Valentino Garavani, vita e carriera dell'Imperatore della moda in 13 immagini indimenticabili

Raccontare una vita straordinaria non è mai una missione semplice e anzi, trovare le parole giuste per descrivere i 93 anni di una personalità come Valentino Garavani, potrebbe risultare quasi impossibile. L'Imperatore della moda, l'ultimo – parafrasando il documentario The Last Emperor a lui dedicato – si è spento nella giornata di lunedì 19 gennaio lasciando un'eredità fatta di creatività, di invenzioni, di intuizioni, di momenti sempre volti verso una precisa direzione: la ricerca della bellezza.
«Cosa desiderano le donne? Essere belle» così riassumeva lo scopo del suo lavoro: esaltare la bellezza di ogni donna, farla sentire speciale, elegante. Una missione che ha iniziato a seguire sin da bambino e che, attraverso gli studi e il grande lavoro, l'hanno portato a diventare un nome di riferimento per le donne di tutto il mondo. Famiglie reali, first lady, dive del cinema: sono tanti i volti che hanno fatto la storia e che l'hanno fatta anche grazie a lui e alle sue creazioni, che le hanno vestite per oltre mezzo secolo.
Per ricordarlo, e per raccontarlo come uomo e come grande creativo, abbiamo scelto di affiancare alle parole una serie di ritratti iconici: immagini che ripercorrono la vita di Valentino dagli esordi al ritiro, avvenuto nel 2008, e che racchiudono tutta la magia che ha portato, attraverso il suo lavoro, nel mondo della moda. Un mondo che con la sua scomparsa perde un grande pezzo di storia e si risveglia, oggi, un po' più vuoto. Del resto lo aveva detto lui stesso: «Dopo di me? Il diluvio!».
Valentino Garavani diventa Valentino
Valentino Garavani al lavoro nel suo atelier a Roma, 1959.
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Nato a Voghera l'11 maggio del 1932 con il nome di Valentino Ludovico Clemente Garavani, inizia fin da giovane a seguire i giusti passi verso una carriera nella moda: la scuola di figurino a Milano e il lungo periodo a Parigi, dove studiò stilismo presso l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne, gli diedero la possibilità di collaborare inizialmente con Jean Dessès e Guy Laroche prima di fare rientro in Italia, ma a Roma, per lavorare accanto a Emilio Schubert. È il 1957 quando Garavani fonda la sua etichetta, Valentino.
Un sodalizio e un amore... forever
Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani, nel 1967.
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Il primo passo nella moda di Valentino Garavani non andò per il verso sperato: l'azienda fondata nel '57 rischiò infatti la bancarotta, scongiurata grazie all'arrivo di una figura chiave del suo business. Nel 1959 Valentino conobbe Giancarlo Giammetti, che da allora iniziò ad affiancarlo sull'aspetto amministrativo dell'azienda permettendogli di concentrarsi unicamente sulla parte creativa. Tra i due, che sono stati compagni anche nella vita (per circa dodici anni), nasce un sodalizio che non ha mai vacillato. Un legame lungo 60 anni, interrotto solo dalla scomparsa dello stilista, al quale Giammetti ha dedicato un post Instagram fatto di un ritratto sorridente, in bianco e nero, e di un'unica parola: "...FOREVER..."
La nascita del Rosso
Una modella posa indossano la collezione Autunno-Inverno 1964/65 di Valentino, 1964.
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Uno dei simboli di Valentino è da sempre il colore rosso, non un rosso qualunque, il rosso Valentino. La storia di questo colore ha origini remote, risale addirittura a un avvenimento legato all'adolescenza di Garavani: lo stilista raccontò che, in occasione di un viaggio con la famiglia all’Opera di Barcellona, ebbe modo di ammirare un gran numero di donne in abiti eleganti di vari colori. Tra questi, a spiccare, era il rosso. Si innamorò di questo colore, di come tendeva a enfatizzare la bellezza di ogni donna, tanto da volerne proporre una nuance sua, vibrante, calda e inconfondibile.
Il successo della White Collection
Marisa Berenson (a destra) e altri due modelli indossano la Collezione Bianca di Valentino, 1968.
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Il suo colore è da sempre il rosso, ma è al bianco che Valentino Garavani deve gran parte del suo successo. Fu infatti la sua White Collection, datata 1968, a consacrarlo a livello mondiale.
