Valentino Garavani, vita e carriera dell'Imperatore della moda in 13 immagini indimenticabili

DESK Valentino GaravaniMOB Valentino Garavani
Ripercorriamo la vita e la carriera dello stilista italiano scomparso a 93 anni attraverso tredici immagini iconiche che raccontano un uomo, e un creativo, sempre alla ricerca della bellezza

Raccontare una vita straordinaria non è mai una missione semplice e anzi, trovare le parole giuste per descrivere i 93 anni di una personalità come Valentino Garavani, potrebbe risultare quasi impossibile. L'Imperatore della moda, l'ultimo – parafrasando il documentario The Last Emperor a lui dedicato – si è spento nella giornata di lunedì 19 gennaio lasciando un'eredità fatta di creatività, di invenzioni, di intuizioni, di momenti sempre volti verso una precisa direzione: la ricerca della bellezza.

«Cosa desiderano le donne? Essere belle» così riassumeva lo scopo del suo lavoro: esaltare la bellezza di ogni donna, farla sentire speciale, elegante. Una missione che ha iniziato a seguire sin da bambino e che, attraverso gli studi e il grande lavoro, l'hanno portato a diventare un nome di riferimento per le donne di tutto il mondo. Famiglie reali, first lady, dive del cinema: sono tanti i volti che hanno fatto la storia e che l'hanno fatta anche grazie a lui e alle sue creazioni, che le hanno vestite per oltre mezzo secolo.

Per ricordarlo, e per raccontarlo come uomo e come grande creativo, abbiamo scelto di affiancare alle parole una serie di ritratti iconici: immagini che ripercorrono la vita di Valentino dagli esordi al ritiro, avvenuto nel 2008, e che racchiudono tutta la magia che ha portato, attraverso il suo lavoro, nel mondo della moda. Un mondo che con la sua scomparsa perde un grande pezzo di storia e si risveglia, oggi, un po' più vuoto. Del resto lo aveva detto lui stesso: «Dopo di me? Il diluvio!».

Valentino Garavani diventa Valentino

valentino al lavoro

Valentino Garavani al lavoro nel suo atelier a Roma, 1959.
Credits: Getty Images

Nato a Voghera l'11 maggio del 1932 con il nome di Valentino Ludovico Clemente Garavani, inizia fin da giovane a seguire i giusti passi verso una carriera nella moda: la scuola di figurino a Milano e il lungo periodo a Parigi, dove studiò stilismo presso l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne, gli diedero la possibilità di collaborare inizialmente con Jean Dessès e Guy Laroche prima di fare rientro in Italia, ma a Roma, per lavorare accanto a Emilio Schubert. È il 1957 quando Garavani fonda la sua etichetta, Valentino.

Un sodalizio e un amore... forever

valentino e Giancarlo Giammetti

Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani, nel 1967.
Credits: Getty Images

Il primo passo nella moda di Valentino Garavani non andò per il verso sperato: l'azienda fondata nel '57 rischiò infatti la bancarotta, scongiurata grazie all'arrivo di una figura chiave del suo business. Nel 1959 Valentino conobbe Giancarlo Giammetti, che da allora iniziò ad affiancarlo sull'aspetto amministrativo dell'azienda permettendogli di concentrarsi unicamente sulla parte creativa. Tra i due, che sono stati compagni anche nella vita (per circa dodici anni), nasce un sodalizio che non ha mai vacillato. Un legame lungo 60 anni, interrotto solo dalla scomparsa dello stilista, al quale Giammetti ha dedicato un post Instagram fatto di un ritratto sorridente, in bianco e nero, e di un'unica parola: "...FOREVER..."


La nascita del Rosso

Rosso Valentino

Una modella posa indossano la collezione Autunno-Inverno 1964/65 di Valentino, 1964.
Credits: Getty Images

Uno dei simboli di Valentino è da sempre il colore rosso, non un rosso qualunque, il rosso Valentino. La storia di questo colore ha origini remote, risale addirittura a un avvenimento legato all'adolescenza di Garavani: lo stilista raccontò che, in occasione di un viaggio con la famiglia all’Opera di Barcellona, ebbe modo di ammirare un gran numero di donne in abiti eleganti di vari colori. Tra questi, a spiccare, era il rosso. Si innamorò di questo colore, di come tendeva a enfatizzare la bellezza di ogni donna, tanto da volerne proporre una nuance sua, vibrante, calda e inconfondibile.

