonio in cui il “sì” sussurrato contiene già l’eco di un addio. Come certe storie, questa collezione rimane sospesa, trattenuta nel tempo, cucita addosso come una promessa che stringe troppo.
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1972 DESA - La collezione Shades of Seduction di 1972 DESA prende forma attraverso una palette di colori intensi e avvolgenti, ispirata ai toni profondi, ricchi e ombreggiati dei velluti. Il colore diventa atmosfera: un linguaggio silenzioso capace di evocare emozioni, dove l’eleganza nasce dalla forza autentica dei materiali e dalla qualità intrinseca del pellame.Lacollezione interpreta il lusso contemporaneo attraverso volumi morbidi, linee arrotondate e proporzioni leggermente oversize, mettendo al centro la sensualità naturale della pelle e la libertà di movimento. Sotto la guida creativa di Ivana Omazic, Creative Director del brand, i capi raccontano un guardaroba urbano versatile e facilmente combinabile, strutturato ma leggero, tradizionale ma innovativo.
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ADIDAS - In occasione della Milano Fashion Week, adidas ha presentato UNEXPECTED, un’esperienza immersiva che ridefinisce il dialogo tra sport, moda, musica e cultura in uno spettacolo unico e dalla prospettiva inedita.Nel cuore di una Milano al centro della scena internazionale, tra sport invernali e Fashion Week, adidas, forte di una rinnovata energia e di una credibilità globale, unisce per la prima volta sport e fashion, pilastri identitari del brand, riaffermando il proprio ruolo di protagonista culturale nel panorama contemporaneo. 40 outfit che combinano diverse linee adidas (Originals, Sportswear & Trainig, Football, Running & Outdoor). Le iconiche Three Stripes sono state reinterpretate attraverso nuovi materiali e lavorazioni – dal denim alle stampe animalier, dalle finiture metalliche alla maglieria crochet fino all’eco pelle – accostate a capi d’archivio e a riferimenti al mondo del calcio, come le maglie Home Jersey della FIFA World Cup2026TM e i pezzi della capsule collection ADIDAS WINTER CLUB by Anakin.
Grande protagonista la giacca Climawarm caratterizzata dalla nuova tecnologia di pre-riscaldamento ad alte prestazioni, progettata per le competizioni in condizioni di freddo più estreme. Sneaker come Superstar, Adistar, Samba, BW Army, Terrex Freehiker e Agravic, EVO SL, Predator, F50 e la nuova Hyperboost completano i look, in una celebrazione che unisce heritage e innovazione.
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ANTEPRIMA - La collezione ANTEPRIMA autunno-Inverno 2026–27, indaga l’architettura invisibile del tempo, esplorandone la presenza silenziosa e le tracce che lascia nella materia e nella memoria. Un invito a riconoscere la bellezza in ciò che cambia e a custodire, nel presente, la memoria del tempo.I materiali raccontano il passare del tempo attraverso texture imperfette, trasparenze stratificate, lavorazioni devoré, needle punch e jacquard mostrati anche sul rovescio. Le stampe, chiavi, orologi, farfalle, oggetti quotidiani, emergono come impressioni fantasmatiche, contorni sfumati che evocano tracce di memoria più che decorazioni.La palette si sviluppa in due capitoli: da un lato i toni naturali delle brughiere, neutri caldi, verdi muschiosi, rosa polverosi, dall’altro tonalità minerali e profonde, dal grigio al pavone fino al bianco cristallino, ispirate ai materiali in dissolvenza delle opere di Miyanaga.
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ANTONIO MARRAS - La collezione Fall-Winter 2026/27 di Antonio Marras nasce in un respiro sospeso, in quel dialogo necessario tra ciò che siamo e il gesto contemporaneo di abitare la propria anima. È un guardaroba che si libera della polvere del tempo per farsi eleganza pura, dove il ricordo diventa l’architettura del nostro presente. In questa narrazione, l’archetipo si trasforma in creazione attraverso contrasti armoniosi: tuniche impalpabili in seta verde salvia emergono sotto velature di pizzo; giacche sartoriali dai motivi maschili dialogano con stampe nere attraversate da filamenti grigio dorati. Nei merletti, accenni di rosso carminio e bordeaux disegnano rampicanti di rose su fondo ecrù. Intarsi, velluti, damaschi e broccati si alternano su parka reinterpretati, kimono e ancora giacche sartoriali maschili, giacche serie limitata realizzate con pezzi di altre giacche dimenticate e ritrovate e poi riassemblate e incastrate di rose ricamate. Pelle, maglie, jeans, felpe, LolLove, le sneakers indossate da tutto il mondo Marras, uomini e donne che credono che ogni tragitto custodisca lo stupore che fa bello il mondo.
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BLUEMARINE - La collezione Autunno-Inverno 2026 di Blumarine traccia il ritratto di una diva mitologica, esplorandone le molteplici sfaccettature attraverso la lente della propria storia. Proseguendo la sua indagine sull’eredità fotografica della Maison – in particolare sulle collaborazioni con Helmut Newton – David Koma torna a Venezia per immergersi nel suo spirito cinematografico e sontuoso. L’incontro tra l’opulenza barocca dell città e il modernismo scultoreo e ornamentale del Direttore Creativo si riflette nella figura stessa della diva. Ne nasce una proposta di silhouette ampie e vibranti, immerse in una palette intensamente teatrale di rosso, nero, bianco, argento e oro.Un guardaroba da diva prende forma in capi teatrali tagliati con drammaticità e al contempo leggerezza. Evocata nelle grafiche e nelle tecniche lungo tutta la collezione, l’emblematica rosa di Blumarine è protagonista. Appare in una stampa rossa e nera e come motivo bianco e nero impresso su mantelle in taffetà con schiena a scarabeo e mini abiti con gonna a palloncino.
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BOSS - Per la stagione Fall/Winter 26, BOSS rende omaggio al proprio patrimonio artigianale, che ha definito il linguaggio del tailoring: un dialogo tra taglio e precisione capace di plasmare il carattere e affermare la presenza di chi lo indossa. Le giacche sartoriali d’archivio della fine degli anni ’80, caratterizzate da spalle scolpite, vengono aggiornate con rever più alti ispirati ai modelli della fine degli anni ’90. Le silhouette dalle spalle ampie trovano nuovo equilibrio grazie a un punto vita più asciutto. Le giacche doppiopetto si abbinano a pantaloni con una pince, mentre le giacche a tre bottoni sono accostate a modelli più rilassati con doppia pince. Il piacere di vestirsi, elevato a vera e propria arte nella ricerca dell’eccellenza, diventa il fondamento di una collezione che non guarda al passato con nostalgia, ma ridefinisce l’heritage con intenzione - per ogni individuo che fa del tailoring la propria firma.
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ROBERTO CAVALLI - Per l ’Autunno/Inverno 2026, Fausto Puglisi sceglie il nero. Una dichiarazione. Un gesto radicale. Un atto di consapevolezza. Inaspettato per chi associa il DNA Cavalli all’esplosione cromatica e alla potenza delle stampe, il nero diventa qui un ritorno a un lato meno prevedibile della Maison: una tensione dark, da sempre presente sotto la superficie, pronta a riemergere con nuova forza. Non una negazione. Una rivelazione. Il nero come tela. Il nero come profondità. Il nero come materia viva. È un nero sensuale, venato di iper-femminilità e di un ottimismo sotterraneo Un “dark Cavalli”: carnale, magnetico, vibrante. Dall’oscurità emergono superfici che catturano la luce e la restituiscono amplificata. Lo jacquard coccodrillo scolpisce spencer e pantaloni con precisione grafica. Pelle con effetti stampa pitone e
cocco avvolge il corpo in un gioco di potere e desiderio. Il chiodo in pelle mat, doppiato sulla schiena in twill di seta stampato, fonde rigidità e fluidità in un dialogo continuo tra struttura e movimento.
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DHRUV KAPOOR - Per l’Autunno/Inverno ’26 27, Dhruv Kapoor guarda a ciò che sta nel mezzo: spazi di passaggio più che di arrivo. La collezione si muove tra quiete e dinamismo, prendendo forma da osservazioni semplici raccolte in luoghi di transito - aeroporti, hall di alberghi, corridoi, scale, ascensori. Ambienti pensati per attraversare e sostare, dove il tempo si consuma nell’attesa, più che nella meta.Orli grezzi, ricami lasciati volutamente incompiuti e pieghe vissute suggeriscono capi colti nel movimento, più che nella staticità. Anche le stampe seguono questa logica: grafiche disegnate a mano, con tracce dibozza e pattern non del tutto definiti.La palette attraversa neutri incisivi, tonalità uniformi e coloripolverosi, interrotti da accenti brillanti inattesi.
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ELISABETTA FRANCHI - Elisabetta Franchi presenta la collezione Autunno Inverno 2026 a Palazzo Acerbi, riconfermando la location simbolo della Maison. In questo racconto la storica “Casa del Diavolo” si trasforma in uno spazio di luce e conquista, teatro di un racconto che attraversa l’ombra per arrivare alla piena consapevolezza di sé.La struttura dialoga con la leggerezza. Bluse e mini abiti si aprono in volant e ruches, gonne in georgette e tulle giocano con asimmetrie creando movimento. Le bluse in georgette, con spacchi laterali, si aprono come petali in cammino, abbinate a pantaloni a vita altissima o a modelli slim dalla linea più bassa.Ricami di cristallo arricchiscono gonne, top, abiti e completi maschili che richiamano il gessato. Le trasparenze del cashmere leggero rivelano senza esibire. I pantaloni, costruiti con corsetteria interna, definiscono il punto vita lasciando la gamba ampia o affusolata. Ricami vittoriani nero su nero diventano parte stessa della forma, fondendosi con la struttura dei capi. Il pizzo rebrodé accarezza la silhouette, lasciando intravedere la pelle con una sensualità sofisticata.
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ERMANNO SCERVINO - Due grammatiche si incontrano: la solidità delle forme ispirate all'abbigliamento da campo, il verde loden, le chiusure precise, i tagli strutturati, e la grazia della sottoveste, il rosa, il tabacco, le trasparenze. È la stessa donna, vista da prospettive diverse. Quella che porta un cappotto militare mentre sotto nasconde un'altra storia, più intima e meno decifrabile.I boxer da uomo in organza trasparente. Il car-coat che sembra scolpito nella maglia e invece è sorretto, all'interno, da un velo di pizzo. La pashmina che non pesa nulla, e disegna comunque una giacca costruita come una camicia. Anche il denim porta con sé una memoria diversa: la sua trama riprende la struttura del donegal tweed, i punti di luce irregolari, il peso visivo della lana, trattato come un tessuto nobile, tagliato con la stessa precisione dei soprabiti, aperto su interni di seta e pizzo.C'è poi una terza voce, più silenziosa: quella di un'eleganza che appartiene alle case di un tempo, ai cassetti profumati, ai gesti lenti. Il visone tessile ai polsi del peacoat di astrakan. Il leopardo sopra la sottoveste. Lo chiffon rosa corallo bordato di pizzo paglierino. L'abito da sera che porta inciso sulla superficie il ricordo di un bouquet.
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ETRO - La lingua di ETRO muove in circolo. È un sistema di elementi eclettici, raccolti in un lungo viaggio di stile, che si aggregano ogni volta in modi diversi mentre di nuovi se ne aggiungono e il viaggio continua, iniziando là dove si era concluso la stagione prima, senza fine. arco De Vincenzo lavora in continuità, componendo partiture nelle quali segni riconoscibili - il flou, le stampe, i riferimenti al mondo maschile e formale di ascendenza britannica, un certo nomadismo nel sentire l’atto del vestirsi - sono variabili di un racconto in divenire. Questa stagione l’Etrositá è il gesto del collezionare cose ed esperienze, facendo dialogare mondi lontanissimi. È espressa in modo paradigmatico nel contrappunto di tartan, stampe foulard a trompe l’oeil, motivi che richiamano bestiari medievali o che gigantizzano stemmi, paisley, tailoring asciutto dai dettagli inaspettati come bordi di piume, piccoli cappotti da lupo di mare, e un diffuso luccicar di paillette.
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FILA - Uno spaccato di esistenza metropolitana: questa è la visione di FILA MILANO - un'espressione elevata di Fila, che si rivolge a un nuovo mondo e a un nuovo pubblico al di fuori dello sport - che prende vita oggi, immaginata da Alistair Carr.La collezione presenta un guardaroba FILA adatto a diversi momenti, occasioni e personalità. Comprende piccoli cappotti, giacche-camicia, bomber, piumini, parka, blouson, maglioni, camicie, polo, gonne a pieghe, pantaloni e abiti. I look, accessoriati con sneaker basse e scarpe da corsa o da ciclismo per accelerazioni cittadine, sono audaci ma composti, il loro color blocking radicato nella sensibilità di FILA per un chiaro impatto visivo. La performance, con il suo legame con lo sport, è un tratto essenziale che, anziché essere ostentato, è sottilmente nascosto nei dettagli e nei trattamenti, per il piacere personale e la praticità d'uso di chi indossa: tasselli in nylon dove sono più necessari, trattamenti impermeabili su lane sartoriali, cerniere senza nastro. FILA MILANO riafferma la duratura unione di funzionalità e stile mentre proietta la tradizione nel futuro e sfuma confini e linee temporali.
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FLORANIA - Per la stagione FW 26/27, Florania presenta la sua collezione “If we are all one, you can’t hurt me” con un Fashion Show realizzato in collaborazione con Lineapelle Designer Editon.
La collezione FW26 di Florania nasce dall’osservazione della memoria artigiana e dalla liberazione della materia. Una necessità di ritrovarsi nel ricordo collettivo e nella purezza della natura quando lo sguardo degli altri diventa troppo pesante e la divisione sociale troppo cruda. Ispirata al lavoro collettivo delle sarte, ai canti popolari, al film ‘Novecento’ di Bertolucci e ai temi della separazione, della memoria e delle vite passate, la collezione esplora la possibilità di dissolversi nella memoria e nel tutto per rinascere. “If we are all one, you can’t hurt me” diventa un mantra di protezione e libertà.
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GENNY - Disciplina e fioritura, i gesti controllati da un’idea di
eleganza senza compromessi e l’espansione organica di un fiore che diventa scultura. Il punto di partenza della collezione Genny A/I 26/27 è qualcosa che viene dal lontano: la moda lanciata durante il Direttorio (1795/1799) da “Les Incroyables e les Merveilleuses”. Erano persone talmente rigorose nella continua ricerca di un’immagine assoluta e piena di regole da rispettare che il loro stile ha poi determinato la nascita del dandismo. Il guardaroba maschile fatto da blazer affilati, gilet strutturati, pantaloni impeccabili e camicie dagli alti colli viene riletto sul corpo femminile con una precisione quasi architettonica. La silhouette è verticale, composta, misurata. Ma la disciplina non è mai sterile: dal centro della costruzione sartoriale emerge il fiore. Non è stampato né decorativo, ma scultoreo e monumentale.Petali tridimensionali si trasformano in gonne-corolla con volumi che si aprono come architetture botaniche. Il busto rimane asciutto e controllato mentre la parte inferiore esplode nella geometria variabile della natura.
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GIADA - Incarnazione di purezza e raffinata sensualità, l’orchidea si eleva a emblema di una femminilità enigmatica e sfaccettata. In particolare, l’ancestrale Cymbidium, con la sua fioritura impetuosa e resiliente, è la segreta musa d’elezione per Gabriele Colangelo: il direttore creativo di GIADA infonde in ciascuno dei look della collezione un’aura di stile intenso e rarefatto, distillato dall’essenza del fiore. Un effluvio di grazia, emanato dalle vibranti sfumature bordeaux e rosa, che, irradiandosi attraverso strascichi e silhouette fluide, svela la naturale dualità cromatica delle Paphiopedilum. I petali neri invece della Maxillaria Schunkeana ispirano le texture glossy dei trench e giubbotti mentre le superfici irregolari dei cappotti in shearling sono rasati, rielaborati e dominati da spalle scultoree e imponenti. Il lessico estetico della collezione raggiunge una delicata sintesi grazie all’artista americana Leigh Wells. I suoi grafismi ikebana, nati da collage, foto e cultivar care a Confucio, definiscono anche gli armoniosi ramage e ricami tridimensionali di canottiglie, bead e jais che affiorano su seta e cashmere. Lembi di immaginaria e minimale sensualità svelano schiene nude, scolli profondi e orli ben sopra il ginocchio, tratteggiando una femminilità
scandita dall’essenzialità e completata da cuissard stretch o tacchi dai profili arcuati. Il pensiero couture si manifesta nelle goffrature che impreziosiscono i bomber svasati al collo e le gonne bombate al punto vita.
