Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 5 news

Senza titolo-133Senza titolo-134
Weekend alle porte, mettiamoci comode e scopriamo le fashion news della settimana

Sono stati fra i primi a puntarci, e adesso che tutti cercano (a volte arrancando) di seguirne l’esempio, i designer scandinavi raccolgono i frutti di tanta lungimiranza: è infatti il danese Tobias Birk Nielsen ad aggiudicarsi un importante premio dedicato alla sostenibilità.

È con questa notizia di apertura doverosa, visto che si è appena conclusa la Copenaghen Fashion Week, che inauguriamo le fashion pills di questa settimana.

Un tema, quello della sostenibilità, che ormai nessuno può ignorare, catene di fast fashion incluse, e infatti anche H&M è arrivato a dire la propria.

Infine, in vista di un nuovo weekend di shopping, ecco i pezzi più hot del momento: fra citazioni Seventies, scarpe da urlo e capi cocoon dal gusto futurista. Pronte a partire? #FashionPills

Fashion Pills: lunedì e la sostenibilità da premio di Zalando

Senza titolo-127

(Credits: courtesy of press office)

Circolarità e uso di tecniche di tintura innovative: sono queste le caratteristiche che hanno permesso a Iso.Poetism by Tobias Birk Nielsen di aggiudicarsi il Sustainability Award di Zalando. Il riconoscimento - assegnato dalla piattaforma di e-commerce moda e lifestyle in collaborazione con la Copenaghen Fashion Week - è valso al brand un premio di 20.000 euro e una partnership con Zalando per sviluppare una linea esclusiva di prodotti. Le caratteristiche di questa collezione vincente? Tessuti coreani generati da fibre di poliestere riciclate, tecniche di tintura Made in Italy con il minimo uso possibile di acqua, upcycling da precedenti produzioni per giungere all’obiettivo di rifiuti zero. E un’estetica che unisce survivalism e gorpcore in modo assolutamente inedito. #GoGreener

Fashion Pills: martedì e la retromania firmata Primark

Senza titolo-128

(Credits: courtesy of press office)

Dal momento che, complice l’effetto moltiplicatore di TikTok, la vintage mania non accenna a diminuire, e che sui social è tutto un rimbalzare di trend che omaggiano i decenni passati della moda, fra Y2K, Indie Sleaze e Grunge, anche Primark, il colosso del fast fashion con base irlandese ha deciso di rievocare lo stile di una delle decadi più amate! È disponibile, infatti, proprio in questi giorni, in selezionati punti vendita, la collezione che il brand dedica agli anni Settanta: un tripudio di pantaloni flare, giacche doppiopetto, stampe tapestry e stivaletti affilati per ricreare un look che non sfigurerebbe addosso a uno sfegatato fan dei Beatles. Il tutto in una palette colori a tema che va dal cammello all’azzurro carta da zucchero, dal mattone al verde salvia. Insomma, il messaggio è chiaro: adesso che si intravede la primavera lasciate perdere il nero e rivestitevi di nuovo. Senza dimenticarvi di citare il vecchio! #ThrowbackTime

Fashion Pills: mercoledì e la capsule di Mugler e Jimmy Choo

Senza titolo-131

(Credits: courtesy of press office)

La notizia è di quelle bomba: due fashion brand provenienti direttamente dall’empireo della moda si uniscono per creare una capsule collection da non lasciarsi sfuggire. I creative director di Jimmy Choo e Mugler, Sandra Choi e Casey Cadwallader, hanno collaborato a una collezione di scarpe e stivali capaci di mettere insieme l’heritage leggendario della maison francese e il glamour del brand di calzature più amato dalle star, nel segno di un gusto artigianale contemporaneo che ha come leitmotiv l’empowerment femminile e un certo gusto per l’estremo. Il risultato è un ibrido dal carattere forte e drammatico perfetto per condire quei look über sexy, che, complice la riapertura di locali notturni e club, non vediamo l’ora di tornare a indossare. #ImTooSexyForMyCat

Fashion Pills: giovedì e H&M per la musica emergente con Gaia

Senza titolo-132

(Credits: courtesy of press office)

