Re{form} Zara: John Galliano riscrive l’archivio del brand con una collezione speciale
Cosa succede quando un couturier prende un capo già esistente e decide di dimenticare, almeno per un momento, cosa dovrebbe essere? Nasce Re{form} Zara, il progetto creativo che mette in dialogo John Galliano e l’archivio del brand spagnolo, trasformando capi e accessori del passato in nuove forme attraverso tecniche e gesti mutuati dall’alta moda. Questa collaborazione non guarda alla creazione di qualcosa da zero, ma alla possibilità di smontare, ricomporre e soprattutto immaginare nuovamente ciò che già esiste.
Credits: Courtesy of Press Office
Dopo il debutto della prima parte della collezione, Re{form} Zara Vol. 1 arriva a Parigi dal 1° al 6 ottobre, proprio nei giorni della Fashion Week. La collezione prende possesso, su appuntamento, dello storico hôtel particulier al 70 Rue des Archives, trasformandolo in un percorso immersivo che racconta non soltanto i capi, ma soprattutto il processo creativo che li ha generati.
Dentro la mente di John Galliano
Qui la moda smette di essere qualcosa da guardare e diventa un percorso da attraversare. La Cour d’Honneur, l’Escalier d’Honneur, l’Antichambre, la Salle de Bal e il Salon de Lecture costruiscono una sorta di teatro surreale nel quale gli elementi familiari della Parigi più quotidiana vengono deformati e ricomposti.
Il riferimento è quello dell’universo creativo di Galliano, a partire da Les Incroyables e Les Merveilleuses, i dandy e le dive ribelli della Francia post-rivoluzionaria che tornano nella collezione sotto forma di silhouette, atteggiamenti e dettagli. Accanto a loro compaiono il guardaroba da giardinaggio, il glamour del film noir, oggetti personali del couturier, quaderni di schizzi, fotografie, materiali di lavorazione e frammenti della sua ricerca.
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È proprio questo il punto più interessante di Re{form}: l’archivio viene tratta come punto di partenza invece di essere considerato come qualcosa di intoccabile.
I capi Zara diventano infatti una sorta di tela bianca. Galliano li taglia, li ingrandisce, li restringe, li sovrappone, li gira al contrario e li ricompone, applicando tecniche che nella collezione prendono nomi quasi giocosi: The Flix, The Shi/ft, Deep Pockets, Wrapture, Pinch-to-Zoom, Split Fit e Floating Bra.
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Una camicia può diventare un cappotto senza perdere la leggerezza originaria; un pullover può trasformarsi in una stola semplicemente indossandolo al contrario; più capi possono fondersi per costruire una silhouette completamente nuova. È un modo di lavorare che mette in discussione l'idea stessa di cosa sia un capo e, soprattutto, di come dovrebbe essere indossato.
Re{form} Zara : la moda come trasformazione
È chiaro quindi che il concetto di re{form}ing sia molto più di un nome. È il principio che tiene insieme l’intera collezione: partire da un oggetto esistente e cambiarne struttura e percezione.
Anche i materiali seguono questa logica. Chiffon voile, georgette, tulle, rete, charmeuse e pizzo convivono con lane maschili, popeline, pelle, vinile ed ecopelliccia. La palette parte dai colori più classici del guardaroba maschile - nero, navy, verde scuro, marrone, bordeaux e beige - per poi aprirsi a kaki, verde menta, ocra, arancio e alle tonalità più elettriche del film noir, come rosa orchidea, viola, turchese e verde acido.
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E poi ci sono gli accessori, che sembrano quasi piccoli esercizi di immaginazione applicata alla quotidianità. La Tri-Chic, per esempio, è una borsa reversibile ispirata al linguaggio dei sacchi della spazzatura, da portare a mano, a spalla oppure come zaino. Anche le scarpe Zara d’archivio vengono allungate, deformate e arricchite di nuovi dettagli, mentre cappelli e copricapi vengono trasformati insieme al modista Stephen Jones.
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Un hôtel particulier trasformato in una Wunderkammer
A Parigi, il progetto trova la sua dimensione più teatrale. Nel Salon de Lecture, una vera e propria Wunderkammer raccoglie oggetti, immagini, disegni e materiali appartenenti alla ricerca di Galliano, mentre nel Salon des Jeux ogni modulo racconta la metamorfosi di un singolo pezzo: dall’originale d’archivio fino alla sua versione Re{form}.
Al primo piano, invece, la collezione entra in una sorta di salone di alta moda completamente rovesciato. Pareti inclinate, strutture a vista e manichini stampati in 3D cancellano il confine tra ciò che normalmente vediamo e ciò che resta nascosto dietro una scenografia. E la campagna Re{form} Zara Vol. 1, fotografata da Steven Meisel, completa il percorso attraverso immagini proiettate sulle pareti.
Credits: Courtesy of Press Office
Re{form} Zara esprime un'idea della moda come continua trasformazione e non come qualcosa da conservare. Qui, un archivio diventa materia e un capo diventa prototipo, e Parigi, per qualche giorno, si trasforma in un laboratorio in cui guardare la moda non per quello che è stata, ma per tutto ciò che può ancora diventare.
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