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HUI - In occasione della Milano Fashion Week, HUI Milano ha presentato Her Threads, una collezione FW26-27 che affonda le radici nell’antica tradizione del Nü Gong (女红), l’arte femminile del ricamo, riletta come linguaggio contemporaneo di identità, memoriae resilienza.La sfilata FW26-27 è concepita come un percorso immersivo tra fili sospesi, un paesaggio simbolico che accompagna le modelle attraverso le diverse stagioni della vita femminile. Dall’innocenza alla consapevolezza, dalla dimensione invisibile alla piena affermazione, lo spazio scenico riflette le stratificazioni emotive e sociali che attraversano il tempo. La palette cromatica segue un percorso narrativo: dalle tonalità chiare dell’inizio a sfumature profonde e introspettive, fino a bianchi luminosi che evocano autodeterminazione e libertà. Con il progredire della sfilata, anche l’ambiente si è aperto alla luce, rafforzando il messaggio centrale: le donne non sono vincolate ai sistemi che ereditano, ma sono coloro che intrecciano il mondo.
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LAURA BIAGIOTTI - Gli abiti della collezione FW26/27 raccontano i giorni dell’autunno con i suoi colori caldi: castagna, nocciola, ambra, cannella, verdone, muschio, red berries, mosto, vino fino al rosso vivido, vibrante e teatrale, per scolorare poi nella luce del bianco e dell’inverno, fino ad azzardare una promessa di inizio primavera, con toni pastello, un tocco di rosa, e con stampe fiorite, dove emergono a sorpresa, e con quasi invisibile discrezione, personaggi fiabeschi. Per Biagiotti, il linguaggio del racconto è il Cashmere, filo narrativo e indiscusso protagonista. Quando il New York Times ha definito Laura Biagiotti la Regina del Cashmere, non si trattava di un titolo, ma del riconoscimento di un metodo. Sotto la sua visione, il cashmere ha smesso di essere un lusso stagionale, prevalentemente maschile, per evolvere in una dimensione moda che prima gli era sconosciuta. La vocazione Biagiotti alla maglieria si riflette nella ricerca e nelle lavorazioni innovative di punti, nelle composizioni di trecce, nelle rimagliature, nella capacità di realizzare sinfonie inedite con pesi e volumi. Il racconto diventa sovrapposizione: filati iper-leggeri per piccoli pezzi sagomati si alternano ad ampiezze scenografiche: ecco il cappotto Mongolia, le mantelle con il cappuccio, il trench di cashmere bianco e i maxi cardigan con le trecce lunghi alla caviglia.
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LUISA BECCARIA - Per l’Autunno/Inverno 2026, Luisa Beccaria presenta Celebrations: un invito a vestire i momenti che meritano di essere ricordati. Celebrations è un racconto che accompagna le donne nei passaggi importanti, nelle occasioni che chiedono grazia, presenza, un pizzico di incanto. Dalla luce sottile del mattino alla solennità della grande sera, la maison interpreta ogni sfumatura della celebrazione - con poesia, ma anche con carattere.
La collezione si costruisce attorno a una materia preziosa e vibrante. Lo scozzese viene reinterpretato in chiave romantica: gonne ampie, abiti midi strutturati, cappotti che mescolano rigore e poesia, trasformando un classico in un gesto contemporaneo. Il tweed intrecciato dai toni chiari è impreziosito da paillette tono su tono e orli sfrangiati e si accompagna al velluto ricamato a boccioli.
Il pizzo di velluto, profondo e tattile, disegna silhouette femminili con una sensualità sottile e sofisticata, mentre i jacquard sovraricamati con pailletés creano superfici tridimensionali, preziose ma mai eccessive - brillano con misura, non per stupire, ma per restare impressi. I tulle ricamati a piccoli fiori sembrano sospesi nell’aria, leggeri come un soffio, ma ricchi di dettagli minuziosi che catturano la luce a ogni movimento. Gli abiti lunghi in chiffon fantasia scivolano sul corpo con naturalezza, stampati come giardini d’inverno in piena fioritura.
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LUISA SPAGNOLI - C'è una qualità particolare della luce, a Manhattan dopo il tramonto: un bagliore freddo e obliquo che rimbalza su vetro e acciaio, rendendo ogni cosa allo stesso tempo moderna e antica, severa e viva. È la luce che dà vita alla collezione Autunno/Inverno 2026 di Luisa Spagnoli. La collezione trae la sua grammatica emotiva e formale dalla New York di fine anni ’80 primi anni ‘90: una città decisa e dall'eleganza radicale, città di donne che si muovevano in modo completamente autonomo, assertivo, libero. Un affascinante crocevia in cui il mondo dell'arte di downtown, la moda dell’Upper East Side, la cultura dei club, la musica new wave e la high society per un breve momento si sono incontrati, guardati con curiosità, scrutati a vicenda (e fotografati da Andy Warhol).La collezione – presentata in uno scenario che ricorda i dettagli architettonici del Seagram Building - è fatta di linee definite: spalle importanti, silhouettes geometriche, i pantaloni a vita alta, le minigonne, gli accessori vistosi ripensati in forma nuova, più contemporanea, senza nostalgie. Qui, un cappotto non è più semplicemente un cappotto: è avvolgente, importante, ma essenziale. Tweed, spinato, principe di Galles e loden sono lavorati in silhouette lunghe di aperta luminosità strutturale. Le spalle sono studiate, i revers sono precisi, le proporzioni sono millimetriche. Nulla è casuale. Il capitolo sulla sartoria in loden, in particolare, evoca l'eleganza pragmatica di una donna che attraversa una piazza sferzata dal vento, vestita non contro le intemperie ma indifferente ad esse.
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MILAN LOVES SEOUL - Milan Loves Seoul, il progetto nato per favorire lo scambio culturale tra Italia e Corea del Sud, si è confermato protagonista della Milan Fashion Week con la sua terza edizione, trasformando Palazzo Bovara in un hub internazionale di moda, K-beauty e cultura. L’evento ha ribadito la propria vocazione di piattaforma culturale capace di creare connessioni autentiche tra i due paesi, promuovendo il dialogo tra tradizione e innovazione, creatività emergente e contaminazione globale. Il tema di questa edizione, “Classic and Future: New Fashion Codes Between East and West”, ha esplorato la tensione armonica tra estetiche classiche e nuovi linguaggi contemporanei, intrecciando sartorialità italiana, heritage coreano e visioni sperimentali. Durante il Fashion Show conclusivo, tenutosi lunedì 2 marzo nella cornice di Palazzo Bovara, una selezione di designer coreani e italiani ha presentato le collezioni FW26 in un racconto estetico che ha guardato al futuro senza perdere il legame con le radici culturali. Tra i brand: Denisa Rad, Mooroots, TIBAEG, TROA, Francesca Cottone, M.RoF, scARTo X Leander Wei.
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MARCO RAMBALDI - La FW26 di Marco Rambaldi riflette sul classico italiano non come canone immobile, ma come memoria plasmabile di immagini, linguaggi ed emozioni che riemergono soprattutto nei momenti di crisi: da un lato Pasolini con Teorema, con il sacro che irrompe nel quotidiano borghese e il corpo come rivelazione; dall’altro PaoloVillaggio con Fantozzi, che svela il tragico nel ridicolo e trasforma la mediocrità in un archivio emotivo condiviso. Da questa tensione tra sacro e grottesco, in cui l’uniforme borghese diventa feticcio e la divisa d’ufficio si fa abito sacro, i codici sartoriali vengono sabotati con interventi minimi ma radicali, come rivelare la costruzione interna del pantalone, della gonna e della giacca, costruendo così un nuovo classico. Le tradizionali stampe animalier vengono reimmaginate come una fauna multiforme ed eterogenea ma- scherata da dalmata, il più antico degli animali da compagnia.Nella maglieria l’idea del completo perbene viene profanata e reinventata in due direzioni: il twinset ma- trioska, in cui sotto il cardigan con motivo a cuore si nasconde un secondo twinset trompe-l’oeil, e la tuta sportiva, il meno classico dei completi.
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MARTINO MIDALI - La collezione Martino Midali Fall/Winter 26/27 si costruisce come un inverno da abitare, un tempo sospeso in cui le silhouette verticali e allungate accompagnano il corpo senza costringerlo. Spalle morbide, lunghezze sotto il ginocchio e volumicontinui disegnano una figura urbana e composta, mentre i cappotti in lana con colli ampi e chiusure decentrate rileggono la tradizione sartoriale in chiave fluida. Il gessato soft, i jacquard geometrici e le gonne diritte introducono un ritmo grafico e silenzioso. La materia è centrale: lane mélange, superfici spigate e maglie compatte creano una profondità tattile che si muove in una palette di naturali luminosi, grigi minerali, bruni caldi, nero e blu notturno. A queste texture si affiancano tessuti tecnici croccanti,leggeri e opachi, che attraverso parka sfoderati e volumi regolabili portano una vibrazione contemporanea e dinamica, in equilibrio tra morbidezza e struttura.La maglieria tono su tono e i volumi protettivi del faux fur completano una costruzione morbida e respirante, fatta di sovrapposizioni misurate e forme aperte. Ne emerge un’eleganza discreta e consapevole che non definisce il corpo ma lo accompagna, trasformando l’abito in uno spazio da vivere.
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MSGM - Per questa collezione, MSGM continua il suo dialogo con l’arte non come riferimento, ma come metodo. Il punto di partenza è il vagabondare. Muoversi tra le gallerie milanesi e incontrare costellazioni inattese: la mostra di Stanislao Lepri da Tommaso Calabro, lo sguardo felino e surreale di Leonor Fini, l’astrazione atmosferica di Marina Rheingantz e la tensione intima dei dipinti di Amanda Wall, Shadow Boys e Nightstand, dove le superfici trattengono un residuo emotivo.Gli archetipi dello sportswear vengono affilati. I classici acquisiscono carattere. La sartoria maschile si comprime; le forme femminili scorrono e si aprono. La struttura convive con la leggerezza. La durezza con la fluidità.
Il colore ritorna con chiarezza e intenzione. Verde lime, arancio sole, ultravioletto, lampone, cioccolato fondente. Il color blocking deciso interrompe la neutralità: non decorativo, ma dichiarativo. La texture diventa narrazione. Velluto tapestry maculato, lana compatta, tweed pressati e gabardine militare incontrano nylon tecnico stropicciato, Tyvek metallico croccante e argento pressato. Ricami origami 3D e reti di paillettes metalliche aggiungono una tensione dimensionale. Le superfici collidono. Le stampe si comportano come rumore urbano: stratificate, irrequiete, vive.
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N°21 - Una camicia maschile bianca indossata con i pantaloni in tessuto di popeline misto a fresco di lana e con twin set in lana nera è l’inizio di una collezione che si vuole minimale ma che si sviluppa attraverso forme e volumi. Abiti a sacco con manica larga e colletto bianco che esprime una certa severità di linea si presentano in contrasto con gli abiti bustier da gran sera, ma anche con i giacconi in pelle abbinati a micro -camicie croppate e gonne in pizzo o in chiffon. Appare più coerente l’a bito sottoveste in pizzo doppiato d chiffon ampio e una cappa in chiffon che però si scontra con il classico tailleur maschile, con i cappotti larghi dal taglio kimono, con il tailleur dalla gonna pencil ma con baschina e giacca corta scollata sul seno, con l’abito in paillettes nere e anche con l’abito bustier dal doppio reggiseno a contrasto nero su rosa. E poi i colli in pelliccia bordati di raso rosa, le gonne in tessuto di carta laminato come quello dell’abito dorato. E gli abiti da sera con fiocco, i l cappotto double, gli anorak in raso e faille con coloratissime fantasie geometriche.
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ONITSUKA TIGER - Il "ma" è un concetto estetico e culturale giapponese che indica l’intervallo significativo tra due elementi, nello spazio o nel tempo. Non è assenza, ma relazione, spazio strutturante. Andrea Pompilio direttore creativo di Onitsuka Tiger per la collezione Autunno-Inverno 2026–27 si colloca esattamente lì: in quel territorio che non coincide con l’eccezione e neanche con l’abitudine, ma che esiste tra le due. Un modo di vestire che non è pensato né per un momento particolare né per il quotidiano. Un'estetica definita dal carattere e dall'attitudine di chi sceglie e indossa gli abiti, non scandita dalle ore della giornata e dalle occasioni.In questa terza dimensione i codici del formale, dell'informale, del workwear e dello sportswear si ibridano in un mix che diventa nuovo e inaspettato. L'abitino di cotone con bande orizzontali di tulle ha sopra un maxi hoodie zippato di lana spigata, oppure la leggera maglietta di cotone garzato a righe, sulla gonnellina a pieghe verde mela lungo fino a ginocchio, ha sopra il blouson di velluto bordato di fake fur e pelle e con maxi tasche. Ancora, la camicia a quadretti di cotone leggerissimo su gonna longuette giallo ocra con petali di tessuto effetto piume e un fiocco azzurro in vita; il mega pile zippato verde mela, sulla blusa rosa confetto con fiocco al collo, minigonna di maglia, con tasconi bordati di pelle e boots stringati bicolore nero e giallo.
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GLOBAL FASHION COLLECTIVE - Il 27 febbraio 2026, Global Fashion Collective ha presentato il suo showcase ufficiale per la Fall/Winter 2026 durante la Milano Fashion Week, negli storici I Chiostri di S. Barnaba. In passerella, due designer internazionali — il giapponese TETTE e la cinese Jumper Zhang — hanno offerto visioni distinte ma complementari, celebrando artigianalità e dialogo culturale. In particolare, la collezione “Circle” di Jumper Zhang ha reinterpretato l’antico motivo floreale circolare della tradizione cinese attraverso ricami, perline e lavorazioni couture, trasformandolo in un simbolo contemporaneo di equilibrio e continuità. Un appuntamento che conferma la missione di GFC di valorizzare talenti emergenti e affermati su un palcoscenico internazionale.
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SA SU PHI - Radicata nel codice milanese dell’autorità silenziosa, si rivolge a una donna radicale nella sua delicatezza: colta, intuitiva, riservata ma potente. Milano è la grammatica attraverso cui si esprime. Una città costruita su una dualità che riflette i codici del suo stile. La sua bellezza stratificata nasce dall’incontro tra epoche: classicismo misurato e coraggio contemporaneo. Milano è una città di creativi, editor, architetti, pensatori. Radicali silenziosi, ciascuno a modo proprio. Qui il design è linguaggio civico. AW26 distilla il codice di SASUPHI nella sua forma più pura, con cashmere e seta come fondamenta. La maglieria è la struttura portante. Nella costa inglese verticale e grafica, il cashmere corposo diventa costruzione: mantelle a campana, gonne scultoree, colli-collana imbottiti, cappelli oversize a tesa ampia. La maglia non è più complemento, ma architettura del look. Attorno a questo nucleo, il guardaroba si espande con naturalezza e il linguaggio sartoriale evolve. I completi destrutturati in cashmere e lana dialogano con il tailoring in seta che ridefinisce la formalità. Le silhouette sono grafiche, mai rigide. Il giorno non cede alla sera: esiste solo trasformazione. La donna SASUPHI ricalibra il proprio look nel corso delle ore, modulando proporzioni, colore e materia con precisione istintiva.