New Sounds: è questo il nome del progetto lanciato da H&M in collaborazione con la cantautrice Gaia, che per il brand ha disegnato una capsule genderless composta da felpe e t-shirt personalizzate con le scritte che i follower di TatuaggiMale hanno imparato a conoscere, realizzata in materiali sostenibili e prodotta solo al momento dell’ordine, per ridurre lo stock. Ma non solo: sì perché la cantante reduce da Amici e X-Factor è stata anche chiamata ad animare un docu-concerto in streaming il 21 febbraio, riservato agli iscritti al programma fedeltà del brand. Un progetto che racchiude momenti della vita privata dell’artista e la performance live dei suoi nuovi brani, Alma e Nuvole di Zanzare. «Mi piace l’idea che chi ascolta la mia musica possa anche essere più partecipe della mia quotidianità. Vorrei che tutti riuscissero a sentire e vedere quello che faccio prima, durante e dopo un concerto» ha dichiarato Gaia. Infine, parte del ricavato della vendita sarà devoluto all’Unicef per supportare programmi di istruzione e formazione per bambine e ragazze in difficoltà. #SoundsGood

Fashion Pills: venerdì e il futurismo subacqueo di Moncler e DingYun Zhang

Senza titolo-130

(Credits: courtesy of press office)

«Ho una propensione per i grandi volumi che scolpiscono nuove forme sul corpo. Mi sono ispirato alle creature sottomarine immaginando capi che fluttuano leggeri» con queste parole il designer cinese laureatosi al Central Saint Martins College di Londra ha descritto la collezione disegnata per il brand francese. Un incontro felice e in un certo senso “naturale” dal momento che funzionalità, imbottiture e studio dei volumi sono da sempre il marchio di fabbrica di Moncler. È così che il Progetto Genius si arricchisce di un nuovo nome di punta della moda internazionale, e, con esso, di una visione inedita e contemporanea. Zhang infatti non si ispira allo scenario originario di Moncler – la montagna – ma alle profondità del mondo sottomarino e alle forme invertebrate e organiche delle creature che lo abitano. Il risultato? Una capsule di pezzi scultorei in cui non vediamo l’ora di infilarci. #UnderwaterLove

  • IN ARRIVO

"Gucci Primavera": 5 highlight della prima sfilata di Demna Gvasalia 

COVER_Gucci
Dalla visione del nuovo direttore creativo al gran finale con Kate Moss: 5 punti chiave dello show FW26 di Gucci.

Il momento tanto atteso è arrivato: oggi pomeriggio Demna Gvasalia ha ufficialmente fatto il suo debutto al timone di Gucci segnando l’inizio di un nuovo importante capitolo per la Maison fiorentina. 

Dopo la presentazione di “The Tiger”, lo speciale corto diretto da Spike Lee con i look della collezione “La Famiglia”, e della prima collezione Pre-Fall, il nuovo direttore creativo ha finalmente svelato in passerella la sua visione e il percorso che sta immaginando per il brand.

Gucci è un marchio, ma è soprattutto un luogo culturale condiviso, capace di parlare a persone diverse per sensibilità, identità e codici espressivi. Questa pluralità si riflette in Primavera: una costellazione di archetipi, gusti e attitudini, una gamma di proposte stilistiche pensate per chi la Maison già abbraccia e per chi desidero possa riconoscervisi", si legge in una nota del brand.

Ma ecco 5 highlight della sfilata.

01. La dichiarazione d'intenti di Demna Gvasalia

L’attesissimo debutto in passerella del designer georgiano è stato preceduto da una lettera pubblicata da lui stesso sui profili social del brand. Dopo aver spiegato cosa rappresenta per lui Gucci, un marchio che ha ridefinito il concetto del lusso e che ha costruito il proprio successo non solo sull’eccellenza dell’artigianato ma anche sulla capacità di osare, il nuovo direttore creativo ha confessato che all’inizio del suo percorso ha sentito l’esigenza di comprendere a fondo l’identità della Maison. Per farlo è partito dagli archivi di Firenze, ha visitato le fabbriche del brand e ha visitato gli Uffizi. Ed è proprio osservando la “Primavera” e “La nascita di Venere” di Botticelli che ha realizzato quanto la cultura e l’estetica del Rinascimento siano radicate nel DNA italiano e nell’identità di Gucci e che ha capito il nuovo percorso che vuole tracciare per la maison. Poi ha anticipato il suo approccio per il futuro: creare oggetti desiderabili e autentici, capaci di accompagnare persone diverse, arricchirne la quotidianità e farle sentire bene. 

