Grazia.it talks with: Alice Pons

Non avremmo potuto scegliere momento migliore per parlare di questo brand. Tra meno di due settimane arriverà nelle sale la molto attesa, e molto chiacchierata, reinterpretazione cinematografica di "Cime Tempestose" con la regia di Emerald Fennell e un cast stellare composto da Margot Robbie e Jacob Elordi.
Il film, già dai primi trailer, ha scaldato gli animi (non senza qualche polemica) e riportato in auge quell'estetica gotico-romantica fatta di crinoline, velluto e, ça va sans dire, corsetti. Del resto, se dovessimo pensare a uno dei capi d'abbigliamento più rappresentativi dell'epoca vittoriana in cui l'opera è ambientata, il corset sarebbe tra i primi a venirci in mente.
Le origini di questo capo sono molto antiche: i primi esempi si trovano addirittura durante l'epoca minoica ma è sicuramente durante il regno di Elisabetta I (XVI secolo) che assume le caratteristiche estetiche con cui lo conosciamo mentre sarà l'Ottocento a renderlo uno dei capi emblematici del guardaroba femminile. Nel Novecento, con la nascita dei primi movimenti femministi all'inizio del secolo, il corsetto verrà progressivamente abbandonato e relegato a oggetto di costrizione femminile e sinonimo di sottomissione agli ideali patriarcali.
Nonostante tutto eserciterà sempre una forte, fortissima fascinazione anche nella moda contemporanea e tra i designer dei nostri giorni: ieri Jean Paul Gaultier e Vivienne Westwood, oggi Dilara Findikoglu sono solo alcuni degli stilisti che l'hanno portato in passerella con nuovi significati e valenze, libere da vecchi pregiudizi e capaci di esprimere nuove esigenze e idee di femminilità.
Ed è proprio in questo nuovo filone che si inserisce Alice Pons, giovane designer, fondatrice del brand omonimo che ha fatto del corsetto la sua chiave espressiva. Nato nel 2019 come marchio di corsetteria couture, nasce del desiderio di Alice, dopo la formazione al London College of Fashion, di riportare il corsetto storico nel presente, trasformandolo in un pezzo contemporaneo, versatile e adatto alla vita di oggi.
Realizzati interamante da manifatture italiane in Italia, i corsetti di Alice Pons si focalizzano sulla vestibilità e diventano capi pensati per durare nel tempo, essere riutilizzati e tramandati. Ideati come pezzi per event wear e le occasioni più special, Alice ha immaginato poi una parte di everyday bespoke e bridal su misura per le spose. Il fascino e i modelli rimandano ad atmosfere lontane, come suggeriscono le immagini della campagna, che richiamano le atmosfere rinascimentali, ma l'approccio al suo uso è decisamente contemporaneo.
Abbiamo intervistato Alice Pons per farci raccontare l’origine del brand...
Partiamo dal principio: com'è nata l'idea di incentrare tutto sul corsetto?
«L’idea nasce durante i miei studi di Fashion Design a Londra, dall’incontro tra la passione per la storia dell’arte, i film d'epoca e la fotografia. Il corsetto è stato il primo capo in cui mi sono riconosciuta completamente: complesso, strutturato, carico di storia, ma capace di parlare anche al presente. Mi sono resa conto che mancava un approccio essenziale e contemporaneo a un capo così iconico. Partire da un solo prodotto è stata una scelta giustissima, che mi ha permesso di costruire un’identità chiara, forte e immediatamente riconoscibile».
Quali sono state le difficoltà iniziali nell'avviare il tuo brand?
«La prima piccola difficoltà all’inizio è stata far superare i preconcetti legati al corsetto, spesso percepito come un capo scomodo o addirittura pericoloso. È stato necessario spiegare e dimostrare che si trattava di corsetti moderni e flessibili, progettati per essere realmente indossati nella vita quotidiana, pensati per il corpo e non contro di esso. A questo si è aggiunta la complessità produttiva: il corsetto è uno dei capi più difficili da realizzare, richiede tempi lunghi, competenze altamente specializzate e materiali molto specifici.