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TOKYO JAMES - La collezione Harmony ha esplorato la coesistenza in un mondo frammentato, indagando lo spazio in cui la forza incontra la leggerezza, la struttura consente morbidezza e l’individualità si manifesta senza conflitto. Attraverso tagli precisi e forme fluide, i capi hanno raccontato uno stile di vita moderno, stratificato, sfaccettato e in continuo mutamento, esprimendo una sicurezza silenziosa nelle proporzioni, nel ritmo e nella misura. Le silhouette hanno dialogato tra movimento e controllo, con materiali selezionati con cura per armonizzare forma e funzione. La presenz della pelle, rigorosamente vegana o riciclata, è stata integrata senza mai sovrastare la silhouette, conferendo eleganza e coerenza all’insieme. Ogni capo ha trasmesso un equilibrio consapevole tra contrasto e armonia, dimostrando come design e sentimento possano coesistere senza necessità di spiegazioni.
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VIVETTA - Romanticismo e inquietudine. Mistery ad arte. Rigore e gioco. È una collisione in crescendo, una melodia ipnotica quella che accompagna la notte masquerade di Vivetta. Che per la stagione autunno inverno 2026 mette in scena un ballo im- maginario, un momento sospeso tra realtà e subconscio in cui identità e finzione si confondono. Le silhouette oscillano tra rigore britanni-co e graffi dramatic. Tailoring da lady inglese. Rombi classici della ma- glieria esaltati in ricami argyle. Costruzioni sartoriali pulite per arrivare a volumi inaspettati, drappeggi e fiocchi che sembrano emergere da una dimensione onirica. I profili di visi, elemento distintivo del brand, s’ispirano alle suggestioni di Salvador Dalí e diventano giacche ricamate, boleri e un abito scultoreo tridimensionale in panno, con volti che si aprono a ventaglio intorno al corpo. Tra riferimenti pittorici all’immaginario onirico di Rafał Olbiński. Sono figure femminili viste di spalle, identità sfuggenti. Magnifiche visioni sospese.
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SPORTMAX - La collezione Autunno Inverno 2026 di Sportmax è una storia di dinamismo. Proprio come la sua donna ideale, questa collezione è in continuo movimento, caratterizzata da capi trasformabili, look convertibili e un forte accento sulla componente grafica. Non c’è spazio per il superfluo: nulla deve appesantire la donna Sportmax. Capo essenziale è il gilet stratificabile, mix-and match, con il suo colletto over- size dall’ispirazione origami. Come gran parte della collezione, il gilet nasce all’insegna della versatilità: un motivo ricorrente nei modelli dai colli avvolgenti e persino nei suoi tagli sartoriali destrutturati, adatto ad ogni occasione.Un altro tema è la leggerezza. È una collezione Autunno Inverno che non teme di svelare il corpo, trasformando la pelle stessa in un effetto grafico e materico, declinato con estrema precisione in maglieria e jersey che accarezzano la silhouette.
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FRANCESCA LIBERATORE - Per Francesca Liberatore è il terzo e ancora diverso format all’interno di un istituto pubblico scolastico. Questa volta la scuola superiore Nicola Moreschi “perché la mia peculiarità è essere al contempo stilista e docente ed è qui che attraverso la principale formazione dell’individuo si sviluppa l’idea e l’immaginazione” ribadisce la stilista continuando “ringrazio sia la scuola che Città Metropolitana con i suoi uffici, per aver accolto con positività la richiesta anomala e avermi diretto con competenza e gentilezza verso il risultato. Probabilmente un merito e una preghiera è da rivolgersi anche alla città di Milano affinché continui a mantenere intatti ed esclusivi per la crescita delle nuove generazioni questi luoghi meravigliosi e imponenti della città”. Queste ibridazioni tra tradizione ed avanguardia aprono nuovi campi di applicazione, fondendo gli opposti in un unico e multiforme ensemble. Una liturgia di forme e colori, lunghezze e materiali. La pelle (che sugella la lunga partnership con Lineapelle) imita il denim in proporzioni 80’s, con ampie maniche appoggiate su triangoli ed intarsi di maculato. L’eleganza di giacche e completi con gonne mini o ampie a ruota, si alterna a più dinamici abbinamenti con lycra a stampa futurista tra blocchi geometrici di nero, acquamarina e viola. I rombi creano composizioni tra rosso, ametista e brown, per giacconi e bomber di linea comoda e maniche in maglia spesso portati con leggings colorati in turchese, fiamma e giallo limone. Un’influenza giocosa come principio creativo chiave nelle collezioni di Francesca Liberatore, ispirata dalla riscrittura della vita quotidiana con spirito e nonchalance.
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HENRI - Per questa nuova stagione, HENRI PARIS affina il suo vocabolario vintage attraverso l'idea del "capo trovato", abbracciando contrasti deliberati e abbinamenti improbabili. Capi dimenticati, riesumati e ricomposti con un occhio contemporaneo, sembrano scontrarsi attraverso i decenni. Stampe floreali si confrontano con quadri, tessuti leggeri si mescolano a lane dense e le texture si scontrano anziché armonizzarsi. Questa tensione si manifesta nel dialogo tra la tradizione del flou e la sartorialità, che riecheggiano, si sovrappongono e talvolta si confondono. Il drappeggio, solitamente riservato agli abiti da sera, compare sui cappotti – elemento distintivo della collezione – evidenziando la maestria artigianale del brand.
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Milano Fashion Week: le presentazioni
Milano Fashion week: le presentazioni autunno/inverno 2026-2027
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AGNONA - Agnona segue la propria orbita gentile, tracciando un percorso in cui memoria, forza e luce convivono in armonia. In equilibrio tra transizione e continuità, la maison accoglie l’evoluzione preservando la propria essenza, radicata nella propria storia che ha attraversato 70 anni da quando il fondatore, Francesco Ilorini Mo, ne plasmò l’identità ispirandosi alla natura guidato da un profondo senso di appartenenza.Capi sartoriali in lana mouliné dalla mano fresca, cappotti avvolgenti in Double di cashmere leggero e giacche in nappa impreziosite da raffinate cuciture a mano accompagnano i nomadi erranti di Agnona lungo il proprio cammino. I motivi floreali si fanno astratti, glitchati, stampati con senso di movimento su abiti e bluse impalpabili, appaiono intarsiati nella maglieria o tradotti in jacquard con micro perline.Mantelle e cappotti morbidi in tessuti d’archivio, riscoperti in chiave moderna, dialogano con capi sartoriali e giacche che richiamano con discrezione il mondo utility e workwear: un omaggio all’eredità di Momo, definita dalla vita quotidiana in fabbrica, dallo spirito imprenditoriale e dal viaggio, sempre ancorata alla funzione d’uso ma connotata da una sensibilità raffinata.
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ACCADEMIA IUAD - ReMade in Italy nasce come un atto di restituzione: un progetto che riporta alla luce la moda italiana nella sua dimensione più profonda, non solo come industria, ma come linguaggio culturale, visione estetica e forma di pensiero. In Italia la moda non è mai stata semplice ornamento: è stata arte, rito, politica, racconto identitario. Il percorso della mostra attraversa le origini ideali del Made in Italy, dalle prime riflessioni su una moda autenticamente italiana fino alla sua affermazione nel secondo dopoguerra, quando il Paese conquista una voce autonoma capace di unire tradizione artistica, artigianato e modernità. Figure fondatrici, pionieri e protagonisti di una stagione irripetibile delineano un’estetica capace di trasformarsi nel tempo senza perdere le proprie radici. Un’estetica che non si limita allo stile, ma riflette una visione culturale capace di coniugare memoria e invenzione, sapere artigiano e tensione verso il futuro. Accanto ai grandi nomi emergono visioni meno raccontate ma decisive, dove l’abito diventa pensiero, gesto culturale, profezia del quotidiano.
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CAMPOMAGGI - in occasione della Milano Fashion Week, Campomaggi ha presentato Authentic Time, un evento speciale ospitato da Clan Upstairs, a Milano.Un’esperienza immersiva pensata per raccontare l’essenza più profonda del brand. In un’epoca dominata dalla velocità, Campomaggi sceglie di celebrare ciò che resta e si arricchisce nel tempo. Per il brand, iltempo non consuma ma rivela: la qualità dei materiali, la forza dell’artigianalità, il carattere di un oggetto destinato a durare. Il vero lusso è il tempo vissuto bene. Lo spazio si è trasformato in un manifesto visivo del progetto, guidando gli ospiti in un percorso narrativo dedicato al concetto di Authentic Time. Attraverso un QR code, è stato possibile accedere a un video di approfondimento sulla visione creativa del brand.
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AFRAA - Il brand AFRAA ha presentato la collezione Eastward Elegance nella prestigiosa Casa degli Artisti, scelta non solo per il suo fascino storico, ma anche per offrire ai giovani artistiun’apertura verso il Medio Oriente. Afraa Al-Noaimi ha sviluppato un progetto interamente Made in Italy, certificato in tutti i processi produttivi. Il brand, che porta il suo nome, si propone di avvicinare due mondi e culture differenti, valorizzando il potenziale di collaborazione reciproca in un momento particolarmente fertile per la creatività internazionale.Tessuti pregiati come seta, cashmere e lana si sono combinati in silhouette fluide e volumi armoniosi, mentre contrasti di texture e dettagli sartoriali raccontano storie di tradizione e contemporaneità. La palette cromatica evoca paesaggi culturali e naturali di mondi diversi, con tonalità calde, sfumature minerali, nuance polverose e accenti luminosi.
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ALABAMA MUSE - “Sei bellissima”, cantava la sensuale Loredana Bertè. Bellissima è anche il titolo del film di Luchino Visconti con la straordinaria Anna Magnani. Una parola che racchiude un superlativo assoluto: bellezza, fascino, eleganza, personalità Un termine italiano tra i pi gentili e internazionali, dal suono seducente e carico di emozione. Da qui nasce l’ispirazione della collezione Alabama Muse Fall/Winter 2026–27.Tutto sartoriale. Tutto pensato per durare. La stessa attenzione guida una scelta consapevole dei materiali, nel rispetto di una visione etica e contemporanea della bellezza. Alabama Muse abbraccia una sostenibilità autentica, fatta di ricerca, responsabilitࠥà e rispetto.
La capsule interamente Made in Italy una produzione limitata realizzata da artigiani specializzati. Una scelta identitaria, culturale e non negoziabile.
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ALBERTA FERRETTI - Concepita come un’installazione immersiva, la presentazione milanese da Alberta Ferretti a Palazzo Donizetti approfondisce il linguaggio visivo introdotto a Dubai, ponendo la luce al centro della narrazione. Non semplice elemento scenografico, ma vera protagonista, la luce scolpisce i capi esposti su manichini attraverso un progressivo gioco di ombre e bagliori, dando forma alla materia così come l’intenzione dà significato all’abito. In collaborazione con il pioniere italiano della light art Nino Alfieri, la scenografia si anima grazie a pitture fotosensibili che evolvono nel tempo, mentre la sfilata di Dubai viene proiettata in uno spazio immersivo attraversato da geometrie LED. Il risultato è un ambiente sospeso e museale che esalta la morbidezza e l’autorevolezza silenziosa della collezione Fall/Winter 2026 firmata da Lorenzo Serafini, dove la femminilità si esprime per sottrazione e la luce diventa metafora di rivelazione.
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ALESSANDRO ENRIQUEZ - Il gioco della moda è il nuovo filo conduttore della stagione Autunno Inverno 26/27: una moda che diventa allegra, libera e profondamente umana, capace di sorprendere senza perdere eleganza. In questo universo, Alessandro Enriquez e Rossella Jardini rinnovano la loro collaborazione, consolidando un dialogo creativo che, dal debutto della PE26, reinventa i codici dell’eleganza italiana con uno sguardo contemporaneo, ironico e ricco di memoria. Il guardaroba si sviluppa in contrasti armonici: abiti chemisier stampati in seta si abbinano a pellicce ecosostenibili a righe bianche e nere; il denim, dal sapore anni Novanta, è impreziosito da bottoni gioiello bombati con galvanica dorata. Il nylon imbottito e trapuntato amplia la proposta oltre la giacca-camicia, introducendo maxi coat e gonne a trapezio. Le gonne assumono identità diverse - dal modello con pieghe iconiche in varie lunghezze alle gonne tubino, chiuse o aperte, con o senza tasconi - incorniciate da impunture doppie che
ne definiscono le linee insieme ai nuovi cuori rossi di resina.
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ALICE YU - Con Intangible Heritage Reimagined, Alice Yu trasforma l’artigianato in Couture contemporanea. Manifatture e dettagli artistici della tradizione cinese vengono incorporati direttamente nella struttura degli abiti, diventando parte stessa della couture e dando vita a creazioni dove arte e moda si fondono in un’unica, potente visione. In collaborazione con gli artigiani della regione del Lingnan, il ricamo tradizionale di Guangzhou viene riletto attraverso la costruzione della couture occidentale, trasformando il drappeggio in architetture indossabili, dove tecnica, cultura e visione si fondono in un equilibrio raffinato.La porcellana Guangcai si reinventa in paillettes intagliate a mano, incise con motivi di litchi e radice di loto e ricamate su pelle di agnello attraverso un dialogo tra tecniche francesi e savoir-faire di Guangzhou.
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ANTONIO RIVA MILANO - Antonio Riva Milano ha presentato Ninfee, una collezione che nasce come omaggio alle atmosfere sospese dei laghetti dipinti da Claude Monet e alla poetica dell’Impressionismo. L’ispirazione si traduce in un linguaggio tessile in cui luce, movimento e riflessi cangianti diventano materia, trasformando ogni capo in un’esperienza visiva e sensoriale. I tessuti sono concepiti come superfici sensibili e in continua trasformazione: trasparenze, velature e sovrapposizioni evocano i dell’acqua, mentre organza liquida, satin e mikado conferiscono agli abiti una qualità quasi pittorica. La palette cromatica richiama i giardini impressionisti, alternando viola e glicine, verdi acidi e profondi, blu intensi, fino a rosa amarena e marron glacé, in un equilibrio dinamico di colori che scivolano l’uno nell’altro.
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ARA LUMIERE - Per la stagione Fall Winter 2026 2027, Ara Lumiere, il brand di moda sostenibile fondato da Kulsum Shadab Wahab, presenta Wounds of Gold, una collezione che indaga il potere trasformativo della moda e restituisce al corpo il suo valore simbolico, estetico e identitario.La collezione attinge alla forza espressiva dei tessuti indiani, intesi come materiali vivi, plasmati dal tempo, dall’intervento umano e dalla riparazione.La palette colori è forte e intensa: l’oro emerge come elemento narrativo centrale, non ornamento ma simbolo di dignità e valore riconquistato. L’argento introduce tensione e modernità, l’avorio suggerisce rinascita, mentre il nero ancora la collezione alla realtà, riconoscendo il trauma senza permettergli di dominare la narrazione.Le silhouette sono strutturate, quasi architettoniche, ma conservano una dimensione di intimità. Giacche e blazer sartoriali si configurano come corazze contemporanee: protettive ma eleganti, rigorose ma sensibili. Le linee sono volutamente irregolari, le proporzioni lievemente alterate e le texture stratificate, a riflettere corpi modellati dall’esperienza piuttosto che da un’idea idealizzata di perfezione.
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ART259DESIGN - La collezione FW 26/27 di art259design rappresenta l’evoluzione estrema di idee perfezionate nel tempo. Una rilettura dell’archivio dove capi esistenti vengono smontati, reinterpretati e trasformati per offrire un’immagine completamente nuova e inedita.Abiti diventano top, spolverini in bull drill si trasformano in giacche/zaino. Nulla viene semplicemente riproposto, ma tutto viene manipolato, migliorato, arricchito di dettagli e ridefinito nelle proporzioni e nella funzione. Capispalla in panno vengono strizzati per ottenere cappotti che meglio seguono la linea del corpo, oppure vengono accorciati per ottenere giacche aclessidra che impostano e strutturano le silhouette. Il twill di lana viene stropicciato e fissato con cuciture a contrasto creando tridimensionalità irregolari. Un invito da parte sua ad apprezzare i capi sempre più da vicino, a notare i dettagli, a scoprire volumi e soluzioni adottate. I capi art259design devono essere presi in mano, scandagliati e osservati in un dialogo tattile e sensoriale.