02. La collezione FW26 di Gucci

02_Gucci

Presentata in uno spazio monumentale tra le statue in marmo, la collezione FW26 di Gucci introduce nuove silhouette, texture e materiali che riflettono a pieno il nuovo approccio creativo della Maison. Gli stessi capi si possono indossare in modi sempre diversi.  Le stesse giacche si possono abbinare a gonne, leggings o pantaloni a seconda dei vari momenti della giornata, passando dall’ufficio all’aperitivo. La sartorialità, morbida e leggera, si esprime attraverso tessuti eterei dall'effetto liquido, mentre l’influenza streetwear emerge con giacche scollate e pantaloni con tasche orizzontali. Tra i pezzi chiave della collezione, tracksuit e abiti che diventano trackdress, leggings uniti ai pantaloni e giacche e top integrati in un unico capo. I ricami di piume impreziosiscono blouson, bomber e giacche shearling intarsiate, mentre le pelli preziose contraddistinguono biker, pantaloni aderenti e stole circolari e soffici. Non mancano look studiati per esaltare le proporzioni naturali del corpo secondo i canoni del Rinascimento, a partire dall’abito bianco scivolato che evoca la Nascita di Venere. In passerella, grandi nomi del fashion System come Elsa Hosk, Mariacarla Boscono e Emily Ratakowski.

03. Gli accessori

04_Gucci

Tra gli accessori più desiderabili, le borse a spalla in pelle pregiata e le nuove mini clutch tempestate di cristalli. Accanto all’iconica borsa Gucci Bamboo 1947, reinterpretata con un volume più slanciato e un manico realizzato con segmenti di pelle assemblati tra loro.  Insieme a Manhattan, la mia prima sneaker per Gucci che unisce una forma da basket ultra-minimale alla praticità slip-on del mocassino.

04. Il gran finale con Kate Moss

03_Gucci

Per il gran finale, sulle note di “Tu Si’ Na Cosa Grande” cantata da Ornella Vanoni, ecco arrivare una modella speciale: Kate Moss. La super top ha fatto il suo ingresso trionfale in passerella con un lungo abito nero a collo alto dalla schiena nuda che rivela un perizoma GG in oro bianco, tempestato di dieci carati di diamanti.

05. Il front row

05_Gucci

Demi Moore, Shawn Mendes, Donatella Versace, Alessandro Michele e Philippine Leroy-Beaulieu sono solo alcuni degli special guest avvistati in front row. Insieme a loro anche Eva Herzigova, Paris Hilton, Georgina Rodriguez, Isabella Ferrari e Ghali. Grande assente, invece, Jannik Sinner che non è potuto essere presente ma ha voluto mandare il suo in bocca al lupo al nuovo direttore creativo con una storia pubblicata sui social.

Credits: GettyImage/Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26

COVER_Marni
Marni ha svelato la prima collezione realizzata dalla nuova direttrice creativa Meryll Rogge: ecco 5 highlight della sfilata.

Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento  pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.

La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.

Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.

Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.

01. L'allestimento

Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand. 

02. La collezione FW26 di Marni

01_Marni

La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.

03. I dettagli

02_Marni

I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.

04. Gli accessori

03_Marni

Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.

05. Il front row

04_Marni

In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

Queste sono le gonne midi più chic della primavera 2026 (pronte a rivoluzionare look e previsioni)

00_DESKTOP_gonna_mindi02_MOBILE_gonna_mindi
I modelli, i colori e i tessuti più trendy della midi skirt di stagione

Nonostante la teoria Hemline Index veda l'orlo della gonna indice di andamento economico, ovvero che più le gonne sono lunghe e più il rischio di recessione è vicino, a noi piace considerare un altro aspetto legato a questo modello di skirt: la coolness!

Ieri come oggi le gonne midi della primavera estate 2026 continuano ad essere emblema di un perfetto equilibrio tra eleganza e praticità. Sofisticate e sensuali nel loro orlo fino a metà polpaccio, si possono indossare in qualsiasi occasione rimanendo sempre e comunque le gonne più chic di sempre compresa la primavera estate 2026.

