And Just Like That 2: i look che ricorderemo di questa serie

Possibile che a distanza di venticinque anni i look delle più famose ragazze newyorkesi della storia della tv facciano ancora parlare? Già, è passato davvero un quarto di secolo dalla messa in onda del primo episodio di Sex and The City e siamo ancora qui a parlare di loro e di cosa indossano puntata dopo puntata.
La cornice e le protagoniste sono un po' cambiate: la nuova serie intitolata And Just Like That, che ha debuttato con la prima serie nel 2022 e con una seconda, il cui episodio finale è appena andato in onda, arriva a distanza di anni anche dai due film pensati per il grande schermo rispettivamente nel 2008 e nel 2010.
E lo fa lasciandosi alle spalle piano piano alcuni dei protagonisti storici. Niente Big, che non è riuscito a superare il primo episodio - nel vero senso della parola dato che è stato deciso di farlo morire nella puntata di esordio - niente Samantha (*attenzione, spoiler in arrivo*), almeno fino ai 90 secondi che danno avvio all'episodio finale della seconda serie. Addio anche all'amico di sempre, Stanford, che ai fasti di New York e al marito Anthony ha preferito un'esistenza da monaco in Oriente.
In tutto questo miscuglio di avvenimenti, ai quali non possiamo non annoverare anche la comparsa di nuovi personaggi come Nya, Seema, Lisa e Che Diaz, solo per citarne alcuni, c'è solo un elemento che è rimasto invariato e immaginiamo saprete benissimo di cosa si tratta.
Parliamo della moda, da sempre punto cardine della serie. Un elemento che si è evoluto negli anni, diventando sempre più forte e presente, subendo anche un cambio notevole in termini di direzione creativa. Nell'immaginario comune sono forti i richiami e i riferimenti ai look creati in passato dall'ineguagliabile Patricia Field, colei che ha dato a Carrie delle Manolo, una baguette di Fendi e un posto nell'olimpo delle muse di stile più adorate di sempre.
A distanza di anni l'arduo compito di fare le sue veci nel ruolo di costumista è stato affidato al duo Molly Rogers e Danny Santiago, i quali non hanno certo disatteso le aspettative dei più affezionati regalando, puntata dopo puntata, look elaborati (forse troppo?), che lasciano il segno. Che fanno, perchè no, anche discutere, e che sicuramente si faranno ricordare.
Dal primo episodio che vede le protagoniste alle prese con l'abito per il MET Gala alle semplici passeggiate newyorkesi che sono da sempre il leitmotiv della serie, nulla è lasciato al caso, nulla è semplice. Non lo è la trama che mixa tempi morti, timidi colpi di scena che non decollano e tentativi di esplorare tematiche contemporanee non riuscendoci sempre - quasi mai - nel modo giusto, e non lo è la moda, che ci restituisce dei personaggi totalmente distaccati dal mondo reale anche in termini di look.
Ma se una nuova serie, una terza, sarà presto in lavorazione, un motivo c'è. Non è solo il risultato registrato da HBO Max, la casa produttrice, per la quale And Just Like That ha subito guadagnato un primo posto tra le serie originali. È che nonostante tutto il legame con queste celebri ragazze newyorkesi non si è mai allentato: la dipendenza da Carrie, Charlotte, Miranda, Samantha, dal loro mondo fatto di persone, storie e guardaroba a base di eccessi ben prima delle borsette a forma di piccione, non accenna a ridursi, ad allentarsi. E anche se qualche look strappa un sorriso incredulo, dobbiamo ammettere che di farne a meno non ne abbiamo ancora voglia.
Per questo, in attesa che arrivino gli episodi della terza serie, vi proponiamo una piccola selezione di look della seconda: scoprite quali sono quelli che ci hanno colpito di più.
Al MET Gala, con un Valentino da fermare il traffico
Il primo episodio della seconda serie si apre con uno degli eventi più glamorous e importanti che si tengono a New York durante l'anno, il MET Gala. Le nostre protagoniste in possesso di invito si preparano a sfoggiare dei look eccentrici adatti all'occasione e il premio come look più memorabile sarebbe potuto andare tranquillamente a Seema, stupenda nei toni dell'oro, o a Carrie che decide di infilare il Vivienne Westwood previsto per le nozze, poi saltate, con Big (nel primo film).
