Grazia.it talks with: Lorenzo e Giacomo di Collanine Colorate

Se fossero un ricordo sarebbero quello delle giornate d'estate al mare della nostra infanzia, fatte di bagni infiniti, di coni gelati sgocciolanti mangiati sotto l'ombrellone, di corse a perdifiato con gli amici, del profumo della protezione solare e della salsedine.
Collanine Colorate è così: una realtà che richiama alla mente, come una madeleine proustiana, quelle sensazioni di benessere, spensieratezza e gioia che solo l'estate di quando eri piccolo o piccola riesce a darti.
E il merito di tutto questo sono loro, Lorenzo Franchini e Giacomo Giovagnoli, giovanissimi e intraprendenti creatori di questo brand unico nel suo genere.
Il progetto nasce nell'estate 2020, quasi per gioco, intorno a un oggetto semplicissimo quanto evocativo: una collanina di perline di vetro colorate, quelle che da bambini tutti noi abbiamo realizzato per riempire le lunghe giornate estive.
Un accessorio che scatena emozioni e mette di buonumore, proprio come Lorenzo e Giacomo che, come la loro terra, l'Emilia Romagna, riescono ad accoglierti e a farti sentire "a casa".
Da quella semplice collanina ne nasceranno molte altre, realizzate con pietre dure, perle di fiume irregolari o in ceramica, conchiglie, vetro, giocando con dimensioni e colori, al quale si aggiungeranno, stagione, dopo stagione, bracciali, ciondoli e pendenti e altri accessori (da poco sono stati lanciati anche chamrs in pelle, custodie e catenine per occhiali).
Una realtà tutta Made in Italy, unisex e artigianale (fino a poco tempo fa erano proprio Lorenzo e Giacomo a realizzare, rigorosamente a mano, tutte le collanine) con una sola e unica missione: portare giocosità e leggerezza nelle nostre giornate.
Abbiamo colto l'occasione per una chiacchierata e farci condurre nel mondo di Collanine Colorate...
Partiamo dall'inizio: com'è nato Collanine Colorate?
Lorenzo: «Collanine Colorate nasce nell’estate del 2020 un po’ per caso come ci piace dire: l’idea iniziale non era quella di creare un vero e proprio brand, avevamo semplicemente realizzato una collanina di perline colorate su richiesta di alcuni amici... Abbiamo deciso di aprire una pagina instagram con cui gestire le prime richieste e così è nato ufficialmente “Collanine Colorate”.
Era già estate inoltrata, e una volta arrivato l’autunno abbiamo provato a proporre qualche nuovo modello utilizzando pietre dure. E così via via integrando sempre più prodotti, fino a quando nella primavera 2023, visto che le cose stavano crescendo, abbiamo deciso di lasciare i nostri lavori e dedicarci interamente a questo progetto».
Come vi organizzate nella gestione del brand? Prendete insieme tutte le decisioni o vi dividete compiti e ambiti?
Giacomo: «Nel tempo abbiamo imparato a dividerci ruoli e compiti, in modo da creare un flusso di lavoro che sia organizzato e funzionale. Io mi occupo principalmente del prodotto, dei rapporti con i fornitori e con la produzione, mentre Lorenzo della comunicazione e immagine del brand, dei progetti speciali e della parte di pubbliche relazioni. Abbiamo anche due ragazze che sono entrate a far parte del team e ci supportano in tutte le mansioni quotidiane, dalla logistica alle grafiche, dalla relazione con i clienti alla gestione dell’e-commerce. L’unica cosa che al momento cerchiamo di fare tutti insieme è lo sviluppo delle nuove collezioni, ci lavoriamo a 4, anzi 8, mani, cosicché ognuno possa esprimere una parte di sé in quello che creiamo».
Quali difficoltà avete incontrato nello sviluppo del vostro brand e come le avete affrontate?
Lorenzo: «Una delle difficoltà maggiori nei primi tempi è stata trovare i fornitori giusti, affidabili e seri, che ci potessero supportare in tutte le attività - dal packaging a reperire i materiali: quando sei una piccola azienda e non fai volumi da multinazionale, certi fornitori tendono a metterti in secondo piano o approfittare della poca esperienza o giovane età. Bisogna imparare a farsi valere e nel tempo costruirsi una propria credibilità, e nel mondo dell’imprenditoria non è facile.
