Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027: 5 cose da sapere sul secondo capitolo di Matthieu Blazy

Con la sfilata Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027, Matthieu Blazy firma la sua seconda collezione di alta moda per Chanel. Dopo un debutto accolto con entusiasmo lo scorso gennaio, quando aveva inaugurato il suo percorso couture nella maison con una visione eterea e leggera, il designer torna a confrontarsi con uno degli esercizi creativi più complessi della moda: reinterpretare l'eredità di Gabrielle Chanel senza rinunciare a imprimere una direzione personale.
Questa seconda prova assume così un valore particolare. Se la prima collezione era soprattutto una dichiarazione d'intenti, oggi l'attenzione si sposta sulla continuità del racconto: come evolve il linguaggio di Blazy? Quali codici storici della maison sceglie di preservare, trasformare o riscrivere? Domande che accompagnano una delle sfilate più attese della Paris Haute Couture Week e che contribuiscono a definire il nuovo corso creativo di Chanel.
Ecco 5 cose da sapere sulla sfilata Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027.
1- Il Grand Palais si trasforma in una fiaba a grandezza naturale
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Per la sua seconda collezione Haute Couture per Chanel, Matthieu Blazy trasforma il Grand Palais in un universo sospeso tra sogno e realtà. Un salone invaso da rampicanti, fiori e vegetazione crea l'atmosfera di una fiaba a grandezza naturale, dove ogni silhouette sembra emergere dalle pagine di un racconto.
L'ispirazione nasce da Les Fées, Contes des Contes, un libro appartenuto alla biblioteca privata di Gabrielle Chanel, ritrovato da Blazy e diventato il punto di partenza della collezione. Da qui prende forma anche Gaby and the Beanstalk, rilettura contemporanea della fiaba di Jack e il fagiolo magico, in cui gli abiti diventano storie da leggere e indossare.
2- La sfilata raccontata attraverso il gesto pittorico di Joël Blanc
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Tra gli elementi più sorprendenti della sfilata c’è la presenza dell’artista Joël Blanc, conosciuto per le sue performance di pittura dal vivo, chiamato a catturare l’energia del momento attraverso il pennello. Invece di limitarsi a osservare la scena, il pittore la interpreta in tempo reale, trasformando il ritmo della passerella, i movimenti delle modelle e l’atmosfera dello show in un’opera in divenire.
Il suo gesto pittorico diventa così una seconda narrazione della collezione: un incontro tra moda e arte performativa, dove l’istante effimero della sfilata viene fissato sulla tela attraverso colore, movimento ed emozione.
3- Tra tweed, ricami e silhouette fiabesche: gli abiti della collezione
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Sulla passerella di Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2026/2027, Matthieu Blazy costruisce un guardaroba in cui i codici della maison vengono trasformati in elementi di un racconto fantastico.
Più che una semplice successione di look, la collezione si sviluppa come una narrazione. Ad aprire la sfilata è un tailleur in guipure che richiama i fagioli magici della fiaba, alleggerito da trasparenze in mousseline di seta. La modella stringe tra le mani proprio Les Fées, Contes des Contes, il volume appartenuto a Gabrielle Chanel da cui nasce l'intero racconto.
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Sfilano poi tailleur in tweed reinterpretati, abiti in pizzo guipure, silhouette leggere, trasparenze, piume e ricami vegetali che sembrano crescere direttamente sul tessuto. La palette alterna delicati toni pastello a bianchi luminosi, nero intenso e improvvisi lampi di rosso laccato, mentre la costruzione sartoriale mantiene sempre il rigore degli atelier Haute Couture della maison.
Anche l'interno degli abiti diventa parte della narrazione: fodere dipinte a mano, piccoli appunti nascosti nelle tasche, charm cuciti tra le lavorazioni e oggetti sospesi alla celebre catena interna Chanel trasformano ogni capo in un universo segreto pensato per essere scoperto solo da chi lo indossa.
Un equilibrio tra sogno e quotidianità che riflette l'idea di couture di Blazy: abiti straordinari, ma pensati per accompagnare la vita reale delle donne.
4- Gli accessori: scarpe gioiello e borse che completano la fiaba Chanel
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Scarpe e borse non sono semplici complementi, ma veri protagonisti della narrazione immaginata da Matthieu Blazy. Le décolleté bicolore vengono impreziosite da applicazioni floreali e rampicanti che sembrano avvolgere il tacco, mentre i colori vivaci dialogano con i ricami degli abiti.
Le minaudière diventano piccoli oggetti da collezione ispirati alle fiabe, accanto a borse più essenziali che reinterpretano i codici della maison. Ogni accessorio contribuisce a costruire quel sottile equilibrio tra fantasia e quotidianità che attraversa l'intera collezione.
5- Il savoir-faire Chanel: il lusso nascosto dietro ogni creazione
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Al di là dell'immaginario fiabesco, la seconda collezione Haute Couture di Matthieu Blazy per Chanel racconta soprattutto una visione della donna contemporanea. Il designer non guarda all'archivio della maison con nostalgia, ma lo utilizza come un terreno fertile da cui far nascere nuove possibilità. La magia della collezione non risiede solo nei ricami, nei volumi o nella scenografia, ma nella capacità di trasformare la fantasia in qualcosa di concreto: abiti pensati per donne reali, per le loro avventure quotidiane, proprio come suggerisce lo stesso Blazy.
È proprio questa attenzione ai dettagli a rendere la sfilata una vera esperienza sensoriale, dove moda, arte e artigianato si incontrano in un racconto sospeso tra realtà e fiaba.
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Sfilate Haute Couture: il meglio delle collezioni Primavera-Estate 2026 che hanno sfilato a Parigi

Finita l'avventura con le passerelle maschili, il gennaio parigino lascia spazio ai voli creativi dell'Alta Moda.