A meritare tutta l'attenzione è però Lisa, che avendo dimenticato di prenotare il driver per la serata, sceglie di percorrere a piedi qualche block da casa al Metropolitan Museum, di rosso Valentino vestita. Con annesse piume e marito a sorreggere lo strascico.
Carrie e il costume di Halloween che non ti aspetti
Che non ti aspetti sia un costume vorremmo dire, perchè così vestita ce la potremmo immaginare senza problemi. Durante l'episodio Carrie e amiche vanno a una festa di Halloween in costume e lei, per rimanere nel tema dell'editoria di moda, sceglie di indossare i panni di Helen Gurley Brown, storica direttrice del magazine Cosmopolitan. Una trovata divertente e perfettamente in linea con il suo personaggio.
La missione di Charlotte, nella bufera in total pink
E mai senza un po' di check Burberry, uno dei suoi tratti distintivi. Questo look rimarrà impresso nella mente degli spettatori non solo per l'abbondare di rosa, che ritroviamo in molteplici sfumature dagli stivali in gomma al cappotto passando per la tracolla paillettata di Chanel, ma per l'occasione in cui Charlotte York lo sfoggia: per andare a comprare dei preservativi alla figlia Lily, nel bel mezzo di una tempesta di neve.
Ritroviamo il rosa anche dopo, quando nell'intraprendere nuovamente la carriera di gallerista, Charlotte si dirige a lavoro incerto se indossare o meno una cinturino che evidenzia il punto vita del suo tubino d'ordinanza. Ma le insicurezze, soprattutto se legate all'aspetto fisico, appartengono a un'altra epoca e a un'altra serie, trasformando così Charlotte in paladina della body positivity.
Il nuovo primo appuntamento con Aidan
Focus della serie è il ritorno di fiamma tra Carrie e Aidan. Ci avete mai pensato? E avete mai immaginato cosa avrebbe potuto indossare Carrie per rivederlo? Eravamo rimasti ai look di Abu Dhabi, all'ampia gonna dell'incontro al suq e all'abito con bustier che fece scattare l'affaire bacio in Medio Oriente di qualche anno fa. Rieccoli di nuovo insieme e, per l'occasione, Carrie sceglie un abito midi con stampa floreale, un capospalla satinato e un paio di pumps inconfondibili.
100% Carrie
Sottotitolo: uno di quei look che se non sei Carrie Bradshaw è meglio lasciar perdere. Siamo in inverno e per un pranzo con annessa passeggiata verso casa, troviamo un look fatto di layers di maglia, pantaloni della tuta, calzettoni e un paio di mules con monogram GG. A dir poco complicato ma ben riuscito, perfettamente nelle sue corde di sapiente mixer di stampe, pesantezze, silhouette così diverse ma sempre così ben bilanciate. Accanto a Carrie c'è Miranda, che sfoggia un mix di tonalità viola che le vediamo spesso addosso in queste puntate: insieme al rosso e al bordeaux si rivela uno dei suoi colori.
Seema, unica vera regina di stile di questa serie
Tra eccessi cromatici e abbinamenti troppo complessi per essere veri, c'è una stella che brilla per naturalezza e stile. Avete ragione, forse la Mercedes in tinta con il guardaroba è un po' eccessiva, ma Seema Patel e i suoi toni naturali, chic e mai eccessivi nemmeno se in versione animalier, ci sono sembrati studiati in modo ineccepibile. E ovviamente con una Birkin sottobraccio, protagonista della puntata in cui viene scippata per poi essere ritrovata, che ha dato ancor di più al personaggio delle vibes "alla Samantha Jones".
And just like that...
Non possiamo chiudere questa selezione senza Samantha, che ci ha conquistato ancora una volta. Giusto il tempo di una comparsata, di un abito rosso con soprabito dorato e di una clutch Fendi. Perfetta, ancora una volta, forse perché solo per lei è intervenuta proprio la mano sapiente di Patricia Field a rendere speciale questo attesissimo ritorno.
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Milano Cortina 2026: i momenti fashion più salienti della cerimonia di inaugurazione

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 è stata uno spettacolo celebrativo, ma anche un vero manifesto "estetico".
All’interno dello stadio di San Siro, trasformato per una notte nel cuore simbolico dei Giochi, musica, coreografie e immagini hanno dialogato con elementi chiave: lo stile e l'eleganza. I look indossati dalle star infatti non sono stati semplici costumi di scena, ma pezzi di un puzzle più ampio, capace di intrecciare identità, memoria e futuro.
