Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

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Weekend alle porte, mettiamoci comode e scopriamo insieme le fashion news della settimana!

Ogni giorno una storia diversa, un oggetto che cambia la scena, un’energia che si accende. Piccole dosi di stile, giusto il necessario per orientare lo sguardo. #FashionPills



Fashion Pills: lunedì e il nuovo look dello store fiorentino di H&M


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(Credits: courtesy of press office)

H&M riapre il suo storico store fiorentino con un restyling che entra in scena con discrezione e carattere: affreschi riportati alla luce, spazi più ariosi, colori naturali che accompagnano il passo e una luce — finalmente protagonista — che scolpisce ogni dettaglio.

Il nuovo concept nasce da un dialogo equilibrato tra storia e innovazione: RFID di ultima generazione, locker per il Click & Collect, domotica che riduce i consumi. Tutto scorre con naturalezza, senza mai togliere spazio alla moda.

È un ritorno che somiglia a una dichiarazione d’intenti: Firenze merita un luogo in cui lo shopping è semplice, luminoso, contemporaneo. Un ambiente che accoglie, migliora, invita a restare. #ShoppingExperience


Fashion Pills: martedì e il ritorno dei KiKi più audace che mai 


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(Credits: courtesy of press office)

Marc Jacobs e Dr. Martens si ritrovano per una collaborazione che riaccende l’energia ribelle del Kiki Boot, l’iconico stivale debutto FW16 oggi reinterpretato con un twist industriale. La silhouette resta imponente, ma la suola Corran con tacco — firma Dr. Martens — aggiunge forza, peso, attitudine.

Tre varianti, tutte in pelle Buttero o nera effetto coccodrillo, raccontano due mondi che si incontrano: il gioco cromatico di Marc Jacobs e la grinta utilitaristica di Dr. Martens. Le cuciture iconiche, le fibbie metalliche e i charm a lucchetto e chiave segnano il legame con le precedenti collaborazioni, in un mix che profuma di memoria e nuova libertà.

La campagna di Olivia Parker cattura questo spirito con uno sguardo diretto, quasi urbano, restituendo al Kiki il ruolo che gli spetta: non uno stivale, ma un manifesto di personalità.

La capsule è disponibile da oggi sui siti ufficiali dei due brand e in una selezione di store. #KikiReloaded


Fashion Pills: mercoledì e l’Arigato Festival di Uniqlo


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(Credits: courtesy of press office)

UNIQLO accende la stagione con l’Arigato Festival, una settimana speciale dedicata a chi ama la funzionalità giapponese con un twist contemporaneo. Dal 27 novembre al 2 dicembre, il brand ringrazia i suoi clienti con una selezione curata di capi iconici e piccole chicche in edizione limitata. Piumini seamless per affrontare il freddo con leggerezza, maglie e accessori in cashmere che aggiungono un tocco di calore sofisticato, e le immancabili giacche in pile per tutta la famiglia: il guardaroba si fa essenziale ma squisitamente elegante. Un invito a scegliere i regali delle Feste con stile, qualità e un pizzico di spirito Arigato. #ArigatoFestival



Fashion Pills: giovedì e le novità di Coccinelle


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(Credits: courtesy of press office)

Novembre apre un nuovo capitolo per Coccinelle, dove le forme essenziali incontrano gesti che parlano. La nuova C-ME Lock, evoluzione della storica C-ME Bag, concentra tutto in un dettaglio preciso: la chiusura. Un click netto, quasi un suono-manifesto, che segna il confine tra ciò che si mostra e ciò che si custodisce. La silhouette è pulita, compatta, pensata per accompagnare ogni momento con naturalezza e carattere.

Accanto a lei, la linea C-Everyday porta in scena un elemento inatteso: il tacco plettro, rovesciato e grafico, che trasforma la scarpa in un piccolo statement di design. Due nuove icone che ridefiniscono l’eleganza quotidiana con una cifra personale, decisa, mai convenzionale. #CdiCoccinelle



Fashion Pills: venerdì e la capsule Morellato dedicata a Emily


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(Credits: courtesy of press office)