Jackie, amica e musa
Valentino Garavani e Jacqueline Kennedy Onassis insieme a Capri nel 1970.
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Valentino divenne fin dalla metà degli anni Sessanta uno dei nomi di riferimento per alcune delle donne più importanti al mondo. Tra loro c'era lei, Jacqueline Kennedy, che scelse proprio una creazione dello stilista per le seconde nozze con il magnate Aristotele Onassis. Un abito al ginocchio, con collo alto e bande di pizzo che è passato alla storia.
L'abito da sposa realizzato da Valentino per Jacqueline Kennedy Onassis.
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Il fervore degli anni Settanta
Un ritratto di Valentino Garavani, 1968.
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Quando Alessandro Michele ha debuttato nel ruolo di direttore creativo di Valentino, nel settembre 2024, in tanti hanno evidenziato un apparente "eccesso" di creatività: troppe stampe, ruches, colori, ricami. Chi negli ultimi anni aveva accomunato infatti il marchio Valentino a un insieme di linee e colori più minimali (focus del periodo creativo firmato Pierpaolo Piccioli) aveva però perso di vista le origini: la parte d'archivio anni Settanta, che vede Garavani misurarsi con una dichiarata opulenza, una ricchezza di elementi e di ispirazioni.
Imperatore della moda, e di Roma
Valentino Garavani ritratto all'interno dei Musei Capitolini nel 1991.
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A qualcuno sarà accaduto di leggere, nelle prime ore dalla scomparsa di Garavani, qualche erroneo "addio allo stilista romano". Un errore appunto, essendo lui nato a Voghera, che dà però la misura del suo forte legame con la Capitale: Roma è la città scelta da un giovane Valentino per aprire il proprio Atelier, ed è la città che ha fatto da sfondo a tutta la sua carriera, non solo come location di memorabili sfilate ma anche in termini di ispirazione artistica per le sue collezioni.
La passione per la bellezza
Valentino Garavani posa nel suo Atelier nel 1988.
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Menzionata sin dall'inizio, attraverso le sue parole e non solo, la passione di Valentino per la bellezza è sempre stata cosa nota. Un concetto da non interpretare come mera estetica, ma come un mix di cultura, personalità e buongusto, mai chiassosa, sempre raffinata.
Il legame con i suoi carlini
Ripercorrendo le immagini della vita e della carriera di Valentino Garavani non mancano mai loro, i suoi amati carlini. Lo stilista ha sempre avuto un forte attaccamento a questa razza canina, tanto da renderli parte del proprio lavoro. Emblematica fu l'idea di chiamare Oliver la celebre linea giovane del marchio, lanciata negli anni Ottanta, proprio in onore di uno dei suoi cani del cuore che lo hanno accompagnato per tutta la vita.
Una carriera in mostra
Valentino posa all'interno dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata ai suoi 45 anni di carriera, 2007.
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In occasione dei 45 anni di carriera, nel 2007 Roma dedica allo stilista la mostra Valentino a Roma, una retrospettiva che ha raccolto circa 360 abiti e rari materiali d'archivio all'interno di uno scenografico allestimento nel Museo dell'Ara Pacis.
L'ultimo show
Il finale dell'ultima sfilata Haute Couture firmata da Valentino Garavani.
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Il 23 gennaio 2008 Valentino Garavani porta in passerella per l'ultima volta una collezione Haute Couture firmata a suo nome. Lo stilista, passato il testimone alla coppia creativa formata da Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, si ritira a vita privata dicendo addio, da un punto di vista creativo, al mondo della moda. Memorabile il finale, che vide tutte le modelle in passerella in lungo, ovviamente in rosso Valentino.
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Addio a Valentino Garavani
Il mondo della moda dice addio a uno dei suoi nomi più altisonanti, Valentino Garavani. Lo stilista si è spento nella sua dimora romana nella giornata di lunedì 19 gennaio, circondato dall'affetto dei propri cari. Aveva 93 anni.
In attesa dei funerali, che si terranno venerdì 23 gennaio alle ore 11:00 presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, verrà allestita una camera ardente presso PM23, in Piazza Mignanelli 23, sempre a Roma, aperta nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio dalle ore 11:00 alle 18:00.