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La moda, qui, ha parlato un linguaggio davvero emotivo: ha omaggiato i grandi nomi del Made in Italy, ha evocato epoche diverse e ha dato forma a temi come pace, inclusione e armonia. Ogni abito, studiato per la serata, è diventato un segno che ha accompagnato le performance e amplificato il loro significato. Così, la cerimonia di apertura si è trasformata in una passerella simbolica, dove sport e bellezza hanno trovato un punto d’incontro.
Matilda De Angelis, la direttrice d’orchestra
Ad aprire la scena, Matilda De Angelis che ha incarnato la figura della direttrice d'orchestra : severa e magnetica, con un tocco di luce nei capelli che spezza la rigidità del look. L'abito presenta una scollatura a cuore e gioca sui toni del bianco e del nero, in velluto di seta nera. Una creazione con taglio a sirena che ricorda quasi la bellezza del pianoforte a coda.
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Disegnato dal costumista Massimo Cantini Parrini, questo abito sembra fare da ponte tra la tradizione della musica classica e l'energia pop, raccontando un'idea di eleganza che non ha paura del cambiamento.
Sabrina Impacciatore: il suo " Time travel" tra passato e futuro
Quello di Sabrina Impacciatore è stato un viaggio visivo che attraversa decenni e immaginari. Un momento molto complesso che va dalle Olimpiadi degli anni Trenta verso il futuro.
L'attrice - conosciuta ormai a livello internazionale grazie al suo ruolo nella serie tv The Paper - per riflettere questo segmento narrativo ha indossato un costume realizzato ad hoc per la serata. Si tratta di una catsuit in Lycra metallizzata oro e argento, tessuto che le ha permesso di muoversi al meglio. Oro e argento, colori scelti per rappresentare la tradizione olimpica delle medaglie, e tonalità perfette di richiamo futurista.
Elemento interessante è la bomber jacket che porta con sé un'estetica ironica e sperimentale. Il suo è davvero un look che sembra uscito da un sogno anni Ottanta, ma proiettato nello spazio.
Mariah Carey, diva d’inverno in Roberto Cavalli
Per aprire ufficialmente la cerimonia, Mariah Carey ha scelto di non limitarsi a cantare: ha letteralmente illuminato San Siro. La popstar infatti è apparsa avvolta in un abito su misura firmato Roberto Cavalli by Fausto Puglisi, una creazione pensata come un omaggio al glamour senza tempo e all’opulenza scenografica del brand. Il bustier scolpito segue le linee del corpo con una silhouette aderente, che si apre in un ampio e drammatico strascico a sirena in raso, creando un effetto fluido e regale.
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L’intera superficie dell’abito è ricamata con cristalli Swarovski color ghiaccio, disposti secondo il motivo della storica stampa d’archivio Ray of Gold, trasformata per l’occasione in una trama luminosa che cattura e riflette la luce dello stadio. Le spalline a catena, in argento cristallizzato, aggiungono un accento deciso e contemporaneo a una costruzione che richiama l’eleganza dell’old Hollywood.
A completare il look, una lunga stola in piume di struzzo color naturale, morbida e teatrale, che amplifica l’aura da diva e accompagna i movimenti sul palco. I gioielli, firmati LEVUMA, sono decisamente degni di una regina: stiamo parlando di collier, orecchini e bracciale in diamanti dell’Alta Gioielleria, per un valore complessivo di 15 milioni di dollari. Un’apparizione che unisce lusso, spettacolo e poesia visiva, trasformando Mariah Carey in una vera regina di ghiaccio.
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Vittoria Ceretti e Laura Pausini, l’omaggio più emozionante a Giorgio Armani
C’è un momento, nella cerimonia di apertura, in cui lo spettacolo diventa silenzio e la moda diventa un gesto solenne. È il tributo a Giorgio Armani, legato da sempre allo sport e coinvolto in prima persona nella visione creativa dell’evento. Il suo contributo non si limita ai costumi, ma attraversa l’intero concept scenico, fino al disegno simbolico dell’ingresso delle bandiere.
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La sequenza si apre con una sfilata quasi rituale: sessanta modelle avanzano in formazioni armoniche, indossando completi pantalone monocromatici nei tre colori del Tricolore.
A guidarle è Vittoria Ceretti, portabandiera e volto della nuova campagna Giorgio Armani. Il suo ingresso segna il punto culminante della scena: la modella indossa un abito custom made Armani Privé in bianco assoluto, con maniche lunghe, collo alto e spalle leggermente strutturate. La linea è pura, essenziale, scivola fino a terra con una grazia quasi irreale.
