Alice Lupparelli: raccontare l’animo umano, un ruolo alla volta
Naturalezza, intensità e sensibilità interpretativa. Alice Lupparelli è un'attrice giovane ma già consapevole del proprio linguaggio espressivo e rappresenta una nuova generazione di talenti che guardano al futuro senza perdere il legame con la tradizione narrativa del nostro Paese.
La incontriamo al nuovissimo Hotel Calimala a Milano durante un servizio moda per il sito di Grazia (il suo primo in assoluto), poco dopo l'uscita nelle sale di Notte prima degli esami 3.0, film del regista Tommaso Renzoni che celebra il cult generazionale di Fausto Brizzi rendendolo contemporaneo e capace di raccontare con leggerezza e profondità le inquietudini e le speranze dei giovani.
Tra uno scatto e l’altro, è emersa la stessa autenticità che porta sullo schermo, fatta di sguardi diretti e di una presenza mai costruita, ma anche le sue insicurezze, che sono quelle dei ragazzi e delle ragazze della sua età.
Leggete tutta l'intervista e scoprite i look nelle foto di Sara Reverberi.
Camicia e abito in pelle TOD'S
Raccontaci la tua storia, da dove vieni, qual è stato il tuo percorso scolastico?
Sono nata a Foligno l'11 marzo 2001 e ho sempre vissuto nella campagna di Spello finché non ho iniziato il liceo linguistico. Essendo bilingue, madrelingua inglese, è stata per me una scelta abbastanza naturale. Le lingue mi hanno sempre appassionata e sono sempre stata portata, ma dopo il liceo ho deciso di prendermi un anno di pausa, perché non avevo la più pallida idea di che percorso universitario intraprendere. Sentivo una forte pressione addosso, il peso di dover per forza iniziare anche se non ero sicura o convinta di cosa mi piacesse.
In quest'anno “sabbatico” in cui cercavo di capire cosa volessi fare, ho conosciuto quella che è la mia attuale agente, che mi ha notata e mi ha chiesto se avessi avuto voglia di provare un percorso da attrice. E io senza crederci troppo ho detto sì. Lei mi pagò un primissimo seminario sulla recitazione, un corso intensivo di una settimana che è stato il mio approccio a questo lavoro. Da qui mi sono totalmente innamorata. Lo vedevo come uno studio antropologico dei comportamenti umani, era molto affascinante.
Ho fatto il provino per il Centro Sperimentale di Cinematografia e sono entrata nel triennio 2021-24. Purtroppo non sono riuscita a terminare la scuola perché al secondo anno è arrivato il primo ruolo importante, Viola di “Un Professore” che ha dato un po' il via a tutti gli altri e una delle regole del Centro Sperimentale è che non è possibile frequentare i corsi e lavorare allo stesso tempo.
Camicia, abito in pelle, slingback e borsa TOD'S
Quali sono state le difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso?
Iniziare è sicuramente la cosa più difficile, riuscire ad ottenere un ruolo anche se nessuno ti ha mai visto lavorare prima.
Poi, a livello personale, al Centro Sperimentale mi sono trovata circondata da persone che sapevano esattamente cosa stavano facendo, magari perché avevano già studiato recitazione per anni. Io, invece, avevo alle spalle solo il corso intensivo e alcune lezioni di dizione e questo mi faceva sentire fuori posto, quasi non degna di essere lì. Avevo la sensazione che mi mancasse qualcosa rispetto agli altri, come se non avessi dedicato abbastanza tempo o impegno a questo percorso. Questa insicurezza mi ha limitata molto, soprattutto nell’esprimermi artisticamente, perché non mi sentivo mai davvero all’altezza.
Con il tempo, le difficoltà si sono spostate anche sul set. Nei primi ruoli era complicato sentirsi sicura, soprattutto confrontandomi con attori molto esperti, abituati a lavorare da anni e con una grande padronanza del mestiere. Io, al contrario, mi sentivo un po’ “buttata lì”, e la sfida più grande è stata accettare l’idea di poter essere all’altezza di quel ruolo. È un percorso su cui sto ancora lavorando, ma passo dopo passo sto iniziando a costruire maggiore sicurezza in me stessa.
Abito MOSCHINO, anelli MOI-MÊME, décolletées JIMMY CHOO
Quali sono le cose che ti fanno sempre più appassionare al lavoro di attrice invece quali sono quelle di cui faresti volentieri a meno?
Come dicevo prima del lavoro di attrice mi appassiona tanto lo studio della personalità e del comportamento umano. Mi affascina osservare come le persone cambino a seconda dei contesti in cui crescono e vivono. È una curiosità che ho sempre avuto, anche senza rendermene conto: osservare, cercare di capire il perché delle cose, imitare atteggiamenti e risalire all’origine di certi comportamenti. Studiando, ho capito che è qualcosa che mi appartiene profondamente. La cosa che amo di più è poter interpretare caratteri lontani da me, modi di essere completamente diversi, e avere così la possibilità di esplorare tante versioni di me stessa, sia nel lavoro che nella vita.