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BALDININI - Per la Fall Winter 2026/27, Baldinini traccia una nuova traiettoria del proprio linguaggio stilistico, riaffermando l’anima casual inscritta nel DNA del brand e traducendola in un’estetica quotidiana, autentica e misurata.Nella collezione donna il logo si fadiscreto mentre gli elementi metallici si integrano con naturalezza alle tomaie, fondendosi nei volumi. L’utilizzo dell’oro antico nei dettagli segna l’evoluzione della stagione, scaldando pellami lisci, suede e texture materiche con un accento prezioso ma misurato. La palette esplora tonalità sofisticate – ametista, bordeaux, rosa antico– declinando anche le sfumature del Japanese Maple, signature cromatica del marchio. Tra le altre lavorazioni, in collezione ritorna il matelassé, cifra dell’heritage Baldinini reinterpretato in chiave contemporanea, dagli stivali d’ispirazione equestre ai mocassini daily. Tra le proposte, anche una capsule ‘Evening’, che fonde glamour e easy-to-wear.
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BIRKENSTOCK X ETRO - BIRKENSTOCK e ETRO presentano una collaborazione che unisce due storiche maison nel segno di artigianalità, tradizione e individualità. Sotto la direzione creativa di Marco De Vincenzo, i codici distintivi di ETRO — dai motivi Paisleyalle ricche texture — si fondono con l’iconico Boston clog, modello simbolo di BIRKENSTOCK lanciato nel 1976 e prossimo al 50° anniversario nel 2026. Reinterpretato in suede e nappa pregiati, arricchito da ricami e fibbie western personalizzate, il sabotcombina la classica suola con motivo a ossa del brand tedesco con il Paisley ETRO, in una sintesi riconoscibile e sofisticata. La palette naturale, accesa da dettagli metallici, incontra il plantare anatomico in sughero e lattice rivestito in pelle tono su tono, garanzia di comfort e durata nel tempo.
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BORSALINO - La Collezione FW 26/27 di Borsalino è un invito esclusivo. Un private party in cui il gesto sartoriale diventa linguaggio contemporaneo e il savoir-faire si afferma come valore assoluto. Tutto nasce dalla sartoria: tempo, misura e precisione si trasformano in racconto estetico, in un equilibrio raffinato tra tradizione e sperimentazione. Simbolo della collezione è il metro da sarto, che diventa decorazione e segno grafico. Nastri in satin, georgette e gros-grain attraversano superfici e volumi, avvolgendo cupole e tese come fossero doni preziosi. Un richiamo all’idea di oggetto unico, pensato per occasioni speciali, in cui accessorio e stile diventano dichiarazione.Tra i protagonisti anche la pelle, trattata come materia viva e modellata con precisione sartoriale; e il colore che diventa strumento narrativo: modelli tricolor, contrasti t a interno ed esterno, dettagli in marocchino di pelle e gros-grain definiscono un’estetica decisa ma sofisticata.
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BRIONI - La collezione Autunno/Inverno 2026/27 intreccia finemente eredità e contemporaneità, rielaborando i codici stilistici intrisi di carattere e unicità con dettagli inaspettati. Raffinata e indipendente, la donna Brioni sceglie istintivamente l’eccellenza, questa stagione avvolta in una palette che spazia da nuance delicate a tonalità più profonde: argilla, grigio fumo, pesca, blu, marrone, e rosso borgogna. Le giacche, proposte in versioni monopetto e doppiopetto, rappresentano il cuore del mondo sartoriale Brioni. Costruite per accarezzare il corpo come una seconda pelle, grazie ad una caratteristica costruzione leggera che unisce struttura e fluidità. Nell’outerwear, l’innovazione prende forma attraverso contrasti ricercati e tocchi distintivi. I nuovi cappotti monopetto e l’interpretazione stagionale dell’iconica Safari jacket rivelano un colletto lavorato a maglia, impreziosito da una sciarpa removibile, e una cintura di pelle che definisce la silhouette.
Emblema della versatilità, il cappotto reversibile in cashmere alterna tinta unita a quadri, arricchito da inserti in pelle.
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BRUNELLO CUCINELLI - Il rispetto per il sapere della tradizione, l’innovazione creativa e la centralità delle fibre naturali sono i valori imprescindibili della collezione. Ogni elemento rivela un carattere delicato e deciso, seduttivo e sobrio al contempo. Lavorazioni sempre preziose, mai eccessive, danno forma ad un’estetica “country couture”. Il rigore del tailoring incontra suggestioni “rustic romantic”. Nascono contrasti inattesi, armonici, enfatizzatida tessuti femminili e lavorazioni leggere e preziose, pizzi, fantasie e ricami in versione animalier. Linee ortogonali british heritage creano nuovi intrecci: check, pied-de-poule, Principe di Galles, finestrati e tartan si rincorrono in un intreccio di trame, ricami su tessuti, maglie jacquard, sete stampate e persino su shearling.La palette cromatica è parte integrante della trama, non segue la stagione ma si rinnova attraverso la memoria. La gamma di neutri restituisce sensazioni tattili, tridimensionali, prima ancora che visive. Le regole sartoriali si ammorbidiscono senza perdere precisione, formulano un gusto estremamente prezioso, dove il confine tra daywear e party dressing sfuma.
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SORBELLINI - In occasione della Milano Fashion Week, Monsieur Matteo Sorbellini ha inaugurato il nuovo spazio milanese di VIP ROOM all’interno di ROBE ROBERTAEBASTA, il gallery store fondato da Roberta Tagliavini in via Solferino 3, nel cuore di Brera.Il progetto è nato dall’incontro tra Roberta Tagliavini, anima curatoriale di ROBE, e Monsieur Matteo Sorbellini, creativo che negli anni ha trasformato VIP ROOM in una community poetica dove la moda diventa racconto, visione e sperimentazione. L’intesa tra le due realtà si è tradotta in un dialogo naturale tra moda, arte e design, linguaggi che da sempre definiscono l’identità di entrambe. La collezione ha sviluppato un linguaggio che fonde archivio e contemporaneità: bomber tridimensionali fioriti che ampliano la silhouette con leggerezza, denim impreziositi da cristalli e foulard in pura seta, tailleur unisex dalle linee couture anni Settanta abbinati ai pantaloni scultorei “Dinosauro”. Le camicie “Shibuya” hanno unito romanticismo e costruzione sartoriale, mentre sete pure e taffetà - tessuti identitari della Maison – si sono trasformati in trench metropolitani, top balloon e abiti dalla struttura architettonica.
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CAPASA - CAPASA MILANO SHOES COLLECTION debutta con la collezione di calzature FW26/27. Un progetto che unisce argianalità italiana, cultura contemporanea e design rigoroso e distintivo. La collezione, che comprende 26 modelli donna è prodotta in collaborazione con il calzaturificio veneto Peron e distribuita attraverso lo showroom milanese Spazio Coltri, con la visione creativa di Ennio Capasa, fondatore dell’iconico marchio Costume National protagonista della moda internazionale degli anni ‘90 e 2000.La collezione si articola in tre forme, accomunate da un’identità progettuale chiara e coerente. I grasselli sono studiati per coniugare comfort e design, con particolare attenzione all’appoggio del piede: il risultato di uno studio ergonomico sofisticato che garantisce equilibrio e stabilità. Le punte leggermente rialzate facilitano la camminata e accompagnano naturalmente il movimento. La forma a punta, nel linguaggio tipico di Ennio Capasa, è chiodata a mano per enfatizzare gli spigoli e conferirle maggiore tensione e carattere. La forma tonda, altezza 80, presenta uno studio specifico nella cava del piede: una costruzione che amplifica visivamente lo slancio, rendendo l’altezza più decisa e marcata, pur mantenendo equilibrio e proporzione. La forma urbana, ispirata alle scarpe inglesi da uomo con altezza 55, è realizzata con lavorazioni di pelli doppiate e sfoderate, per ottenere una scarpa strutturata ma leggera, costruita ma dinamica.
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CAVIA - Le Chant Des Formes è una collezione invernale concepita. come un canto visivo e materico, dove ogni capo diventa una composizione unica sospesa tra artigianalità, memoria e sperimentazione.Al cuore della collezione c’è la maglieria multicolore realizzata a mano, lavorata in mohair e filati caldi, capace di creare superfici morbide, tridimensionali, quasi pittoriche. Ogni punto porta un ritmo diverso; ogni variazione di colore diventa un accento emotivo. Accanto alla maglieria, capi realizzati a partire da coperte riciclate si trasformano in nuove architetture tessili: pezzi che preservano la memoria del materiale e la traducono in un’identità contemporanea. La collezione include anche tessuti check deadstock, riassemblati attraverso patchwork a forma di diamante, dando vita a geometrie dinamiche che riflettono il tema della forma come struttura in movimento.
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CIVIDINI - Da sempre, CIVIDINI crea capi di "moda… non moda", raggiungendo questo raro equilibrio: rifugge l’iper-design per arricchire ogni creazione di un valore intrinseco. Materiali d’eccellenza lavorati secondo i più rigorosi canoni artigianali danno vita a un’estetica della "normalità ricercata", capace di stupire lo sguardo del consumatore più esigente. Tra gli highlights di questa collezione troviamo: Caban a taglio vivo in panno marinaro rigorosamente marine. Tasche con pattina obliqua. Maglia dolce vita con decorazione pittorica dipinta a mano. Abito girocollo in punto Milano con nervature effetto “piastrelle” irregolari. Pantaloni ampi con due profonde pinces sul davanti in raso di poliestere, cotone e acciaio, CIVIDINI signature. Gonna alla caviglia con volant applicato dal fianco fino all’orlo in crepe di lana stretch. Stola in cashmere con motivi decorativi dipinti a mano Abito in lana merino e lana stretch con motivo a scacchiera, manica corta e leggera linea ad A.
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COCCINELLE - Coccinelle presenta “The Gardener’s Studio”, la collezione Autunno/Inverno 2026: un racconto di femminilità contemporanea che nasce tra i paesaggi romantici della campagna inglese, dove il tempo rallenta e la natura diventa complice discreta di gesti quotidiani, eleganti, essenziali.I materiali della collezione Autunno/Inverno 2026 reinterpretano la poesia discreta del giardinod’inverno attraverso superfici materiche ricche di sfumature. Alle pelli iconiche di Coccinelle si affiancano nuove finiture dal carattere contemporaneo che trasformano la natura in un linguaggio raffinato e distintivo. Il mondo esterno viene riletto attraverso texture che fondono funzionalità, tradizione e romanticismo. Il coated fabric richiama la praticità dei capi cerati,mentre il velluto a coste si arricchisce di ricami floreali, come piccoli germogli che affiorano sulla superficie.
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COLANGELO - La nuova collezione Colangelo Autunno/Inverno 2026 è un percorso identitario di autentica preziosità, espressione di una ricerca qualitativa che si traduce in un’eleganza essenziale e raffinata. Le sfumature del grigio virante al beige scaldano e ammorbidiscono il rigore scultoreo del bianco e del nero dando vita a una silhouette verticale, valorizzata da un accento orizzontale sulle spalle. Mischie nobili di lana, seta e cachemire, insieme a pelli dalla consistenza setosa, fondono la struttura di capispalla e giacche dalle proporzioni prevalentemente oversize, a cui si alternano, in un ritmo armonico, forme più aderenti al corpo. Tagli anatomici definiscono una sensualità sofisticata, sostenuta dalla fluida leggerezza del twill di viscosa diagonale per abiti scivolati, arricchiti da dettagli femminili in pizzo macramè o da mantelle dal movimento fluttuante.
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COLLINI - Per l’Autunno/Inverno 2026–2027, Collini Milano 1937 torna alle proprie radici, riaffermando l’identità più autentica della maison. Firmata dal designer Gianluca Capannolo sotto la guida dell’imprenditore Carmine Rotondaro, la collezione attinge all’eredità del brand fondato nel 1937 e da sempre sinonimo di eccellenza nella pellicceria milanese. Oggi quell’heritage viene riletto con una nuova energia, trasformando i codici d’archivio in un linguaggio della moda contemporaneo.Intitolata Urban Jungle, la collezione si muove in un sofisticato gioco di istinto e raffinatezza, esplorando l'universo delle fantasie ispirate al mondo animale. Tigri, giraffe e zebre animano sete preziose, tele tecniche e velluti in viscosa e seta. Ne prende forma un guardaroba in cui l’allure primordiale incontra il glamour metropolitano: silhouette che uniscono eleganza e carattere, pensate per una femminilità sicura e consapevole. L’animalier non è solo un elemento decorativo, ma il filo conduttore che lega suggestioni esotiche e spirito urbano.
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CURIEL - Il brand svela la collezione FW26 Velvet Palimpsest in occasione della Milano Fashion Week, riaffermando la propria tradizione sartoriale italiana. Presentata presso CASA CURIEL, la boutique flagship della Maison situata in Via Montenapoleone, la collezione esplora il dialogo tra tempo e silhouette, restituendo ai codici stilistici del Brand nuova vitalità ed espressione, lontano dalla rigidità dei modelli canonici. La forza senza tempo del bianco e nero gioca con una palette invernale che si compone di tonalità polverose ma intense. Delicati blush, grigi cenere, ruggine e verdi argilla danno vita ad una gamma cromatica sofisticata che rispecchia lo spirito introspettivo della collezione.
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DES PHEMMES - Per la collezione Fall Winter 26/27, DES_PHEMMES mette in relazione due archetipi opposti: helmut Lang, espressione di un minimalismo radicale fondato su sottrazione e rigore formale, e Luisa Casati, incarnazione di eccentricità, lusso e auto-messa in scena. La collezione si sviluppa nello spazio di tensione che si crea tra questi poli, trasformando rigore ed eccesso in un unico sistema progettuale.
Questa dualità si traduce immediatamente nella palette: total look bianchi e total look neri che azzerano la distrazione cromatica e fanno concentrare lo sguardo su costruzione, proporzione e superficie. Il lavoro sui materiali introduce una seconda polarità. Il coccodrillo, solido e tridimensionale, si contrappone all’eco-pitone in arancio saturo e verde profondo, evocando un registro più sensuale e magnetico. Le forme attingono ai codici del workwear - giacche corte, volumi arrotondati, costruzioni funzionali - ma vengono traslate in superfici preziose: il quotidiano assume uno statuto couture, mentre l’ornamento è disciplinato dalla struttura.
All’opposto, emergono abiti di piume: mini-dress in marabù, cortissimi e stratificati in neri profondi che densificano la superficie.
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ELENA MIRO' - In occasione della Milano Fashion Week, Elena Mirò presenta a Casa Cipriani una selezione della collezione Fall Winter 2026 insieme alla nuova capsule collection Rosso Mirò.La Fall Winter 2026 è un racconto di contrasti sofisticati: le brume dei paesaggi nordici e la luce fredda dell’Atlantico incontrano l’eleganza inglese in una palette dominata da grigi, ghiaccio e bordeaux profondi. Check, righe e jacquard dialogano con tessuti strutturati e volumi equilibrati, tra gonne midi in ecopelle, blazer sartoriali e sovrapposizioni invernali che aggiornano la tradizione con uno sguardo contemporaneo. La capsule collection Rosso Mirò si conferma il progetto iconico del brand. Nella stagione Fall Winter 2026 evolve in un’estetica ancora più essenziale e definita: marrone e gesso accolgono il rosso emblematico, mentre la volpe diventa codice distintivo della linea. Blazer sartoriali, camicie in pelle dalla silhouette fittata, caban jacquard effetto 3D e capi in lana cotta costruiscono un manifesto di femminilità consapevole, raffinata e cutting-edge.
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ERGON - Un mondo che non cerca la perfezione, ma la continuità.
In questo giardino silenzioso, i tessuti delle passate collezioni ‘ergon ritornano — rinati e trasformati in materiali invernali grazie alle trapunte che li modellano. Capi che un tempo appartenevano a un altro momento trovano qui una nuova presenza, una forza più morbida pensata per i giorni più freddi. Imperfect Paradise non ambisce all’impeccabile; abbraccia ciò che evolve, ciò che cambia forma per poter vivere di nuovo. Un promemoria che il presente può essere costruito a partire da ciò che è stato - imperfetto, umano e profondamente reale.