Un’altra nostra grande problematica è stata trovare qualcuno che ci potesse supportare nella realizzazione vera e propria delle collanine, che è fatta interamente a mano e ci tenevamo rimanesse in Italia. Fin dall’inizio abbiamo sempre realizzato noi tutti i pezzi, passando giornate e nottate a infilare perline, e non è stato affatto facile trovare chi vuole fare lavori manuali al giorno d’oggi, o abbia le competenze tecniche per farlo».
Avete costruito, grazie ai social, una community molto affiatata e coesa: come vivete il rapporto con questa realtà nel quotidiano?
Lorenzo: «La nostra community, e i feedback che ci dà ogni giorno rispetto a quello che facciamo, è in assoluto la nostra motivazione maggiore a fare sempre di meglio. Percepire un grande entusiasmo quando facciamo uscire novità e soprattutto vedere che le persone indossano le nostre creazioni tutti i giorni per noi è la soddisfazione più grande. In tutti questi anni ci siamo circondati di una community gentile ed entusiasta, che si è affezionata alla nostra storia e al nostro percorso, oltre ovviamente alle nostre collanine, e questo ci rende davvero orgogliosi».
Se pensate a Collanine Colorate tra altri 5 anni, cosa vorreste realizzare tra i vostri progetti futuri?
Lorenzo: «Ci piacerebbe vedere la crescita della nostre collanine in chiave sempre più internazionale, soprattutto nelle località di vacanza. Aprire pop up in giro per il mondo, creare dei corner in department store o in boutique di hotel: tutti temi a cui stiamo lavorando già, ma che vorremmo diventassero sempre più importanti».
Giacomo: «Ah, sicuramente vorremmo avere almeno altri 4 negozi in Italia, di cui uno nella nostra amata Romagna».
Avete una collana del cuore, una che per voi rappresenta l'anima del brand?
Giacomo: «La nostra iconica "collanina colorata", la prima che abbiamo realizzato e che rimane la nostra più venduta in tutte le stagioni. Non solo perché è stata la nostra prima creazione, perché rappresenta in pieno la nostra voglia di colore e spensieratezza (e l’ha indossata Angelina a Sanremo!), ma anche per un significato molto importante che ci ha legato a lei di recente, per una giovane ragazza che ora non c’è più».
Lorenzo: «Ci siamo resi conto che la collanina colorata è proprio un simbolo di allegria, colore e spensieratezza, la voglia di indossare un accessorio che porti il buon umore anche alle giornate più grigie. Al secondo posto c’è la collanina Conchiglie, con un mix di pietre dure, conchiglie e perle, perché rappresenta perfettamente il nostro amore per l’estate».
Abbiamo visto le vostre collanine al collo di Angelina Mango a Sanremo nel 2024 e a quello delle giocatrici della Nazionali di pallavolo alle scorse Olimpiadi. Quale altro personaggio vorreste indossasse le vostre creazioni?
Lorenzo: «Ci piacerebbe avvicinarci sempre di più ai mondi artistici e creativi in generale. Cantanti, design, artisti, attori, ma anche sportivi, tutte persone con un know-how importante, che parlano ad una nicchia specifica e hanno fatto della loro passione il proprio lavoro.
Ci piacerebbe far disegnare delle capsule a persone creative che condividono il nostro gusto, la positività e gioia di vivere, l’amore per il colore, che abbiamo un linguaggio e una comunicazione affine alla nostra».
Se pensate a Collanine Colorate, c'è una canzone o una musica che sarebbe perfetta come soundtrack?
Giacomo: «Probabilmente una canzone di Pino D’Angiò, che richiami le vibes anni ‘80 della nostra Riviera Romagnola, e quella voglia di spensieratezza che le anche le nostre collanine vogliono portare».
Art Director immagini in apertura: Simona Rottondi
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London Fashion Week Fall/Winter 2026: il recap delle sfilate tra memoria, ribellione e nuovi inizi

Dal 19 al 23 febbraio 2026, la British Fashion Council ha acceso i riflettori su una nuova edizione della London Fashion Week, la seconda sotto la guida della CEO Laura Weir.
A posteriori, ciò che resta di questa settimana dedicata alle collezioni Autunno-Inverno 2026 è la sensazione di una città che continua a ridefinire la propria identità sottolineando l'importanza di un equilibrio tra heritage e sperimentazione.
Tra grandi nomi e nuove energie, passerelle spettacolari e presentazioni immersive, Londra per noi ha riaffermato la sua vocazione culturale più che puramente commerciale: stiamo parlando infatti di una piattaforma dove la moda si intreccia con arte e narrazione sociale.