In apertura il ritratto condiviso con la notizia della scomparsa di Valentino Garavani.
Courtesy of Valentino.
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Abbiamo trascorso 24 ore a Roma con ALO per scoprire il suo primo flagship store in Italia
Gli addicted di yoga e welleness in generale lo conosceranno bene, così come chi segue le celeb e le trendsetter statunitensi. ALO è una vera e propria istituzione quando si parla di abbigliamento dedicato al mondo dello yoga, del pilates e, più in generale, del fitness.
Nato nel 2007 sotto il sole di Los Angeles, è celebre da sempre per i suoi capi "studio-to-street". ovvero pensati per passare con disinvoltura da una pratica di yoga alla vita quotidiana.
Kendall Jenner, Hailey Bieber e Jennifer Lopez sono solo alcune delle star paparazzate con tappetino - e matcha latte - alla mano e indosso i capi ALO.
Ora il brand, presente già in Europa con 11 negozi, celebra ora il suo 12esimo punto vendita e sbarca nel nostro paese con il suo primo flagship store italiano.
Situato in via del Babuino, a pochi passi da Piazza di Spagna, l'ALO Sanctuary è uno spazio ampio e luminoso che si sviluppa su due livelli e che integra alla perfezione elementi architettonici originali come laterizi e fregi scultorei e texture naturali che rimandano all'estetica armoniosa del marchio.
Un traguardo importante per il brand e la sua espansione globale (da poco è arrivata come CEO International Benedetta Petruzzo, un passato in ruoli chiave da Miu Miu e Dior) e che si pone come obiettivo quello di diventare sempre più un brand lifestyle e trait d'union di una community forte e coesa, che mette al centro il benessere, la consapevolezza e la connessione.
“Per noi, entrare in questo mercato non significa semplicemente aprire nuovi store — significa unirci a una cultura che vive e respira qualità, intenzione e arte del vivere bene” ci ha raccontato Summer Nacewicz, EVP of Marketing & Creative di ALO.
Il flagship romano ospita le collezioni Uomo e Donna, oltre alla linea luxury ALO Atelier, realizzata con materiali pregiati come cashmere e pellami italiani e che comprende anche la nuova selezione di borse del brand, ognuna impreziosita da speciali cristalli che infondono energie positive e rimandano alla visione olistica del marchio.
Ma l'ALO Sanctuary di Roma non si limiterà a essere un semplice meta di shopping ma diventerà anche una "casa" per la community del brand, dove partecipare a esclusivi eventi e attività come l'ALO Runners Club o la 30 giorni di programmazione immersiva dedicata al benessere guidata dai migliori istruttori locali romani.
Per l'occasione il brand ha celebrato l'apertura con un grand opening che ha richiamato il pubblico romano, oltre a un gruppo selezionato di "addetti ai lavori", tra editors di moda, beauty e lifestyle, oltre a content creator e talent, tutti giunti a Roma per esplorare gli ampi spazi dello store e scoprire da vicino l'ALO Style!
In alto: le talent Giulia Maenza e Rebecca Canovali.
Sotto: la fashion creator Veronica Ferraro
Noi di Grazia.it eravamo lì! E abbiamo avuto l'occasione di prender parte alla VIP Wellness Experience che ALO ha riservato ai suoi ospiti per vivere in prima persona la sua filosofia che unisce il benessere fisico a quello interiore, attraverso un percorso di movimento e mindfulness all'interno dell'hotel Six Senses di Roma.
Abbiamo cominciato la nostra giornata con una speciale (e molto intensa!) pratica di Yoga Sculpt con Tawny Janae, ambassador e global instructor di ALO, che ha unito momenti ad alta intensità e stretching per rinforzare la muscolatura e dare energia all'organismo.
A seguire abbiamo sperimentato il Sound Bath, una meditazione guidata dal suono delle campane tibetane, su materassini gonfiabili fluttuanti nelle piscine della Spa del Six Senses: un momento di pace e riflessione, dove riconnettere corpo e mente.