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ERIKA CAVALLINI - Forget Me Not. La collezione racconta l’incontro tra sirene e marinai, trasformando il mare in uno spazio emotivo e onirico, un luogo sospeso, contraddittorio, profondo e magnetico. Palette, materiali e dettagli evocano fluidità, corposità e desiderio. Forget Me Not è un invito a ricordare, a lasciarsi attraversare dal desiderio, a non temere la profondità. All’ingresso della presentazione, una nota olfattiva marina segnava il passaggio verso uno spazio altro, rallentato e silenzioso. Il percorso era guidato da garze e tessuti leggeri che fluivano dal soffitto fino a sfiorare il pavimento, creando trasparenze e giochi di vedo e non vedo, svelato e nascosto, come occhi aperti sott’acqua. L’esperienza immersiva conduceva il visitatore nel cuore di Forget Me Not, collezione che celebra il canto immortale delle sirene: creature che accolgono e riconciliano, simbolo di una femminilità potente e gentile.
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HANITA - In occasione della Fashion Week milanese, Hanita ha svelato la sua collezione Autunno Inverno 2026.27 all’interno delle eleganti sale dell’Hotel Et De Milan.
Nella collezione Autunno/Inverno 2026/27, Hanita trasforma il guardaroba in un viaggio tra emozioni, luci e atmosfere, pensato per la donna moderna che vuole muoversi con naturalezza tra eleganza e personalità. Quattro temi raccontano mondi diversi, ognuno con la propria voce, ma uniti da uno stile riconoscibile, raffinato e senza tempo: Polvere d’Inverno, Verde Passeggiata, Riflessi del Tramonto, Notte Profonda. Hanita FW 2026/27 è una collezione che parla di femminilità versatile e completa, dove la tradizione sartoriale incontra l’innovazione contemporanea. Ogni look diventa un racconto, ogni tema un’emozione da vivere, trasformando il vestire quotidiano in un’esperienza di stile e personalità.
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FABIANA FILIPPI - Il potere del filo, elemento primordiale di ogni creazione, guida il linguaggio visivo e concettuale della collezione Autunno Inverno 2026 di Fabiana Filippi. “Thread of Mastery” si ispira alle opere e alla ricerca creativa dell’artista italiana Maria Lai, e alle imponenti installazioni della giapponese Chiharu Shiota. Prende forma una proposta in cui l’origine stessa del gesto creativo, il filato, si trasforma in intervento sperimentale sui capi. Il potere del filo, elemento primordiale di ogni creazione, guida il linguaggio visivo e concettuale della collezione Autunno Inverno 2026 di Fabiana Filippi. “Thread of Mastery” si ispira alle opere e alla ricerca creativa dell’artista italiana Maria Lai, e alle imponenti installazioni della giapponese Chiharu Shiota. Prende forma una proposta in cui l’origine stessa del gesto creativo, il filato, si trasforma in intervento sperimentale sui capi. Non un semplice dettaglio decorativo, il filo diventa una scrittura materica che percorre la superficie dei capi. Nuove lavorazioni di maglieria, fili bouclé che si liberano in frange, filati vaporosi che evocano la leggerezza delle piume e texture tridimensionali scandiscono il guardaroba di una donna dalla bellezza sofisticata, capace di esprimere la propria personalità attraverso capi pensati per la quotidianità.
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FEDERICA TOSI - La collezione Autunno/Inverno 2026-27 di Federica Tosi nasce da una riflessione profonda sulla materia e sul tempo. Un ritorno all’essenza, dove la sottrazione diventa gesto creativo e la costruzione prende il posto dell’eccesso. SILENT MATTER è la forza silenziosa della qualità d'eccellenza.
È la materia che parla senza alzare la voce. È una femminilità adulta, consapevole, che non ha bisogno di dimostrare: afferma. Le silhouette si allungano, i volumi si ampliano con controllo. I capi accompagnano il corpo, lo proteggono, lo incorniciano. L’abito non è decorazione, ma presenza architettonica. Il capospalla diventa il cuore della collezione. Cappotti in cashmere doppi, costruzioni sartoriali precise, maniche balloon e proporzioni over raccontano un’eleganza strutturata ma avvolgente. Elemento chiave è il cappotto con mantella staccabile. La mantella, rifinita con frange fluide e leggere, introduce una doppia anima: indossata, trasforma il capo in una dichiarazione fashion dinamica e contemporanea; rimossa, lascia spazio a una versione più essenziale e classica. Il Galles viene reinterpretato con energia moderna, mentre caban in cashmere e cady definiscono una quotidianità sofisticata.
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FORTE_FORTE - I codici dello stile british riletti in maniera inaspettata, contemporanea e originale: il guardaroba di forte_forte per l’autunno inverno 2026-27, rivolto a una donna dalla sofisticata e composita personalità. Il Regno Unito con la sua millenaria storia, ma anche con la sua costante capacità di creare tendenze o rileggere la tradizione fanno parte della personalità e creatività di Giada Forte, creative director e fondatrice di forte_forte. A Londra si forma e fa suoi i segreti delle lavorazioni di maglieria più esclusive. La magia Jolly Old England come quella della Swinging London si trasformano nei suoi riferimenti creativi.
La collezione Magnificent reinterpreta tutti questi elementi, dove sono anche evocate le suggestioni dello stile di The Crown, come di Downton Abbey. Mai solo citate, costantemente reinventate nel nome di un’eleganza misurata. La scelta cade su nuove forme e nuovi format creativi, capi rotti e interrotti da abbinamenti inattesi.
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FRACOMINA - Il brand ha presentato in anteprima la collezione Fall Winter 2026–27 con un evento esclusivo in concomitanza della Fashion Week di febbraio, all’interno della boutique di Via Manzoni 37 a Milano, che per l’occasione si trasforma in uno spazio immersivo e celebrativo dedicato all’essenza più autentica del brand: il denim. Questo per Fracomina rappresenta il vero DNA del marchio: unconventional e riconoscibile, definito da applicazioni iconiche, lavaggi sofisticati e vestibilità studiate per valorizzare le diverse forme femminili. La linea Denim Signature, espressione dei fit storici e continuativi del brand, introduce per la Fall Winter 2026 27 il nuovo barrel fit (balloon): una silhouette contemporanea caratterizzata da volumi arrotondati lungo la gamba che si restringono alla caviglia. Il modello è proposto in diverse tele e varianti – grey e black denim, denim fisso, versioni con spandex fino al bull spandex – per coniugare struttura, performance e comfort. Questo nuovo fit amplia l’offerta dei modelli continuativi e dialoga con capi outerwear di stagione, come la denim jacket con pelliccia oversize abbinata ai nuovi balloon, in un equilibrato gioco di proporzioni e volumi.
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FURLA - In occasione della Milano Fashion Week di febbraio 2026, Furla presenta una capsule collection speciale che rivisita due delle sue borse iconiche - Furla Iride e Furla Moonstone - attraverso materiali e colori inediti. Una limited edition che esplora materiali raffinati ma anche bold come il watersnake e il suede, ognuno con texture e carattere distintivi, a testimonianza del know-how di Furla nella lavorazione dei pellami e nella ricerca cromatica. Furla IrideIcona indiscussa del brand, Furla Iride torna per questa capsule in un ’interpretazione audace, realizzata in watersnake, per valorizzare il know-how di Furla nella lavorazione dei pellami.Ispirata alla natura, la Iride è proposta in una palette cromatica vivace, che spazia dai toni morbidi e organici di Aura, Tabacco e Avocado fino ai colori più accesi e brillanti di Aperitivo, Girasole e Viola, esprimendo perfettamente lo spirito vivace di Furla. Furla Moonstone invece, New entry della collezione SS26, reinterpreta l’eleganza contemporanea attraverso linee geometriche pulite e una silhouette a sella dalle forme scultoree, completata da cinturini asimmetrici. Con tracolla regolabile, dettagli cilindrici e due elementi Sfera, la Furla Moonstone Shoulder Bag è un accessorio sofisticato e armonioso, come un giardino zen. Una borsa unica nel suo genere, che unisce il meglio del design e della maestria artigianale italiana.
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GAIA SEGATTINI KNOTWEAR - SPRINGA COLLABORATION- La collaborazione tra Springa e Gaia Segattini Knotwear nasce dall’incontro di due brand che condividono una stessa visione: lavorazione d’eccellenza made in Italy, recupero consapevole delle risorse e approccio creativo al prodotto. Da questa affinità nasce un progetto inedito: una sneaker vulcanizzata in maglieria, prima nel suo genere, che unisce competenza manifatturiera, sostenibilità e forte personalità espressiva. Il fondo è costruito a mano in gomma naturale e vulcanizzato in autoclave in Puglia attraverso il processo esclusivo di Springa, mentre la tomaia è realizzata con teli smacchinati in cotone rigenerato provenienti dagli scarti produttivi della filiera marchigiana Gaia Segattini Knotwear; il tirante al tallone è lavorato a uncinetto e il laccio doppio, elemento iconico del brand calzaturiero, deriva da giacenze produttive. Anche il packaging riflette la filosofia della collabo: una scatola pensata per durare, laserata su doppio cartone e legno naturale, prodotta nelle Marche e decorata con il pattern optical istituzionale di Gaia Segattini Knotwear. A completare il progetto, il pompon laterale staccabile introduce una nota ludica che richiama lo spirito giocoso del brand di maglieria.
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GEOX - Geox sottolinea con la Collezione Footwear Donna Autunno-Inverno 2026 gli ingredienti della sua identità unica e quelle combinazioni vincenti che ne hanno decretato il successo. Stivaletti in tutte le varianti: alti, bassi, stringati e non. Sneakers in una molteplicità di stili. Ma anche mocassini e diverse opzioni di modelli con tacco, ma sempre rigorosamente comodo. Il ricco mondo di Geox non pone limiti sull’offerta delle tipologie, ma con una costante: mettere sempre al primo posto prestazioni, funzionalità e traspirazione.Così si conferma al centro della Collezione Footwear Donna, anche nella stagione invernale, la tecnologia Fast In. Lanciata da qualche stagione, è diventata rapidamente uno dei pilastri del brand, sia per riconoscibilità che per successo. La sua peculiarità? Regalare a chi la sceglie: semplicità, tempo e un nuovo livello di benessere.Le proposte più sofisticate sono quelle Spherica Plus dove il profilo slanciato è sottolineato nella sua struttura dalle combinazioni cromatiche, mai a contrasto, e dagli inserti in nappa metallizzata abbinati alla pelle scamosciata. Fast In si presenta così come una grande famiglia, dove ogni calzatura esprime sé stessa, valorizzando le proprie qualità e il proprio stile, ma dove tutte sono legate dallo stesso valore condiviso. Un gruppo questa stagione ancora più inclusivo grazie a un nuovo e importante ingresso: i modelli Waterproof, che garantiscono un equilibrio perfetto tra massima traspirabilità e impermeabilità.
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GIANNI CHIARINI - Gianni Chiarini Firenze svela la sua Collezione Autunno/Inverno 2026-27, un viaggio affascinante tra arte, storia e meraviglia che attinge direttamente dal patrimonio culturale fiorentino più prezioso: la Tribuna degli Uffizi, voluta da Francesco I de’ Medici all’interno del celebre Palazzo. Come in una moderna Wunderkammer, le straordinarie "stanze delle meraviglie" rinascimentali che custodivano oggetti eccentrici e pregiati provenienti da ogni angolo del mondo, la nuova Collezione trasforma ogni borsa in un tesoro da scoprire e in un elemento unico da celebrare.
La nuova icona di Gianni Chiarini Firenze SIENNA torna protagonista nella preziosa pelle effetto struzzo, disponibile nelle versioni media, mini e micro. Il tessuto è un raso stampato che riproduce la texture naturale dell'animale su un insolito supporto morbido e setoso, creando un contrasto affascinante tra tradizione e innovazione. Il celebre modello DUA si rinnova invece un due versioni straordinarie. Nella prima, una preziosa pelle stampa anguilla, lucente e vibrante, dona un aspetto leggero, sofisticato e contemporaneo alla borsa, completata da un’inedita fodera in fantasia paisley. La bag signature Helena Round ritorna in dimensione maxi, avvolta da una morbida pelle scamosciata o in pelle cavallino dall’esotico motivo leo o zebrato, con infilature dal tocco prezioso realizzate a mano.Un evergreen che continua a raccontare eleganza e autenticità, mantenendo il suo fascino senza tempo.
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GIANVITO ROSSI - Per la collezione Autunno-Inverno 2026, la visione di Gianvito Rossi prende forma nell’atmosfera elegante e raccolta di un giardino d’inverno, uno spazio definito da architetture leggere, pervaso da una luce che mette in risalto linee e proporzioni. Un ricamo floreale in pelle esprime il lato più romantico della collezione: il motivo richiama la leggerezza del pizzo, declinandola in un disegno distinto e preciso, mentre intagli e rilievi delineano superfici tridimensionali che vibrano alla luce. Eleganti piume introducono leggerezza e movimento. Applicate su décolleté e sandali in diverse tonalità, animano le silhouette con un ritmo delicato. Su una piccola pochette diventano un dettaglio distintivo e riconoscibile. Il nero trova la sua espressione più intensa e profonda, che valorizza le forme e i volumi rivelando una
femminilità essenziale e ricercata.
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GIANLUCA CAPANNOLO - Per la stagione Autunno/Inverno 2026, Gianluca Capannolo presenta una collezione che rende omaggio all’arte materica di Alberto Burri, reinterpretando i codici dell’arte povera attraverso un linguaggio sartoriale contemporaneo. I segni dell’artista - il craquelé e le texture ruvide - diventano spunti visivi e tattili che prendono forma in capi dalla forte identità, costruiti attraverso tagli netti, sovrapposizioni e macchie pittoriche.Il tema centrale della collezione è l’esplorazione della tecnica del taglio vivo (Raw Edge), che elimina il superfluo e lascia emergere la natura autentica dei materiali. Tweed double di lurex, lane pregiate e superfici viniliche vengono trattati come vere e proprie tele, in cui il segno diventa struttura. Il risultato è una seriedi capi grafici, leggeri e sofisticati, caratterizzati da un’eleganza essenziale ma dal forte impatto visivo. La palette cromatica s ispira al mondo materico e ai toni vibranti dell’arte moderna.
Colori come Ottanio, Verdeoliva e Turchese dialogano con il vibrante Blu Klein, omaggio diretto all’artista francese. Accenti caldi - bordeaux, rossi, fucsia, arancio, marroni e nocciola - si intrecciano a tocchi di malva, creando armonie ricercate e inattese.
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HOGAN - La collezione Autunno/Inverno 2026-27 coincide con i quarant’anni di Hogan e nasce da una rilettura contemporanea degli archivi del marchio, fondato nella Milano degli anni Ottanta. Un periodo caratterizzato da architetture rigorose e da una cultura del vivere consapevole, in cui stile, individualità e libertà di espressione diventano strumenti di affermazione personale.Elemento distintivo della stagione è la reinterpretazione del dettaglio ad “H”, presentato in proporzioni rinnovate: un segno discreto ma immediatamente riconoscibile, applicato a calzature e accessori. La ricerca materica si esprime attraverso nuove lavorazioni e superfici, motivi animalier,
pied de poule, inserti metallici, maglie texturizzate e dettagli gioiello con strass. Le calzature, tra sneakers, mocassini e boots, coniugano versatilità e comfort. Ogni modello nasce da un’attenta cura per costruzione e design, valorizzata da pellami di altissima qualità e da un approccio stilistico innovativo. La proposta si completa con ready-to-wear e accessori come le borse pensate per accompagnare l’intera giornata.