Un’altra difficoltà importante è stata partire da zero, senza investimenti iniziali. Questo ha richiesto molta costanza, pazienza e una visione a lungo termine: un percorso costruito lentamente, nell’arco di circa sette anni. Nonostante questo, ho sempre ricevuto un riscontro molto positivo: le mie creazioni, quando incontrano le persone giuste, lasciano un segno. È stato proprio questo riconoscimento costante a non farmi mai perdere la fiducia e a spingermi a continuare».
Il corsetto è un capo particolare e che porta con sé significati diversi (seduzione ma anche, per alcuni, "costrizione"). Per te cosa rappresenta oggi?
«Per me il corsetto oggi rappresenta libertà. È uno strumento di consapevolezza del corpo: sostiene, valorizza, modifica la postura e il modo in cui ci si muove e ci si percepisce. Non lo vedo come un simbolo di costrizione o di seduzione imposta, ma come un oggetto di trasformazione temporanea, quasi un gioco. È storia che prende vita sul corpo, è un viaggio nel tempo».
Il corsetto non è un capo semplicissimo da abbinare. Se dovessi proporre un look con cui partire?
«Direi corsetto e jeans. È l’abbinamento più immediato e naturale: la struttura del corsetto dialoga con la semplicità e sportività del denim.
È il modo più efficace per togliere al corsetto quell’aura “intoccabile” e riportarlo nella quotidianità, senza perdere eleganza».
Da qualche tempo è nato lo "spin off" Alice Pons Bridal, dedicato alle spose. Quali sono le differenze principali (e le difficoltà) rispetto al brand principale?
«La differenza principale sta nel servizio, più che nell’estetica. Il bridal è un percorso molto più lungo, intimo e completamente one-to-one. Ogni abito nasce da zero e viene costruito intorno alla sposa. Creativamente, però, non c’è una vera separazione: la sposa Alice Pons è una naturale evoluzione del brand, ancora più couture e complessa, ma sempre coerente con la stessa direzione creativa».
I social ti hanno aiutata a costruire una community molto affiatata. Un aspetto positivo e uno negativo (se c’è) di questo lato del lavoro?
«Il lato positivo è la possibilità di dialogare direttamente con le persone, creare una community anche internazionale e raccontare il processo, la quotidianità e la realtà dietro ogni progetto, non solo il risultato finale. Quello negativo è la pressione costante: la richiesta continua di contenuti rischia di appiattire la percezione del lavoro creativo, che invece richiede tempo e lentezza. Alcuni capi e alcune immagini meriterebbero di essere osservati con più attenzione. Detto questo, senza i social il brand non sarebbe dove è oggi, quindi cerchiamo di usarli nel modo più efficace».
Hai avuto modo di vestire anche la cantante Elodie. Quali altri personaggi e celeb ti piacerebbe indossassero il tuo brand?
«Mi interessa vestire donne con una forte identità, più che inseguire nomi specifici. Negli ultimi anni mi sto allontanando sempre di più dal mondo celebrity e trovo molta più soddisfazione nel vestire la clientela reale: le donne che scelgono davvero i miei capi e li vivono nel tempo. Un abito amato e indossato più volte mi dà una gioia molto più grande di una comparsa occasionale su una celebrity. Detto ciò, non mi dispiacerebbe vestire Dua Lipa o Tilda Swinton».
Come ti piacerebbe che Alice Pons “crescesse”? Quali sona i progetti a cui stai lavorando e che puoi svelarci?
«Immagino una crescita lenta ma solida, senza snaturare il cuore del brand. Sto lavorando sull’ampliamento dell’immaginario, su collaborazioni mirate e su progetti speciali che uniscono moda, arte e fotografia. Mi interessa più la profondità che la scala: preferisco fare meno, ma farlo molto bene, ed essere riconosciuta per delle creazioni molto particolari
Ultima domanda: se Alice Pons fosse una una canzone o una musica quale sarebbe?
«Sarebbe qualcosa di classico ma emotivamente potente: una traccia techno costruita su melodie classiche, rigorosa e ipnotica, capace di attraversare il tempo».
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“Love Story” sta per arrivare! E questi sono i capi da avere nell’armadio per uno stile minimal-chic come quello di Carolyn Bessette
La scorsa estate abbiamo seguito sui social l’inizio delle prime riprese, poi abbiamo iniziato a passare in rassegna i look sfoggiati da Sarah Pidgeon sul set e ora che manca poco all’uscita della serie non ci resta che metterci comode e goderci quella che di fatto è una delle più grandi novità televisive del 2026.