La settimana della moda dedicata all'Haute Couture, che oggi dura in realtà non più di quattro giornate, porta sotto i riflettori le collezioni Primavera-Estate 2026 delle Maison del lusso e dei loro atelier.
Sono stati giorni di debutti: Jonathan Anderson ha dato forma alla sua prima collezione couture non solo nei panni di direttore creativo di Dior ma di un'intera carriera; Matthieu Blazy ha firmato la sua prima prova da Chanel, mentre anche se forte di un'esperienza di lunga data, anche per Silvana Armani è arrivato il momento di lasciare la firma lì dove, per oltre cinquant'anni, si leggeva quella dello zio Giorgio scomparso lo scorso settembre.
A lavorare nella memoria di un nome e di un archivio importante si è trovato anche Alessandro Michele. Direttore creativo di Valentino, Michele ha dovuto portare avanti la sua narrazione haute couture relazionandola alla recente scomparsa di Valentino Garavani, al quale lo stilista romano ha dedicato parole e tributi da ricordare.
Tra tributi e nuovi inizi, a Parigi è andata in scena come da tradizione l'anima più creativa e senza confini della moda.
C'è chi come Daniel Roseberry, direttore creativo di Schiaparelli, ha riprodotto gli ormai celebri gioielli del Louvre sottratti al museo lo scorso ottobre durante una rapina rocambolesca e chi, come Gaurav Gupta, ha portato in passerella dei veri effetti speciali.
Scoprite con noi quali sono stati i momenti più memorabili di queste sfilate haute couture a Parigi.
Schiaparelli: l'agonia e l'estasi del creare
Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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La collezione Haute Couture ideata da Daniel Roseberry per Schiaparelli nasce da un interrogativo che il designer si è posto dopo una visita, ammaliante, alla Cappella Sistina. "Come ci si sente mentre si crea qualcosa?", spostare l'attenzione dall'osservare com'è una cosa quando è stata fatta al processo creativo, al momento della sua ideazione.
Così prendono forma creature magiche: code di scorpione, creature quasi spaventose dominano la passerella, in un equilibrio tra la struttura che la couture richiede e la libertà di seguire un processo creativo che non conosce confini, sospinto dalla fantasia e dalla voglia di liberare la propria immaginazione smettendo di pensare.
Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Elemento memorabile della sfilata sono stati anche gli ormai celebri gioielli rubati al Louvre nell'ottobre 2025: Roseberry gli ha voluti riprodurre e, a indossarli, è stata la star Teyana Taylor, ospite in prima fila allo show.
Teyana Taylor all'arrivo alla sfilata di Schiaparelli.
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Jonathan Anderson e la sua prima couture da Dior
Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Nel primo giorno di sfilate Haute Couture a Parigi è andato in scena il primo di una serie di debutti, quello di Jonathan Anderson nel mondo dell'alta moda.
Una collezione, questa Primavera-Estate 2026, che ha trovato grande consenso e che mixa il linguaggio di Anderson, reso ormai riconoscibile dagli anni alla guida di Loewe e del proprio brand, JW Anderson, con i codici classici della Maison parigina.
Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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L'uso e l'interpretazione dell'elemento floreale è legato alla prestigiosa casa di moda: è un mondo esplorato prima di lui da Raf Simons e ancor prima da John Galliano, a lungo direttore creativo tornato a bordo passerella proprio per applaudire Anderson.
Il quale ha raccontato, pochi giorni prima della sfilata all'interno di un'intervista con The New York Times, di aver invitato proprio Galliano a visionare la sua collezione in anteprima. E la benedizione, a quanto pare, c'è stata.
Jonathan Anderson al termine della sfilata Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Il debutto di Matthieu Blazy da Chanel
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Attesissimo nel calendario di questa fashion week dedicata all'Alta Moda è stato il debutto di Matthieu Blazy. Anche per lui prima prova couture conclusa con grande entusiasmo. La sua narrazione si è presentata articolata e fortemente ispirata al mondo delle fiabe, tradotto però nel quotidiano.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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La passerella, disegnata da maxi funghi colorati e cascate di vegetazione di colore rosa, si apre sulle note di un classico Disney, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco.
La fiaba che racconta Blazy, però, a differenza della storia di Aurora, guarda all'essenziale: spoglia le strutture della couture e le alleggerisce, trasformando le icone della Maison attraverso l'uso di materiali trasparenti e impalpabili.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Gaurav Gupta: abiti con effetti speciali
Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Quella dello stilista Gaurav Gupta è un'Alta Moda condita sempre da un filo di meraviglia. L'abito a corolla, nero, che si illumina attraverso un'inedito corpetto-maschera luminoso, è stato uno dei momenti che hanno catturato maggiormente l'attenzione e lo stupore durante questa edizione della couture parigina.
Ma non è stato l'unico sempre sulla sua passerella. Sfila infatti anche l'abito che si indossa... in due! Una creazione doppia, fatta di intrecci indissolubili.
Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Armani Privé: un passaggio di testimone che funziona
Silvana Armani posa con le modelle che indossano la collezione Armani Privé.
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Tra gli show più attesi della Paris Haute Couture Week, la collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privé, la prima disegnata dalla direttrice creativa Silvana Armani, nipote del fondatore scomparso lo scorso settembre. Il segno di continuità è chiaro: il DNA della casa di moda emerge a ogni uscita ma al contempo si fa strada una visione più femminile.
Armani Privé Primavera-Estate 2026.
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La palette cromatica dai riflessi acquatici, tanto cara allo zio, si sposa con il nero in un gioco di riflessi e di accenti fluidi sofisticati su tagli contemporanei e in linea con un linguaggio attuale.