Il successo della White Collection

valentino white collection

Marisa Berenson (a destra) e altri due modelli indossano la Collezione Bianca di Valentino, 1968.
Credits: Getty Images

Il suo colore è da sempre il rosso, ma è al bianco che Valentino Garavani deve gran parte del suo successo. Fu infatti la sua White Collection, datata 1968, a consacrarlo a livello mondiale.

Jackie, amica e musa

valentino e Jackie Kennedy

Valentino Garavani e Jacqueline Kennedy Onassis insieme a Capri nel 1970.
Credits: Getty Images

Valentino divenne fin dalla metà degli anni Sessanta uno dei nomi di riferimento per alcune delle donne più importanti al mondo. Tra loro c'era lei, Jacqueline Kennedy, che scelse proprio una creazione dello stilista per le seconde nozze con il magnate Aristotele Onassis. Un abito al ginocchio, con collo alto e bande di pizzo che è passato alla storia.

valentino abito Jackie Kennedy

L'abito da sposa realizzato da Valentino per Jacqueline Kennedy Onassis.
Credits: Getty Images


Il fervore degli anni Settanta

Valentino Garavani anni sessanta

Un ritratto di Valentino Garavani, 1968.
Credits: Getty Images

Quando Alessandro Michele ha debuttato nel ruolo di direttore creativo di Valentino, nel settembre 2024, in tanti hanno evidenziato un apparente "eccesso" di creatività: troppe stampe, ruches, colori, ricami. Chi negli ultimi anni aveva accomunato infatti il marchio Valentino a un insieme di linee e colori più minimali (focus del periodo creativo firmato Pierpaolo Piccioli) aveva però perso di vista le origini: la parte d'archivio anni Settanta, che vede Garavani misurarsi con una dichiarata opulenza, una ricchezza di elementi e di ispirazioni.

Imperatore della moda, e di Roma

Valentino Garavani musei capitolini

Valentino Garavani ritratto all'interno dei Musei Capitolini nel 1991.
Credits: Getty Images


A qualcuno sarà accaduto di leggere, nelle prime ore dalla scomparsa di Garavani, qualche erroneo "addio allo stilista romano". Un errore appunto, essendo lui nato a Voghera, che dà però la misura del suo forte legame con la Capitale: Roma è la città scelta da un giovane Valentino per aprire il proprio Atelier, ed è la città che ha fatto da sfondo a tutta la sua carriera, non solo come location di memorabili sfilate ma anche in termini di ispirazione artistica per le sue collezioni.

La passione per la bellezza

Valentino nel Suo studio

Valentino Garavani posa nel suo Atelier nel 1988.
Credits: Getty Images

Menzionata sin dall'inizio, attraverso le sue parole e non solo, la passione di Valentino per la bellezza è sempre stata cosa nota. Un concetto da non interpretare come mera estetica, ma come un mix di cultura, personalità e buongusto, mai chiassosa, sempre raffinata.

Il legame con i suoi carlini

valentino con i suoi cani

Ripercorrendo le immagini della vita e della carriera di Valentino Garavani non mancano mai loro, i suoi amati carlini. Lo stilista ha sempre avuto un forte attaccamento a questa razza canina, tanto da renderli parte del proprio lavoro. Emblematica fu l'idea di chiamare Oliver la celebre linea giovane del marchio, lanciata negli anni Ottanta, proprio in onore di uno dei suoi cani del cuore che lo hanno accompagnato per tutta la vita.

Una carriera in mostra

valentino mostra

Valentino posa all'interno dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata ai suoi 45 anni di carriera, 2007.
Credits: Getty Images

In occasione dei 45 anni di carriera, nel 2007 Roma dedica allo stilista la mostra Valentino a Roma, una retrospettiva che ha raccolto circa 360 abiti e rari materiali d'archivio all'interno di uno scenografico allestimento nel Museo dell'Ara Pacis.