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Non c’è eccesso, non c’è ornamento superfluo: è un’eleganza che parla sottovoce, ma con una forza iconica.
Se il bianco di Vittoria racconta la luce, il nero di Laura Pausini ne rappresenta l’intensità emotiva. Per intonare l’Inno di Mameli, l’artista sceglie un abito di alta moda Giorgio Armani Privé: velluto di seta nero, profondo e compatto, che avvolge il corpo con una fluidità quasi architettonica.
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Il tessuto trasforma la luce e la rimanda grazie a un ricamo prezioso e discreto che anima la superficie. Il cut-out sulle spalle introduce una modernità misurata creando un equilibrio tra rigore e sensualità.
Insieme, Vittoria Ceretti e Laura Pausini trasformano l’omaggio ad Armani in uno dei momenti più poetici dell’intera cerimonia: una dichiarazione d’amore all’eleganza italiana, capace di attraversare il tempo senza perdere la sua forza.
Ghali, il bianco come spazio di connessione
Sul palco di San Siro, Ghali appare come una presenza sospesa, quasi irreale. Il suo look, interamente declinato nelle sfumature del bianco, è un inno alla purezza e alla possibilità di un nuovo inizio.
L’artista indossa una creazione custom Gucci che unisce rigore sartoriale e leggerezza poetica: una camicia in seta dal collo alto, morbida e luminosa, attraversata da una spilla floreale tono su tono, smaltata, come un piccolo talismano appuntato sul cuore.
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I pantaloni in lana, dalla linea formale, sono rifiniti da una banda laterale in raso che richiama l’eleganza senza tempo dello smoking, mentre ai piedi spiccano i Gucci La Famiglia loafers in pelle nera, impreziositi dall’iconico morsetto Horsebit. Un contrasto calibrato, che rompe la monocromia senza spezzarne l’armonia.
Il suo stile, essenziale ma ricco di significati, diventa così una metafora visiva: un corpo che attraversa lo spazio come una pagina bianca su cui scrivere nuove storie, nuove identità, nuove possibilità. Ghali, con la poesia contro la guerra di Gianni Rodari, non indossa solo un abito, ma una visione.
Charlize Theron, il cuore della pace
Con le parole di Nelson Mandela, Charlize Theron, ambasciatrice ONU non ha semplicemente recitato ma ha aperto uno spazio di silenzio e ascolto nel cuore della cerimonia. Sul palco di San Siro, l’attrice ha trasformato il palcoscenico globale di Milano Cortina in un luogo di memoria e responsabilità dando voce a un messaggio che supera confini, lingue e generazioni.
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Per farlo ha scelto un abito Atelier Versace dalla linea essenziale e potente, un nero profondo che scolpisce la figura con un’eleganza solenne. A spezzare la severità, un dettaglio che diventa simbolo: un cut-out a forma di cuore sul décolleté, grafico e delicato allo stesso tempo.
Alla fine della serata, quello che resta per noi non è solo l’eco delle performance o la grandiosità delle scenografie, ma una sensazione più sottile: quella di aver assistito a un momento in cui la moda ha smesso di essere semplice ornamento per diventare racconto collettivo.
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Margot Robbie, Dove Cameron, Selena Gomez e tutte le altre Best Dressed of the Week!

Questa settimana è stata la dimostrazione di come la moda non si è limitata a “vestire” le star: le ha trasformate in personaggi. Tra le nostre Best Dressed preferite, Margot Robbie, Dove Cameron e Selena Gomez che hanno portato sul (e fuori dal) tappeto rosso tre visioni completamente diverse, ma ugualmente interessanti. Guardiamo un po' più da vicino i loro look.
Margot Robbie in Chanel: il rosso come racconto di un dramma
Alla première parigina di "Wuthering Heights" - uno dei film più attesi di questo 2026 - al Le Grand Rex, Margot Robbie ha indossato uno dei look più intensi del suo press tour. Si tratta di un abito su misura firmato Chanel che richiama la silhouette vittoriana con una forza davvero teatrale: corsetto rigido (che siamo sicure vedremo ovunque quest'anno) busto strutturato, gonna chiara con quel tocco di velluto rosso scuro che conferisce all'abito un tocco profondo.