In questa silenziosa rivoluzione che ciclicamente si ripete aggiungendo comunque elementi nuovi, troviamo, oggi, tra le midi skirt più chic della primavera estate 2026, le pencil skirt in pelle o semipelle con spacchi in tutte le sfumature naturali della leather con tocchi più o meno pop e vitaminici.

Le gonne midi con balze, ampie e vaporose, che fanno subito gonne da ballo come quelle in crinolina. I modelli pareo che si annodano in vita e che portano una ventata di colore pittorico nel guardaroba donna primavera estate 2026.

Immancabili le gonne plissettate: un evergreen al pari delle gonne di pizzo, altro pezzo top soprattutto nella declinazione gonna sottoveste in raso con profili e dettagli lace. Insomma se le gonne midi sono il termometro dell'economia, di certo lo sono dello stile.

Ecco i modelli più chic della primavera estate 2026

gonna-colonna-trasparente-COS

COS

Credits: cos.com

gonna-cotone-marinaresca-ovs

OVS

Credits: ovs.it

gonna-midi-a-fiori-la-doublej

LADOUBLEJ

Credits: ladoublej.com

gonna-midi-asimmetrica-pull-and-bear

PULL&BEAR

Credits: pullandbear.com

gonna-midi-camoscio-stefanel

STEFANEL

Credits: stefanel.com

gonna-midi-fiori-eme

EMÉ

Credits: atelier-eme.com

gonna-midi-maglia-zara

ZARA
Credits: zara.com

gonna-midi-paillettes-patrizia-pepe

PATRIZIA PEPE

Credits: patriziapepe.com

gonna-midi-pareo-stampa-tory-burch

TORY BURCH

Credits: toryburch.com

gonna-midi-pois-h-m

H&M

Credits: hm.com

gonna-midi-svasata-marella

MARELLA

Credits: marella.com

gonnna-midi-pizzo-forte-forte

FORTE_FORTE

Credits: forte-forte.com

mango-

MANGO

Credits: mango.com

  • IN ARRIVO

Le atmosfere tecno-pop di Bluem alla sfilata di Etro

Etro heroEtro mobile

La sfilata autunno-inverno 2026 di Etro diventa palcoscenico non solo per gli abiti di Marco De Vincenzo, ma anche per la musica della cantautrice Bluem. Un connubio vincente ed emozionante.

Marco De Vincenzo è un grande appassionato di musica. Non di quelli che vogliono convincerti che la versione originale del disco è meglio della riedizione o che i Geese sono il gruppo che assolutamente devi conoscere (spoiler, lo sono), ma il suo amore viene da dentro e pervade tutto quello che fa e che lo ispira. Così tanto che cinque anni fa ha iniziato un progetto che non ha un nome, non è un format, ma è il riflesso del suo lavoro in Atelier portato sulla passerella.

Il primissimo esperimento è stato con i Santamarea, conterranei di De Vincenzo che hanno creato una colonna sonora per la sfilata di Etro, e così è stato anche per Miglio, e per Daniela Pès già molto conosciuta all’estero ma esplosa poi anche in Italia. L’anno scorso c’è stata la prima performance dal vivo con La Niña che ha cantato dei brani dal suo album Furèsta e pochi giorni fa il testimone è passato a Bluem, la cantautrice sarda Chiara Floris, che si è esibita con un medley delle tracce: Lunedì; Domenica; Giovedì; Il Cavallo e Chia.

Una sola regola, lavorare a quattro mani perché la moda si possa fondere davvero con la musica e creare un’atmosfera totalmente immersiva per lo spettatore, trasportato nella creatività di De Vincenzo che prepara le sue collezioni proprio ascoltando le canzoni degli artisti e delle artiste con cui collaborerà.

Per l'autunno-inverno 2026 nasce così Etro Loop Forward che parla della continuità, della circolarità del linguaggio di Etro, che parte dal passato, dagli abiti formali e maschili che sono all'origine del brand, evolvendosi in un viaggio sempre nuovo, ma che continua a inglobare elementi riconoscibili, come la musica di Bluem, che ha rivisto pezzi del suo repertorio rendendoli nuovi in un flusso che non si ferma.