Quest'anno il calendario è stato segnato da assenze importanti ma anche da ritorni strategici segnando una stagione diversa dalle precedenti.
Vediamo insieme tutte le novità portate sulle passerelle della London Fashion Week per la stagione Autunno/Inverno 2026!
Paul Costelloe
Credits: Getty Images
Fedele al suo linguaggio fatto di sartorialità solida e femminilità misurata, Paul Costelloe ha confermato il suo ruolo di colonna portante della settimana londinese.
Le sue silhouette, strutturate ma non rigide, hanno portato in passerella una visione classica aggiornata con sensibilità moderna.
Cappotti avvolgenti, abiti midi dalla costruzione impeccabile e un uso del colore calibrato che restituisce profondità ma non risultando eccessivo. In una fashion week attraversata da sperimentazioni e contrasti, la sua proposta resta un punto fermo, rassicurante.
Patrick McDowell
Credits: Getty Images
Per l’autunno inverno 2026, McDowell ha costruito “The Gaze”, una riflessione sulla sensualità e sullo sguardo, ispirata al fotografo americano George Platt Lynes.
La performance del danzatore Jonathan Luke Baker, semi-nudo su una roccia, ha reso esplicita la centralità del corpo come oggetto e soggetto dello sguardo pubblico.
La collezione, tuttavia, è stata sorprendentemente misurata: linee allungate, tailoring preciso, abiti da sera corsettati in stampe floreali sfumate, e una palette in bianco e nero dalle vibrazioni morbide e ovattate. McDowell evita costruzioni monumentali e punta su “abiti veri”, pronti per il mercato, segnando un momento di maturità commerciale senza rinunciare però alla sua poetica.
Natasha Zinko
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"L’assurdo stratificato" è il cuore pulsante della proposta di Natasha Zinko. L’activewear in pile viene compresso in corsetti improvvisati, tank top rimpiccioliti diventano strutture costrittive, generando un trompe-l’œil che destabilizza le proporzioni.
La collaborazione con Havaianas produce le ironiche “Pancake Flops”: due infradito sovrapposte e unite da lacci in pelle a evocare una zeppa fai-da-te. Un gesto secondo noi nostalgico e sovversivo insieme.
Il tema della pelliccia, riletto in chiave etica, attraversa la collezione come memoria generazionale: faux-fur grigio con applicazioni tridimensionali, stivali realizzati con New Rock abitati da piccoli animali in finta pelliccia, in bilico tra trofeo e mascotte. A chiudere, l’apparizione di Melanie Brown, icona pop che incarna perfettamente lo spirito teatrale della sfilata.
Richard Quinn
Credits: Getty Images
Richard Quinn continua la sua personale battaglia contro l’effimero costruendo un “archivio del futuro”. La sua cifra floreale si fa più affilata e strutturale ma non solo decorativa.
La collezione AI 2026 è infatti un inno alla permanenza: tessuti sontuosi, silhouette che celebrano la presenza femminile, abiti pensati per momenti cruciali della vita.
Quinn eleva il prêt-à-porter attraverso codici couture, restituendo alla moda una dimensione cerimoniale anche nel quotidiano.
Simone Rocha
Credits: Getty Images
All’Alexandra Palace, Simone Rocha ha intrecciato mito celtico, adolescenza anni ’90 e suggestioni letterarie in una collezione che esplora la giovinezza come condizione mentale.
Segna la stagione il debutto davvero interessante della collaborazione con Adidas: le iconiche tre strisce rosse scorrono su abiti romantici, giacche sportive a trapezio e ibridi tra sneaker e ballerine.
Rocha lavora per contrasti, accostando shearling massicci a cristalli delicati, cappotti militari a gonne in tulle, abiti vaporosi a dettagli atletici.
Emilia Wickstead
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La musa di stagione è Fano Messan, modella e attrice francese degli anni Venti costretta a fingersi uomo per diventare scultrice. Una figura che permette a Wickstead di indagare il confine tra uniformità e liberazione.
Cosa ne nasce? Un tailoring languido, quasi androgino, tra check maschili, denim robusto e giacche in pelle dalla costruzione smock.
La sfilata, intima e priva di fronzoli nella boutique di Sloane Street, evolve poi verso abiti più scenografici in lamé argento e pizzi lavanda, dalle qualità scultoree.
Erdem
Credits: Getty Images
Vent’anni di carriera e nessuna nostalgia. Erdem celebra l’anniversario del brand con “Impossible Conversations”, una collezione-mashup che mette in dialogo le muse del suo universo creativo.