*** L'abito di Margot Robbie alla premiere di "Cime Tempestose" ci ricorda qualcosa ***
Il choker Lorraine Schwartz, stretto al collo, è il dettaglio perfetto per completare il look che sembra parlare di confitto, desiderio, costrizione, un richiamo agli elementi che caratterizzano il film.
Dove Cameron: un look etereo e autorevole
Dove Cameron ha partecipato alla serata Pre-GRAMMY con un abito che sembrava letteralmente "fluttuare". Il suo gown in satin blu pallido firmato Georges Hobeika scende lungo il corpo come una cascata, le pieghe sono morbide e avvolgono spalle e busto, per poi aprirsi in un strascico.
Si tratta di un look delicato che non ha bisogno di cristalli o trasparenze eccessive: qui la forza è nella tessuto e nel movimento ma anche nella purezza della linea - e a noi piace tantissimo!
Selena Gomez: business, sensualità e potere
Per celebrare l’arrivo di Rare Beauty in tutti gli store Ulta, Selena Gomez ha scelto un look che unisce eleganza sartoriale e sex appeal moderno. Stiamo parlando di un blazer nero trasformato in minidress, con cintura in vita, dalla silhouette forte e decisa.
Le calze velate, i tacchi neri e gli orecchini a cerchio completano l' outfit che chiaramente gioca con i codici maschili e li rende seducenti.
Insomma, Margot Robbie, Dove Cameron e Selena Gomez: tre stili diversi che per noi rientrano a pieno titolo tra i look più belli della settimana. Ma questi non finiscono di certo qui. Ecco la nostra selezione con tutte le Best Dressed of the Week!
Best Dressed of the Week: i look più belli
Margot Robbie in CHANEL
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Dove Cameron in GEORGES HOBEIKA
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Selena Gomez in un mini blazer dress nero con maxi fiore in vita e pumps abbinate
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Sabrina Impacciatore in GUCCI
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Anya Taylor-Joy in KHAITE e gioielli TIFFANY&Co
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Jessica Biel in pantaloni di pelle marrone con scarpe abbinate e t-shirt con scollo velato
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Olivia Rodrigo in MIU MIU e AQUAZZURA Love Affair Pump 105
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Claudia Pandolfi in FEDERICA TOSI
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Elle Fanning in VIVIENNE WESTWOOD SPRING 2026
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Emerald Fennell in BURBERRY
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Giulia Michielini in MAX MARA
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Levante in un total look SPORTMAX RESORT 2026
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Naomi Watts in BALENCIAGA PRE-FALL 2026
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Suki Waterhouse in un lungo top dorato con scollatura profonda con cintura in vita, wide brown pants e sandali bianchi
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Sarah Pidgeon in CHANEL
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Rosé in un abito lungo nero con spacco laterale profondo e RENE CAOVILLE Ellabrita sandal
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Margot Robbie in THOM BROWNE
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Minimal e chic: lo stile di Jennifer Lawrence in 8 daily look da copiare
È una presenza fissa dei red carpet più prestigiosi ed è sempre in cima alla lista delle star “best dressed” di eventi speciali come gli Oscar o i Golden Globes. Ma ultimamente Jennifer Lawrence si sta facendo notare anche per il suo stile quotidiano che negli anni ha subito una grande evoluzione.
Se in passato i suoi look off-duty era piuttosto semplici e discreti (per non dire noiosi), adesso l’attrice tende a osare con combinazioni un po' più cool che strizzano l’occhio alle tendenze del momento.
Il segreto del suo stile effortless-chic? Che si tratti di passeggiare per le strade di New York o di ammirare le sfilate in front row, lontano dal tappeto rosso Jennifer Lawrence tende a prediligere i pezzi più basic del guardaroba, come t-shirt girocollo, pantaloni a gamba larga, maglioni dai colori neutri e jeans dal fit comodo.
Ma è grazie alla sua capacità di esaltarli al massimo, giocando bene con il layering, mixando alla perfezione stampe e colori e aggiungendo gli accessori giusti, che riesce a trasformare i suoi daily look in outfit di gran tendenza.
Lo stile effortless-chic di Jennifer Lawrence in 8 daily look da copiare
Chi l’ha detto che canotta e jeans si possono indossare solo nel tempo libero o nel weekend? Qualche settimana fa Jennifer Lawrence ci ha dato prova del fatto che, se abbinati nel modo giusto, anche i pezzi più casual del guardaroba possono essere sfoggiati persino nel front row delle sfilate. Allo show di Dior dello scorso gennaio, ad esempio, l’attrice ha completato questa combo super casual con un maxi cappotto con i polsini in pelliccia, delle pumps con il tacco e un’it-bag preziosa. E il suo look non ha fatto una piega.