Morellato firma una nuova capsule dedicata alla quinta stagione di Emily in Paris, nata dall’atmosfera sospesa tra Roma e Venezia dove Emily vive le sue nuove avventure. Una collezione in argento 925‰ dal tocco fresco e femminile, costruita attorno a simboli poetici e immediati: le farfalle, leggere e trasformative; le perle, riviste in chiave minimal e super cool; i cuori e la silhouette della Torre Eiffel, emblemi del suo inconfondibile immaginario parigino. Una capsule che unisce dolcezza e glamour, pensata per chi ama viaggiare leggera ma lasciare il segno. #ParisMeetsItaly



Fashion Pills: sabato e la trainer iconica di Adidas torna per restare

 

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(Credits: courtesy of press office)

Adidas Originals riporta al centro una delle sue silhouette più riconoscibili: la ADISTAR CONTROL 5, un modello che nasce dal running tecnico e oggi parla il linguaggio della strada. Mesh aperto, dettagli metallici, richiami Y2K: un’estetica d’archivio che torna con decisione, accompagnata da un’ammortizzazione solida e una stabilità pensata per la vita urbana.

La storia di ADISTAR inizia negli anni ’70 sulle piste, vola negli anni 2000 diventando must-have per runner e maratoneti, e approda ora in una nuova dimensione, dove performance e stile convivono senza sforzo. La versione del 2008 rinasce come simbolo di un dialogo costante tra passato e futuro, competizione e quotidiano. #ADISTAR


Fashion Pills: domenica e lo stile scandinavo per scaldarsi


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(Credits: courtesy of press office)

Nati nel 2019 su una terrazza danese sferzata dal vento, i Sittingsuits trasformano un’esigenza reale in un capo intelligente: un “abito” da mettere sopra tutto, caldo, leggero, pratico. Rebecca Johansen e la designer Vibe Johansson l’hanno perfezionato test dopo test, fino a ottenere una protezione morbida, antivento e idrorepellente, ideale per terrazze, mare d’inverno, campeggi o semplici pause all’aria aperta.

La linea è essenziale, la comodità assoluta: si chiude la zip e si gode il fuori più a lungo, senza preoccuparsi del meteo.

C’è anche un’anima responsabile: oltre il 50% di materiali riciclati, imbottiture da bottiglie post-consumo e tessuti OEKO-TEX®, sempre senza pelle né piume.

La nuova collezione AI25–26, presentata al press day, porta in scena silhouette over pronte a debuttare da Milaura Milano e Sugar Arezzo da fine agosto. #OutwearChic

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Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

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Weekend alle porte, mettiamoci comode e scopriamo insieme le fashion news della settimana!

Iniziamo il nuovo anno lasciandoci guidare dalla magia delle storie. Tra fiabe moderne, romanticismi sussurrati e oggetti che sembrano usciti da un racconto, la moda torna a farci sognare.

Perché il 2026 comincia così: con un po’ di incanto da indossare ogni giorno. #FashionPills


Fashion Pills: Lunedì e la collezione Activewear di Rita Ora per Primark


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(Credits: courtesy of press office)

La performance, oggi, è tutta una questione di ritmo. Quello vero, fatto di movimenti quotidiani e incastri di vita reale. La collezione activewear di Rita Ora per Primark nasce dal Pilates ma vive ben oltre lo studio. Tessuti morbidi, linee pulite, capi che accompagnano il corpo senza costringerlo. Sport e lifestyle si incontrano con naturalezza, senza etichette. Da indossare per allenarsi, certo, ma soprattutto per sentirsi bene tutto il giorno. Perché oggi la vera eleganza è muoversi a proprio agio. #MadeToMoveWithYou


Fashion Pills: Martedì e “Il Tatto” di Saleri Studio


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(Credits: courtesy of press)

C’è una lingerie che non parla solo di corpo, ma di contatto, il "Tatto" che Saleri Studio mette al centro il senso più intimo, quello che avvicina. La collezione nasce dal dialogo tra movimento, materia ed empatia, ispirata alle performance di Marina Abramović. Tessuti fluidi incontrano strutture più rigorose, in un equilibrio sottile e i nodi diventano gesto, quasi un abbraccio che prende forma sul corpo. La lingerie esce dallo spazio privato e si trasforma in styling. Un invito a rallentare, sentire, toccare.  #IlTatto


Fashion Pills: Mercoledì e il Prelude by Miu Miu


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(Courtesy of press office)