In passerella alla Tate Britain, tra panchine ravvicinate e atmosfere sospese, convivono crinoline in pizzo, colonne ricamate fino all’eccesso, blazer maschili e jeans boyish abbinati a bra top. È un dialogo tra epoche e identità nonché tra romanticismo e irriverenza.
Erdem dimostra che la coerenza non è immobilità, al contrario, dimostra come questa sia capacità di rielaborare il proprio archivio con nuova energia.
FIORUCCI
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Con “MEMORIE”, Fiorucci presenta un progetto che non è una sfilata ma una riflessione immersiva sul concetto di ricordo come proiezione futura. Curata da Francesca Murri, la presentazione immagina una festa intima ambientata in uno spazio sospeso tra passato e futuro, dove l’identità del brand viene riletta con nuove chiavi creative.
Silhouette raffinate ma attraversate da dettagli incredibili come, gorgiere scolpite, borchie, maschere espressive che definiscono la collezione.
Pizzi, mesh e crêpe convivono con velluto, lattice e denim lavorato al laser; l’iconografia storica di Fiorucci torna con angeli, labbra grafiche e una palette vibrante punteggiata da stampe inedite.
Arricchisce il progetto la collaborazione con Francesco Casarotto di Agglomerati, che realizza maschere artigianali pensate come estensione dei personaggi della collezione.
Mithridate
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A un anno dal suo arrivo alla direzione creativa, Daniel Fletcher consolida la propria visione per Mithridate con una collezione Autunno-Inverno 2026 che intreccia heritage cinese e immaginario britannico. Nella maestosa cornice della Tate Britain, un grande glicine scenografico evocava il primo esemplare cinese portato da Guangzhou a Londra nell’Ottocento, ancora oggi fiorito a Chiswick: metafora di un’identità che mette radici e prospera altrove.
La collezione si sviluppa come uno studio di personaggi lungo il Tamigi: banchieri urbani, intellettuali bohémien, habitué della notte e pescatori della domenica convivono in un guardaroba coerente e ricco di dettagli.
Peacoat e duffle coat aggiornati richiamano suggestioni marinare e countryside, tweed e maglie Aran dialogano con gonne stampate e applicazioni materiche. La sera si accende con mini abiti a due pezzi e jacquard di seta ricamati che riprendono il motivo del glicine, mentre accessori strutturati e gioielli ispirati ai cinturini degli orologi rafforzano l’anima metropolitana del brand.
Toga
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Per l’Autunno-Inverno 2026, Toga, guidato da Yasuko Furuta, esplora un’estetica fluida che nasce dalla manipolazione (quasi scultorea) del tessuto.
Cotone, seta e lana si confrontano con inserti sintetici in un dialogo di materia che riflette la contemporaneità, sospesa tra naturale e artificiale. Le silhouette risultano mobili, cangianti, pensate per adattarsi a un presente quasi instabile.
L’abito non è armatura, ma diventa un organismo vivo: una seconda pelle che assorbe contrasti e li trasforma in energia estetica.
Julien Macdonald
Credits: Getty Images
Dopo tre anni di assenza, Julien Macdonald torna alla London Fashion Week scegliendo una cornice spettacolare: The Shard, l’iconico grattacielo firmato da Renzo Piano. A oltre 70 piani d’altezza, con lo skyline londinese sullo sfondo, le modelle hanno sfilato in una cascata di bagliori ispirati ai tramonti estivi che si riflettono sulla torre.
La collezione segna una nuova direzione strategica: resortwear pensato per climi caldi, silhouette sensuali, costumi audaci e abiti laminati color oro rosa, gialli vibranti e turchesi tropicali.
Frange flapper, spacchi profondi e mantelle impalpabili restituiscono il glamour teatrale che è cifra del designer, ma con un’attenzione rinnovata al ready-to-wear e a una fascia di prezzo più accessibile. In una Londra insolitamente grigia e piovosa, il suo ritorno è stato un’esplosione di luce e ottimismo.
Burberry
Credits: Courtesy of Press Office
A chiudere la settimana, Burberry ha trasformato la pioggia londinese in un vera scenografia. Sotto la direzione creativa di Daniel Lee, il brand ha ricreato all’Old Billingsgate un paesaggio urbano invernale, completo di una suggestiva replica del Tower Bridge illuminato e di passerella punteggiata da pozzanghere nere simulate.
Proprio il trench - capo simbolo nato come uniforme militare britannica - è stato rielaborato in chiave più femminile: colle arricciate, frange scintillanti come scie di pioggia, versioni in faux fur e nuove proporzioni hanno ampliato il vocabolario di un’icona senza tradirne l’identità.