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MAX MARA - WEEKEND MAX MARA presenta a Milano la nuova Signature Collection FW26 "INTO THE FOREST", realizzata in collaborazione con Robert Rabensteiner: un suggestivo ossimoro tra natura e città, tra giornate trascorse sulle Alpi e serate dedicate ad eventi culturali. Questo nuovo progetto è stato realizzato in collab con Robert Rabensteiner, stylist e già fashion editor-at-large di L'Uomo Vogue, considerato una delle figure più influenti nel settore del menswear grazie al suo stile capace di fondere eleganza eclettica e raffinata nonchalance. La collezione "Into the Forest: A Weekend with Robert Rabensteiner" nasce come un omaggio alle radici del designer, delineando il guardaroba di una donna intellettuale e dinamica che si sposta con naturalezza tra la quiete della natura e il fermento culturale delle città d'arte. L'essenza del progetto risiede nell'eleganza del contrasto: Rabensteiner fonde elementi maschili e femminili, capi iper-classicie accenti contemporanei, dominando l'arte del layering (la vestizione a strati). Si tratta di una collezione funzionale e sofisticata, pensata per una donna che cerca un'estetica autentica e senza tempo, capace di adattarsi a ogni contesto - dal bosco al circolo intellettuale - senza mai perdere in eleganza.
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JIMMY CHOO - Per l’Autunno, Jimmy Choo festeggia il suo 30° anniversario con una collezione che bilancia spirito giovane e savoir-faire, fondendo linee sofisticate ed energia dinamica. Protagonisti assoluti sono gli stivali, declinati in un guardaroba completo che spazia dai modelli al ginocchio dal tacco basso alle versioni western fino alle proposte più audaci da sera. Al centro, l’iconico BIKER viene reinterpretato in pelle liscia e suede, riaffermando il suo status di classico contemporaneo. Una visione che unisce carattere, versatilità e artigianalità, pensata per accompagnare con naturalezza dal giorno alla notte.
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KITON - Per l’Autunno–Inverno 2026/27, Kiton traduce la propria visione della collezione Donna in un manifesto silenzioso: la nobiltà del fare come espressione di identità. Non un ideale, ma una pratica quotidiana fatta di coerenza, precisione e rispetto. La collezionenasce da questa consapevolezza profonda: riportare il DNA al centro di ogni scelta, affinché ogni capo sia una testimonianza autentica dell’essenza del brand. Il punto di partenza è il tailleur, nella sua verità più pura. Giacca, cravatta, pantalone: un codice apparentemente maschile che viene reinterpretato con volumi ampi, linee sinuose e proporzioni contemporanee. È un’eleganza che non imita, ma evolve. Da qui prende forma l’ omaggio alla sartoria inglese e agli “abiti del Duca di Windsor”: fantasie micro pied-de-poule e principe di Galles, pantaloni leggermente più corti e più generosi nei volumi, spalle definite ma mai rigide. Un equilibrio calibrato tra struttura e libertà.
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LE SILLA - Un viaggio silenzioso oltre l’orizzonte visibile. La Fall Winter 2026/27 di Le Silla, ‘Destinazioni Invisibili’, esplora territori interiori, tra materia e luce, memoria e trasformazione. Palette profonda e notturna: viola Verbena, verde Jaen, grigio Boston, ottanio Tulum, rosso Marte. Toni freddi attraversati da accenti vibranti. Le asimmetrie della linea Futura ridisegnano le silhouette con tagli inattesi e scolli irregolari. Manifesto di questa tensione progettuale, il nuovo stivale sotto la caviglia in morbida pelle nera, slanciato da un tacco a spillo di 120 mm. La stessa filosofia si ritrova in mule e pump, dove una nuova idea di nudo trasforma l’apertura in segno distintivo, valorizzata in pelle nera e vitello verniciato effetto craquelé. Le décolleté e slingback Amelia con scollo quadrato in vernice o satin nei colori di stagione affiancano stivali a tubo in vinile nero o stropicciati verde Jaen. L’iconico spillo è firma di una femminilità affermata. Sandali leggeri e impalpabili arricchiscono la collezione, come le mule Bella dal design essenziale, i sandali Shirley dalla tomaia incrociata, i sandali Embrace con delicati listiniintrecciati, e Rose, arricchiti da una scenografica decorazione floreale sulla tomaia. Il satin e la vernice esaltano le nuance di stagione, accanto ai toni signature della maison, tra cui il marrone Sacher, rosso Cherry e blu Sailor, amplificando contrasti e profondità. Due nuove proposte su plateau 40 mm e tacco largo: sandali Resort con tomaia a incrocio e stivali Nora al ginocchio e alla caviglia, punta tonda daily ma stile deciso.
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LES FILLES D'EVA - Per l’Autunno-Inverno 2026/27, Les Filles d’Eva presenta una collezione che si struttura come un racconto di viaggio identitario, in cui la moda diventa linguaggio culturale e strumento di pensiero.La protagonista torna ad essere una piratessa borghese, studentessa d’Arte nella Venezia degli anni ‘30: una donna colta e inquieta, sospesa tra rigore estetico e impulso irregolare. Venezia è il suo punto di partenza, città-matrice tra decadenza e avanguardia, dove la figura di Peggy Guggenheim diventa riferimento ideale di libertà intellettuale e convivenza
armonica tra classico e moderno. Un ricamo di quadrifoglio veneziano attraversa l’intera collezione come filo conduttore visivo e simbolico.Volumi avvolgenti di nappe, pizzi seamless senza cuciture né bisogno di stiratura, stivali alti e affusolati, borse in suede nei toni della terra accompagnano il passaggio tra continenti, come tracce materiali del viaggio. Nei bauli della protagonista attendono anche due abiti da sposa: bustini e crinoline in pizzo francese dentelle, omaggio a una memoria materna potente, a una femminilità che abitava Venezia tra corsetti e petali di chiffon. Abiti custoditi come promessa, pronti a celebrare il ricongiungimento con l’amore perduto.
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MAFI - MAFI - Il brand di moda contemporaneo fondato dalla designer etiope Mahlet Afework, debutta a Milano con un esclusivo dialogo tra due collezioni – Haset e Zellan. Per l’occasione, la designer ha scelto di presentare insieme due collezioni complementari, creando un dialogo inedito tra stili eispirazioni. Haset, che in amarico significa “felicità”, esprime leggerezza, sicurezza silenziosa e comfort. Linee fluide, silhouette rilassate e accenti sportivi leggeri si uniscono a una palette di bianchi, gialli caldi, neri e toni del verde e blu, per capi pensati per il movimento quotidiano e l’ottimismo emotivo. Zellan, invece, trae ispirazione dal popolo Afar dell’Etiopia, portando in scena una forza più strutturata e visivamente intensa. Giacche, pantaloni e abiti si caratterizzano per geometrie audaci e contrasti grafici, nero e rosa, nero e bianco, blu profondi, evocando resilienza, chiarezza e una forte identità culturale.
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MALLONI - Malloni presenta Nu-Rêverie, la collezione FW 26/27 che apre un nuovo capitolo nel racconto del brand, riaffermando il legame profondo e originario con l’arte come forma di espressione e linguaggio da indossare. Un progetto che nasce dalla volontà di trasformare la memoria sartoriale e artistica di Malloni in una visione contemporanea, dove ricerca, costruzione e artigianalità diventano elementi fondanti di un’estetica consapevole. Nu-Rêverie non è un esercizio nostalgico, ma una riattivazione attuale della storicità del marchio. Le applicazioni floreali in tessuto e pelle, i ricami, i plissé e le lavorazioni manuali emergono come segni concreti di un savoir faire che da sempre dialoga con il mondo dell’arte, traducendone sensibilità, stratificazioni e tensioni in forma e materia. Ogni intervento artigianale diventa gesto espressivo, ogni dettaglio un frammento di narrazione visiva.
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MANILA GRACE - Con la Fall Winter 2026/27, Manila Grace sviluppa una collezione articolata e strategica, costruita su più direzioni stilistiche che convivono all’interno di una visione coerente e riconoscibile. La proposta rafforza l’identità contemporanea del brand, ampliando il dialogo tra daywear urbano, suggestioni heritage, estetica sportiva e una nuova dimensione evening.
Il racconto cromatico accompagna questa evoluzione con una palette ampia e calibrata: dalle tonalità luminose e acide ai marroni profondi, dai caramello e miele ai verdi naturali, fino ai neri intensi della proposta serale. Il colore diventa strumento narrativo e elemento strutturale dell’immagine di collezione.
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MANTU - La collezione Autunno/Inverno 2026-27 di Mantù si sviluppa come una ricerca di equilibrio tra rigore e fluidità, dove la materia diventa linguaggio e la superficie si carica di significato. La femminilità che emerge è consapevole, misurata: una presenza silenziosa ma incisiva, definita attraverso dettagli, texture e colore. La ricerca dei tessuti è il cuore pulsante della collezione. Il tweed tridimensionale struttura cappotti e silhouette sartoriali con un senso di solidità contemporanea, mentre la viscosa fluida introduce movimento e leggerezza, accompagnando il corpo con naturalezza. Il fresco di lana bilancia costruzione e comfort, alleggerendo le forme senza rinunciare alla precisione del taglio. Accanto a questi, un cotone speciale dall’effetto velvet sorprende per profondità e tattilità, assorbendo e riflettendo la luce in modo morbido e sofisticato.La palette cromatica amplifica questa narrazione sensoriale, alternando toni intensi e avvolgenti a una base piùneutra e controllata. Il giallo senape illumina la collezione con una nota calda e vibrante, il verde militare introduce una sfumatura sofisticata e contemporanea, mentre il viola e il rosso amaranto aggiungono profondità ed energia, costruendo contrasti eleganti e mai eccessivi.
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MOJA ROWA - MOJA ROWA è un brand di moda indipendente fondato da Yelena Mojarova e Benedikt Sittler. Radicato nell’arte, nello storytelling e in un design emotivo, il progetto unisce artigianalità e ricerca visiva per creare capi pensati per essere indossati, vissuti e amati nel tempo.Oggi MOJA ROWA ha sede sulla costa adriatica italiana e continua a crescere come progetto artistico e umano. Le collezioni si sviluppano attraverso una ricerca attenta sui materiali, produzioni contenute e un dialogo costante tra struttura ed emozione. Onesto, diretto e libero, MOJA ROWA celebra l’imperfezione come segno di autenticità. Non insegue le tendenze, ma propone capi che diventano una sorta di uniforme per la vita reale: intimi, espressivi e durevoli. Oltre agli abiti, il brand costruisce relazioni attraverso pop-up, presentazioni e collaborazioni, dando forma a un universo in cui la moda diventa esperienza, connessione e racconto.
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MOORER - La collezione Donna Fall/Winter 2026–27 di MooRER esprime un’eleganza contemporanea e raffinata, plasmata da materiali esclusivi e una meticolosa artigianalità. Pensata per donne che apprezzano qualità, equilibrio e versatilità, propone un guardaroba in cui comfort e sofisticazione convivono armoniosamente.Linea Eccellenza rappresenta il vertice dell’offerta MooRER, con materiali rari come il baby cashmere, lo shearling merino spagnolo e la seta pura trattata. Zip con finitura inoro 18kt, bottoni in madreperla e inserti in suede evidenziano l’attenzione ai dettagli del brand. La palette si concentra su tonalità morbide e naturali, beige, grigio colomba e sfumature di blu, valorizzando la ricchezza dei materiali e l’eredità sartoriale. Il Long Yarn Project utilizza fibre di cashmere più lunghe per garantire maggiore durata, resistenza al pilling e colori più profondi e stabili. MooRER CITY ICON: questa linea speciale di outerwear celebra Verona, New York e Miami attraverso stampe interne. Ilcappotto 3-in-1 PEGASO-S-VERONA unisce un corto mantello in cammello a una giacca interna staccabile, fondendo stile, trasformabilità e storytelling.
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PANGAIA - presenta la collezione Autunno-Inverno 2026, la prima realizzata dal suo studio di design con sede a Milano, guidato da Kevin Grandal. Precisione e misura definiscono questa nuova era. Il movimento informa ogni dettaglio, dando vita a un guardaroba che si adatta a diversi contesti, dalla casa alla strada, dal lavoro al viaggio. Realizzati con materiali organici, riciclati e bio-based, ogni capo si adatta alle trasformazioni della vita, creando un dialogo tra innovazione e intenzione, dove la scienza incontra il ritmo della vita moderna. Le silhouette sono rilassate ma studiate. I volumi sono controllati, le proporzioni equilibrate e i capi si muovono con il corpo, mai contro di esso. Ogni pezzo si adatta naturalmente ai contesti mutevoli, dall’intimità del vestirsi al ritmo della città. Facilità e intenzione sono sempre presenti: comfort e raffinatezza coesistono in un guardaroba discreto, sicuro di sé e versatile.Il womenswear è definito da drappeggi fluidi e strutture morbide. Abiti, gonne, jersey stratificati e maglie a costine tattili costituiscono una base ponderata che unisce comfort e raffinatezza. Felpe con sciarpe integrate introducono nuovi elementi di layering, mentre orli a palloncino, gonne arricciate e dettagli scultorei offrono protezione senza restrizioni. Cape e giacche boxy con maniche scese aggiungono volume e dimensione sopra strati seconda pelle.
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PE DE CHUMBO - C'è qualcosa che permane quando tutto il resto si dissolve. Una traccia. Una densità nell'aria. Una presenza quasi impercettibile che si rifiuta di scomparire. BETWEEN WHAT REMAINS emerge da questo territorio silenzioso, non dall'evidenza, ma da ciò che persiste. La collezione esplora lo spazio intermedio: tra materia e memoria, tra corpo e assenza, tra gesto e tempo. Le silhouette sono sobrie, raffinate nella loro essenza. La costruzione privilegia precisione e permanenza: cappotti strutturati, abiti che seguono il corpo con controllo, look coordinati che bilanciano forza e fragilità. Non c'è eccesso, solo intenzione. I tessuti rafforzano questo senso di durata. Lane dense, voluminose e strutturate; texture che assorbono la luce e creano profondità. La palette si muove tra toni neutri e minerali, dove il rosso non è solo colore, ma presenza. La collezione non narra una storia lineare. Abita l'intervallo. Si interroga su cosa resiste quando il rumore si placa. Cosa rimane quando la superficie scompare.
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PHAN DANG HOANG - Per l’Autunno/Inverno 2026 2027, Phan Dang Hoang presenta Lacquer, una collezione che rilegge la tradizione vietnamita attraverso una grammatica sartoriale attuale, mettendo in dialogo memoria, savoir-faire e prospettiva internazionale. Il progetto sarà presentato all’interno del Fashion Hub della Camera Nazionale della Moda Italiana, ospitato per questa edizione nelle sale di Palazzo Morando a Milano. Il racconto creativo si intreccia ai ricordi personali del designer, paesaggi, natura, tecnica, frammenti d’infanzia, tradotti in volumi definiti e dettagli elaborati. La collezione accoglie una visione fluida del guardaroba, con un approccio espressivo che unisce rigore formale e tensione decorativa. Tailleur, abiti da sera e creazioni sartoriali sono realizzati a mano anche in collaborazione con villaggi vietnamiti custodi di competenze tramandate nel tempo, oggi reinterpretate in chiave contemporanea e internazionale.
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MAX&Co - In occasione della Milano Fashion Week, MAX&Co. e MAX&Co. Eyewear hanno riunito stampa internazionale e tastemaker per l’esclusivo appuntamento “Breakfast Clubbing - Take a Break from Fashion Week”.Il Breakfast Clubbing è stato l’occasione per presentare ufficialmente Paloma Le Friant come Brand Ambassador di MAX&Co. Eyewear e volto della nuova campagna pubblicitaria Primavera/Estate 2026 di MAX&Co. DJ, modella e digital creator, Paloma è una figura emergente nel panorama internazionale della moda e del lifestyle. Figlia del celebre DJ e producer francese Bob Sinclar, Paloma ha animato la mattinata con un live dj set d’eccezione, rappresentando perfettamente lo spirito audace e anticonvenzionale del brand. La nuova collezione primaverile si distingue per un’estetica fresca e versatile, capace di raccontare una femminilità raffinata e contemporanea.