Paparazzata per le strade di New York, Jennifer ci ha impartito un’altra grande lezione di stile: quale? Che nero e blu sono sempre un grande sì. Il suo look composto da dolcevita blu, pantaloni cropped dello stesso colore, cappotto nero con cintura e pumps coordinate è il classico oufit che risolve al volo qualsiasi dilemma fashion.
Grande fan del total black, la star di “Hunger Games” ci ha mostrato con valorizzare in modo impeccabile anche un semplicissimo abito in maglia nero con i bottoni. Aggiungendo un paio di pumps dal gusto retrò, una borsa a mano dalle linee essenziali e dei gioielli dal design minimale.
Anche quando si indossano due pezzi super basic, come una t-shirt bianca girocollo e una minigonna nera, sono sempre gli accessori a fare la differenza. E un paio di mules con il fiocco e degli occhiali da sole con la montatura sottile e le lenti tonde sono una scelta azzeccata per dare un twist al look, Jennifer Lawrence docet.
Perfettamente in linea con il trend che vuole gli abiti indossati sopra i pantaloni, l’attrice ci ha deliziato con un'altra mise molto facile da replicare. Si tratta di un abito nero dalle fantasie floreali, indossato sopra a dei jeans dal fit asciutto. Poi abbinato a un blazer di pelle e a delle pumps con il tacco alto e la punta affilata.
Ed eccola, durante uno dei suoi tanti avvistamenti per le strade di New York, con addosso un altro look semplicissimo. Come è riuscita a trasformare questo outfit così easy, composto da pullover marrone, gonna nera sopra il ginocchio e décollète con la punta tonda? Ha dato un tocco chic al tutto con un maglione color cioccolato poggiato sulle spalle.
A un altro show di Dior, lo scorso ottobre, ci aveva conquistato con una mise tanto semplice quanto chic composta da camicia azzura, pantaloni wide leg e gilet grigio insieme a uno dei capisaldi del guardaroba daily: il trench beige.
E tra i suoi look off-duty più riusciti, c’è anche questo che vede abbinare in modo super chic un dolcevita declinato in uno dei colori più gettonati della scorsa stagione, il giallo burro. Così mixato a jeans bianchi, sneakers dai colori neutri e cappotto color cammello, diventa la perfetta divisa quotidiana.
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I look che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo, oltre a essere da 76 anni un appuntamento imperdibile per gli appassionati della canzone italiana, è diventato negli ultimi anno un palcoscenico per tendenze e innovazioni anche in fatto di moda. Il momento in cui si accendono le luci sul palco dell'Ariston è diventato oggi l'istante in cui confrontarsi su cosa indossano cantanti e presentatori e su quali sono le griffes che si vogliono mettere in gioco in prima serata.
Tornando indietro nel tempo però, osservando le immagini d'archivio di questa longeva manifestazione, si nota certamente una cosa: la moda, su quel palco affacciato sul Mar Ligure, c'è sempre salita. Dai tempi di Mina o di Nada, arrivando agli anni Settanta e poi agli Ottanta di Anna Oxa, Patty Pravo e Loredana Bertè, i momenti fashion al Festival sono stati davvero tanti e hanno, per lungo tempo, dato spazio alla sartoria Made in Italy.
Provocatori o innovativi, eleganti e semplici o eccentrici, i look che abbiamo potuto ammirare negli anni incarnano stili e correnti diverse, si fanno portavoce dei tempi che si vivono e sono, secondo noi, decisamente da ricordare. In attesa nella nuova edizione, che inizierà il prossimo 24 febbraio, scoprite quali sono gli abiti e i look che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo.
1961, Mina
Mina sul palco di Sanremo nel 1961.
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Iniziamo con una delle immagini che hanno fatto la storia del Festival dal punto di vista dello stile: quella di Mina, con uno chemisier in chiffon al ginocchio, bianco con pois irregolari a contrasto. Nella foto in bianco e nero non traspare il colore originale ma quei tondi, nella realtà, erano proprio di colore blu, come le Mille bolle blu protagoniste della sua canzone in quella edizione. Una creazione realizzata per lei da Rosetta Gussoni Reclari, sarta di fiducia della Tigre di Cremona.
