Claudia Potycki: come ho portato la storia della moda sui Social
«Io i social li odiavo, per anni non li ho avuti e poi poco prima della pandemia ho iniziato a postare su Tik Tok, ma solo perché lì ancora non c'era nessuno che mi conoscesse!»
Esordisce così durante una pausa del nostro shooting moda, Claudia Potycki, content creator veronese con un passato da modella, studiosa di moda e appassionata di cultura giapponese.
«All'inizio i video duravano massimo 15 secondi, c'era chi faceva cosplay, chi faceva i balletti, i primi parrucchieri. Poi nel 2020-21 è scoppiato tutto. Hanno aumentato la durata dei video e hanno messo il green screen che è stata una grande rivoluzione per il mezzo. Tempo dopo ho iniziato anche a postare su Instagram, un po' spinta dal mio fidanzato visto che per me quello era un momento di transizione lavorativa, e la cosa ha funzionato e sono iniziate le collaborazioni. Ma non mi sono mai posta obiettivi di crescita, è stato tutto spontaneo e organico, e non lo faccio neanche ora».
Giacca e top THE NOUR, gonna archivio Claudia Potycki
Questo atteggiamento ha permesso a Claudia di creare una community di followers appassionati come lei e di tenere alla larga haters e troll, le infauste creature che popolano i commenti dei social e che hanno un sacco (troppo) tempo libero.
«Paradossalmente i commenti più brutti mi sono arrivati proprio da professionisti della moda, gente anche importante che mi ha scritto delle vere e proprie cattiverie, tra l'altro con il loro profilo personale, nome e cognome. Io accetto tutte le critiche costruttive e le opinioni diverse, ma se arriva l'insulto del leone da tastiera senza senso non lo accetto. Per fortuna succede davvero raramente».
Tuta ART259DESIGN, stivali e accessori archivio Claudia Potycki
Questo è un momento in cui i cosiddetti "fashion commentators" stanno crescendo sempre di più, in cui non è più importante solo l'immagine ma anche avere delle opinioni, saper raccontare la moda e quello che si vede con un punto di vista diverso e possibilmente più approfondito.
«Siamo ancora in pochi in Italia, ma sono molto contenta che ci siano diverse persone che iniziano a parlare di moda sui social perché così tutti si stanno accorgendo di noi e questo sta diventando un vero e proprio lavoro!», ci dice Claudia.
Giacca ART259DESIGN, bermuda, scarpe mary-jane e accessori archivio Claudia Potycki
Creare un video social che riesca a raccontare una collezione, un trend o un fenomeno della moda non è un lavoro semplice e immediato. La ricerca e le fonti sono fondamentali, così come la velocità di esposizione e il saper catturare l'attenzione di chi ascolta in fretta, senza mai farla calare.
«I video più impegnativi sono quelli che riguardano la storia della moda. Cerco sempre di andare alle fonti originali quindi all'intervista del designer, meglio ancora se è in video, perché in questo modo riesco ad avere una sua testimonianza diretta. Cerco di non leggere articoli scritti da altri, ma di elaborare la mia storia in base a quello che ha detto la persona interessata. A volte non è possibile e allora mi affido ai libri, alle biblioteche. La parte più faticosa è cercare un aneddoto particolare con cui iniziare il video per catturare l'attenzione di chi guarda. I video di "opinione" sono più veloci da creare perché so esattamente cosa dire. Prima scrivo tutto e poi registro e aggiungo le immagini. Nel caso delle sfilate aspetto che escano tutte le foto e più informazioni possibile per potermi fare un'idea più precisa e completa».
Maglione THE NOUR, gonna ART259DESIGN, scarpe e accessori archivio Claudia Potycki
«Uno dei momenti più belli per me è quando un brand di nicchia scopre i miei video e mi chiedono di condividere i contenuti. Ad esempio ho parlato di Kids Love Gaite un brand giapponese che fa scarpe, e Shintaro Yamamoto, il fondatore, mi ha scritto, ha ripubblicato il video, mi ha lasciato un commento, ha iniziato a seguirmi, è stato carinissimo! Io di solito non taggo nessuno perché non faccio i video per essere "trovata" dai brand ma quando capita in modo spontaneo è bellissimo».