Bluem

Qual è la prima cosa che hai pensato e che hai provato quando ti ha chiamato Marco e ti ha proposto questa collaborazione?
All'inizio è stato un po' uno shock per me. Ero in un periodo di scrittura del nuovo disco, e speravo quasi di non inciampare in nessun altro impegno per potermi concentrare solo su quello. Però poi con Marco ci siamo trovati subito, è una persona meravigliosa e quando mi ha spiegato il progetto ho detto subito: sì, decisamente lo voglio fare. E poi, a sorpresa, si è trasformato in una cosa molto utile anche per il disco.

Mi sono immersa nella creazione di questa sorta di viaggio nel mio repertorio, con qualcosa di inedito e pezzi già esistenti ma rielaborati per l'occasione.

La cosa interessante per me è stato entrare in questo mondo e capire come il mio e quello di Etro potevano incontrarsi. Da quando ho mandato a Marco le prime bozze ci siamo trovati subito in sintonia, quindi è stato un lavoro abbastanza fluido.

Etro

Due look dalla collezione Etro fw2026

La moda ha un po' lo stigma di essere molto esclusiva, soprattutto se si parla di sfilate e lontana dal mondo della musica indipendente di cui tu fai parte. Tu ti sei sentita a tuo agio?
In realtà io sono molto aperta mentalmente. Quando vivevo a Londra ho convissuto con una fashion designer partita da zero che oggi lavora per Louis Vuitton a Parigi, e lei mi ha fatto entrare in questo mondo, facendomi capire le dinamiche e il lavoro incredibile che c'è dietro.

Non mi sono sentita a disagio anche grazie all'approccio di Marco, che è una persona estremamente umana e accogliente. Ha coinvolto anche Roberto Cammarata, il suo consulente musicale, che è una persona meravigliosa.

La decisione da parte di Marco di aprire questa porta e creare questo canale, soprattutto con artisti indipendenti e, per quanto mi riguarda, artiste donne, è bellissimo. È uno spazio in cui possiamo creare e condividere con un nuovo pubblico, e non è scontato.

Nei tuoi live come ti poni con la tua immagine e con la moda, con lo stile? Ti piace pensare a cosa mettere o non ti interessa?
A me la moda piace molto. Faccio sempre molta attenzione a quello che indosso sul palco, è sempre stato un modo di esprimermi.

Per i concerti mi sento meglio quando ho un outfit studiato su di me e che mi fa stare a mio agio: approccio l'esibizione in modo diverso, sono più sicura, entro di più nella parte.

Mi è capitato di avere tour molto ravvicinati e meno tempo per organizzarmi e mi sono accorta che mi mancava un po' quel tipo di 'preparazione' e ho notato che mi sentivo più insicura sul palco.



Etro-Birkenst

La collaborazione con Birkenstock per la collezione aw2026 di Etro

Ti è piaciuto mixare, non fare una cosa completamente nuova, ma reinterpretare il tuo repertorio?
A livello di produzione mi ha aiutata tantissimo. Ho selezionato diverse mie canzoni e ho pensato a come farle convivere in un'unica traccia.

Pensare alle transizioni e far funzionare tutto come un unico brano è stato molto interessante. Nei live già creo transizioni perché non amo parlare durante i concerti, ma qui dovevo concentrare tutto in un tempo molto breve: è stato un approccio nuovo per me.

Etro2

Il finale della sfilata di Etro fw2026

Secondo te quanto è difficile essere una cantante donna italiana in Italia che fa il tuo genere di musica adesso? Si riesce a trovare più spazio rispetto a qualche anno fa?
È vero che c'è un problema e probabilmente, purtroppo, ci sarà ancora per tanto tempo. Per quanto mi riguarda io ho cercato di crearmi un mondo a parte, una mia nicchia dove poter crescere lentamente.

Ho iniziato con un disco da Londra, senza che nessuno mi conoscesse, e questo mi ha dato la possibilità di seguire la mia strada non condizionata da quello che succedeva intorno.

Adesso mi prendo il tempo che mi serve e faccio la musica come piace a me, cercando di non sentire quella pressione che viene da fuori. Confido nel fatto che il risultato arrivi, come è già successo con dischi usciti in maniera indipendente che hanno trovato un pubblico.

Sicuramente il processo è più lento se lo fai da donna e da indipendente, però io continuo a fare il mio percorso e voglio essere fiduciosa!