L'ultimo show

valentino ultima sfilata

Il finale dell'ultima sfilata Haute Couture firmata da Valentino Garavani.
Credits: Getty Images

Il 23 gennaio 2008 Valentino Garavani porta in passerella per l'ultima volta una collezione Haute Couture firmata a suo nome. Lo stilista, passato il testimone alla coppia creativa formata da Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, si ritira a vita privata dicendo addio, da un punto di vista creativo, al mondo della moda. Memorabile il finale, che vide tutte le modelle in passerella in lungo, ovviamente in rosso Valentino.

  • IN ARRIVO

Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

Senza titolo-1Senza titolo-2
Weekend alle porte, mettiamoci comodi e scopriamo insieme le fashion news della settimana!

Una campagna sospesa tra arte e moda, una collaboration che sa già d’estate, nuovi volti che riscrivono il linguaggio delle maison e mostre che intrecciano sport, cultura e memoria. Insomma, il panorama fashion e artistico è più vivo che mai e noi siamo qui per raccontarvelo. #FashionPills 


Fashion Pills: lunedì e Loewe presenta Isla Johnston come nuova musa


Senza titolo-4

(Credits: courtesy of press office)

L’amatissima maison spagnola LOEWE inaugura il 2026 con l’arrivo di una musa d’eccezione: Isla Johnston. La nuova era creativa, firmata Jack McCollough e Lazaro Hernandez, parte da lei: un talentuoso volto che non ci si aspetta, lontano dai riflettori urlati. L’attrice prestata alla moda incarna un’eleganza naturale che dialoga perfettamente con l’estetica LOEWE del nuovo anno: linee pure, artigianalità colta, il tutto condito da tocchi di colore pop che conquistano. Non tutti sanno che presto la vedremo vestire i panni di Giovanna d’Arco nel nuovo, attesissimo film di Baz Luhrmann e accanto a Nicolas Cage nel thriller The Carpenter’s Son, ruoli che segnano un’ulteriore svolta nella sua ascesa. Insomma, un volto in piena evoluzione, capace di incarnare Loewe by Jack e Lazaro con misura e intensità. Perché di questi tempi il vero lusso non è l’eccesso, ma la personalità. #ReinventingCraftAndLeather


Fashion Pills: martedì e il DNA di Jil Sander nel panel “Acts of Learning”

 

 

Senza titolo-5

(Credits: courtesy of press office)

In un tempo in cui comunichiamo sempre meno – e spesso in modo poco umano – Jil Sander riscopre il valore prezioso della conversazione con Acts of Learning, il panel che accompagna il debutto di Simone Bellotti alla direzione creativa. Alla Marian Goodman Gallery di New York, la maison mette al centro la parola, aprendo un dialogo tra moda e pensiero. Con Bellotti, anche Guinevere Van Seenus e Sara Moonves, che insieme intrecciano riflessioni su rigore ed emozione, controllo e libertà. Un confronto che approfondisce e riafferma il DNA minimalista del brand e il suo lusso sussurrato, in perfetta sintonia con l’estetica degli ultimi anni. Un momento culturale che intercetta un’identità in evoluzione, nel delicato passaggio di consegne. Ci piace perché riporta la moda alla sua dimensione più autentica: la ricerca. #MinimalistConversation

 

 

Fashion Pills: mercoledì e la nuova boutique Recarlo

 

 

Senza titolo-6

(Credits: courtesy of press office)

I gioielli Recarlo scelgono la Capitale, Roma, e una delle sue vie più eleganti – via del Babuino – per aprire una nuova boutique che racconta storia e stile. La maison piemontese, dopo i flagship di Milano e Bari, porta nel cuore della città la sua maestria artigianale e il suo Made in Italy, fatti di diamanti naturali di altissima qualità. Uno spazio curato nel dettaglio, proprio come da sempre contraddistingue il brand. Un ambiente intimo e raffinato per accogliere le donne in cerca dei loro migliori amici — quelli che brillano più di chiunque altro. #Since1967

 

 

Fashion Pills: giovedì e MCARTHURGLEN Noventa Di Piave Designer Outlet presenta una bellissima mostra


Senza titolo-7

(Credits: courtesy of press office)