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PIERRE -LOUIS MASCIA - Pierre-Louis Mascia prosegue il viaggio nella sua filosofia estetica, un percorso in cui arte e ispirazione si intrecciano costantemente, guidando ogni gesto creativo. La Collezione Autunno/Inverno 2026-27 nasce da questo dialogo, da un gesto arcaico e profondo: l’atto della divinazione, non come semplice esercizio estetico, ma come tensione fisica e spirituale, un attraversamento che trasforma l’atto creativo in esperienza sensibile. In questo racconto, i tessuti sono superfici da interrogare. Le stampe si fanno linguaggio. Come le venature delle foglie, le macchie sulle ali di una farfalla, i geroglifici nascosti nella trama grafica, ogni segno contiene una parola. Ogni parola contiene un presagio. Un presagio che sembra annunciare che tutto andrà in frantumi. Immagini di mondi spezzati, di futuri incerti, si affollano nella mente, come nei film sulla fine del mondo, dove i costumi non sono nuovi, ma costruiti dai resti di ciò che è sopravvissuto - detriti salvati, frammenti ricomposti. Anche qui, i vestiti diventano armature, ricostruzioni poetiche di ciò che resiste: la bellezza emerge dall’assemblaggio, dalla sovrapposizione. Un abito come talismano. Una sciarpa come protezione. Una camicia come pelle viva.
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PLAN C - Per la stagione Autunno/Inverno 2026, Plan C prosegue la sua esplorazione nel mondo dei contrasti, costruendo un guardaroba in cui codici maschili e femminili convivono in un dialogo costante, all’incrocio tra utility e couture, funzionalità ed espressione scultorea. Radicata nel workwear e in una sartorialità genderless, la collezione si fonda su silhouette classiche del guardaroba maschile - completi, field jacket, bomber, pantaloni e camicie - progettate con precisione e pensate per la quotidianità. Queste forme familiari vengono rielaborate attraverso proporzioni inattese, dettagli raffinati e gesti ispirati alla couture. Questa stagione introduce una dimensione più scultorea. Volume e forma diventano centrali, con peplum e baschine sovrapposti a look maschili. Realizzati in paillettes, cotone, duchesse e felpa, questi elementi danno vita a ibridi intenzionali. Un bomber in flanella sartoriale, impreziosito da paillettes e rifinito con revers in stile blazer, incarna perfettamente la tensione tra eleganza e funzione.
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POLLINI - Per la stagione Autunno Inverno 2026, Pollini guarda alla propria identità con uno sguardo nuovo, mettendo in dialogo generazioni diverse attraverso un’estetica condivisa fatta di eleganza naturale e autenticità. L’artigianalità italiana rimane il punto fermo, ma si apre a una sensibilità contemporanea che rende la collezione fluida, trasversale, inclusiva. Le silhouette sono pulite, definite, ma mai rigide. Gli stivali al ginocchio, dalla linea dritta e tubolare, reinterpretano la struttura Cavaliere con morbidezze in suede e shearling tono su tono, combinando calore e raffinatezza.
L’ispirazione Western attraversa la stagione in chiave sofisticata: camperos rivisitati, ricami grafici, contrasti materici e dettagli luminosi dialogano con costruzioni solide e proporzioni allungate. Il tacco gioiello diventa protagonista: una piccola scultura che riproduce un effetto squame tridimensionale, capace di catturare la luce senza eccessi. Le linee sono slim, aderenti, essenziali. La fibbia d’archivio ritorna come segno identitario, un ponte discreto tra passato e presente. Accanto alle nuove proposte, le forme iconiche si consolidano. Strutture architettoniche, suole importanti, suggestioni maschili reinterpretate con eleganza contemporanea. Il dialogo tra vitello liscio e stampa Mini Zebra introduce un accento grafico deciso ma misurato, mentre le costruzioni in cuoio esprimono solidità e carattere.
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PORTS - La collezione Autunno/Inverno 2026 di PORTS 1961 è incentrata sulla figura della viaggiatrice e celebra il 65° anniversario della Maison con un guardaroba per la donna che si muove con disinvoltura tra città, ambienti e ruoli. Sviluppando i codici di design raffinati della Maison e rifacendosi allo statement di Luke Tanabe, suo fondatore, «Sogno di fare colazione nel Sahara e cenare a New York», la collezione veste una viaggiatrice moderna che privilegia chiarezza, funzionalità e sobria raffinatezza. Dialogo tra estetica e artigianalità. La collezione si sviluppa come un percorso che oscilla tra struttura e leggerezza. La donna di PORTS 1961 utilizza l’abbigliamento come linguaggio di libertà, movimento ed espressione. Tra un impegno e l’altro, in aeroporto o avventurandosi in varie città, esprime una sicurezza femminile assertiva e uno sguardo attento sul mondo: il suo guardaroba nasce da un dialogo continuo tra estetica e artigianalità. La palette costruisce una base senza tempo: mentre il nero, blu navy, grigio scuro, avorio e cammello restano saldi, il verde militare, avio, rosa, rosso e marrone apportano un carattere più pragmatico.
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REDEMPTION - Il lavoro del direttore creativo Gabriele Bebe Moratti esprime un perfetto equilibrio tra sartorialità meticolosa ed elegante e influenze punk-rock di fine anni settanta. Elementi che, nel corso degli anni,sono diventati la firma distintiva del brand. Nella collezione prende forma un’opulenta ribellione: un gioco dichiarato di contrasti che cattura lo spirito del mondo contemporaneo. Per Redemption, la moda è sempre un atto creativo che mantiene uno sguardo lucido sulla realtà. Per enfatizzare questa tensione, Moratti utilizza materiali delicati come georgette lurex, velluti devorati e rasi martellati, accostandoli a tessuti più corposi e intensamente lavorati quali broccati, paillettes, tweed ricamati ed ecopelle. La palette cromatica sisviluppa attorno ad un ricco mix di viola e rosso, accanto al classico bianco e nero, illuminati da accenti metallici. Il risultato finale è fedele all’etica Redemption: raffinata sensualità ma carica di forza; eleganza con un twist urbano e ribelle.Protagonisti della collezione sono sicuramente gli abiti, sia lunghi che corti. Fluidi,sensuali, caratterizzati da profonde scollature sia davanti che dietro. Modernità senza tempo e orgogliosa manifattura italiana, pilastri del brand, emergono invece in giacche regimental, redingote e corsetti strutturati.
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RENE CAOVILLA - In occasione della Milano Fashion Week, Maison Rene Caovilla presenta la collezione Autunno-Inverno 2026/27, espressione di una femminilità contemporanea, consapevole e sofisticata. L’estetica nasce dal dialogo tra istinto e seduzione, dove un motivo grafico irregolare crea ritmo e profondità, conferendo dinamismo e carattere alle calzature. Il rosso intenso, vibrante e sfaccettato, illumina ogni passo come una scintilla nella notte, sublimando l’eleganza in energia. Pump, slingback e sandali compongono la nuova famiglia Allura, tessendo un universo raffinato in cui savoir-faire e creatività si fondono con la tradizione Rene Caovilla. La tomaia in rete trasparente lascia intravedere un delicato motivo maculato, mentre i cristalli tono su tono, ricamati a mano, amplificano il gioco di trasparenze e riflessi. Declinato in deep red, nero e marrone soft, Allura unisce eccellenza artigianale,
costruzione impeccabile e cura nei dettagli. Per la stagione, torna protagonista la celebre icona Galaxia che si veste dello stesso disegno, in un mix di pelle lucida e una nuova rete semitrasparente punteggiata di cristalli a regalare movimento e vitalità. Il sandalo Onda coniuga minimalismo, artigianalità e spirito seduttivo. I cinturini ricoperti di cristalli disegnano una linea fluida che avvolge la caviglia e risale lungo la gamba, trasformando l’iconico serpente in una dichiarazione di glamour contemporaneo. Nelle varianti nero, bianco e rosso intenso, oltre all’audace interpretazione leopardata, il modello riprende il motivo sensuale dell’onda già apparso su pump e clutch, elevandolo a firma distintiva.
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RODO - Un viaggio creativo che nasce dall’archivio e dialoga con il presente. La collezione reinterpreta l’iconico intreccio di metallo, riportandolo alla luce su fibbie e baulotti attraverso un linguaggio contemporaneo, prezioso e inaspettato. Al calare della sera, la fantasia prende forma. Ali di farfalla, fiori e croissant gioiello animano borse che brillano grazie a lavorazioni raffinate - cristalli, ricami e perle - dando vita a una femminilità onirica, vivace e luminosa. Borse e scarpe si trasformano così in piccoli oggetti d’arte: modelli tridimensionali, applicazioni floreali e volumi scolpiti che raccontano poesia e movimento. L’intreccio resta protagonista anche nella proposta daywear, fondendosi con lavorazioni artigianali per definire silhouette originali e dal carattere deciso. L’animalier esplora texture e pattern intensi, dall’anguilla alla stampa ghepardo, per un’eleganza audace e di forte impatto visivo. La collezione di calzature si arricchisce di un nuovo tacco, declinato in diverse lavorazioni e pensato per accompagnare con naturalezza il giorno e la sera. Ogni modello rivela dettagli che celebrano il savoir faire: costole strutturali e cuciture a vista esaltano la costruzione e la manualità, trasformando la scarpa in una vera e propria scultura di stile. La palette cromatica si muove tra tonalità calde, avvolgenti e profonde, a completare un racconto sofisticato e sensoriale.
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ROSANTICA - Per la stagione Fall/Winter 2026-27, Rosantica svela una nuova collezione di borse e gioielli che celebra l’inconfondibile DNA del brand, fatto di luce, artigianalità e femminilità sofisticata. Un racconto prezioso che unisce glamour e contemporaneità, pensato per accompagnare ogni momento della giornata con carattere e raffinatezza.Protagonisti della collezione sono i nuovi modelli Flores e Delia, borse e accessori impreziositi da cristalli scintillanti, e linea Etera con micro perle sapientemente intrecciate. Le silhouette eleganti e più minimal, come le clutches Nude, sono studiate per completare look da sera con un tocco di brillantezza scenografica, rendendo ogni outfit unico e memorabile.
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SAMAN LOIRA - È la Nympha Vesuviana ad ispirare la collezione Autunno Inverno 2026/2027 di Saman Loira, brand partenopeo del duo Francesco Corcione e Francesco Canessa. La ninfa è presenza in trasformazione: corpo che attraversa la soglia, femminilità essenziale e potente. Vesuviana nasce da una tensione tellurica, dal fuoco sotterraneo e dalla sua perpetua stratificazione in energia generatrice cara alla terra natia di Saman Loira.Le silhouette sono allungate, pulite, fortemente verticali. Il corpo è attraversato da linee precise che seguono l’anatomia senza costringerla. Abiti aderenti in broccato di seta convivono con cappotti ampi e strutturati, a volte nelle sembianze di crisalidi, altre più fluide, creando un vocabolario stilistico informale. Gonne midi e longuette enfatizzano il movimento, mentre blazer e completi sartoriali ridefiniscono il concetto di power dressing con spalle nette e vite marcate. La costruzione è sempre rigorosa, ma mai rigida. I completi di flanella in cachemire, morbidi e avvolgenti, reinterpretano il tailo ing classico con un’attitudine più sensoriale. La pelle è protagonista di trench, gonne e abiti dal taglio deciso. Infine, lo chiffon di seta introduce una dimensione eterea e luminosa per gli abiti da sera, dove incrostazioni di cristalli, evocano mineralità vulcanica, donando un accento organico e prezioso ai long dress più romantici.
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SEAFARER - Per la stagione Fall Winter 2026, Seafarer prosegue il proprio percorso evolutivo sotto la direzione creativa di Manuela Mariotti, presentando una collezione che intreccia heritage e visione contemporanea. “Un Voyage d’Artistes – créé avec amour” è un manifesto poetico: un viaggio tra memoria e sperimentazione, in cui il linguaggio sartoriale incontra un’estetica più libera, talvolta underground. Le silhouette ispirate agli anni ’50 vengono reinterpretate attraverso proporzioni audaci e attuali. Vite segnate e spalle strutturate definiscono camicie e giacche, delineando una figura forte e consapevole, dall’eleganza quasi androgina. La sartorialità si traduce in segno grafico: cuciture a vista, tagli vivi,fodere esposte e contrasti interni emergono da linee essenziali come scelta consapevole. La palette sottolinea il dialogo tra registri differenti. I grigi accompagnano la parte più sperimentale, tra tessuti a taglio vivo e dettagli decostruiti dall’attitudine urbana. I marroni evocano invece un immaginario più caldo e nostalgico, con linee morbide e materiali ricercati: pizzi pregiati, jacquard ispirati all’arredamento e tessuti fluidi maltinti aggiungono profondità tattile alla collezione.Centrale è il gioco delle proporzioni: modelli cropped, bomber e giacche corte dialogano con gonne mini e longuette, creando un equilibrio dinamico tra struttura e leggerezza. La femminilità emerge nel contrasto tra forza e delicatezza, rigore e movimento.
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SERAPIAN - Serapian presenta la collezione AI26 attraverso una nuova interpretazione creativa del suo iconico Mosaico. La maison milanese dialoga questa volta con Bisazza, brand italiano rinomato a livello internazionale per la produzione di mosaici in vetro, che ha saputo unire il valore del design al fascino dell’artigianalità, interpretando il classico in chiave contemporanea. Il file rouge della presentazione è il mosaico stesso: per la prima volta Serapian esplora la combinazione di strisce di nappa con le preziose tessere in oro 24K di Bisazza, creando una capsule di borse uniche e preziose, limited edition. Il risultato è una serie di nuove interpretazioni delle creazioni iconiche di Serapian, tra cui la Secret bag e la nuova Bucket bag. La novità della stagione, laSecret Bucket, presenta una forma ispirata a un abbraccio, con una serie di elementi in nappa e Mosaico intrecciato che avvolgono la borsa agli angoli. Delicati intrecci annodati sulle tracolle rendono omaggio alla tradizione Serapian nella lavorazione della pelle e, al contempo, contribuiscono al senso di morbidezza e fluidità.
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SIRIVANNAVARI - Il vento che scende dalle montagne annuncia un nuovo capitolo creativo per SIRIVANNAVARI. Per l’Autunno/Inverno 2026/27, Echoes of Altitude prende forma come un’ascesa profonda che va oltre i confini geografici: un percorso tra vette elevate, orizzonti aperti e foreste dense, metafora di un’evoluzione interiore guidata da lucidità e audace reinvenzione. La forzaprimordiale della natura si traduce in un linguaggio disciplinato di lusso contemporaneo, dove la potenza diventa eleganza e l’esplorazione definisce l’identità. Sotto la visione artistica di S.A.R. la Principessa Sirivannavari Nariratana Rajakanya, Direttrice Creativa della Maison, la collezione nasce da un viaggio interioreche supera il concetto di semplice spostamento fisico. Non una fuga dall’identità, ma un invito coraggioso ad adattarsi, sperimentare e ridefinire il concetto di forza attraverso la scoperta di sé. Al cuore della collezione si colloca l’iconica IRIS Jacket della Maison, ispirata alla sartorialità delle uniformi e realizzata in pregiata lana italiana,pensata come protezione e al tempo stesso dichiarazione di stile. Le silhouette evolvono in volumi balloon scultorei che attraversano bomber, windbreaker dal collo alto e reinterpretazioni contemporanee della seta thailandese. I tessuti heritage vengono rielaborati oltre la tradizione, dando vita a moderni abiti balloon e capispalla sportivi, ridefinendo l’artigianalità thai attraverso una prospettiva globale e sicura.
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SLOWEAR - Per la stagione Fall/Winter 2026, Slowear presenta la nuova collezione donna attraverso un racconto che nasce dal cuore della propria identità. Un viaggio ideale - evocato dallo Slowear Express - che mette in dialogo l’eleganza sartoriale italiana e veneziana con la solidità e la profondità dei tessuti della tradizione inglese. La collezione FW26 prende forma dall’incontro tra due linguaggi complementari: la cultura sartoriale italiana, fatta di misura, equilibrio e naturalezza, e il rigore costruttivo dei tessuti britannici, storicamente pensati per durare nel tempo. In questo equilibrio, Slowear afferma una visione precisa: offrire anche alla donna la stessa possibilità, da sempre riservata al guardaroba maschile, di costruire un guardaroba sartoriale completo e consapevole, reinterpretato però attraverso linee assolutamente femminili. Tweed, lane compatte e drappeggi strutturati definiscono l’ossatura della collezione. I pattern della tradizione inglese - check, herringbone, pied-de-poule - vengono riletti con uno sguardo femminile, attraverso nuove scale, combinazioni e costruzioni che ne alleggeriscono la percezione senza comprometterne l’identità. Non si tratta di citazione, ma di trasformazione di un patrimonio tessile che continua a vivere nel presente.