1969: Nada
Nada sul palco di Sanremo, 1969.
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Rimaniamo negli anni Sessanta o meglio, raggiungiamo la loro fine. Nel 1969 una quindicenne di nome Nada sale sul palco intonando la sua Ma che freddo fa. Lo fa con un abitino corto a girocollo, di colore bianco, con maniche tappezzate di margherite. Completato da un paio di stivali bianchi, un look che incarna lo stile della Swinging London e lo porta all'Ariston.
1978, Anna Oxa
Anna Oxa posa con Rino Gaetano nel backstage della 28esima edizione del Festival di Sanremo, 1978.
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Il suo è un nome che scomoderemo di nuovo e non potrebbe essere altrimenti. Anna Oxa è una di quelle artiste che hanno rivoluzionato e rinnovato l'idea di stile sul palco del Festival e questa foto, che la ritrae agli inizi insieme a Rino Gaetano, vestita con un completo maschile con cravatta a pois e guantini in pelle, è solo l'inizio.
1984, Patty Pravo
Patty Pravo a Sanremo nel 1984
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Gli anni Ottanta sono stati anni ricchi di fermento dal punto di vista stilistico e Patty Pravo è stata volto e corpo per grandi innovazioni. Come questo abito dal finish metallico, firmato da Gianni Versace, indossato con ballerine flat e con un mood (complice il ventaglio) jap-style.
1988, Loredana Bertè
Loredana Bertè sul palco di Sanremo nel 1988.
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Un altro nome senza il quale l'estetica del Festival avrebbe perso parecchi punti è senza dubbio Loredana Bertè. Provocatrice, fuori dal coro, si presenta per la prima volta a Sanremo nel 1986, con un abito in pelle dall'addome imbottito per simulare una gravidanza. Due anni dopo, nel 1988, esibisce un paio di autoreggenti sotto a una gonna tutta ruches.
1989, Mia Martini
Mia Martini alla 39esima edizione del Festival nel 1989.
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Restiamo in famiglia parlando di Mia Martini, sorella di Loredana Berté e grandissima voce della musica italiana. Lei, con uno stile diametralmente opposto a quello dell'eccentrica sorella, ha sempre portato eleganza e rigore sul palco sanremese e questo abito lungo, a pois bianchi e neri completato da guanti lunghi e da un bracciale dorato, ne è forse l'esempio più grande.
1993, Laura Pausini
Laura Pausini al Festival di Sanremo nel 1993.
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Dagli anni Ottanta facciamo un balzo nei Novanta e incontriamo una giovanissima Laura Pausini, pronta a vincere nella sezione Novità con l'indimenticabile La solitudine. Indimenticabile, nel bene o nel male, è anche il suo look di allora, con giacca in stile navy con stelle, ricami e grossi bottoni dorati abbinati a quelli della camicia.
1994, Anna Oxa
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Nello stesso anno ritroviamo lei, Anna Oxa, con uno degli abiti più memorabili della sua carriera: un Versace argento, fluido e sensuale, con spallina con chiusura decorata dal simbolo della casa di moda. Forse il look che l'ha consacrata definitivamente come sex symbol d'avanguardia della musica italiana.
1995, Claudia Koll
Pippo Baudo e Claudia Koll durante l'edizione 1995 del Festival di Sanremo.
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Siamo ancora nel 1995 e siamo ancora ad ammirare un lavoro dello stesso stilista, Gianni Versace. In questa edizione infatti, anche gli abiti della co-conduttrice (allora valletta) Claudia Koll vennero realizzati da Versace. Indimenticabili le proposte optical come questa, indossata anche in una variante in bianco e nero.
1995, Giorgia
Giorgia posa con il premio vinto nel 1995.
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Un tailleur giacca e pantalone e un paio di stringate ai piedi: così Giorgia, vincitrice dell'edizione con Come saprei, stringe tra le mani l'ambito premio. Un look semplice ed essenziale, diverso da quelli che ha sfoggiato negli ultimi anni (con una lunga partnership con la Maison Dior) ma coerente con la sua personalità elegante e raffinata.
2004, Simona Ventura
Simona Ventura con Marco Masini.
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Gli anni Duemila portano un rinnovamento dal punto di vista dei look e vedono le grandi Maison di moda entrare ancor di più in scena. L'esempio più vivido? L'edizione 2004 condotta da una Simona Ventura fasciata in una serie di abiti firmati Dolce&Gabbana che hanno fatto la storia. Corsetti, strass, dettagli gioiello che hanno definito il gusto del primo decennio e hanno elevato la kermesse sonora.