Con le Olimpiadi diffuse Milano Cortina 2026 più vive che mai, siamo tutti un po’ più sportivi, un po’ più coinvolti. Per questo, dal 31 gennaio al 15 marzo, McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet inaugura la mostra open air Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia. Una selezione di foto iconiche, realizzata in collaborazione con Marsilio Arte e Fondazione Cortina, prende forma in gigantografie tra le vie e le piazze del luxury outlet. Così, mentre si passeggia o si fa shopping, ci si ritrova immersi nelle storie dei VII Giochi Olimpici Invernali. Un percorso che intreccia memoria e cultura sportiva, arricchito dalla presenza di un autentico bob d’epoca — disciplina in cui noi italiani abbiamo conquistato l’oro anche quest’anno. McArthurGlen ci ricorda che certe imprese non si guardano soltanto, si rivivono. #DestinationJoy


Fashion Pills: venerdì e la collab GIA X Silvia Tcherassi 


Senza titolo-8

(Credits: courtesy of press office)

Una collab attesa che sa già d’estate: quella tra Gia Borghini e Silvia Tcherassi, che da otto anni condividono amicizia e complicità creativa. Un’unione tutta al femminile che celebra l’incontro tra l’artigianalità fiorentina e la sensibilità colombiana, tra rigore e colore. Due i modelli protagonisti: una mule a tacco medio dalla punta affilata, ultra femminile, e un sandalo flat dall’attitudine leggermente maschile. Entrambi versatili e stilosi, pensati per muoversi con leggerezza nella quotidianità. Linee pulite ed equilibrio tra raffinatezza e nonchalance raccontano un dialogo armonioso tra stili e DNA diversi. Ci piacciono le collaborazioni che nascono da rapporti veri e diventano naturale estensione di una visione condivisa. #FlawlessItalianCraftsmanship


Fashion Pills: sabato e la campagna di Levi’s con Doechii

Senza titolo-9

(Credits: corutesy of press office)

Levi’s, il brand storico di jeans più amato di sempre — quello che ha fatto la storia del denim — lancia una nuova campagna diretta da Kim Gehrig che racconta le icone di ieri e di oggi da una prospettiva inedita. Catturate dietro le quinte, in momenti backstage e più intimi, le protagoniste e i protagonisti si mostrano per ciò che sono davvero, anche dalla divertentissima prospettiva del loro iconico lato B — perché sì, quello di Levi’s è unico. Al centro, naturalmente, il denim Levi’s, simbolo di fit perfetto e identità da oltre 150 anni, capace di attraversare musica, sport e cultura senza perdere il suo DNA. Dal Super Bowl al Levi’s Stadium, la campagna intreccia volti e storie come Doechii — protagonista della cover e dell’immagine che vedete — insieme ad altri Originals. Un racconto che celebra l’espressione individuale e la storia di ogni “Original”, che spesso, se ci pensate, inizia proprio dal proprio paio di jeans preferito. #LivingLevis


Fashion Pills: domenica e Valentino presenta Fireflies

Senza titolo-10

(Credits: courtesy of press office)

Con la direzione artistica di Alessandro Michele, anche la campagna moda diventa arte. E Fireflies, l’ultima firmata Valentino, ne è la dimostrazione. Michele parte da un’idea potente: la caduta non come incidente, ma come condizione originaria dell’essere. L’equilibrio è fragile, temporaneo, sempre sostenuto da qualcosa o qualcuno. Gli scatti, come quello che vedete sopra, trattengono il tempo in quell’istante sospeso prima della perdita dell’appoggio. I corpi sembrano fluttuare tra controllo e abbandono, tra tensione e grazia. È un racconto visivo che riflette sulla vulnerabilità come parte integrante dell’esistenza. La forza non è nella rigidità, ma nella capacità di restare, di sostenere, di accogliere. Un’immagine poetica e stratificata che lascia spazio all’interpretazione. Perché cadere non significa fallire, ma aprire una nuova postura. #ValentinoFireflies

  • IN ARRIVO

SYRN, il brand di lingerie di Sydney Sweeney ha qualche problema ...

sydney-sweeney-syrn-desksydney-sweeney-syrn-Mobi
Il brand di intimo della star unisce estetica seducente e narrazione personale, ma il percorso verso il successo commerciale è ancora tutto da scrivere.