Un inizio d’anno che gioca sul confine tra funzione e desiderio: con Prelude, Miu Miu rilegge workwear e outerwear con leggerezza, ironia e una grazia volutamente disinvolta. Sneakers protagoniste: Plume, essenziale e raffinata, e Tyre, più decisa, con suole bold e materiali tecnici. C’è spazio anche per il gioco, grazie ai charms personalizzabili che rendono ogni paio unico. Borse iconiche e nuove silhouette accompagnano la quotidianità con eleganza pragmatica. Nel ready-to-wear, proporzioni rivisitate, layering intelligenti e colori che sanno di uniforme chic. Un guardaroba pensato per ripartire, con naturalezza. #MiuMiuPrelude


Fashion Pills: Giovedì e Coco Crush con il nuovo volto di CHANEL


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(Credits: courtesy of press office)

C’è un nuovo volto che racconta la femminilità contemporanea con naturalezza e carattere: Gracie Abrams entra nell’universo di CHANEL come musa della collezione COCO CRUSH. Un incontro che parla di istinto, sicurezza e stile senza sforzo, dove l’attitudine conta quanto il design. La sua eleganza spontanea riflette lo spirito dei gioielli: linee iconiche, energia moderna, carattere deciso. La nuova campagna, in arrivo a gennaio, racconta legami che restano e emozioni da portare addosso. Perché alcuni incontri non passano: si indossano. #CocoCrush


Fashion Pills: Venerdì e la Gabardine di Burberry


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(Credits: courtesy of press office)

Ci sono tessuti che non passano di moda perché raccontano una storia: la gabardine di Burberry, inventata da Thomas Burberry nel 1879, è una di queste perché funzionale, resistente, iconica.
Nata per proteggere dagli elementi, oggi continua a vestire la vita reale, tra città e natura.
La nuova Gabardine Capsule celebra questo heritage con un film ambientato a Snowdonia, dove clima e paesaggio diventano parte del racconto. Outerwear, maglieria e jersey dialogano con il DNA del trench, tra dettagli utilitari e linee pulite con colori naturali e capi pensati per muoversi, esplorare, vivere. Perché la vera eleganza, da sempre, è sapersi adattare. #InventedByThomasBurberry


Fashion Pills: Sabato e Regole per Amare, l’incontro tra Pandora e Bridgerton


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(Credits: courtesy of press office)

Quando il romanticismo diventa un gesto personale... con “Regole per Amare”, Pandora entra nell’universo di Bridgerton e lo rilegge con leggerezza contemporanea. Gioielli che giocano con i codici Regency, ma parlano il linguaggio di oggi: fiori, perle, fiocchi e api diventano simboli da indossare, non da decifrare. C’è ironia, grazia e una certa voglia di rompere le regole, proprio come nella serie. Romantica sì, ma con carattere, perché l’amore, come lo stile, funziona meglio quando segue le proprie regole. #PandoraAndNetflix


Fashion Pills: Domenica e la Dior Book Tote come omaggio alla letteratura


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L’idea nasce da un ritorno all’origine, quando il Book Tote di Dior era pensato per portare libri prima ancora che oggetti. Jonathan Anderson rilegge questo gesto con uno sguardo colto e personale, trasformando la borsa in una copertina da indossare. La letteratura diventa immagine, ricamo, superficie viva. Da Dracula a Ulysses, da Capote a Baudelaire, i titoli scelti parlano di immaginazione, identità, desiderio in dialogo tra Irlanda, Francia e America che attraversa arte e memoria. Un oggetto che si legge prima ancora di essere guardato. #FirstChapter

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Federica Tosi: dentro il guardaroba di una femminilità contemporanea.

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Dalla sartorialità autentica alla moda come linguaggio di forza: la designer Federica Tosi racconta a Grazia.it la visione e l’identità del suo brand.

Essenziale, potente, profondamente contemporanea: la visione di Federica Tosi prende forma in un guardaroba che parla alle donne di oggi, accompagnandole nella quotidianità senza mai costringerle. Designer e imprenditrice, Tosi ha costruito il suo brand partendo da un’idea precisa di femminilità: autentica, consapevole e libera.

Nato nel 2017, il brand si è fatto conoscere per il suo spirit innovativo e smart, con accenti sporty e suggestioni di mix and match. Sin da subito, l'obiettivo del marchio è sempre stato quello di vestire una donna dalla personalità forte e dinamica, in armonia con la società in cui vive.