2005, Antonella Clerici
Antonella Clerici nel 2005 a Sanremo.
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Una nuvola di ruches rosa firmate Gai Mattiolo: tra gli abiti indossati da Antonella Clerici, durante l'edizione 2005, questo è passato alla storia. Anche per cosa ne è stato dopo: finito il Festival questo abito è stato venduto a un'asta su Ebay per circa 26mila euro. Una cifra versata in beneficenza.
2012, Belén Rodriguez
Belen Rodriguez nel 2014 al Festival di Sanremo.
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Che gli abiti abbiano spesso creato polemiche e critiche è cosa certa, ma pochi hanno scosso l'opinione pubblica come questo. Realizzato dallo stilista Fausto Puglisi, questo lungo con corpetto senza spalline, con sgargianti effetti color block, fece parlare a causa dello spacco vertiginoso, apertissimo sul tatuaggio a forma di farfalla della showgirl Belén Rodriguez.
2018, Michelle Hunziker
Michelle Hunziker a Sanremo nel 2018.
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Rimaniamo nell'ambito "naturalistico" e dalle farfalle passiamo ai fiori. E che fiori verrebbe da dire: Michelle Hunziker si trasformò addirittura in un mazzo di fiori vivente, complice un'irriverente creazione firmata Moschino.
2020, Elodie
Elodie sul palco di Sanremo nel 2020.
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Dalla moda più pop che fa sorridere a quella "seria", potente. Il 2020 è stato l'anno del makeover di Elodie, che fino ad allora non vantava un'identità stilistica forte. In quell'anno l'ha trovata, in casa Versace.
2020, Achille Lauro
Achille Lauro a Sanremo nel 2020.
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Nello stesso anno è un'altra casa di moda italiana ad attirare su di sé una grande attenzione. Complice un mantello ricamato dal quale, con un perfetto coup de théâtre, Achille Lauro svela una tutina luccicante effetto seconda pelle. Questo momento, firmato Gucci, è stato un giro di boa: l'attimo in cui la moda ha iniziato a divertire (di nuovo) gli spettatori.
Achille Lauro in Gucci a Sanremo.
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2021, Maneskin
I Maneskin nel 2021.
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Edizione che vai, tutina che trovi. A quanto pare Achille Lauro giocò da ispirazione e l'anno successivo i Maneskin, vestiti Etro, osarono un look simile. Discusso sicuramente, ma vincente in tutti i sensi.
2021, Orietta Berti
Orietta Berti a Sanremo nel 2021.
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Anno ricco il 2021, anche di dettagli luccicanti. Ne sa qualcosa Orietta Berti, passata alla storia recente per questo completo del marchio GCDS in paillettes blu con conchiglie di strass sul petto.
2021, Elodie
Elodie nel 2021.
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L'abbiamo appena incontrata ma eccola di nuovo, nei panni però di co-conduttrice. Elodie, nel 2021, rivestì un ruolo versatile tanto quanto il guardaroba pensato per lei. Tra tutti gli abiti questo è rimasto indimenticabile: una nuvola di tulle firmata Giambattista Valli, difficilissima ma portata con vera maestria.
2022, La Rappresentante di Lista
La Rappresentate di Lista a Sanremo nel 2022.
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La vena pop di Moschino torna a catturare l'attenzione nel 2022 con La Rappresentante di Lista, con una serie di look per due che divertono e colpiscono per forme e ispirazioni.
2023, Chiara Ferragni
Chiara Ferragni a Sanremo nel 2023.
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Chiudiamo la nostra rassegna con un look discutibile ma sicuramente difficile da dimenticare. Agli esordi come co-conduttrice accanto ad Amadeus, Chiara Ferragni appare in cima alla scalinata, girata di spalle, con una stola che porta impressa la scritta "pensati libera". Una creazione firmata da Maria Grazia Chiuri, allora direttrice creativa di Dior.
2025, Bianca Balti
Bianca Balti a Sanremo 2025.
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Scegliere solo uno dei look indossati da Bianca Balti durante la sua serata di co-conduzione del Festival accanto a Carlo Conti non è un'impresa facile, ma questo Valentino di colore azzurro, decorato di piume e con guanti in pizzo nero a contrasto è stato forse quello che più ha emozionato e catturato lo sguardo.
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