Il lancio di SYRN, il brand di lingerie fondato da Sydney Sweeney, è qualcosa di più di un’operazione commerciale. 

A prima vista, l’associazione tra un’attrice spesso definita come sex symbol e un marchio di lingerie appare coerente con le aspettative del mercato. Eppure l’operazione non è così scontata. 

Dietro la seduzione e il glamour del brand si intravede un lavoro accurato sulla percezione pubblica di Sweeney, che diventa parte integrante della narrazione di SYRN. All’estetica raffinata e alle 44 taglie “pensate per diversi tipi di corpi” - come ha dichiarato la stessa Sweeney - si affianca anche un sostegno imprenditoriale di un certo calibro: secondo Business of Fashion, il progetto riceverebbe un supporto indiretto dai Bezos, elemento che contribuisce a rafforzarne la credibilità finanziaria.

L’interesse di Sweeney per il mondo dell’underwear, del resto, non è una novità. Già nel 2023 l’attrice aveva collaborato con Frankie’s Bikinis per una collezione di costumi da bagno, confermando una certa familiarità con il mondo della lingerie e dello swimwear che sembra averle fornito le basi per un progetto più strutturato e ambizioso come SYRN.

Tante Sydneys”, una sola visione?

Il brand si presenta come un guardaroba intimo pensato per esplorare diverse sfaccettature della femminilità, articolato in quattro linee — Comfy, Playful, Romantic e Seductress — che riflettono altrettanti stati d’animo. L’obiettivo dichiarato è offrire lingerie capace di adattarsi non solo a corpi diversi, ma anche a identità e momenti differenti, celebrando una sensualità individuale da “indossare per te stessa”, come recita il messaggio ufficiale del lancio.

È proprio nel passaggio dalla dichiarazione d’intenti alla sua traduzione concreta che emergono le prime criticità. Il target del brand resta infatti poco definito: le campagne promozionali diffuse finora ruotano esclusivamente attorno alla figura di Sydney Sweeney, senza includere altri tipi di corpo o rappresentazioni alternative. Inoltre, il suo bacino di fan, in larga parte maschile, non sembra sovrapporsi in modo evidente al pubblico potenzialmente interessato all’acquisto dei prodotti. Il paradosso è evidente: a fronte di un discorso che richiama empowerment e inclusività, l’immaginario visivo privilegia un’estetica aspirazionale più che effettiva accessibilità per chi compra.

Anche il nome SYRN - stilizzazione tipografica della parola “Siren” - funziona bene sul piano simbolico, ma lo spelling creativo risulta meno immediato nella pronuncia e nella memorizzazione. Dettagli apparentemente minori, come leggibilità e riconoscibilità, che sono però cruciali nel branding e rappresentano, in questo caso, un piccolo ostacolo alla costruzione di un’identità solida.  

Il confronto con altri marchi celebrity-led già affermati come SKIMS di Kim Kardashian, diventa quindi inevitabile e mette in evidenza come la definizione di una visione chiara e di una coesione estetica riconoscibile rappresentino ancora alcune delle principali sfide aperte per SYRN.


Controversia come manifesto


A rafforzare la dimensione narrativa del progetto è arrivato il video di lancio, in cui Sweeney scala l’iconica scritta Hollywood di Los Angeles appendendo capi di lingerie. Un gesto volutamente teatrale e iperbolico, pensato per dividere e attirare attenzione. L’operazione ha ottenuto un’eco globale e ha portato al sold out immediato di alcuni capi, ma non è stata priva di polemiche: secondo le autorità locali, non sarebbero state richieste le necessarie autorizzazioni per l’uso di quello spazio pubblico altamente simbolico. 

Al di là delle contestazioni, l’obiettivo è stato centrato: SYRN è diventato subito un tema di conversazione, un caso culturale prima ancora che un marchio da valutare esclusivamente sul piano commerciale.