Silvana Armani.
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Le notti glam degli anni Settanta da Elie Saab
Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Un po' nomade e un po' diva, la donna di Elie Saab mixa influenze etno-chic alle atmosfere del jet-set anni Settanta. Spirito libero e ricami preziosi che riproducono lo splendore del chiaro di luna salgono in passerella raccontando una storia che incanta, quanto la maestria con cui ogni creazione viene minuziosamente realizzata.
Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Il chiaroscuro di Zuhair Murad
Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Riflette sull'attualità Zuhair Murad, sui tempi bui che avvolgono il mondo: tempi che, per rischiararsi, hanno bisogno anche di bellezza. Auspica una rinascita, il fiorire di un'epoca di prosperità che possa dare nuovamente linfa alla creatività e al genio umano.
Sfilano così colori pastello che sanno di leggerezza, di gioia, mentre corsetti in stile anni Cinquanta riportano al centro il corpo nei suoi storici e romantici canoni femminili.
Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Valentino Specula Mundi, l'attenzione sullo sguardo
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Alessandro Michele, alla sua seconda sfilata couture da quando ha assunto la direzione creativa di Valentino, trasporta lo spettatore in un mondo inedito, in cui invita a riscoprire lo sguardo e l'osservare come un gesto lento, concentrato. Lo fa attraverso il set-up della sfilata stessa, fondamentale da raccontare per capire nella totalità la collezione.
All'interno della location sono state riprodotte delle versioni del Kaiserpanorama, una macchina ottica inventata verso la fine dell'Ottocento: un sistema che prevedeva una struttura circolare provvista di piccole aperture, come due lenti di binocolo, che permettevano di osservare una serie di immagini stereoscopiche che si alternavano al suo interno.
Il set-up della sfilata Haute Couture di Valentino.
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All'interno di queste invece si avvicendavano le modelle, spiate dagli invitati attraverso delle piccole finestrelle. Un'impostazione speciale, antica ma allo stesso nuova, che ha offerto un modo unico e personale di osservare gli abiti e gli accessori che celebravano, con tensione teatrale, lo stile delle dive della vecchia Hollywood.
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Un immaginario tanto caro al fondatore, Valentino Garavani, ricordato da Alessandro Michele sia attraverso una lettera, condivisa su Instagram poco prima dell'inizio della sfilata, sia all'inizio della stessa, attraverso la voce di Garavani ripresa dal documentario Valentino: L'ultimo Imperatore di Matt Tyrnauer che è risuonata prima dell'uscita del primo look.
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Le eroine di Robert Wun
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Si intitola Valor: The Desire to Create, and the Courage to Carry On la sfilata di Robert Wun. In passerella, maschere gioiello, total look dorati, corone e corpetti scolpiti che non deludono chi ama le creazioni del visionario designer.
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Curiosità dal front row
Nicole Kidman, Fernanda Torres e Tilda Swinton in prima fila da Chanel.
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Non sarebbe una vera fashion week senza qualche piccolo momento virale dalle prime file, quelle popolate da celebrities e personalità note.
Uno dei nomi di queste sfilate pare essere proprio quello di Lauren Sánchez: la signora Bezos non è mancata, accompagnata dal magnate inventore di Amazon, da Schiaparelli come da Dior ed è apparsa con nientemeno che Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America – oggi alla guida di tutte le edizioni – oltre che con lo stylist Law Roach, che pare stia curando i suoi outfit.
Lauren Sánchez Bezos e Jeff Bezos all'ingresso della sfilata Schiaparelli.
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Un volto noto delle serie tv è stato invece ospite di Gaurav Gupta: parliamo di Jean-Christophe Bouvet che veste i panni di Pierre Cadault nella fortunata serie Netflix Emily in Paris. E anche a bordo passerella, perché alla sfilata è arrivato con tanto di ventaglio-tributo.
Dakota Johnson e Lily Allen alla sfilata Valentino.
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Rihanna alla sfilata Dior.
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Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila da Chanel.
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Come indossare la giacca in tweed in versione "twist & cool"? Vedere alla voce "Gracie Abrams"!
Se c'è un capo d'abbigliamentocbe può essere considerato l'emblema di un'eleganza "classica", quello è senza dubbio la giacca in tweed.
Ideata negli anni Cinquanta da Gabrielle Chanel, che ne ha fatto uno dei keypieces della sua idea di moda per le donne della sua epoca, questa giacca, corta e realizzata in quel particolare tessuto a trama fitta in lana originario della Scozia, è diventata nei decenni uno dei pezzi simbolo della Maison francese e capo del cuore di chi è alla ricerca di un'eleganza rigorosa e senza tempo.
Ma come si può indossare ogni giorno senza incorrere in look troppo "formali" e impostati? Lo spunto arriva dritto dritto dall'ultima sfilata Couture di casa Chanel in questi giorni a Parigi.
*** Tutto sulla sfilata Chanel Haute Couture 2026 ***
Tra gli ospiti, oltre a Due Lipa, Nicole Kidman, Penelope Cruz, Margaret O'Qualley e molti altri, c'era anche Gracie Abrams: figlia del produttore J.J Abrams (il creatore della serie cult di inizi Duemila, "Lost") la giovane cantautrice statunitense amatissima anche dal mondo della moda ha sfoggiato un look total Chanel da segnarsi.
Il suo infatti, è una perfetta interpretazione del look con la giacca in tweed in versione contemporanea: Abrams indossa una giacca in tweed colorata dal gusto pop che mixa il classico bianco e nero a lampi flash di verde lime e a frange lunghe e già questo basterebbe a rendere il tutto più "fresh" e moderno...
