S|STYLE Wardrobe Edition: dieci designer interpretano il futuro della moda

E se il futuro del guardaroba non avesse più confini?
Dieci designer internazionali reinterpretano il vestire contemporaneo attraverso abiti, borse, calzature e accessori, esplorando nuovi materiali non-leather e nuove possibilità creative.
Nasce così S|STYLE Wardrobe Edition: un progetto ideato e curato da Giorgia Cantarini in collaborazione con il Kering Material Innovation Lab, dove diverse visioni e specializzazioni si incontrano per immaginare un guardaroba più fluido, innovativo e contemporaneo.
In occasione di Milano Moda Donna, il progetto arriva a Milano, negli spazi di Kering Italia in via Senato.
«Parliamo spesso dei designer emergenti come della moda di domani, ma in realtà stanno già definendo la moda di oggi. Sostenerli significa investire nella parte più sperimentale, curiosa e coraggiosa dell’industria: quella più disposta a esplorare materiali inediti e a rimettere in discussione modalità creative consolidate». Sono le parole di Giorgia Cantarini, creatrice e curatrice del progetto che i giovani stilisti li scopre e li segue da anni e trovando ogni stagione una chiave per raccontarli.
Per la primavera-estate 2027 la sfida lanciata ai creativi selezionati è ancora più interessante: «A chi lavora nell’abbigliamento abbiamo chiesto di creare una borsa, mentre ai designer di calzature e accessori abbiamo affidato lo sviluppo di un total look».
Un invito a uscire dai confini della propria specializzazione e a confrontarsi con nuove categorie del guardaroba, partendo dalla materia come punto di incontro tra ricerca e creatività. Il Material Innovation Lab (MIL) di Kering ha infatti messo a disposizione dei designer materiali e soluzioni di nuova generazione, selezionati in relazione ai diversi linguaggi e alle identità dei brand, offrendo l’opportunità di sperimentare e lasciare che fosse il materiale stesso a guidare una nuova interpretazione progettuale.
Un’attenzione particolare è stata dedicata ai materiali innovativi non-leather, protagonisti di borse, calzature, accessori e componenti dei total look: nuove superfici, texture e tecnologie che ampliano le possibilità del design e invitano a ripensare il guardaroba contemporaneo.
È dalla materia, dunque, che prende forma la nuova visione del guardaroba contemporaneo: un terreno di ricerca in cui tecnologia, artigianalità e creatività si incontrano, dando vita a interpretazioni diverse e personali.
I lavori di Ayham Hassan e di Lorenzo Seghezzi
A partire da Lunaform by Gozen, Ayham Hassan, di origine anglo-palestinese, e l'italiano Lorenzo Seghezzi condividono la stessa materia bio-based, ottenuta attraverso un processo di fermentazione microbica che genera una struttura di nanocellulosa, ma la declinano secondo sensibilità differenti. Hassan ne amplia la dimensione sperimentale affiancandola ai cristalli di cellulosa vegetale di Sparxell, giocando con superfici riflettenti, pigmenti e iridescenze; Seghezzi sceglie invece di concentrarsi sulla qualità della materia stessa e sulla sua trasformazione, esplorandone il potenziale come alternativa ai materiali tradizionali.
Dall'Olanda Bhumi
La ricerca prosegue con l'olandese Bhumi, che mette in dialogo la tecnologia della stampa 3D con materiali più tattili e preziosi, dalla seta biologica effetto pelliccia al tulle riciclato, costruendo un linguaggio in cui innovazione e savoir-faire convivono.
L'italiano Giuseppe Buccinà
Su un altro versante si muove Giuseppe Buccinnà, che guarda alla pelle attraverso una prospettiva bio-design: Innovera by Modern Meadow combina poliammide riciclata e biopolimeri di origine naturale, trasformandosi, grazie alla lavorazione di Pasubio, in superfici che evocano il suede e la nappa.
Look e accessori di Invasive Modification
Anche Invasive Modification, brand georgiano, parte dall’idea di sovvertire codici materici consolidati, accostando una lana certificata dall’aspetto della pelliccia ad Aurora by Gen Phoenix, un composito che integra fibre di pelle riciclata e poliestere riciclato, completato da una finitura bio-based.
I filati di Matho
La dimensione tattile torna protagonista nella ricerca di Matho, brand francese che intreccia filati nobili, mohair, lana e cashmere riciclati con Ephea® by Sqim, materiale ottenuto dalla crescita del micelio: una materia di origine fungina che introduce nel guardaroba una nuova idea di superficie.
La collaborazione con Made For A Woman di Maximilian Raynor
Con Maximilian Raynor, invece, la ricerca si sposta verso la dimensione artigianale e sociale. Artfully Raffia by Made for a Woman valorizza la rafia biologica di provenienza locale attraverso il savoir-faire artigianale sviluppato in Madagascar, dimostrando come innovazione e responsabilità possano passare anche dalla valorizzazione delle comunità e delle tecniche manuali.
Omôl e l'utilizzo della seta biologica
Omôl costruisce un ulteriore dialogo tra tradizione e innovazione, affiancando alla leggerezza della seta biologica Elevate by Uncaged Innovations, un materiale effetto nappa composto per il 95% da contenuto bio-based e sviluppato a partire da proteine derivate da sottoprodotti dei cereali.
Le nuove generazioni di materiali usate da Quine Li
Una ricerca particolarmente ampia è quella di Quine Li, che attraversa diverse generazioni di materiali: dalla seta proteica di AMsilk, ottenuta attraverso fermentazione, alla viscosa riciclata Circulose®, fino alle Brewed Protein™ di Spiber e ai tessuti tecnici riciclati e bio-derivati di Carvico. Un percorso che mette in relazione biotecnologia, riciclo e performance, ampliando il vocabolario possibile del guardaroba.
Una vera opera d'arte per Srushti Patil
Chiude questo percorso Srushti Patil, che sceglie di lavorare con Brewed Protein™ di Spiber nella sua forma pura, portando nel progetto una fibra proteica dalle qualità vicine a lana e cashmere, accostata alla leggerezza della seta biologica.
Materiali diversi, tecnologie diverse, sensibilità diverse: ciò che li accomuna è la volontà di partire dalla materia per arrivare a una nuova idea di forma. In questa prospettiva, il materiale smette di essere un semplice supporto e diventa parte integrante del processo creativo, capace di suggerire nuove silhouette, nuove texture e nuovi modi di immaginare il guardaroba.
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