Da anni Sydney Sweeney occupa una posizione ambigua nella cultura pop. Il suo corpo è spesso oggetto di attenzione più dei suoi ruoli, e meme, titoli e polemiche hanno contribuito a rendere la sessualizzazione una componente strutturale del suo personaggio pubblico. Con SYRN, quell’immagine non viene respinta, ma rielaborata. La lingerie diventa linguaggio e strumento narrativo: se lo sguardo è inevitabile, allora vale la pena governarlo, trasformando ciò che arriva dall’esterno in un racconto consapevolmente “brandizzato” e potenzialmente produttivo.

Come spesso accade nel caso dei brand guidati da celebrity, la risposta del pubblico è stata eterogenea. Accanto all’entusiasmo e all’ironia, sono emerse anche perplessità che non riguardano solo l’estetica o l’identità visiva del marchio, ma il significato stesso dell’operazione. La domanda è se SYRN possa essere letto come un uso consapevole della propria immagine oppure finisca per reiterare le stesse logiche da cui vorrebbe emanciparsi.

Il dibattito si inserisce in un clima già polarizzato, alimentato anche da campagne precedenti — come quella con American Eagle, basata sull’assonanza tra “jeans” e “genes” — che hanno diviso l’opinione pubblica tra chi la vede come un’icona sexy consapevole e chi come una figura che rafforza stereotipi problematici, soprattutto se letti alla luce dell’attuale scenario politico e culturale.

Hype sì, ma regge il prodotto?

Al di là dell’hype iniziale, resta aperta la questione centrale: il prodotto è in grado di reggere nel tempo? SYRN si trova oggi in una fase ancora sperimentale, e il suo futuro dipenderà dalla capacità di superare il rischio più evidente, ovvero restare una semplice estensione della fama della sua fondatrice. 

La lingerie, più di molte altre categorie, richiede attenzione a vestibilità, comfort e qualità; per questo il successo non si misura nei sold out iniziali, ma nella volontà dei clienti di tornare a comprare. Se SYRN riuscirà in questo passaggio, saranno i numeri a confermarlo. 


  • IN ARRIVO

GUESS sceglie Gstaad per la Fall/Winter 2026 Ski Capsule : la nuova passerella tra neve e ghiaccio

ok GUESS FW26_3-4_FINALE
Il brand celebra 45 anni con una sfilata ad alta quota nell’Iglu Dorf, tra neve e glamour alpino

Il 4 febbraio 2026 GUESS ha portato la moda in uno dei luoghi "in quota" più suggestivi d’Europa: stiamo parlando dell’Iglu Dorf di Gstaad, in Svizzera. Questo è senza dubbio l'evento centrale del progetto GUESS Winter Takeover, l'iniziativa speciale per celebrare il 45° anniversario del brand, trasformando alcune delle località alpine più iconiche in "manifesti viventi" dello stile GUESS.

ok Ambience_05

Credits: Courtesy of Press Office

Circondata da vette innevate e igloo dalle forme scultoree, la passerella si è snodata direttamente sulla neve, durante la golden hour, quando la luce del tramonto ha reso l’atmosfera davvero cinematografica. GUESS prosegue così il suo viaggio d'amore nei confronti della montagna, dopo lo show dello scorso anno a Glacier 3000 una delle più famose stazioni alpine della Svizzera.

A rendere l’esperienza ancora più esclusiva è stato un pubblico selezionato di circa 60 ospiti, tra cui Chiara Ferragni, Leonie Hanne e Lea Elui, insieme a top influencer e stampa europea.

ok Leonie Hanne_02

Credits: Courtesy of Press Office

Una passerella di luce, ghiaccio e cristalli

Le modelle sono apparse attraversando una scultura cristallina di ghiaccio e neve, sfilando tra strutture trasparenti che evocavano quarzi e minerali. Le superfici riflettenti e LED rossi, colore iconico del brand, hanno dialogato con il bianco della neve, creando un gioco di luce incredibile che ha amplificato ogni movimento.
Il tutto è stato accompagnato dalla performance live della violinista Laura Zimmermann, che è riuscita a trasformare lo show in un’esperienza emozionale davvero immersiva.