Se non bastasse, al posto dei "soliti" pantaloni sartoriali o di una pencil skirt, la cantante sfoggia dei barrel pants in canvas beige, modello di grande tendenza nelle ultime stagioni e che rende il tutto meno "formale" e super versatile anche per il giorno. Ai piedi poi un paio di slingback bicolor che danno quel tocco posh al tutto, evitando un effetto eccessivamente casual.
Se volete "accessoriare" ulteriormente il look noi vedremmo bene un paio di orecchini un po' particolari, dalle forme "scultoree" che catturino l'attenzione e una borsa a secchiello non eccessivamente strutturata, così da rimandare a quell'idea di moda "rilassata" che Mademoiselle Chanel avrebbe sicuramente apprezzato!
Giacca corta in tweed ESSENTIEL ANTWERP
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Barrel pants in canvas, COS
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Slingback bicolor con tacco grosso, CHANEL
Credits: chanel.com
Borsa a secchiello in pelle di vitello, BORBONESE
Credits: borbonese.com
Orecchini in argento 925, KINRADEN
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Chanel Haute Couture, tra rigore maschile e libertà femminile

Il calendario con le sfilate Haute Couture di Parigi scandisce l'appuntamento con Chanel e con la collezione alta moda dedicata alla prossima stagione Autunno-Inverno 2025/26. All'interno del Salon d’Honneur del Grand Palais rivivono i saloni dell'Atelier al 31 di rue Cambon, allestiti per l'occasione dal progettista canadese Willo Perron.
In questa cornice sfila una collezione discreta e raffinata, disegnata dallo Studio Creativo che dal prossimo autunno lascerà il testimone al nuovo direttore artistico Matthieu Blazy, che punta a una reinterpretazione dei classici elementi invernali firmati Chanel. I grandi classici come il tailleur in tweed prendono forma in una palette cromatica che si apre su toni luminosi e chiari, come l'avorio e l'ecrù.
Courtesy of Chanel.
Courtesy of Chanel.
Le atmosfere winter white lasciano il passo a sfumature più invernali: tonalità profonde tipiche della stagione fredda si fanno spazio con tocchi di marrone e di bruciato, verde scuro e nero, da solo o in sofisticate opzioni degradé.
Courtesy of Chanel.
Courtesy of Chanel.
Se i colori incarnano un guardaroba prettamente femminile, le forme si distanziano da questo e guardano a un universo maschile e rigoroso seppur addolcendolo e svuotandolo della sua rigidità, evocando il concetto di liberazione di cui Coco Chanel divenne portavoce attraverso le sue creazioni.
Courtesy of Chanel.
Gli spazi del Salon convivono con un'ispirazione più ariosa, quella delle campagne inglesi e delle brughiere scozzesi cornice dell'incontro tra Chanel e il Duca di Westminster. A questi luoghi fanno riferimento le spighe di grano, un simbolo tanto caro alla fondatrice della Maison che rivivono come piume. Intrecciate a balze di chiffon e infine ricamate, nello scollo del consueto abito da sposa che chiude elegantemente la sfilata.
Courtesy of Chanel.
In prima fila: Gracie Abrams e Sofia Coppola (con figlie a seguito)
Da sinistra: Sofia Coppola, Kirsten Dunst e le figlie di Sofia Coppola Romy Croquet Mars e Cosima Croquet Mars.
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Nuove muse e nomi legati per tradizione alla Maison della doppia C siedono in prima fila in questa ultima prova Couture. Accanto a star come Kirsten Dunst, Marion Cotillard e Keira Knightley anche la regista Sofia Coppola, che ha scelto l'occasione per introdurre le figlie nel mondo dei front-row parigini.
Da sinistra: Gracie Abrams - Lorde.
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Da sinistra: Keira Knightley - Virginie Ledoyen - Marion Cotillard.
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Da sinistra: Naomi Campbell e Charlotte Casiraghi - Penelope Cruz.
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Chanel Haute Couture 2024: l'emancipazione in un bottone

Il martedì mattina del calendario couture è come da tradizione targato doppia C. Sfila la collezione Primavera-Estate 2024 di Chanel, realizzata da Virginie Viard guardando a un dettaglio che esiste dai tempi di Gabrielle Chanel e che, in fin dei conti, un semplice dettaglio non lo è affatto.
Tutto, la passerella stessa (disegnata da Kendrick Lamar, Dave Free e Mike Carson) celebra il bottone, quell'elemento funzionale che permette di chiudere, aprire, mettere e togliere ma che è al contempo un vero e proprio gioiello, soprattutto se rifinito come Chanel insegna, che aggiunge un tocco di luce, rendendo sofisticato ogni capo.
Per Viard questo bottone-gioiello diventa il simbolo dell'emancipazione, del liberarsi e manifestarsi dando massima espressione al proprio corpo. Prende questo simbolo e lo innesta in un altro immaginario fortemente legato al movimento e al concetto di libertà, come quello della danza.
Chanel stessa nutriva una forte passione per l'arte della danza, ne sosteneva le istituzioni anche attraverso la creazione di capi dedicati ai professionisti della scena. Così in questa collezione vediamo liberarsi gonne in tulle e tasche effetto nudo nello stesso impalpabile materiale, fuseaux e collant bianchi, cinture di pizzo, volant. Il tutto in una palette colore delicata, fatta di tanto bianco, rosa cipria e pochi accenti a contrasto, rubati all'iconografia densa di colore dei Ballets Russes di Léon Bakst e Sergei Diaghilev, che proprio a Coco Chanel affidarono la realizzazione dei costumi del balletto Le Train Blue, negli anni '20 del Novecento.