Eh sì, “Love Story”, la nuova attesissima serie di Ryan Murphy che ripercorre la storia d’amore tra John F. Kennedy e Carolyn Bessette, sta per arrivare e il 13 febbraio sarà finalmente disponibile su Disney +.
Proprio ieri è stato diffuso il trailer ufficiale e mentre l’hype per la serie continua a crescere, noi ci siamo già messe alla ricerca dei capi che vogliamo avere nell’armadio per avere un guardaroba elegante e senza sforzo come quello della protagonista femminile.
I look minimal-chic di Carolyn Bessette (se ve li siete persi, qui trovate alcuni dei più celebri), infatti, hanno dettato tendenza negli anni ’90 e continuano a farlo ancora oggi.
E noi, in attesa di scoprire quelli che Sarah Pidgeon sfoggerà in “Love Story”, ci siamo appuntate quelli che Carolyn Bessette indossava nel quotidiano e nelle occasioni speciali e abbiamo messo nero su bianco quelli a cui vogliamo assolutamente far spazio anche noi nel nostro armadio.
Dalla classica camicia bianca, che lei portava con gran nonchalance con le maniche arrotolate, ai jeans a gamba dritta; dal little black dress alla pencil skirt color cammello: ecco alcuni dei pezzi chiave che hanno reso iconico lo stile di Carolyn Bessette.
I capi e gli accessori da puntare per uno stile minimal-chic come quello di Carolyn Bessette
AMI PARIS Cappotto nero in lana vergine
Credits: amiparis.com
COS Camicia sartoriale in cotone bianco
Credits: cos.com
PLEASE Jeans a gamba dritta dal lavaggio medio
Credits: pleasefashion.com
TOTEME Borsa a spalla in pelle
Credits: mytheresa.com
GIORGIO ARMANI Abito a tubino in seta
Credits: armani.com
AEYDE Stivali alti al ginocchio in suede marrone
Credits: aeyde.com
MAX MARA Maglia nera in cashmere con scollo a V
Credits: it.maxmara.com
LUISA SPAGNOLI Gonna a tubino color cammello
Credits: luisaspagnoli.com
Foto in apertura: imdb.com
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Le borse dei sogni esistono (e costano meno di 200 euro)

C’è un accessorio che più di ogni altro riesce a cambiare l’energia di un look in pochi secondi: la it bag. Basta indossarne una giusta per sentirsi subito più cool, più sicure, più “wow”.
E la notizia migliore? Questa stagione le borse più desiderate non richiedono necessariamente un budget eccessivo: le nuove collezioni infatti dimostrano che stile, qualità e prezzo possono andare d’accordo svelando borse bellissime sotto i 200 euro.
Le passerelle e lo street style parlano chiaro: forme morbide, volumi mini, dettagli gioiello e colori che vanno dai neutri chic alle nuance vitaminiche.
Il risultato? Una selezione di modelli capaci di accompagnarci ovunque, dal mattino alla sera, con quell’allure effortless che amiamo tanto.
Le borse a tracolla e a mano restano le regine assolute: pratiche, femminili, perfette da indossare a spalla o crossbody. Le versioni di stagione si vestono di "rigidità", pelle martellata e finish lucidi che catturano lo sguardo senza però essere eccessivi.
Accanto a loro, le pochette continuano a farci perdere la testa. Piccole, compatte, irresistibilmente chic, sono l’accessorio perfetto da abbinare a un jeans e una camicia bianca, prediligendo i toni del marrone o bordeaux.
Per chi invece ha bisogno di spazio, la shopper si rinnova in chiave elegante: linee pulite, materiali leggeri, tonalità soft e dettagli raffinati. È la borsa che davvero risolve le giornate piene!
Tra le silhouette più cool del momento spiccano anche baguette, morbide e fluide, ideali per chi ama un’eleganza rilassata ma ricercata. Si portano con disinvoltura e rendono ogni outfit immediatamente più moderno.
Insomma, questa stagione ci invita a sognare in grande… con un budget piccolo. Ogni borsa ha un grande potenziale...pronte a trovare la vostra?