ok GUESS FW26_3-4_SHOW DETAILS-43

Credits: Courtesy of Press Office

Guess sfilata Gstaad : la Fall/Winter 2026 Ski Capsule

GUESS ha svelato la Fall/Winter 2026 Ski Capsule, insieme a una selezione di look fashion ispirati allo spirito après-ski. Si tratta di silhouette iconiche, volumi stratificati e proporzioni interessanti che definiscono un guardaroba invernale rilassato e sofisticato.

ok Catwalk_02

Credits: Courtesy of Press Office

Tra i protagonisti: pellicce ecologiche, capispalla scultorei e maglieria avvolgente. Una collezione che unisce comfort e seduzione, pensata in versione smart, per vivere la montagna con un tocco deciso e contemporaneo.

ok Catwalk_06

Credits: Courtesy of Press Office

Un’esperienza totale firmata GUESS

Lo show è stato il centro di una vera e propria GUESS winter experience, che ha coinvolto gli ospiti in momenti esclusivi tra benessere e lifestyle. Tra questi vogliamo citare le sessioni di red light therapy realizzate con Luminous Labs, pensate per preparare corpo e mente all’evento, e le serate in location iconiche come Hotel Bellevue e La Ferme Saint-Amour.

ok Ambience_03

Credits: Courtesy of Press Office

Il progetto Winter Takeover si è esteso tra Svizzera, Italia e Francia, toccando Zermatt, Bormio, Courchevel e Glacier 3000, con funivie brandizzate, installazioni outdoor e attivazioni esperienziale. «La sfilata 2026 incarna l’essenza stessa di GUESS», ha dichiarato Paul Marciano, Co-fondatore e Chief Creative Officer. «Ci ha permesso di creare un’esperienza immersiva ed emotivamente coinvolgente in una delle destinazioni più ambite al mondo, celebrando il nostro heritage e spingendo la nostra identità in direzioni audaci e inaspettate.»

Con questo show ad alta quota, GUESS ha trasformato la natura in palcoscenico, ridefinendo i confini della passerella

  • IN ARRIVO

Ecco cosa ci riserveranno la Milano Fashion Week di Febbraio

sfilate-milano-febb26
I debutti, le conferme, gli eventi da non perdere: ecco tutto quello che c'è da sapere sulla Milano Fashion Week di Febbraio

Febbraio sarà un mese decisamente "caldo" per Milano, temperature a parte!
La città è pronta a ospitare nello stesso mese due grandi eventi: domani si apriranno ufficialmente i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio) e, a fine mese, seguirà la Milano Fashion Week (24 febbraio al 2 marzo 2026) dove verranno presentate le collezioni Autunno/Inverno 2026/27.
Questa edizione della Settimana della Moda arriva in un momento di profondo rinnovamento creativo e che racconta una città sempre più al centro del dialogo internazionale. 

 162 appuntamenti complessivi, tra 54 sfilate fisiche, 8 digitali, 73 presentazioni e 27 eventi, confermano il ruolo della fashion week milanese come un vero ecosistema culturale in movimento.

 

 

Milano Fashion Week di Febbraio: i debutti e gli eventi più attesi della settimana 


A catturare l’attenzione sono soprattutto i grandi debutti. Questa stagione segna l’ingresso di Maria Grazia Chiuri da Fendi, chiamata a imprimere una nuova visione alla maison romana, e quello di Meryll Rogge da Marni, in una fase cruciale di ridefinizione dell’identità del brand. Grande attesa ovviamente per la prima sfilata di Demna Gvasalia per Gucci, oltre all'esordio da Emporio Armani di Silvana Armani che firmerà ufficialmente la prima collezione dopo la scomparsa dello zio Giorgio, con Leo Dell'Orco. 

Accanto ai grandi nomi, Milano continua a rafforzare il suo ruolo di piattaforma per la nuova generazione di designer. Entrano per la prima volta nel calendario ufficiale delle sfilate brand come Casa Preti, Florania, Simon Cracker, Tell The Truth e Venerdì Pomeriggio, mentre tornano in passerella ACT N°1, FILA e GCDS, che celebra anche il suo decimo anniversario con una festa post-sfilata. Tra le novità più interessanti anche l’esordio in calendario di Ann Demeulemeester con un evento speciale.

sfilate-milano-2026-febb

Sempre centrale il ruolo del Fashion Hub di Camera Nazionale della Moda Italiana, che per questa edizione si sposta a Palazzo Morando, in via Sant'Andrea e che ospiterà i progetti “Future Threads: Italy’s New Wave” e “New Gen, New Ethos”, due percorsi che raccontano una moda più consapevole, sperimentale e attenta ai temi di artigianalità, inclusione e sostenibilità curati da Sara Sozzani Maino, CNMI International New Talent and Brands Ambassador.