Resta una certezza il tweed, tessuto simbolo del marchio, che si reinventa: gilet multicolore, effetti puntinati in bianco e nero, gonne a palloncino abbinate a giacche cropped che lasciano intravedere, sotto, un body da ballerina.
Romanticismo e femminilità raggiungo l'apice nel rosa, setoso e brillante ricoperto di ricami preziosi, e nel consueto abito da sposa finale. Calze bianche, anche qui, maniche in chiffon a palloncino e un lungo strascico in tulle, che ancora una volta traduce nella migliore delle forme l'emozione, leggera, di un passo di danza.
Chanel Haute Couture 2024: il trucco della sfilata
Leggerezza e luminosità sono le parole chiave del beauty look Chanel scelto per la sfilata haute couture.
Per creare la base sono stati scelti prodotti fondenti e invisibili, come il fondotinta Les Beiges Water-Fresh Complexion Touch e il correttore Le Correcteur de Chanel.
A illuminare l'incarnato, poi, tocchi di highlighter Baume Essentiel Lilas o Les Beiges Healty Winter Glow Primer nella nuance Frosty White, scelti a seconda del tono di pelle.
Le sopracciglia giocano un ruolo cruciale nella caratterizzazione di questo trucco, sottolineate da Stylo Sourcils Waterproof e Le Gel Sourcils nella nuance Trasparent a fissare il colore. L'effetto è bold e straordinariamente naturale.
E gli occhi? Perfettamente nude grazie agli ombretti della palette Les 4 Ombres 388 Éclat de Nuit e all'applicazione leggera del mascara Le Volume Révolution De Chanel nella colorazione 10 Noir.
A sigillare il beauty look, labbra morbide e luminose effetto balmy con Rouge Coco Baume 938 Keep Cool e unghie colorate di un rosa pastello chiarissimo con lo smalto Le Vernis 175 Skieuse.
Per osservare nel dettaglio il trucco viso in passerella e i prodotti Chanel utilizzati nella sua realizzazione sfogliate la gallery.
Chanel Haute Couture 2024: il beauty look della sfilata
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Beauty a cura di Serena D'Angelo
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Chanel Haute Couture: la sfilata lungo la Senna in un tripudio di fiori, mixati con l'immancabile tweed
La sfilata Haute Couture di Chanel fa sbocciare i fiori sulle rive della Senna: ecco i look più rappresentativi della collezione Autunno Inverno 23/24
Per la nuova collezione Haute Couture di Chanel, Virginie Viard, direttore creativo del brand dal 2019, porta tra le strade parigine che circondano la Senna l'eleganza sofisticata del floreale, prediligendo la semplicità fatta di piccoli dettagli, di colori neutri con accenti pastello, di un romanticismo profondo ma non sdolcinato o scontato, di una femminilità audace ma mai "urlata".
Sullo sfondo si staglia la maestosa Torre Eiffel mentre sulla passerella sfilano alcune delle muse più care alla maison: da Caroline de Maigret, che ha aperto la sfilata con un lungo cappotto in tweed a doppiopetto, a Vittoria Ceretti in un total black di paillettes super chic, composto da soprabito, pencil skirt in coordinato e blusa see-through.
La sfilata Haute Couture di Chanel FW 23/24 è sicuramente riconoscibile per gli innumerevoli dettagli floreali colorati che spezzano il rigore delle nuance scure della collezione, fatta di lunghi cappotti e di tailleur in tweed, ma anche di gonne e bluse voluminose, in un continuo alternarsi di codici maschili e silhouette femminili.
Il tutto accompagnato da cestini in paglia contenenti composizioni di frutta e fiori freschi: un dettaglio che crea un contrasto prezioso con l'eleganza sostenuta dei look.
A popolare il front row dello show parigino, tante celeb, da Charlotte Casiraghi, alla global ambassador della maison, Vanessa Paradis, passando per Lupita Nyong'o e il rapper americano Kendrick Lamar.
Ecco alcuni dettagli dei look della collezione Chanel Haute Couture autunno inverno 2023/2024 di cui ci siamo innamorate a prima vista: dal cappello in paglia con fiocco di velluto a contrasto, al cestino di vimini, senza dimenticare le iconiche pumps bicolor con tacco e punta metallizzati.
Il beauty look della sfilata Chanel Haute Couture FW 2023 2024
Trucco occhi soft smokey e labbra naturali. Il trucco della sfilata Haute Couture Chanel per l'autunno inverno 2023 2024 è sofisticato.
La base viso è naturalmente opaca grazie all'utilizzo del fondotinta Les Beiges Water-Fresh Complexion Touch abbinato alla terra abbronzante cremosa effetto seconda pelle Les Beiges Crème Belle Mine Ensoleillée.
Le sopracciglia sono ben definite grazie alla matita specifica Stylo Sourcils Waterproof, applicata a piccoli tocchi e fissata con il Gel Sourcils trasparente, perfetto anche per donare corpo e profondità.
Il trucco occhi è senza dubbio il punto focale del look, ottenuto con la palette di ombretti Les 4 Ombres 308 Clair-Obscur, un'armonia di shade naturali dal sottotono freddo.
A donare un tocco di intensità allo sguardo poi, la matita occhi blu Le Crayon Yeux 19 Blue Jean e, nella rima interna dell'occhio, la matita Le Crayon Khol 69 Clair. A completare l'eye-look l'iconico mascara nero Noir Allure nella variante 10 Noir.
Il tocco finale? Il rossetto Le Rouge numero 31, una shade naturale ma vibrante.
Sulle unghie, invece, non poteva mancare lo smalto nude per eccellenza: Le Vernis 111 Ballerina, accompagnato dal base coat Le Base Camelia e dal top coat Le Gel Coat.
