Urban Outfitters arriva in Italia: ecco il primo store a Milano

Il palazzo con affaccio su Piazza San Babila che ha ospitato storicamente Fiorucci e più recentemente H&M, ospita oggi lo store monomarca di Urban Outfitters, che pianta la prima "bandierina" in Italia. All'opening abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Emma Wisden, Managing Director del brand americano


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Urban Outfitters is coming to town. Ebbene, proprio come un regalo sotto l'albero, a pochi giorni dalle festività natalizie, il lifestyle retailer fondato nel 1970 in un piccolo locale di fronte alla University of Pennsylvania negli Stati Uniti d'America, spalanca le porte del primo store d'Italia a Milano, in un punto nevralgico della città. "Finalmente!", oseremmo aggiungere. Se c'è qualcuno che non lo aspettava con ansia, alzi la mano. Noi sì, di certo, e all'inaugurazione non potevamo mancare, of course.

È una soleggiata mattina d'inverno - mercoledì 13 dicembre - mancano 12 giorni al Natale e l'appuntamento è in Galleria Passarella, al civico 36 di Corso Vittorio Emanuele. Il palazzo - 1300 metri quadrati su 4 livelli - affaccia su piazza San Babila. Siamo nella location che ha storicamente ospitato Fiorucci e più recentemente H&M. Da oggi è l'impero di Urban Outfitters.

All'ingresso il nome del marchio a caratteri cubitali. E dentro tutto il mondo del brand d'Oltreoceano. La sua firma si scorge a partire dagli arredamenti, ricchi di dettagli industriali, pannelli e stand in legno chiaro, scritte nere alle pareti, in stile street-art, luci di design affisse alle pareti. 

Ad accoglierci Emma Wisden, Managing Director di Urban Outfitters Europe, che ci attende all'ultimo piano dello store in un salottino riservato dietro le vetrate del palazzo 'a picco' sulla downtown. Indossa un total look blu navy, dal sapore casual chic, ha i capelli leggermente raccolti, un atteggiamento decisamente e piacevolmente friendly. E tra le mani stringe un caffè lungo, americano proprio come il brand che ha 'sposato' con passione ed entusiasmo.


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Entusiasmo che non tardiamo a scorgere. È la prima cosa che riconosciamo sul suo volto appena le stringiamo la mano. È per l'opening in quella che lei stessa definisce una delle più importanti capitali del fashion: 'Apprezzo molto i consumatori italiani, sono stilosi, divertenti, insomma fantastici. E allo stesso modo loro apprezzeranno i nostri capi per la creatività, che attinge allo stile londinese, e per la qualità dei tessuti. Senza parlare poi degli stimoli che mi danno le nuove sfide, la voglia di innovazione e la curiosità di esplorare nuovi mercati, con tutte le novità e le caratteristiche ad essi correlate". Ottime le aspettative - anche in scia alla presenza in un corner da Annex a La Rinascente di Piazza Duomo dove il brand è approdato nel 2015 - e la mente è già proiettata su nuovi progetti: 'Ad oggi contiamo più di 200 store tra Usa, Canada ed Europa. Milano è la quarta apertura dell'anno nel "Vecchio Continente". E il piano di espansione non si arresta: a febbraio metteremo bandierina in Francia, nel cuore di Parigi'.

Molto interessante anche l'etichetta 'Urban Renewal': ”È una label di capi vintage, usati e reinterpretati, basata sul concetto di upcycling. In tre parole? Sexy, casual, effortless". E la nostra chiacchierata non finisce qui. Prima di salutarci ci divertiamo a giocare e a creare dei look da copiare. Le sue proposte? Un outfit molto casual per il giorno: cropped pants a vita alta dalla linea ampia con body o crop top da completare con blazer dal sapore androgino e un paio di sneakers. Mentre per la sera, via libera a mini dress scintillanti da party girl con pizzi seducenti effetto see-through. 

Ma - lo sottolinea anche Emma - Urban Outfitters non è solo moda. Oltre alle collezioni d'abbigliamento per uomo e per donna - che includono anche esclusive collaborazioni con brand come Adidas, Tommy Hilfiger, Champion, Calvin Klein solo per citarne alcuni - sugli scaffali meneghini si trovano tantissimi prodotti originali tra accessori per la casa, articoli da cucina, cactus e piante di vario genere a profusione, un'interessantissima collezione di vinili, macchine fotografiche e …. non vi sveliamo altro! Se non: 'Benvenuto in Italia Urban Outfitters, per noi è stato amore a prima vista'

Correte subito a visitarlo. Ma prima curiosate nella nostra gallery! 

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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"

Il dress code dell'edizione 2026 del Met Gala celebra il concetto di moda come forma d'arte e ad affiancare Anna Wintour come co-chair un trio tutto al femminile


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Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.


Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.

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Credits: Getty Images

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Credits: Getty Images

Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.

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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

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C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.

Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.

Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti

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Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.

Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.

Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.

Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche

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Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.

L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.

Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.

Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone

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Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.

L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.

Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.

I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete

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Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.

Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.

Qui la moda incontra il sentimento.

Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)

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Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.

L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.

Il nuovo lusso del Festival

Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.

Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.