Non mancherà poi uno sguardo internazionale: tornano, infatti, per la terza edizione “Voices of Seoul”, il progetto che porta a Milano alcuni tra i brand più interessanti della scena coreana contemporanea, questa volta con un pop-up e una presentazione dedicata presso Antonioli, e la seconda edizione di “Communities at Work”, promosso da AFRO FASHION ASSOCIATION e che presenterà un format rinnovato e ancora più dinamico, pensato per stimolare l’incontro tra nuove generazioni di talenti e figure chiave dell’industria creativa.

Ma la Fashion Week si estende anche oltre le passerelle: documentari, proiezioni aperte al pubblico e incontri arricchiranno il calendario. Tra questi, il tributo a Franca Sozzani con il documentario Paving The Way – Franca’s Legacy, che ripercorre l’eredità culturale e visionaria di una delle figure più influenti della moda contemporanea.



Sfilate Milano Febbraio 2026: il calendario dei brand dal 24 febbraio al 1° marzo


Martedì 24 febbraio 2026

  • 16:00 – Diesel

  • 17:00 – Max Zara Sterck

  • 18:00 – Casa Preti

  • 19:00 – Venerdì Pomeriggio

Mercoledì 25 febbraio 2026

  • 09:30 – Luisa Beccaria

  • 10:30 – Jil Sander

  • 11:30 – Daniela Gregis

  • 12:30 – Antonio Marras

  • 14:00 – Fendi

  • 15:00 – Vivetta

  • 16:00 – Missoni

  • 17:00 – Onitsuka Tiger

  • 18:00 – N.21

  • 19:00 – Etro

  • 20:00 – MM6 Maison Margiela

Giovedì 26 febbraio 2026

  • 09:30 – Max Mara

  • 10:30 – Genny

  • 11:30 – Boss

  • 12:30 – Anteprima

  • 13:15 – Florania

  • 14:00 – Prada

  • 16:00 – Emporio Armani

  • 17:00 – Emporio Armani

  • 18:00 – Marni

  • 20:00 – Roberto Cavalli

Venerdì 27 febbraio 2026

  • 09:30 – Tod’s

  • 10:30 – Marco Rambaldi

  • 11:30 – Sportmax

  • 12:30 – Blumarine

  • 14:00 – Gucci

  • 15:00 – Sa Su Phi

  • 16:00 – Elisabetta Franchi

  • 17:00 – Moschino

  • 18:00 – Institution by Galib Gassanoff

  • 19:00 – GCDS

Sabato 28 febbraio 2026

  • 09:30 – Ferrari

  • 10:30 – Ermanno Scervino

  • 11:30 – Ferragamo

  • 12:30 – Dolce & Gabbana

  • 14:00 – Tokyo James

  • 15:00 – Laura Biagiotti

  • 16:00 – ACT N°1

  • 17:00 – MSGM

  • 18:00 – Luisa Spagnoli

  • 19:00 – Simon Cracker

  • 20:00 – Bottega Veneta

  • 21:00 – Philipp Plein

Domenica 1 marzo 2026

  • 09:30 – Hui

  • 10:30 – FILA

  • 11:30 – Giorgio Armani

  • 12:30 – Giorgio Armani

  • 14:00 – J. Salinas

  • 15:00 – Tell The Truth

  • 16:00 – Francesca Liberatore

Lunedì 2 marzo 2026 – Sfilate digital

  • 09:30 – Uni Form

  • 10:00 – Nadya Dzyak

  • 10:30 – Mein.Corp

  • 11:00 – Dhruv Kapoor

  • 11:30 – I Am Isigo

  • 12:00 – Maxivive

  • 12:30 – Edis Pala

  • 13:00 – Ivan Delogu Senes