Volete osservare meglio il bauty look della sfilata Chanel e i prodotti scelti per la sua creazione? Sfogliate la gallery.
I beauty look della sfilata Chanel Haute Couture A/I 2023 2024
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Beauty update: Serena D'Angelo
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Da Chanel è comparsa in front row una "new face" da tenere d'occhio... Volete sapere chi è?
La sfilata Haute Couture di Chanel è da sempre uno degli show più attesi della Settimana dell'Alta Moda parigina, anche per la pletora di celeb e personaggi che richiama.
Questa stagione, ad esempio, in prima fila c'erano "amiche" storiche della maison come Vanessa Paradis, Charlotte Casiraghi, Marion Cotillard e Tilda Swinton... ma non solo!
Tra le star in prima fila comparivamo anche la cantante Angele, le attrici Sadie Sink e Lucy Boynton e, accanto a loro, una ragazza bionda dall'aria stranamente famigliare...
A guardarla bene infatti il suo volto ci ricorda qualcosa, o meglio qualcuno... e a voi?
Avete capito di chi si tratta? La fanciulla in questione è Apple Martin, figlia dell'attrice Gwyneth Paltrow e del frontman dei Coldplay, Chris Martin.
Apple, che ha 18 anni, non è al suo "debutto" nel mondo della moda, ma di sicuro è una delle prime volte che la vediamo senza la compagnia di mamma Gwyneth. Che si stia preparando a una carriera nel fashion system come molte altre "nepo babies" in circolazione?
Basta pensare a Kaia Gerber, Lila Moss e Iris Law, figlie rispettivamente di Cindy Crawford, Kate Moss e Jude Law, sempre più presenti sulle passerelle e sulle pagine delle riviste...
Non sappiamo se il destino di Apple sarà qui o altrove (magari nel cinema, con la benedizione di Gwyneth) ma sicuramente la ragazza ha cominciato col piede giusto. Non ci rimane che attendere i prossimi passi...
A cura di Rossella Malaguarnera
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Chanel e la nuova collezione Haute Couture ispirata al mitico bestiario di Madame Coco

L’anno scorso l’Haute Couture di Chanel era stata presentata in una speciale passerella trasformata per l'occasione in un ippodromo, su cui aveva fatto il suo ingresso a cavallo Charlotte Casiraghi, global ambassador e grande amica del brand.
Anche quest’anno Virginie Viard ha voluto svelare la nuova collezione della Maison senza rinunciare all’effetto sorpresa e ha scelto di avere ancora una volta al suo fianco Xavier Veilhan per allestire il grande spettacolo andato in scena qualche ora fa al Grand Palais Éphémère di Parigi.
L’artista e sceneggiatore, che ha realizzato anche il teaser della sfilata, ha riprodotto in passerella il mitico bestiario di Madame Coco: liberamente ispirato al vero bestiario dell’appartamento in 31 Rue Cambon che custodisce una ricca selezione di oggetti, disegni e sculture dedicate agli animali tanto amati da Gabrielle Chanel.
“Tutto l'universo del ricamo della collezione è rivolto al mondo animale” ha spiegato il direttore creativo.
Ed è così che le modelle hanno mostrato i nuovi look della collezione in un vero e proprio labirinto popolato da giganteschi animali in legno, carta e cartone.
Sotto la luce dei riflettori, grandi simboli di Chanel, come la camelia o il tweed, che però questa volta hanno dovuto condividere la scena con gatti, rondini, coniglietti e altri piccoli animali che sono diventati il ricamo di tailleur e abiti raffinati.
Ispirati al mondo dello spettacolo, mantelle di raso, camicie da smoking, giacche doppiopetto e frac che si portano con cappelli a cilindro, papillon e guanti rigorosamente bianchi.
Pezzi iconici dell’immaginario di Chanel, come i tailleur corti in tweed, si alternano a abiti sottoveste iper femminili e gonne ricamate su cui fioriscono romantici bouquet di fiori.
E i fiori sbocciano anche su sinuosi abiti sottoveste dai tessuti impalpabili e sulle tute leggere, indossate con stivaletti bicolor e papillon.
I lunghi abiti da sera sono realizzati in materiali preziosi che spaziano dal tulle di seta all’organza, dal crêpe georgette e pizzo chantilly.
A chiudere lo show, l’abito da sposa indossato da Anna Ewers: uno dei pezzi forte di questa collezione Haute Couture di Chanel. Un mini dress in tulle con i ricami delle rondini, indossato in modo rock, con papillon en pendant e stivaletti gold.
Scoprite la sfilata Chanel Haute Couture Primavera Estate 2023
Chanel Haute Couture SS 2023: il beauty look della sfilata
Il make up della sfilata Chanel Haute Couture SS 2023 vede il trucco labbra come protagonista indiscusso.
La bocca è infatti il focus del look sofisticato visto in passerella, vestita dai colori bold degli iconici rossetti Chanel Rouge Allure e Chanel Rouge Allure Velvet.
Le shade scelte per valorizzare i beauty look? Chanel Rouge Allure 152 Insaisissable e Chanel Rouge Allure Velvet 57 Rouge Feu, due rossi vibranti ricchi di carattere, applicati su labbra ben idratate e levigate grazie al balsamo labbra Chanel Baume Essentiel.
E il resto del trucco? Neutro e luminoso, grazie a Chanel Red Camellia Revitalizing Serum e Chanel Red Camellia Revitalizing Cream - parte della linea N°1 de CHANEL - posti come base al fondotinta perfezionante Chanel Face Ultra Le Teint Ultrawear All-Day Comfort Flawless Finish Foundation.