Dall’altra parte, ci sono aspetti di cui farei volentieri a meno. Tutto ciò che viene dopo il lavoro sul set, come la promozione, le interviste e il confronto diretto con il pubblico, per me è più difficile. Se interpreto qualcun altro mi sento a mio agio, ma quando devo essere semplicemente me stessa divento molto timida e faccio fatica a esprimermi. Inoltre, pur comprendendo che le gerarchie sul set siano necessarie, non sopporto quando vengono usate in modo improprio. In generale, anche certi atteggiamenti un po’ snob presenti nel mondo del cinema sono qualcosa da cui preferirei prendere le distanze.
Maglione EXTREME CASHMERE, anelli e earcuff MOI-MÊME
Ho letto che hai studiato violino, è importante per te la musica, che cosa ascolti?
Ho studiato violino per sette anni da piccola e la musica è sempre stata una parte importante della mia vita. Credo che la musicalità sia fondamentale anche nella recitazione: il ritmo, le pause, le variazioni nei dialoghi e persino il tempo comico funzionano come una vera e propria partitura. Per me non riguarda solo la voce, ma anche il corpo, il modo in cui ci si muove in scena. Quando lavoro su un testo, spesso immagino le battute come note, dando a ogni parola un preciso ritmo: è un approccio che continuo a usare e che sento molto mio.
Per quanto riguarda l’ascolto, ho sempre amato la musica folk e le sonorità più tradizionali, ma in realtà spazio tra generi molto diversi. Al momento, però, l’artista che seguo con più passione è Madame: è l’unica di cui conosco tutte le canzoni e di cui attendo ogni nuova uscita con grande entusiasmo.
Ti piacerebbe sperimentare anche a teatro e magari in un musical?
Sperimentare il teatro e, magari, un musical è un mio grande sogno. A livello cinematografico, partecipare a un musical significherebbe realizzare il desiderio che avevo da bambina, visto che sono cresciuta con questo genere. Anche il teatro mi affascina molto: avendo una formazione principalmente cinematografica, sento che mi manca un tassello importante. Il lavoro sul palco, con la presenza scenica dal vivo, è molto diverso da quello davanti alla macchina da presa, ma credo che le due esperienze si completino a vicenda, ed è proprio per questo che mi piacerebbe approfondirle entrambe.
Abito MARNI, décolletées JIMMY CHOO, borsa BIAGINI
Chi sono gli attori e attrici che ammiri di più? E hai film di riferimento?
Tecla Insolia, che trovo straordinaria nonostante la giovane età, e Jasmine Trinca, che apprezzo moltissimo. A livello internazionale, sono sempre stata una grande fan di Emma Stone, per il suo stile interpretativo anche ironico, e di Natalie Portman.
Per quanto riguarda i film a cui sono più legata, direi soprattutto La La Land, che mi ha fatto innamorare del cinema anche perché unisce il musical al racconto di ciò che c’è dietro questo mondo. È stato un vero colpo di fulmine e ha rafforzato il mio desiderio di intraprendere questa strada. L’altro è Nuovo Cinema Paradiso, un film che ogni volta mi emoziona profondamente: nostalgico, dolce e incredibilmente poetico.
Abito MISSONI, earcuff MOI-MÊME
Nel film Notte Prima Degli Esami reciti un ruolo particolare, vuoi raccontarcelo?
Interpreto Allegra, una delle ragazze di un gruppo di amici alle prese con la maturità insieme al protagonista, Giulio. È una ragazza solare e spensierata, ma allo stesso tempo intrappolata in una serie di etichette che le sono state in parte assegnate dagli altri e in parte accettate da lei stessa, perché le rendono la vita più semplice. A quell’età, però, definirsi è difficile, e proprio per questo Allegra si trova a mettere in discussione la propria identità, soprattutto sul piano sentimentale. È coinvolta in una relazione poliamorosa e asessuale, che viene però destabilizzata quando inizia ad ascoltarsi davvero e a scoprire nuove sfumature di sé, rendendosi conto che quelle definizioni non le appartengono più come prima. Il tutto si intreccia con il percorso verso l’esame di maturità, tra amicizie, incertezze e una notte che diventa un’esperienza decisiva.
Come è stato recitare assieme alla cantante Ditonellapiaga?
Bello e divertente! Oltre a essere una persona estremamente simpatica e alla mano, si è dimostrata anche molto professionale. Solo dopo ho scoperto che non aveva mai studiato recitazione, cosa che mi ha sorpresa molto, perché sul set sembrava già molto esperta. Lavorare insieme è stato naturale: ci siamo fidate entrambe del regista e l’una dell’altra, creando un’intesa che ha reso tutto più semplice e piacevole.