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VALEXTRA - La modernità dialoga con l’innovazione: la ricerca sui materiali e l’essenzialità del design convergono in una visione coerente ed equilibrata. In occasione della Milano Fashion Week AW26, Valextra presenta Evolving Architecture, una collezione che esprime un’evoluzione coerente e progressiva delle icone del brand,sviluppandone le silhouette e rimanendo saldamente radicata nell’eleganza milanese. Massima espressione dell’eccellenza artigianale di Valextra, la famiglia delle Iside si arricchisce di tre nuove borse pensate per reinterpretarne l’eleganza contemporanea attraverso una prospettiva rinnovata.La Iside Editor si distingue per una silhouette allungata e morbidamente strutturata, che esalta una sofisticatezza da vivere ogni giorno; la Iside Tìn introduce una tracolla studiata per rispondere alle esigenze della vita urbana; la Iside Lily esprime l’eccellenza artigianale dell’atelier Valextraattraverso intarsi e ricami tridimensionali. In questa stagione, la collezione donna Valextra adotta un’attitudine più rilassata, posizionandosi in equilibrio tra rigore e spontaneità. Da questo nuovo mood nasce la borsa Gio, una tote che unisce essenzialità formale e funzionalità raffinata. In linea con la versatilità della stagione, la collezione Valextra Objects comprende accessori lifestyle pensati per essere custoditi all’interno delle borse: una pochette beauty, un astuccio portamatite, uno specchietto compatto e un porta pettine. Ogni oggetto, realizzato in pelle Millepunte, valorizza la funzionalità quotidiana senza rinunciare all’eleganza.
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VITALE BARBERIS CANONICO FOR FEDERICA BONIFACI - La protagonista della capsule è una cappa-abito, concepita come oggetto trasversale e trasformativo, capace di adattarsi a stili, corpi e interpretazioni diverse. Un equilibrio armonico tra costruzione e fluidità, precisione progettuale e accoglienza.I tessuti definiscono il carattere della collezione FW 26/27: lane materiche e calde dialogano con superfici più compatte e tridimensionali. Dal filato a sei capi dell’Overcoat, al deciso effetto strutturato del Mouliné Winter Covert, fino al tweed multicolor del Tweedly e alle iconiche lane australiane reinterpretate in chiave denim.
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VOILE BLANCHE - Voile Blanche presenta le preview Fall Winter 2026/27, proseguendo il percorso del brand attraverso una proposta di sneaker pensata per il quotidiano, in cui attenzione ai dettagli e femminilità discreta definiscono l’identità della collezione. All’interno di questo racconto, la linea INES si conferma uno dei modelli continuativi più riconoscibili: una sneaker dalle forme essenziali e dai volumi morbidi, che evolve stagione dopo stagione mantenendo intatta la propria identità grazie alla selezione dei materiali e alla cura stilistica. Per l’inverno 2026/27, INES si declina attraverso una matericità calda e avvolgente. Le tomaie alternano suede, velluti e finiture laminate, creando contrasti delicati tra superfici opache e riflessi discreti. Su alcuni modelli, gli interni in fur amplificano la sensazione di comfort e protezione, rendendo la sneaker ideale per i mesi più freddi. La palette cromatica si sviluppa su tonalità profonde e naturali: marroni, cioccolato, sabbia e tinte calde definiscono l’anima della linea, arricchite da incursioni di verde e bordeaux, che aggiungono carattere e profondità all’insieme.
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YALI - L'ambizione di Yali è quella di definire uno stile sofisticato ma disinvolto che vada oltre le tendenze stagionali, basato sulla qualità, sulla meticolosa attenzione ai dettagli, su un'identità visiva distintiva e su una rilevanza a lungo termine. I riferimenti strutturali ai codici cinesi costituiscono la base della collezione. Si parte dalla giacca tradizionale cinese, che definisce la struttura, le proporzioni e la silhouette. La sartoria italiana rimane una costante, influenzando la costruzione, la disciplina e la precisione. Da questa base strutturale, si evolvono la stratificazione e la forma, portando ogni stagione in un dialogo cosmopolita. L'abbigliamento e il linguaggio visivo sono concepiti sia per gli uomini che per le donne. Elementi femminili e maschili coesistono all'interno della stessa struttura, creando una sensualità naturale. Per l'autunno- inverno 2026, Playhouse traduce l'atmosfera in modelli di collezione. Il velluto di cotone strutturato, la lana pregiata e la pelle caratterizzano la stagione e definiscono la sartorialità della collezione. La maglieria si espande come categoria chiave all'interno della collezione. I filati pregiati di merino e mohair spazzolato creano un mélange bicolore intenzionale che si integra perfettamente con la sartorialità, ampliando la versatilità del guardaroba Yali.
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YOOX - A seguito del rilancio strategico avviato con LuxExperience e di un rinnovato impegno verso una visione pienamente customer centric, YOOX ha segnato una tappa fondamentale con la presentazione di TIMELESS durante la Milano Fashion Week FW26, presso la Palazzina Appiani. Ideato come manifestazione del nuovo posizionamento del brand più che come evento tradizionale, TIMELESS ha rappresentato la prima espressione concreta e un’anteprima della rinnovata identità e ambizione di YOOX: ampliare il concetto di lusso, da dimensione aspirazionale a esperienza più accessibile e partecipativa. Radicata nella visione customer-first di LuxExperience, l’iniziativa si rivolge direttamente ai consumatori YOOX, attenti allo stile e a un acquisto consapevole, sempre alla ricerca di capi che vadano oltre stagioni e tendenze. Il progetto si inserisce in un percorso volto a rafforzare il ruolo culturale di YOOX, promuovendo esperienze distintive e alimentando una community di clienti orientati a una visione della moda che supera la stagionalità. Fulcro della serata è stato IL CAMERINO, un’installazione concettuale che ha reinterpretato il concetto di fitting room come spazio simbolico di trasformazione e affermazione personale. Articolato in tre ambienti immersivi - Elevate, Belong e Surprise - ha tradotto i pilastri strategici di
YOOX in un viaggio fisico, invitando gli ospiti a interagire col brand e la sua visione in continua evoluzione.
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ZONA20MILANO - durante la Milano Fashion Week, ha presentato la collezione “Remain in the Dream of England: Fragments of Time” per la stagione Autunno/Inverno 2026, aprendo per la prima volta le porte del loro showroom e spazio creativo in via Morimondo 26. Ispirata al romanzo vincitore del Premio Nobel Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro, la collezione riflette sul tempo, sull’identità e su una bellezza discreta. Non si tratta semplicemente di una proposta stagionale, ma di una nuova espressione del DNA del brand, fondato su un’estetica senza confini che fonde tradizione e sperimentazione. La campagna, ambientata in Inghilterra, segue il percorso introspettivo di Stevens, protagonista del romanzo: prati nebbiosi e dimore storiche diventano metafora di un’eleganza sobria e silenziosa, espressa attraverso tailoring preciso, tonalità calde e materiali naturali. Il brand reinterpreta il tailoring britannico del XIX secolo con spalle, colletti e orli asimmetrici, creando una tensione tra rigore e fluidità. Capispalla come cappotti in tartan e gilet asimmetrici fondono tradizione e modernità senza forzature, offrendo un dialogo tra passato e presente.
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STUART WEITZMAN - Il brand ritorna alla Milano Fashion Week per presentare la Collezione Autunno/Inverno 2026, “Dressed to the Nineties”, nella prestigiosa cornice della Sala Fontana al Museo del Novecento. Dal 1986 il brand si distingue per un’estetica minimalista e sofisticata, capace di coniugare perfettamente moda e funzionalità: un heritage che oggi gli consente di offrire un’interpretazione autentica e contemporanea della semplicità ispirata agli anni ’90. Per l’Autunno 2026, la collezione propone una serie di silhouette e dettagli che richiamano il minimalismo del decennio: elementi che emergono sia nelle evoluzioni dei modelli iconici, come il 5050 e la STUART POWER,sia nelle nuove proposte che arricchiscono le celebri linee STASSI e VINNIE Sculptural.
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BVLGARI - In occasione della Settimana della Moda di Milano, Bvlgari ha presentato la nuova collezione di Pelletteria e Accessori Autunno-Inverno 2026. Per la nuova stagione, la Maison romana ha continuato a reinterpretare i simboli più iconici della gioielleria attraverso il linguaggio estetico e la maestria artigianaledella pelle. La collezione ha introdotto nuove forme contemporanee, come la Tubogas Sphere accanto ai modelli senza tempo della Maison, Serpenti, Cuore e Tubogas clutch, reinterpretati in calde e vibranti tonalità stagionali ispirate alle gemme e impreziositi da trattamenti inediti e da un'eccezionale maestria artigianale. Bilanciando il design moderno con il fascino intramontabile dei codici distintivi di Bvlgari, ogni creazione armonizza dettagli ispirati alla gioielleria, materiali preziosi e una lavorazione straordinaria, distillando la visione e il savoir-faire della Maison in ogni pezzo. In questa occasione, Bvlgari ha presentato anche la sua nuova collezione occhiali.
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DAVII - Per la prossima stagione AUTUNNO INVERNO 2026/27, DAVii presenta un'esplorazione radicale della forma pura. La collezione si spoglia di ogni distrazione cromatica per celebrare un total black profondo, dove la luce non viene riflessa, ma scolpita. Il cuore del racconto stilistico risiede nell'interazione tra corpo e materia: il designer sceglie tessuti tecnici d'avanguardia e neoprene ad alta densità per dare vita a volumi scultorei che sfidano le proporzioni convenzionali. Non più semplici capi, ma strutture che abitano lo spazio.
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DURAZZI MILANO - La collezione si sviluppa come un flusso unico, costruito su un’idea di eleganza moderna che rilegge codici heritage in chiave ibrida. Le linee sono pulite ed essenziali, mentre i materiali definiscono il carattere dei capi. Tessuti nobili come cachemire, lane pregiate e sete fluide introducono morbidezza e movimento, messi in tensione con pelle e cavallino, per un equilibrio naturale. La palette cromatica rafforza l’identità DURAZZI MILANO: una scala di grigi, verdi e neri che si apre a tonalità polverose, verde salvia e marroni terrosi scuri. I colori non sono mai netti o decorativi, ma lavorano per nuance, profondità e stratificazione, diventando segno distintivo del brand. Un leitmotiv attraversa l’intera collezione: sottilissimi laccetti in pelle ultra soft rendono i capi modulabili e trasformabili. Il gesto del legare diventa visibile e intenzionale, rafforzando il rapporto fisico tra corpo e abito. L’eveningwear viene riletto attraverso i codici identitari del brand. Il suit smoking e il kilt, riletti attraverso l’uso del cavallino nel collo e negli inserti, ridefiniscono il linguaggio sartoriale dell’evening DURAZZI MILANO, consolidando nuovi archetipi.
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MICHAEL KORS - La collezione Fall/Holiday 2026 di Michael Kors si ispira allo stile boho-chic e al glamour da rock star di Suki Waterhouse e alla sua iconica città natale, Londra. Richiamando il fascino dallo spirito libero e lo styling high-low dell’It-girl ambasciatrice del brand, questi capi e accessori sono urbani, grintosi e personali, pensati per essere mixati tra loro e indossati per muoversi in città come se fosse tua. L’outerwear è protagonista assoluto: cappotti statement dalle silhouette audaci in eco-pelliccia, pelle e stampe animalier, perfetti da sovrapporre a tutto, dal denim agli abiti fino ai completi d’ispirazione sportswear. Le borse spaziano per carattere da morbide e destrutturate a elegantemente sofisticate, mentre le scarpe tracciano la rotta della notte. Questa stagione, più che mai, il grande stile nasce dal mix.
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SANTONI - Santoni ha presentato nel corso della Milano Fashion Week Aurora, la Collezione Donna Autunno-Inverno 2026 ispirata a quella luce sottile che precede l’alba, affiora lentamente e svela l’essenza delle cose. In questo chiarore lento e prezioso che incornicia il paesaggio invernale delle Marche, terra d’origine del brand, nasce una nuova poesia: un incontro armonioso tra essenzialità e lusso, tra radiosità ricercata e quel savoir-faire artigianale che si rinnova, pur restando fedele a sé stesso. Al centro della collezione vive la Velatura, l’iconica tecnica di colorazione a mano che incarna la quintessenza di Santoni. Il colore viene applicato strato dopo strato, fino a ottenere profondità inattese, vibrazioni sottili e una ricchezza tonale che valorizza il carattere naturale della pelle. Ne deriva una finitura intensa e cangiante, testimonianza di maestria tecnica e di un’estetica inconfondibile e fil rouge dei modelli proposti per la prossima stagione fredda - tra cui spiccano la décolleté Sibille e la nuova Ira Double Buckle, rilettura sofisticata di una delle icone maschili senza tempo della Maison.
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LA DOUBLEJ - Questa stagione, la sartorialità assume una nuova identità scultorea. Le giacche sono definite con decisione da vite segnate e spalle enfatizzate, scolpendo una silhouette potente che appare al tempo stesso disciplinata e femminile. Indossata con pantaloni sigaretta, tagli maschili o l’inaspettato volume di forme harem, la proposta gioca con le proporzioni: precisione che incontra libertà. C’è dramma, ma fluttua. Gli abiti si muovono con grazia cinematografica: tessuti fluidi plasmati da drappeggi intricati, mantelle che si gonfiano con quieta sicurezza. Anche i nuovi abiti da giorno accendono la magia.Gli accessori diventano strumenti di trasformazione. Strati in maglia e foulard in seta double-print sono pensati per avvolgere, annodare e rimodellare la silhouette, sbloccando infinite possibilità di styling. L’universo dei gioielli si espande con forme scultoree e pietre semipreziose dai colori intensi: autentici talismani di energia “Raise Your Vibration”.
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AMATO DANIELE - La collezione Fall–Winter 2026/27 nasce da qui: non dalla luce piena, non dal giorno che mostra tutto, ma da quella zona sospesa in cui le cose smettono di spiegarsi e iniziano a sentirsi. È una collezione che prende forma nella penombra, dove l’ombra non nasconde ma rivela e la luce non invade, ma accarezza. Le borse sembrano viste di notte: emergono gradualmente, senza mai essere completamente illuminate. Appartengono a un mondo intimo e sensoriale, in cui ogni dettaglio invita a soffermarsi, a immaginare, a toccare. Un chiarore sottile, quasi lunare, guida lo sguardo lasciando spazio all’emozione. Ci hanno insegnato ad amare il sole, ciò che è evidente, ciò che brilla. Ma anche la notte ha una bellezza profonda e necessaria. Ci sono fiori che sbocciano solo quando il mondo si fa scuro, colori che trovano senso nell’ombra, desideri che sotto una luce troppo forte non saprebbero parlare, ma che nel buio trovano finalmente la loro voce.
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AVAVAV - Il 28 febbraio 2026, a Milano, Avavav ha presentato la collezione Fall/Winter 2026 trasformando la sfilata in un’esperienza concettuale intitolata The Female Gaze. Ideata dalla direttrice creativa Beate Skonare Karlsson, la passerella è stata letteralmente invertita: gli ospiti, fatti entrare uno alla volta, attraversavano uno spazio minimale camminando tra due file di modelle, diventando a loro volta oggetto di osservazione. La collezione esplora cosa accade quando le donne si vestono per altre donne, riassemblando i codici tradizionali della femminilità tra tailoring fluido, illusioni costruttive e dettagli ironici. In parallelo, il brand ha presentato la quarta stagione della collaborazione con Adidas Originals, rileggendo capi d’archivio e sneaker iconiche in chiave irriverente e contemporanea.
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