Camicia ART259DESIGN, gonna, stivali e accessori archivio Claudia Potycki
Se i brand non lasciano tanti commenti sui video, gli user che capitano sul profilo di Claudia e i suoi followers si scatenano in due momenti particolari: la sfilata di Prada e quella di Rick Owens.
«Ormai lo so, sono i miei appuntamenti fissi. Non so cosa sia nello specifico che provochi tutte queste reazioni forti quando si parla di questi due brand. Forse nel caso di Prada il fatto che sia un brand molto conosciuto del lusso e il fatto che le persone che non sono abituate a vedere le sfilate rimangono ancora sorprese nel veder sfilare abiti decostruiti, o qualche tipo di stampa, per non parlare di quando ci sono capi che sembrano rovinati o sporchi, ovviamente di proposito perché c'è una riflessione filosofica dietro che non è immediatamente chiara. Per Rick Owens il casting, il make-up e poi tutto lo styling lascia sempre le persone a bocca aperta.
Personalmente sono due brand che amo e mi sembra stranissimo che ancora oggi degli abiti o degli accostamenti possano scandalizzare qualcuno. Ma effettivamente è così. E mi rendo conto da questi commenti che ancora per molti è difficile distinguere tra un capo singolo e lo styling che ne viene fatto. Io cerco di spiegare anche le scelte che un designer o un brand può fare in una determinata situazione, ma a volte la conversazione si blocca su giudizi sterili e in quel caso c'è poco da fare».
Cappotto ZONA20, scarpe e accessori archivio Claudia Potycki
Secondo Claudia molti creator si stanno spostando dalle piattaforme di social tradizionali al format della newsletter proprio per evitare di ricevere commenti sterili o di finire in flussi lontani dal proprio mondo e dei propri followers che conoscono il tone of voice del creator e i temi trattati.
«La newsletter richiede uno sforzo in chi scrive ma anche in chi legge per cui elimina automaticamente il commento becero tipo "che schifo", che non porta da nessuna parte e non apre alcuna conversazione. Ho anche notato che prima, parlo di quando ho iniziato io a fare video, le persone non si permettevano di commentare in questo modo, c'era una specie di rispetto verso una collezione e verso chi parlava. Ora non importa più e questo credo porterà i creator a spostarsi in nuovi luoghi».
Total look THE NOUR, guanti in pelle e stivali archivio Claudia Potycki
E quali sono i video che Claudia preferisce creare?
«Quelli che produco totalmente io come i video di viaggio con i consigli sui luoghi e negozi da visitare ad esempio sul Giappone. Sono video che in un certo senso non possono essere copiati, è una selezione mia, per cui unica e mi stimola tantissimo oppure anche quando parlo degli abiti che cucio io. Il fatto che siano mie creazioni in tutto e per tutto mi fa sentire più motivata ad andare avanti. Magari non sono necessariamente i video che vanno meglio, perché non seguono il trend del momento (che copro anch'io a volte ovvio!) ma mi danno la spinta per raccontare cose sempre nuove e credo che sul lungo termine ripaghino la fatica nel produrli senza avere un successo immediato».
Ci lasciamo parlando di un progetto futuro che però purtroppo, come direbbero le influencer brave, non possiamo rivelare. Possiamo solo assicurarvi che sarà qualcosa che farà molto felici sia gli amanti della moda che chi segue Claudia da tempo.
Credits:
Foto: Claudia Ferri
Video: Daria Krasnova
Styling: Silvia Fanella
Mua/Hair: Silvia Sidoli
Social Media: Giulia Biava
Assistant: Emma Modolo
Creative Director: Sara Moschini
© Riproduzione riservata