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Moda

Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027: 5 cose da sapere sul secondo capitolo di Matthieu Blazy

Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027: 5 cose da sapere sul secondo capitolo di Matthieu Blazy

foto di Cecilia Falovo Cecilia Falovo — 7 Luglio 2026
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Dopo il debutto alla guida dell’alta moda della maison, il designer torna a confrontarsi con l’eredità di Gabrielle Chanel e con la sfida di definire un nuovo linguaggio couture

Con la sfilata Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027, Matthieu Blazy firma la sua seconda collezione di alta moda per Chanel. Dopo un debutto accolto con entusiasmo lo scorso gennaio, quando aveva inaugurato il suo percorso couture nella maison con una visione eterea e leggera, il designer torna a confrontarsi con uno degli esercizi creativi più complessi della moda: reinterpretare l'eredità di Gabrielle Chanel senza rinunciare a imprimere una direzione personale.

Questa seconda prova assume così un valore particolare. Se la prima collezione era soprattutto una dichiarazione d'intenti, oggi l'attenzione si sposta sulla continuità del racconto: come evolve il linguaggio di Blazy? Quali codici storici della maison sceglie di preservare, trasformare o riscrivere? Domande che accompagnano una delle sfilate più attese della Paris Haute Couture Week e che contribuiscono a definire il nuovo corso creativo di Chanel.

Ecco 5 cose da sapere sulla sfilata Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027.

1- Il Grand Palais si trasforma in una fiaba a grandezza naturale

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Credits: Getty Images

Per la sua seconda collezione Haute Couture per Chanel, Matthieu Blazy trasforma il Grand Palais in un universo sospeso tra sogno e realtà. Un salone invaso da rampicanti, fiori e vegetazione crea l'atmosfera di una fiaba a grandezza naturale, dove ogni silhouette sembra emergere dalle pagine di un racconto.

L'ispirazione nasce da Les Fées, Contes des Contes, un libro appartenuto alla biblioteca privata di Gabrielle Chanel, ritrovato da Blazy e diventato il punto di partenza della collezione. Da qui prende forma anche Gaby and the Beanstalk, rilettura contemporanea della fiaba di Jack e il fagiolo magico, in cui gli abiti diventano storie da leggere e indossare.

2- La sfilata raccontata attraverso il gesto pittorico di Joël Blanc

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Credits: Getty Images

Tra gli elementi più sorprendenti della sfilata c’è la presenza dell’artista Joël Blanc, conosciuto per le sue performance di pittura dal vivo, chiamato a catturare l’energia del momento attraverso il pennello. Invece di limitarsi a osservare la scena, il pittore la interpreta in tempo reale, trasformando il ritmo della passerella, i movimenti delle modelle e l’atmosfera dello show in un’opera in divenire.

Il suo gesto pittorico diventa così una seconda narrazione della collezione: un incontro tra moda e arte performativa, dove l’istante effimero della sfilata viene fissato sulla tela attraverso colore, movimento ed emozione.

3- Tra tweed, ricami e silhouette fiabesche: gli abiti della collezione

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Credits: Getty Images

Sulla passerella di Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027, Matthieu Blazy costruisce un guardaroba in cui i codici della maison vengono trasformati in elementi di un racconto fantastico.

Più che una semplice successione di look, la collezione si sviluppa come una narrazione. Ad aprire la sfilata è un tailleur in guipure che richiama i fagioli magici della fiaba, alleggerito da trasparenze in mousseline di seta. La modella stringe tra le mani proprio Les Fées, Contes des Contes, il volume appartenuto a Gabrielle Chanel da cui nasce l'intero racconto.

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Credits: Courtesy of Press Office

Sfilano poi tailleur in tweed reinterpretati, abiti in pizzo guipure, silhouette leggere, trasparenze, piume e ricami vegetali che sembrano crescere direttamente sul tessuto. La palette alterna delicati toni pastello a bianchi luminosi, nero intenso e improvvisi lampi di rosso laccato, mentre la costruzione sartoriale mantiene sempre il rigore degli atelier Haute Couture della maison.

Anche l'interno degli abiti diventa parte della narrazione: fodere dipinte a mano, piccoli appunti nascosti nelle tasche, charm cuciti tra le lavorazioni e oggetti sospesi alla celebre catena interna Chanel trasformano ogni capo in un universo segreto pensato per essere scoperto solo da chi lo indossa.

Un equilibrio tra sogno e quotidianità che riflette l'idea di couture di Blazy: abiti straordinari, ma pensati per accompagnare la vita reale delle donne.

4- Gli accessori: scarpe gioiello e borse che completano la fiaba Chanel

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Credits: Getty Images

Scarpe e borse non sono semplici complementi, ma veri protagonisti della narrazione immaginata da Matthieu Blazy. Le décolleté bicolore vengono impreziosite da applicazioni floreali e rampicanti che sembrano avvolgere il tacco, mentre i colori vivaci dialogano con i ricami degli abiti.

Le minaudière diventano piccoli oggetti da collezione ispirati alle fiabe, accanto a borse più essenziali che reinterpretano i codici della maison. Ogni accessorio contribuisce a costruire quel sottile equilibrio tra fantasia e quotidianità che attraversa l'intera collezione.

5- Il savoir-faire Chanel: il lusso nascosto dietro ogni creazione

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Credits: Getty Images

Al di là dell'immaginario fiabesco, la seconda collezione Haute Couture di Matthieu Blazy per Chanel racconta soprattutto una visione della donna contemporanea. Il designer non guarda all'archivio della maison con nostalgia, ma lo utilizza come un terreno fertile da cui far nascere nuove possibilità. La magia della collezione non risiede solo nei ricami, nei volumi o nella scenografia, ma nella capacità di trasformare la fantasia in qualcosa di concreto: abiti pensati per donne reali, per le loro avventure quotidiane, proprio come suggerisce lo stesso Blazy.

È proprio questa attenzione ai dettagli a rendere la sfilata una vera esperienza sensoriale, dove moda, arte e artigianato si incontrano in un racconto sospeso tra realtà e fiaba.

© Riproduzione riservata

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