Per osservare nel dettaglio il beauty look della sfilata Haute Couture della maison parigina vi invitiamo a sfogliare la gallery.
Chanel Haute Couture SS 2023: il beauty look della sfilata
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Chanel Haute Couture: l'omaggio "equestrian chic" agli anni '30

Gli anni '30 hanno segnato la storia di Chanel. La maison, fondata nel 1910 da Gabrielle Chanel, attraversò un profonda maturazione artistica che accompagnò quella personale della fondatrice. Per la sua ultima collezione a l’Étrier de Paris, nella cornice dell'allestimento firmato dall’artista Xavier Veilhan, la direttrice creativa Virginie Viard propone completi, abiti lunghi proprio come li immaginava mademoiselle Gabrielle negli anni '30.
«Gli abiti sono aderenti al corpo anche se qui hanno spalle forti, altri invece hanno delle pieghe come l'abito da sposa per esempio» ha spiegato Virginie Viard «E anche il pizzo, intarsiato, rielaborato, non ricamato, ma ridipinto. La tavolozza dei colori passa dal verde brillante, kaki, beige, rosa, molto nero e argento».
Colonna portante della collezione è il richiamo al mondo equestre, da sempre uno degli elementi chiave nel percorso artistico di Gabrielle. Amante della vita all'aria aperta e dello sport, scopre la necessità di un abbigliamento pratico e sportivo perché secondo lei, la vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento. Decide così di realizzarlo per sé, in principio, e poi per le donne che vestiva, come nel caso dei pantaloni alla cavallerizza, a vita alta, indossati con la sua maglia Breton a righe con manica a tre quarti.
Virginie Viard, addentrandosi negli archivi della maison, richiama il passato portando in passerella spalle arrotondate, sagome squadrate e diverse forme geometriche. Abiti e tailleur rafforzano l'estetica anni '30 della collezione uniti a quella degli anni'70 a cui il suo predecessore Karl Lagerfeld era particolarmente affezionato.
Insieme ai completi di lana bouclè e alle giacche tweed, sfilano in passerella i gioielli della collezione di alta gioielleria Chanel "1932", un omaggio alla collezione "Bijoux de Diamants", l'unica mai realizzata da Coco Chanel. A completare i look, stivali da cowboy, sicuramente uno dei trend principali della prossima stagione.
I capi presentati restano leggeri, femminili, pensati per essere indossati. Abiti che raccontano una storia e che divengono un omaggio al lascito artistico di Gabrielle Chanel.
Il beauty look sofisticato della sfilata Chanel Haute Couture A/I 2022 2023
I beauty look delle sfilate Haute Couture A/I 2022 2023 puntano al minimalismo optando per uno stile sofisticato "natural beauty".
Protagonista assoluto del beauty look Chanel è senza dubbio la base, ottenuta con una skincare d'eccezione a base di Hydra Beauty Micro Serum e Hydra Beauty Camellia Water Cream.
A seguire, la carnagione è stata esaltata con il nuovo fondotinta Les Beiges Water Fresh Complexion Touch e da un tocco di blush Les Beiges Water Fresh Blush.
Il trucco degli occhi è luminoso sulle palpebre grazie alla palette Les Beiges Healty Glow Natural Eyeshadow Palette in Medium. A intensificare lo sguardo, l'immancabile mascara Le Volume de Chanel N°10 Noir, accompagnato dai nuovi, ma già amatissimi, Stylo Ombre et Contour 06 Nude Eclat e 04 Electric Brown.
Il resto del make up è neutro e sofisticato. Sulle labbra troviamo l'iconico Rouge Coco Flash nella shade nude-glam 54 Boy, mentre sulle unghie spicca lo smalto Le Vernis 167 Ballerina, il nude per eccellenza.
Volete osservare da vicino il beauty look della sfilata? Sfogliate la gallery con le foto di backstage Chanel.
Chanel Haute Couture A/I 2022 2023: il beauty look della sfilata
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Best of Paris Couture Week: i 10 look che non dimenticheremo

Dal 24 al 27 gennaio sulle passerelle della Capitale francese hanno sfilato i nomi più blasonati della moda, riunendo in una manciata di giorni il gotha della moda, per celebrare quel rito pagano che, nel settore, definiamo Haute Couture. E così, fra una cavalcata regale e un front row scintillante di star come non mai, anche noi, davanti all’incedere fastoso dell’alta moda, abbiamo preso appunti per segnalarvi i dieci best of che non dimenticheremo, i look wow che ci hanno fatto sognare e riflettere.