Borse sotto i 200 euro: i modelli più belli delle nuove collezioni
&OTHER STORIES - 179 Euro
Credits: stories.com
CHARLES & KEITH 109 Euro
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FURLA - 185 Euro
Credits: furla.com
LONGCHAMP -125 Euro
Credits: longchamp.com
VICTORIA SHOES - 55 Euro
Credits: Courtesy of Press Office
SEZANE - 195 Euro
Credits: sezane.com
PARFOIS - 22,90 Euro
Credits: Parfois.com
STEVE MADDEN - 109,99 Euro
Credits: stevemadden.it
RUE MADAM PARIS - 189 Euro
Credits: Courtesy of Press Office
VAGABOND SHOEMAKERS - 180 Euro
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JW PEI - 150 Euro
Credits: jwpei.it
MY STYLE BAGS - 175 Euro
Credits: Courtesy of Press Office
MANGO - 44,99 Euro
Credits: mango.com
MAX&Co - 99 Euro
Credits: maxandco.com
TWINSET - 145 Euro
Credits: twinset.com
ARKET - 179 Euro
Credits: arket.com
COS - 119 Euro
Credits: cos.com
STRADIVARIUS - 19,99 Euro
Credits: stradivarius.com
ZARA - 39,95 Euro
Credits: zara.com
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11 must have di Zara da comprare a Febbraio per look ad alto tasso di glamour

Vi è sembrato che Gennaio non finisse più? Ebbene, nonostante sia durato praticamente un secolo e mezzo, ecco che è arrivato Febbraio a bussare alla nostra porta, anzi, alle ante del nostro armadio, per essere più precisi.
Per non sbagliare un look nemmeno questo mese, abbiamo fatto una capatina sull'e-commerce di Zara e trovato alcune cose bellissime su cui, secondo noi, varrebbe la pena fare un pensiero.
Qualche esempio? Un completo stampa check composto da bomber + gonna midi, un pantalone passe-partout con le pinces, una midi skirt satinata declinata in una delle stampe più interessanti della nuova stagione, un paio di barrel jeans e una borsa a spalla sufficientemente capiente da contenere tutto l'occorrente e anche molto molto di più.
Senza dimenticare naturalmente qualche pezzo glam per San Valentino come la t-shirt con scritta a tema o il minidress con bottoni a forma di cuore o il delizioso pullover con applique floreali.
Che cosa aspettate a scegliere il must have perfetto per dare un boost al vostro stile?
11 pezzi cool da acquistare a Febbraio da Zara
Bomber a quadri, ZARA
Gonna a quadri in coordinato, ZARA
T-shirt con scritta, ZARA
Pantaloni a gamba larga, ZARA
Maxi bag a spalla, ZARA
Minidress in tweed con bottoni a cuore, ZARA
Minidress in maglia, ZARA
Gonna asimmetrica a pois, ZARA
Slingback con tacco kitten, ZARA
Pullover con applique floreali, ZARA
Jeans barrel a vita media, ZARA
Credits: zara.com
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Gioielli e bijoux di San Valentino: le idee più romantiche per sorprendere chi ami

Lo sappiamo, San Valentino è la festa dell’amore in tutte le sue forme: romantico, familiare, amicale e, perché no, anche verso se stesse. E quale occasione migliore per celebrarlo con un regalo simbolico, prezioso e destinato a durare nel tempo? I gioielli e i bijoux restano per noi tra le scelte più amate, capaci di racchiudere emozioni, ricordi e desideri in pochi, scintillanti centimetri.
Quest’anno, tra le collezioni più evocative, spiccano i gioielli Forget Me Not di Tory Burch, pensati proprio per San Valentino: un omaggio all’amore che resiste nel tempo, ispirato alla bellezza spontanea del fiore selvatico da cui prendono il nome.
Delicati ma decisi, raccontano una doppia anima, grazia e forza, proprio come i legami più autentici. Ogni creazione è pensata come un gesto intimo, un simbolo da indossare ogni giorno, capace di accompagnare chi lo riceve con discrezione e significato.
Credits: Courtesy of Tory Burch
Credits: Courtesy of Tory Burch
La vera tendenza di questo San Valentino? Regalarsi qualcosa di bello senza aspettare per forza qualcuno. Perché l’amore per se stesse è il primo da celebrare, e un gioiello nuovo è sempre una splendida dichiarazione d’amore.
Sfogliate la gallery per idee cute e interessanti da regalare o regalarsi per questo San Valentino.
San Valentino 2026: i gioielli più belli per lei
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