Tra ospiti del calibro di Skepta e Kate Moss, la sfilata ha ribadito la centralità di Burberry nel raccontare l’immaginario britannico moderno.
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Primavera fa rima con...felpa: ecco le nostre varianti preferite della spring '26

È vero, con il giusto gioco di layering s'indossano anche nei mesi più freddi dell'anno. Ma le due stagioni ideali per sfoggiare le felpe senza troppi "tricks" sono senza dubbio l'autunno e la primavera.
Parliamo infatti di uno dei capi transeasonal per eccellenza, un must have del guardaroba casual ma anche versatile al punto da adattarsi anche agli abbinamenti più disparati.
A noi, ad esempio, piace tantissimo mixare la felpa con i capi più eleganti che abbiamo nell'armadio, per un contrasto favoloso, come un bel pantalone sartoriale o una pencil skirt di pelle.
Su quali puntare per la primavera 2026? A tinta unita o giocata su stampe colorate e cool. Con slogan, loghi o scritte funny. Con cappuccio o senza.
C'è una felpa giusta (ma anche più d'una, in realtà) per ogni occasione. Con la zip per un mood super sporty oppure munita di colletto per un tocco preppy irresistibile.
E voi di quale modello di sweatshirt siete fan? Nel dubbio abbiamo selezionato le più cute in circolazione...fatevi tentare!
Felpe per la primavera: le varianti più belle da non farsi scappare
PARFOIS
Credits: parfois.com
RUE MADAM PARIS
Credits: ruemadam.it
PULL&BEAR
Credits: pullandbear.com
MAX&CO.
Credits: it.maxandco.com
H&M
Credits: 2.hm.com
ZARA
Credits: zara.com
STRADIVARIUS
Credits: stradivarius.com
NA-KD
Credits: na-kd.com
POLO RALPH LAUREN
Credits: ralphlauren.it
SANDRO PARIS
Credits: it.sandro-paris.com
BENETTON
Credits: it.benetton.com
RESERVED
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5 accessori facili e veloci per elevare i vostri look senza sforzo

Dai colletti agli orecchini maxi: ecco 5 accessori per trasformare i vostri look da basic a estremamente cool, in una sola mossa
Abbiamo già parlato di come la maggior parte dei look delle nostre trendsetter preferite - che spesso crediamo impossibili da ricreare - sia invece costruita su accostamenti apparentemente semplici, elevati da una serie di capi statement e di tendenza.
Oggi però andremo a scoprire un altro aspetto fondamentale di ogni outfit che si possa definire cool, incentrato principalmente sugli accessori.
Immaginate dunque di creare un fit senza alcun elemento extra: niente gioielli, niente berretti, niente sciarpe, guanti, borse e così via. Risulta banale e senza personalità, vero?
Questo accade proprio perché, oltre ad alcuni key pieces legati all’abbigliamento, il vero fulcro di un look ben riuscito sta...nei dettagli. Sono loro infatti a donare carattere e originalità alle nostre mise, trasformando completamente l’estetica di un look.
Pensate alla combo formata da jeans e t-shirt bianca: con l’aggiunta di un baseball cap e delle sneakers acquisirà un fascino streetwear, mentre con delle ballerine e una tracolla bon ton, avrà tutto un altro stile.
Sta proprio qui il potere degli accessori: nel saper arricchire, sublimare e a volte addirittura trasformare un outfit.
Noi di Grazia.it abbiamo selezionato 5 categorie di accessori su cui puntare per rendere i propri look favolosi senza sforzo. Pronte a fare shopping e accaparrarvi i must-have del momento? Noi sì.
1. Spille
Lo sappiamo: le spille, nel nostro immaginario comune, sono quei cimeli dal sapore un po’ datato e avvolti da un irresistibile fascino granny, che da piccole tutte rubavamo dal cassetto dei gioielli della nonna.
Oggi però le spille sono più cool che mai: delle piccole chicche che donano carattere, specialmente se applicate su blazer e capispalla ma anche su maglioni e bluse. Quel tocco dal fascino vintage che non guasta.
Spilla Elo LIÉ STUDIO
Credits: lie-studio.de
Spilla Cannolo Piccola JIL SANDER
Credits: jilsander.com
Spilla fiocco MIU MIU
Credits: miumiu.com
2. Cappelli
I capelli stanno vivendo una stagione particolarmente florida tra il 2025 e questo inizio di 2026, confermandosi uno dei must-have più amati dalle it girl del momento.