Best of Paris Couture Week: le trasparenze di Chanel
(Credits: courtesy of press office)
A voler essere sinceri quello che probabilmente tutti ricorderanno dell’ultima fatica di Virginie Viard sarà il regale trotto di Charlotte Casiraghi in groppa al suo cavallo Cousco in apertura di sfilata, un po’ Bianca Jagger e un po’ restaurazione francese. Non che la collezione non si sia fatta notare per meriti intrinseci, però di fronte allo spettacolo concesso dalla principessa monegasca difficile riconcentrarsi adeguatamente sul resto. Difficile ma non impossibile, perché di abiti magnifici in questa sfilata se ne sono visti molti, ma a restarci impresso è uno: quello che più di tutti ricorda il tocco leggero di Chanel, quando era ancora Coco e per le donne comuni aveva in serbo progetti di liberazione, e non cavalcate verso l’Ancien Régime. #CircoEquestre
Best of Paris Couture Week: il cappotto prezioso di Valentino
(Credits: courtesy of press office)
Ne hanno parlato già tutti di questa Anathomy of Couture, e in effetti l’operazione svolta da Pierpaolo Piccioli per giungere all’anima più profonda della couture, quella capace di trasformare una donna in una dea per un giorno, ha decisamente lasciato il segno. Il cappotto indossato da Lara Stone è emblematico perché rappresentativo di questa nuova visione che prorompe - anche sulle passerelle da sempre più conservatrici - in fisicità diverse e corpi finalmente lontani da stereotipi di bellezza quanto mai superati. #LookAhead
Best of Paris Couture Week: il cut out di Alexandre Vauthier
(Credits: courtesy of press office)
Hanno un sapore decisamente beneaugurante le citazioni Anni ’20, ruggenti come si spera saranno quelli appena iniziati, della collezione proposta dall’ex pupillo di Thierry Mugler. Tra i look in passerella, omaggio alle flapper tutte frange e lustrini ma anche ai completi maschili dal sapore sartoriale, fra marabù e sontuosi velluti, è impossibile non notare l’abito effetto seconda pelle, in un’intensa sfumature verde giada, su cui mani sapienti hanno disseminato giochi di cut out strategici. #BelleEpoque
Best of Paris Couture Week: l'abito scultura di Schiaparelli
(Credits: courtesy of press office)
Se ci chiedessero qual è il connubio più riuscito nella moda - dopo quello fra il compianto Alber Elbaz e Lanvin - indicheremmo Daniel Roseberry alla guida di Schiaparelli. Una maison con un passato di grande successo e un futuro molto incerto, che è stata riportata a nuova luce dall’americano più estroso che si ricordi. E che è capace di trasformare ogni collezione in un evento surrealista dove l’oro non è mai abbastanza e i barocchismi sono all’ordine del giorno. Vedere per credere questo abito, un’opera d’arte degna di una Niki de Saint Phalle. Scultoreo come una dea dell’Olimpo e altrettanto magnifico. #FoliesBergère
Best of Paris Couture Week: i fiori e paillettes di Elie Saab
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Magniloquente: potrebbe essere questa la parola perfetta per riassumere la sfilata Alta Moda di Elie Saab. Lo stilista libanese, che ci ha abituati a restare a bocca aperta di fronte ai suoi abiti da mille e una notte amato dalle celeb, anche stavolta non si è tirato indietro: nel Bloom Flower dress, l’esemplare più prezioso di una collezione tutta ispirata al mondo floreale, una cascata di paillettes multicolore anima di bagliori argentei la silhouette da sirena, culminante nel decoro a corolla che impreziosisce la scollatura. #InBloom
Best of Paris Couture Week: il completo total white di Dior
(Credits: courtesy of press office)
Un tailleur candido che non fatichiamo a immaginare su Jackie O’ per una cena di gala, quando era ancora la first lady e gli anni Sessanta si scoprivano ricchi di ottimismo e positività. È in questo look che la collezione disegnata da Mariagrazia Chiuri dimostra tutta la propria sapienza sartoriale al servizio del bon ton. Del resto, un saggio di questa sua nuova ricerca la stilista ce lo aveva già dato con la sfilata per la PE 2022, ricca di rimandi Sixties fra mini a trapezio e colori pop. Perché dunque non alzare il tiro tornando a proporre abiti belli da vedere e perfetti da indossare? #BonChicBonGenre
(Credits: courtesy of press office)
Nella loro impareggiabile carriera ci hanno abituati ad abiti-letto, manifesti indossabili, corsetti a forma di dolciumi e ad ogni genere di stranezza. Per questo non stupisce che, ancora una volta, il duo di designer olandesi abbia deciso di sovvertire il buon senso e le regole comuni per portare in passerella una carrellata di figure dalle proporzioni "sballate", il cui rimando dichiarato è la paura. Una paura che però va governata, e usata quasi come un’armatura. Come accade con l’abito-costruzione in seta moiré color caramella, interamente percorso da ruches e volant, e che non sfigurerebbe sulla sposa cadavere di Tim Burton. #SorryNotSorry
Best of Paris Couture Week: il corsetto+denim di Jean Paul Gaultier
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Divertente, eclettica, ricca di citazioni eppure contemporanea: impossibile descrivere in poche parole la collezione firmata dal designer di Y/Project’s Glenn Martens per la maison francese. Un pot-pourri che mescola i rimandi alla storia dell’arte e i richiami boudoir che hanno reso celebre Gaultier con la denim couture che fatto la fortuna del brillante belga, e che è perfettamente esemplificato da questo look che strizza in un corsetto disseminato di lacci tutto l’esprit du temps di questa stralunata epoca. #CultureClash
Best of Paris Couture Week: i disegni di Fendi
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Cos’è una collezione di Haute Couture se non un omaggio contemporaneo ai fasti imperiali della nascita della moda? Deve aver pensato a questo Kim Jones quando ha lasciato che la Storia con la S maiuscola prorompesse su alcuni dei look in passerella. Tra questi, la cappa che omaggia la statuaria classica, così comune da ammirare per chi passeggia per le antiche strade romane, eppure così distante dalla vita quotidiana di molti dei clienti dell’alta moda. Una cartolina animata per sognare ad occhi aperti. #TrompeLOeil
Best of Paris Couture Week: la sposa di Zuhair Murad
(Credits: courtesy of press office)
È la couture più couture di tutte quella in chiave medio orientale di Zuhair Murad, che affida all’incedere opulento e picaresco delle modelle in passerella la sua visione sontuosa di una moda di certo non per tutti, ma che sui sogni collettivi viaggia leggera come un avventuroso pirata nei mari. L’arte sublime del ricamo raggiunge il suo più alto grado nell’intera collezione, ma il culmine è quello proposto dall’abito da sposa, costellato di delicate incrostazioni di cristalli che si susseguono come ragnatele su strati e strati di tulle. #Wonderland
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