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Credits: Courtesy of Press Office

La prima ispirazione di Federica Tosi è lo spirito della contemporaneità: la stilista infatti assorbe tutto il bello e il nuovo che la circonda nella sua vita rielaborandolo in proposte dal feeling urbano e contemporaneo, eleganti, sensuali e versatili.

In questa intervista ci racconta il suo percorso, l’anima del marchio e lo sguardo con cui osserva il presente e immagina il futuro della moda.

Partiamo dall’inizio: come è nata la tua passione per la moda e da dove è partito il tuo brand? Raccontaci il momento in cui hai capito che la moda sarebbe stata la tua strada

«La moda per me è sempre stata un linguaggio naturale, ancora prima che una scelta professionale. Ho iniziato disegnando gioielli, venduti all’interno di negozi di abbigliamento: è stato il mio primo modo di entrare in dialogo con le donne e con il loro stile quotidiano. Fin da ragazza osservavo come un dettaglio, un accessorio o un abito potessero cambiare postura, sicurezza, presenza. Federica Tosi nasce proprio da questo: dal desiderio di creare capi che aiutassero le donne a sentirsi forti, libere, autentiche. Non per apparire, ma per esserci».

Qual è il capo “iconico” del tuo brand, quello che meglio rappresenta l’anima di Federica Tosi?

«Sicuramente il completo sartoriale. È il punto di partenza di tutto. Mi piace pensarlo vissuto, reale: magari indossato con un bomber over appoggiato sopra, che lo rende più urbano e immediato. È il capo che ti accompagna dal lavoro alla sera, senza dover cambiare identità».

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Credits: Courtesy of Press Office

Se dovessi descrivere il tuo brand in tre aggettivi, quali sarebbero? E perché?

«Lo definirei essenziale, perché tolgo sempre più di quanto aggiunga. Potente, perché ogni capo deve dare forza a chi lo indossa e contemporaneo, perché nasce nel presente e parla alle donne di oggi».

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Credits: Courtesy of Press Office

Non tutto è sempre facile: qual è stata la sfida più grande nella crescita del brand e come l’hai affrontata?

«Una delle sfide più grandi è stata quella di crescere restando fedeli a se stessi. Rimanere coerenti alla propria identità è la sfida più complessa, soprattutto quando il brand cresce e le aspettative aumentano. Ho imparato che la coerenza è una forma di forza, non un limite».

Celebrity dream: c’è una star che sogni di vedere indossare i tuoi capi?

«Mi attraggono le attrici con una forte attitude, donne che entrano in una stanza e si sentono, senza bisogno di spiegarsi. Donne che non cercano il consenso, ma hanno una presenza autentica. In questo senso, vedere tante attrici scegliere già il mio brand mi rende molto fiera. Se penso a un sogno, Cate Blanchett incarna perfettamente questo tipo di femminilità: potente, essenziale, profondamente contemporanea».

Dove nasce l’ispirazione: hai qualche musa, viaggio o esperienza? E come scegli i materiali e i tessuti per le tue collezioni che guardano alla sostenibilità?

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Credits: Courtesy of Press Office

«La mia ispirazione nasce dalla vita reale. Dai viaggi, dalle città, dall’architettura, ma soprattutto dalle donne che incontro ogni giorno. L’ispirazione arriva quando smetti di cercarla e inizi davvero ad ascoltare. Per quanto riguarda i materiali invece, scelgo sempre quelli che abbiano qualità e una storia che si percepisce nel tempo. L’abbigliamento viene prodotto interamente a Carpi, mentre i gioielli nascono ad Arezzo: due territori simbolo del saper fare italiano. Lavoriamo con realtà che conosciamo e con cui condividiamo valori, attenzione e rispetto. Per me la sostenibilità è creare capi che durano».

Tra cinque anni, quali sono i progetti o sogni che vorresti aver realizzato con il tuo brand?

«Vorrei guardarmi indietro e riconoscermi. Vedo il brand sempre più internazionale e solido, ma sempre fedele alla sua identità: forte, femminile, essenziale».

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Credits: Courtesy of Press Office

Con il tuo brand hai vestito molte attrici e personaggi dello spettacolo. Se il tuo marchio fosse un film, quale sarebbe?

«Senza dubbio sarebbe La ricerca della felicità. Perché racconta la fatica, la determinazione, i momenti di dubbio e le emozioni profonde che stanno dietro a ogni successo vero».