I modelli su cui puntare sono tanti e spaziano fra diversi stili, tagli e colori, partendo da baker boy, cloche e coppola fino ad arrivare al famoso pillbox hat che si posiziona al primo posto nelle tendenze "hat" di stagione.
Cappello in lana cotta ARKET
Credits: arket.com
Berretto Ubaldo BORSALINO
Credits: borsalino.com
Cappello pescatore COS
Credits: cos.com
3. Colletti
Anche se quest’anno il preppy style è rimasto un po' in secondo piano rispetto ad altre tendenze, come l’estetica boho o Y2K, la sua identità visiva è da sempre legata a due momenti dell’anno in particolare: settembre, quando è ora del "back to school", e febbraio/marzo, con l’arrivo della primavera.
L'accessorio per eccellenza di questo stile? Il colletto, che domande. Bianco o colorato, in maglia lavorata o in faux fur. Da applicare su cappotti e giacche, su cardigan e camicette di ogni sorta e genere.
Colletto Suri SÉZANE X SEA NY
Credits: sezane.com
Collare nero con dettagli FABLE ENGLAND
Credits: fableengland.com
Colletto allacciato PRADA
Credits: prada.com
4. Orecchini "importanti"
Parlando di gioielli e bijoux, gli orecchini giocano un ruolo fondamentale nell'elevare un look. A maggior ragione se si tratta di modelli maxi, che diventano parte integrante dell’outfit più che un semplice accessorio, richiamando o definendo uno stile piuttosto che un altro.
Un esempio? Orecchini dorati e materici richiameranno un immaginario surrealista e avant-garde, dal fascino teatrale e drammatico, mentre un modello dalla forma squadrata con pietre dei colori della terra evocherà un’estetica gipsy e hippie. Scegliete i vostri.
Orecchini PARFOIS
Credits: parfois.com
Orecchini Sun VODOO JEWELS
Credits: voodoojewels.com
Orecchini brillanti ZARA
Credits: zara.com
5. Guanti
Terminiamo la nostra selezione con un ultimo accessorio life changing (o forse dovremmo dire look-changing): i guanti. Corti, midi o lunghi; colorati o dalle nuance neutre come marrone, bianco o nero, in pelle/similpelle o in tulle. Capaci di aggiungere istantaneamente "drammaticità" a qualsiasi outfit.
Guanti MANGO
Credits: mango.com
Guanti H&M
Credits: hm.com
Guanti MASSIMO DUTTI
Credits: massimodutti.com
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Nate sotto il segno dei Pesci: questi sono i must-have da indossare ora

Dal 20 febbraio al 20 marzo si entra ufficialmente nel mese dei Pesci, segno che secondo la tradizione astrologica occidentale chiude il calendario zodiacale.
Sensibile, creativo, dotato di grande empatia: chi appartiene a questo segno d'acqua presenta numerose sfaccettature, talvolta in apparente contrasto ma che, osservate bene, danno vita a un mix unico e distintivo.
Un mix che si rispecchia anche nella sensibilità stilistica delle nate nel segno, che non rinunciano a indossare la propria attitudine sognatrice e libera.
Ecco perché il guardaroba ideale unisce suggestioni e ispirazioni diverse ma decisamente caratterizzanti: un abito che riprende delicatamente le onde del mare, un cristallo che si connette alla propria spiritualità, una borsa grande, che incarna la generosità e la grande disponibilità verso gli altri.
Siete anche voi nate sotto il segno dei Pesci? Allora non aspettate ulteriormente: scoprite subito quali sono i vostri must-have di stagione... secondo le stelle!
Vestito Ora drappeggiato senza maniche, ABADIA.
Credits: Luisaviaroma.com
Gilet con fiori di cristalli, DIOTIMA.
Credits: Diotima.world
Camicia in seta Ambre, FORTELA.
Credits: Fortela.com
Tote bag in pelle The Eva Weekend, LIÉ STUDIO.
Credits: Net-a-Porter.com
Giacca cerata Ryedale in cotone, BARBOUR.
Credits. Barbour.com
Jeans a gamba larga collezione Comptoir Des Cotonniers, UNIQLO.
Credits: Uniqlo.com
Pumps arricciate in suede, HERBERT LEVINE.
Credits: Mytheresa.com
Choker con applicazione floreale, JENNIFER BEHR.
Credits: Mytheresa.com
Orecchini Pillar in oro e avventurina, LA DOUBLE J.
Credits: Ladoublej.com
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