Abito, polo in maglia e sandali MIU MIU, calzini FALKE
Sei un'attrice, sei abituata a vederti nello schermo, com'è il rapporto con la tua immagine?
Abituarmi a rivedermi non è semplice, anzi: ogni volta è ancora una grande fatica. È un’esperienza molto dicotomica, perché da un lato mi permette di avere uno sguardo esterno su di me, meno soggettivo, aiutandomi a capire come appaio nel mondo. Questo, per una persona che fa fatica a percepirsi fisicamente, può avere anche un valore quasi terapeutico.
Dall’altro lato, però, il rapporto con la mia immagine è sempre stato complicato. Ho avuto molte difficoltà ad accettarmi fisicamente e a espormi, sia per come appaio sia per ciò che sono caratterialmente. Proprio per questo, il mio lavoro mi mette continuamente davanti a quella che è sempre stata la mia paura più grande: mostrarmi.
È un percorso impegnativo, fatto di fatica costante, ma anche di consapevolezza. Nonostante le difficoltà, spero che possa diventare una forma di crescita e, in qualche modo, una piccola conquista personale.
Com'è il tuo rapporto con i Social Media? È un modo per avvicinarti ai tuoi fan o uno strumento di lavoro?
C’è una parte di me che rimane piuttosto scettica rispetto ai social. Ho paura che possano finire per inglobare tutto ciò che riguarda il mio lavoro, che in realtà è altro e non vorrei venisse ridotto a quello. Per questo mi muovo sempre con cautela: li considero un valore aggiunto, ma non il centro di tutto.
Riconosco che siano uno strumento importante, soprattutto per la promozione, ma allo stesso tempo mi spaventano, anche per la mia difficoltà a espormi troppo. La parte più bella, però, è il contatto diretto con le persone: ricevere feedback da chi segue e apprezza il mio lavoro è qualcosa di davvero prezioso. Rimane quindi un rapporto ambivalente, fatto di interesse ma anche di una certa prudenza.
Abito STELLA MCCARTNEY, anelli e earcuff MOI-MÊME
Oggi abbiamo scattato un vero e proprio editoriale di moda, come ti sei sentita? Qual è il look che hai sentito più tuo?
È stato il mio primo editoriale e devo dire che è stato davvero molto divertente, anche se all’inizio ero un po’ intimorita. Indossare capi di brand importanti richiede sicurezza, e considerando il mio rapporto non sempre semplice con la mia immagine, avevo qualche timore. Poi però, lasciandomi andare a un atteggiamento più leggero e spontaneo, l’esperienza è diventata molto piacevole, anche perché ho avuto modo di vedermi con look molto diversi da quelli che indosso di solito.
Tra i capi che ho preferito, mi sono piaciuti molto quelli di Miu Miu, ma anche il vestito lungo di Missoni e l'abito di Marni che ho trovato particolarmente bello. Mi diverte anche sperimentare con il trucco: mi sento rappresentata da make-up più decisi, come un eyeliner marcato, che aggiunge carattere al look.
La moda ti piace? Come definiresti il tuo stile?
Mi è sempre piaciuto giocare con lo stile, quindi la creatività non mi è mai mancata. Tendo a cambiare molto a seconda dei periodi: ci sono momenti in cui mi riconosco in un certo tipo di look e altri in cui sento il bisogno di sperimentare qualcosa di diverso. Oggi non sento più l’esigenza di definirmi in modo rigido, ma preferisco mescolare elementi diversi.
Sono molto affascinata dai richiami rétro, in particolare dagli anni ’70 e ’80, ma mi attraggono anche i look più drammatici e quelli boho, più naturali e spontanei. Sono estetiche anche molto diverse tra loro, ma insieme riescono a rappresentarmi. A tutto questo aggiungerei anche qualche tocco più delicato, con dettagli come camicette o scarpe d’ispirazione più romantica, che completano il mio stile.
Se dovessi dare un consiglio a un ragazzo o una ragazza che volesse intraprendere il tuo lavoro, cosa diresti?
Direi buttatevi. Fate corsi intensivi, seminari, lezioni, scuole, perché la cosa importante è che più si fa e più si impara. Cercare di prendere più lavori possibile perché sul set si impara tantissimo. Quindi direi provare, provare, provare, provare, provare!
Puoi rivelarci qualcosa sui progetti futuri?
A breve uscirà Maschi Veri 2, ci siamo divertiti molto per cui sono curiosissima di vederlo.
E poi… sto facendo tanti provini per cui incrociamo le dita!
Credits:
Foto e Art Direction: Sara Reverberi
Video: Daria Krasnova
Mua: Silvia Sidoli
Hair: Alessandro Firenze
Creative Direction e styling: Sara Moschini
Location: Hotel Calimala
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