Chanel e Zara dominano la Lyst Index dei primi mesi del 2026
Il 29 aprile Lyst ha pubblicato il suo Index per il primo trimestre 2026 e il quadro è chiaro: il lusso heritage è tornato a comandare, ma convive con tote bag da supermercato e cappellini da serie TV. Chanel entra per la prima volta nella Top 20 e si piazza direttamente al numero uno, mentre Zara viene indicata come il marchio rivelazione dei primi mesi dell’anno.
La novità non è solo la classifica. Lyst ha cambiato metodo e racconta uno scenario in cui il percorso d’acquisto è spezzato e circolare: si parte da una scena in una serie, si passa da una ricerca generata dall’intelligenza artificiale, si finisce su un red carpet virale e, solo alla fine, su un carrello. Il tutto misurato da un nuovo algoritmo in tre pilastri: Desire, Demand, Discovery.
Come funziona il nuovo Lyst Index 2026
Secondo Lyst, il nuovo Index ruota attorno a tre “D”. Demand è la parte più intuitiva: ricerche sulla piattaforma, click, vendite, liste dei desideri. È qui che Chanel vola, con una domanda definita “intensa” e un picco per le pumps e la borsa Maxi Flap, finite anche tra i prodotti più desiderati del trimestre.
Desire riguarda il capitale culturale di un marchio: quante volte appare sui social, quanto se ne parla sui media, quanto entra nei meme e nei contenuti dei creator. Gucci, con la nuova direzione firmata Demna, è l’esempio perfetto: la collezione divide, ma il buzz è altissimo e la domanda su Lyst cresce del 12 per cento nel giorno successivo alla sfilata.
Discovery misura dove e come il brand viene scoperto: non solo ricerche dirette, ma query guidate dall’AI, articoli editoriali, suggerimenti collegati a una serie o a una celebrità. Dior, nuova entrata al terzo posto, funziona proprio qui: una narrativa di marca coerente, riconoscibile nei feed e nelle immagini di passerella, che lo rende la risposta naturale quando qualcuno digita “tailleur sofisticato” o “abito da sera classico”, anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Il risultato di questo mix è un Index meno ossessionato dal singolo “must have” virale e più attento a come un’estetica intera si infiltra nelle nostre ricerche, nelle chat e nei suggerimenti automatici.
La nuova classifica: dal podio al ritorno di Fendi e Celine
La Top 5 del Lyst Index primo trimestre 2026 è questa: 1. Chanel (nuovo ingresso), 2. Saint Laurent (-1), 3. Dior (nuovo ingresso), 4. Miu Miu (-2), 5. Gucci (+4, miglior risultato dal 2022). A seguire: Ralph Lauren, Prada, Coach, Burberry e COS, che scivola di sette posizioni.
In mezzo alla classifica troviamo The Row, Versace, Moncler, Chloé, Bottega Veneta, Loewe, Stone Island e Massimo Dutti. Versace cresce con una domanda in aumento del 17 per cento trimestre su trimestre, confermando quanto un cambio di direzione creativa possa accendere l’attenzione. COS e Massimo Dutti, protagonisti del boom lifestyle nel 2025, ora frenano: la voglia di essenziali c’è ancora, ma il podio torna al lusso puro.
In coda, tre segnali da tenere d’occhio: Fendi rientra al numero 19, Celine debutta in classifica al 20, mentre Stone Island e Massimo Dutti perdono terreno. Per chi lavora nel retail italiano questo significa che l’appeal del lusso mediterraneo e del quiet luxury resta forte, ma non basta più una buona giacca neutra: servono storie, volti, momenti culturali riconoscibili.
Saint Laurent, pur cedendo lo scettro a Chanel, domina lato prodotto: la giacca con collo alla coreana è il pezzo più hot del trimestre, seguita dagli occhiali da sole Butterfly. Segno che l’uniforme elegante, pulita e leggermente androgina continua a essere il riferimento per chi cerca capi ad alto ritorno di immagine.
Zara, Vivienne Westwood, Calvin Klein: quando la cultura pop riscrive il ranking
Fuori dalla Top 20 ma al centro del report c’è Zara, che Lyst indica come marchio rivelazione del trimestre. Il completo indossato da Bad Bunny al Super Bowl, una partnership annunciata con John Galliano e collaborazioni con designer come Soshiotsuki, Aaron Levine e Willy Chavarria hanno trasformato il brand in un ponte tra fast fashion e cultura alta. Il messaggio è chiaro: il prezzo resta accessibile, ma le referenze sono da passerella.
Nella lista “Brands Moving Fast” brilla anche Vivienne Westwood. La domanda per gli abiti bustier cresce dell’86 per cento, quella per la sposa del 79, mentre il modello Long Fond Gown registra un incredibile +890 per cento di ricerche rispetto al trimestre precedente. Tutto parte dai look di Margot Robbie e Charli XCX nei tour promozionali di *Cime tempestose*: un singolo abito visto sul red carpet diventa una valanga di screenshot, ricerche guidate dall’AI e poi carrelli pieni.
Terzo nome chiave: Calvin Klein. Complice la serie Love Story e il mito rinnovato di Carolyn Bessette-Kennedy, le ricerche per il brand aumentano del 43 per cento dopo lo show. Lyst segnala anche +217 per cento di ricerche per i dolcevita neri e un interesse crescente per il denim dritto anni Novanta. In questo stesso filone entra il berretto piatto Kangol Tropic 504, decimo prodotto più hot del trimestre.
Guardando la Top 10 dei prodotti, l’immagine è schizofrenica e molto 2026: la giacca sartoriale Saint Laurent e le pumps Chanel convivono con il track top sportivo di adidas in stile cinese, le ballerine con lacci di Celine, la tote bag di Trader Joe’s all’ottavo posto e le sneaker Village PM "1PM". Un mix che racconta più lo stile di vita che il conto in banca.
Per chi compra moda in Italia, il messaggio di questo Lyst Index è doppio. Da una parte, il ritorno del grande lusso classico: Chanel, Dior, Saint Laurent e Gucci dettano ancora il ritmo di borse, scarpe e silhouette. Dall’altra, l’idea che il vero termometro del desiderio stia nei riferimenti condivisi: una scena in una serie, una shopper vista su TikTok, un cappello che diventa icona. Tenere d’occhio questi segnali oggi è quasi importante quanto seguire le sfilate di Parigi.
© Riproduzione riservata