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Gucci presenta “La Famiglia”: la nuova campagna che inaugura l’era Demna

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Sensuale, audace e profondamente italiana: la collezione anticipa la visione del nuovo direttore creativo attraverso personaggi iconici e guardaroba carichi di identità

Gucci svela “Gucci: La Famiglia”, la nuova campagna che segna ufficialmente l’inizio di una nuova era per la Maison sotto la direzione creativa di Demna Gvasalia. Presentata per la prima volta lo scorso settembre, la collezione rappresenta un ponte tra passato e futuro: un racconto visivo e stilistico che rilegge gli archivi e i codici storici di Gucci attraverso un linguaggio contemporaneo, sensuale e decisamente audace.

Scattata dalla fotografa Catherine Opie, la campagna mette in scena una famiglia allargata di personaggi, ognuno portatore di una personalità distinta ma unita da un’attitudine comune. È questa la vera essenza della “Gucciness”: un’identità collettiva fatta di carattere, disinvoltura e codici iconici reinterpretati con spontaneità.

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Credits: Courtesy of Press Office

Gesti, styling e presenza raccontano storie diverse ma complementari. C’è Incazzata, che cattura lo sguardo con il suo cappottino rosso anni ’60, simbolo di un temperamento ardente. Gallerista incarna invece un’eleganza sofisticata in total black, completata dalla Bamboo 1947 rivisitata in nuove proporzioni. Ogni look diventa un tassello di un immaginario condiviso, dove il guardaroba contribuisce a costruire un senso di appartenenza.

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Credits: Courtesy of Press Office

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Credits: Courtesy of Press Office

L’italianità emerge con forza attraverso il concetto di sprezzatura, quell’eleganza naturale e senza sforzo che si ritrova nei mule in pelle indossati con il tallone schiacciato o nei completi sartoriali maschili. Dal look impeccabile di Direttore al carisma magnetico di Principino, anche il menswear diventa terreno di sperimentazione e desiderio.

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Credits: Courtesy of Press Office

“La Famiglia” non è solo una collezione, ma una dichiarazione d’intenti: un’anticipazione della visione di Demna per Gucci, che sarà svelata ufficialmente a febbraio. La collezione sarà disponibile dall’8 gennaio nelle boutique Gucci di tutto il mondo e su gucci.com.

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Villa Milano: quando il gioiello è un racconto da indossare, generazione dopo generazione!

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C’è un indirizzo nel cuore dei milanesi DOC, un nome associato a momenti speciali e a ricordi preziosi... Siamo entrati nel mondo dello storico marchio di gioielleria Villa Milano.

Nonostante da qualche anno la sua “casa ufficiale” si sia spostata dall’indirizzo storico della centralissima via Manzoni, alla più intima ma non meno affascinante via San Carpoforo, nel cuore di Brera, Villa Milano ha mantenuto quell'aura di "milanesità" che ne ha sempre contraddistinto l'anima e le sue creazioni preziose. 

Nato del lontano 1876, per i milanesi doc (ma non solo) è ancora oggi l'indirizzo giusto se si è alla ricerca di un gioiello speciale, lontano dalle fugaci tendenze della moda e dei grandi brand, che cattura lo sguardo per i dettagli inattesi, l'utilizzo di materiali innovativi e l'approccio personalizzato che si esprime attraverso il laboratorio artigianale interno dove prendono vita piccoli capolavori.

 

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Fondata nel 1876, Villa Milano è un brand che oggi vive e prospera grazie alla quinta generazione, grazie alle pronipoti Alice e Francesca Villa, la prima interamente femminile alla guida del marchio. Ed è proprio Alice a guidarci in un viaggio speciale nell'universo del marchio e nella sua storia, nel duo delicato equilibrio tra tradizione e sperimentazione. 
Alice ci accoglie nel negozio di via San Carpoforo, a mostrarci pezzi d'archivio, aprire astucci che costudiscono gemme preziose, trasportandoci nella grotta magica di una fiaba. Ci racconta del fondatore Benvenuto Villa che fondò il marchio e che nel 1889 ottenne una medaglia d’oro all’Esposizione di Parigi per una scultura modulare in argento a forma di cubo: un’opera sorprendentemente moderna, che racconta quanto la tensione verso l’innovazione fosse già allora parte del DNA del marchio. 