@grazia_it Il brand di moda e lifestyle @alo ha aperto il suo primo flagship store in Italia, a Roma, in via del Babuino. Nato a Los Angeles nel 2007 e celebre per i suoi capi “studio-to-street”, il brand ha celebrato l’evento con un grand opening. Sviluppato su due livelli, in uno spazio che recupera elementi architettonici originali, lo store ospita le collezioni Uomo e Donna, oltre alla linea luxury ALO Atelier, e diventerà un luogo dedicato alla community del brand dove partecipare a esclusivi eventi e attività. #alo #alowellnessclub ♬ suono originale - Grazia_it
Dopo un light lunch a base di piatti gustosi ed wealthy, ci siamo concesse un lungo massaggio rilassante per sciogliere nodi e tensioni e abbiamo concluso la nostra experience all'Alchemy Bar dov, armate di pestelli, setacci e oli essenziali, abbiamo realizzato il nostro body scrub personalizzato... Il modo migliore per concludere le nostre 24 ore romane in compagnia di ALO!
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Polène apre a Milano: la nuova boutique tra materia, luce e savoir-faire

Milano accoglie una nuova destinazione del lusso contemporaneo. Fondata nel 2016 a Parigi, Polène è una delle maison di pelletteria più amate della nuova generazione del lusso: apprezzata per le sue borse dalle forme scultoree, ispirate alla natura, e per un approccio che unisce design contemporaneo e savoir-faire artigianale. Dopo aver conquistato capitali internazionali come Parigi, New York, Tokyo e Seoul, il brand francese sceglie oggi Milano per inaugurare la sua prima boutique italiana. Per celebrare l’apertura milanese, Polène ha accolto in boutique diverse personalità del mondo fashion, tra cui Ambra Cotti, Giulia Valentina, Beatrice Brusco, Federica Scagnetti e Nicky Passarella, insieme a Carlotta Rubaltelli, Ginevra Mavilla e Martina Maccherone.
Una scelta che non è casuale: capitale del design e dell’eleganza senza tempo, Milano rappresenta il contesto ideale per raccontare l’universo Polène, fatto di materia, luce e lavorazioni d’eccellenza. Il nuovo indirizzo, nel cuore del Quadrilatero della Moda (in via Manzoni 37), segna un passo importante nella crescita del marchio e rafforza il suo dialogo con il pubblico italiano.
Una facciata discreta, un interno sorprendente
Come molti palazzi storici milanesi, anche la boutique Polène si presenta all’esterno con una facciata sobria ed elegante, che non svela immediatamente ciò che accade all’interno. Varcata la soglia, lo spazio si apre invece a un ambiente luminoso, sofisticato e ricco di dettagli.
Il progetto architettonico è stato affidato a Norm Architects, che ha reinterpretato i codici architettonici milanesi puntando su un raffinato gioco di contrasti tra rigore e calore, minimalismo e materia.
L’inaugurazione del nuovo store Polène
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Un percorso sensoriale tra pietra, pelle e legno
La boutique è pensata come un vero e proprio percorso sensoriale. La visita inizia con un ingresso dominato dalla pietra, chiaro riferimento ai pavimenti storici della città. Si passa poi all’universo della pelle, cuore identitario di Polène, lavorata con tecniche che evocano la tradizione degli atelier di Ubrique, in Spagna.
Il legno introduce una dimensione più calda e tattile, accompagnando il visitatore in una progressione cromatica che va dalle tonalità più chiare a quelle più profonde. Ogni materiale evolve per colore e texture, raccontando la ricerca del brand sulla materia e sulle sue infinite possibilità.
Arte e artigianato: l’opera di Clara Graziolino
Il punto culminante del percorso è affidato all’arte. Nell’ultimo ambiente della boutique trova spazio un’opera dell’artista italiana Clara Graziolino, realizzata in ceramica e ispirata alla texture del cuoio.
Installata in modo da essere visibile fin dall’ingresso, l’opera cattura immediatamente lo sguardo e sottolinea la volontà di Polène di valorizzare i saperi artigianali locali, creando un dialogo autentico con il territorio che la ospita.
Craft at Work: quando la pelle diventa suono
L’esperienza in boutique si completa con Craft at Work – Leather Orchestra, un’installazione immersiva e interattiva. In uno spazio dedicato, i visitatori possono “dirigere” un insieme di pannelli in cuoio, dando vita a una performance in cui materia e suono si incontrano.
Un omaggio poetico alla città dell’Opera e al dialogo tra artigianato, design e cultura.
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