Romadiffusa e Soho House raccontano una nuova Roma
C’è una Roma che non si svela nei percorsi usuali, quella che non si lascia catturare dalle luci dei monumenti, ma che pulsa nei cortili nascosti, nelle vie di quartiere, nei laboratori e negli studi, dove la sperimentazione è sempre in atto. È in questi interstizi quotidiani che Romadiffusa ha trovato la sua voce per questa edizione e che, per due giorni, ha trasformato il quartiere di San Lorenzo in un palcoscenico vivo, dove l’arte non si è solo osservata, ma vissuta.
Courtesy of Romadiffusa/Ludovica De Santis
Una nuova Roma
L’obiettivo di Romadiffusa, festival itinerante ideato nel 2022 da Sara D’Agati e co-curato da Vittoria de Petra per ridefinire gli immaginari contemporanei della Città Eterna, non è semplicemente offrire eventi, ma modificare la narrazione di Roma e superare la retorica del “museo a cielo aperto”, restituendo al pubblico una città che respira arte e creatività ogni giorno. Camminare per il quartiere durante il festival è quindi come seguire un filo invisibile che collega performance, installazioni, studi aperti e incontri, superando le consuete gerarchie espositive e privilegiando un contatto diretto e spontaneo con la creazione artistica.
Così, nel weekend del 21 e 22 marzo, si è tenuta quella che è sembrata una lunga passeggiata dentro la contemporaneità, con oltre 50 studi d’artista, spazi indipendenti e gallerie, che hanno spalancato le loro porte agli occhi curiosi dei passanti e partecipanti.
Tra i tanti appuntamenti, immancabile è stato quello con Pietro Ruffo e i suoi universi di carta, così come le visioni digitali di Quayola. Non meno coinvolgente è stata la chiacchierata con Gianni Politi, che ha accolto i visitatori nel suo studio e si è anche insinuato, insieme ai suoi studenti e alle loro opere, nella routine urbana di osterie, bar e strade. E ancora, le gallerie, da Monitor a MATÈRIA, da Monti8 a Gilda Lavia, non sono state viste solo come sedi espositive, ma come spazi di dialogo e confronto.
Courtesy of Romadiffusa/Priscilla Benedetti/Ludovica De Santis
Così come in una grande casa aperta, ogni luogo di San Lorenzo si è trasformato in scenografia e al contempo protagonista, invitando i presenti a lasciarsi sorprendere, complici anche i progetti collettivi. In ANIMA RIBELLE di Numero Cromatico, il tessuto urbano è diventato parte attiva dell’opera, coinvolgendo il pubblico in un archivio visivo condiviso.
Courtesy of Romadiffusa/Valentina Lo Conte
Soho House: un ponte tra arte e città
Al centro di questa esperienza c’è stata Soho House Rome, la prima sede italiana del celebre members’ club nato per connettere persone creative e favorire lo scambio di idee e progetti. Situata nel cuore di San Lorenzo e distribuita su dieci piani, la House combina ristorante, club bar e spa con spazi dedicati a screening, talk e attività culturali. Grazie a un programma costante di performance e mostre, si è affermata come punto di riferimento per artisti, curatori e creativi. È camminando tra corridoi e aree comuni che i visitatori possono scorgere opere di Numero Cromatico, Silvia Giambrone, Edoardo Servadio e Rä di Martino, un chiaro segnale dell’attenzione dello spazio verso il talento e la scena artistica locali.
Courtesy of Romadiffusa/Giulia Venzani
Durante il weekend, Studio San Lorenzo – lo spazio espositivo interno alla House – ha accolto anche i non membri, proponendo tour guidati e workshop per far conoscere l’ecosistema creativo del quartiere. Per la prima volta, le opere della vasta collezione d’arte della House – oltre 6.000 lavori distribuiti nelle sedi internazionali – sono state accessibili al pubblico. Un’apertura che supera l’esclusività del club, rafforzandone il ruolo di ponte tra comunità creative, cittadini e vita culturale del quartiere.
Courtesy of Romadiffusa/Giulia Venzani
Quello che resta dopo 24 ore di Romadiffusa, e degli spazi che l'hanno animata, è l’impressione di una città che non si limita più a raccontare la sua storia, ma che la voglia vivere ogni giorno nei gesti di chi la attraversa.
In un’epoca in cui l’arte contemporanea spesso si nasconde dentro formule rigide o circuiti chiusi, San Lorenzo ha mostrato così un altro volto: una Roma che si lascia scoprire, dove l’arte non è un monumento da contemplare da lontano, ma un luogo di relazione, esperienza e riflessione.
Courtesy of Romadiffusa/Giulia Venzani
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