Negli anni Venti del Novecento sarà poi Giuseppe Villa a introdurre una delle innovazioni più importanti della maison: il “Tessuto Villa”, una trama di sottilissimi fili d’oro capace di adattarsi al corpo come un velluto prezioso. Una tecnica brevettata, non replicabile, che diventa sinonimo di comfort e raffinatezza e che viene richiesta anche da altre importanti gioiellerie dell’epoca. È in questi anni che il nome Villa Milano entra nei salotti "giusti", quelli dove il lusso non è mai ostentazione ma misura, cultura, dettaglio.



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(In foto: l'esterno della boutique Villa Milano in via San Carpoforo e il laboratorio orafo che si trova a pochi passi)

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con Adelio Villa – terza generazione, formazione artistica all’Accademia di Brera – la maison diventa un punto di riferimento per una clientela sofisticata, alla ricerca di gioielli capaci di unire gemme importanti e design originale. Adelio porta nel gioiello una sensibilità quasi pittorica, un gusto per la composizione e per il movimento che ancora oggi si ritrova nelle creazioni storiche della maison. È a lui che si deve, ad esempio, la celebre collana Spray: un’esplosione di luce e dinamismo, dove le pietre sembrano fluttuare nello spazio, anticipando linguaggi decisamente contemporanei.

Negli anni Ottanta, con la quarta generazione, Villa Milano continua il suo percorso senza strappi, rafforzando la produzione artigianale e il legame con una clientela internazionale attenta, colta, esigente. Infine l'arrivo alla guida creativa di Alice e Francesca Villa, in prima linea nel definire una visione capace di parlare al presente senza tradire il passato.

Alice porta con sé un doppio sguardo: quello di chi è cresciuta tra banco da orafo e pietre preziose, e quello di chi ha una formazione manageriale solida e contemporanea. Il risultato è una maison che sceglie di non rincorrere le tendenze, ma di costruire un linguaggio proprio. I gioielli Villa Milano di oggi sono oggetti dal forte carattere, dove materiali inaspettati come il carbonio o il titanio dialogano con l’oro e le gemme, creando contrasti netti ma armonici. Il design è deciso, talvolta architettonico, sempre pensato però per essere vissuto e indossato e non solo ammirato e... chiuso in un cassetto!

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(In foto: la collana Spray e Alice Villa, alla guida creativa del marchio di famiglia)

Sono numerosi i clienti che arrivano nella boutique proprio con un gioiello "di famiglia" a cui dare nuova vita, da rendere più contemporaneo, recuperandone la gemma magari. Ed è proprio dalla pietra che nasce tutto, ci rivela Alice Villa, l'elemento che "guida" la creatività e su cui si costruisce il disegno, elaborato a mano o su iPad, per poi essere passato a moderni programmi di progettazione. Da lì, il lavoro passa al laboratorio artigianale, che si trova a pochi passi dalla boutique, affacciato al cortile di una vecchia casa di ringhiera di Brera, dove le mani e gli occhi attenti degli orafi gioiellieri di Villa Milano (alcuni anche under 25!) plasmano e cesellano il gioiello, piegando la materia e realizzando sogni. 

L'identità forte e coerente di Villa Milano l'ha portato anche in contesti dell’arte e del design internazionale, come il PAD London 2025 – fiera di riferimento per il design storico e contemporaneo – dove il gioiello diventa forma d’arte da indossare, capace di dialogare con il mondo del collezionismo e della ricerca estetica.

Allo stesso tempo, il brand non perde il legame con la sua memoria. Due dei modelli storici di Villa Milano sono stati infatti selezionati per il Museo del Gioiello di Vicenza: la collana Spray e il bracciale Corona Ferrea – è un riconoscimento che sancisce il ruolo della maison nella storia del gioiello italiano. Da un lato, la rilettura colta e simbolica della Corona Ferrea, commissionata negli anni Venti per una principessa di Casa Savoia.


Oggi a quasi centocinquant’anni dalla sua fondazione, il brand non vive di nostalgia, ma di continuità, ha attraversato le epoche senza perdere identità e creduto nella forza del gesto artigianale ma anche nella necessità di sperimentare. E dimostra come il gioiello, quando è davvero pensato, è molto più di un ornamento, diventa un racconto da indossare, capace di parlare a generazioni diverse con la stessa, rara intensità.