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Ulisse o Odisseo? Vi sveliamo qual è il vero nome dell’eroe greco più amato della letteratura occidentale

Ulisse o Odisseo? Vi sveliamo qual è il vero nome dell'eroe greco più amato della letteratura occidentale

foto di Grazia.it Grazia.it — 17 Luglio 2026
odissea
Tra il trailer del film di Nolan e i manuali scolastici, il nome dell’eroe cambia volto. Ma è più giusto dire Ulisse o Odisseo?

È arrivato nei cinema itlaiani arriva Odissea, il nuovo colossal di Christopher Nolan con Matt Damon. Nei trailer italiani sentite parlare sempre di Ulisse, ma nella versione originale il protagonista si chiama Odysseus. Stessa storia, stesso eroe, due nomi diversi.

Il dubbio è inevitabile: il “vero” nome dell’eroe è Ulisse, come vi hanno insegnato a scuola, o Odisseo, come dicono i professori di greco? La risposta è un piccolo viaggio tra Omero, i Romani, Dante e il nostro modo di leggere i classici oggi.

**The Odyssey: ecco come sono stati spesi 250 milioni di dollari per un solo film**

(Continua sotto la foto)

Odissea

Odisseo, il nome greco che arriva da Omero

Nei versi dell’epica il protagonista si chiama Ὀδυσσεύς, trascritto di solito come Odysseus e italianizzato in Odisseo. È questo il nome che trovate nelle traduzioni moderne considerate più filologiche dell’Odissea, da Rosa Calzecchi Onesti a Maria Grazia Ciani.

Come si pronuncia? In teoria, seguendo l’abitudine latina, sarebbe Odìsseo, con l’accento sulla “i”. Nella pratica molti dicono Odissèo, seguendo la pronuncia greca moderna. Un po’ come succede con Pèrseo/Persèo o Tèseo/Tesèo: la norma direbbe una cosa, l’uso quotidiano ne fa un’altra.

Secondo i linguisti storici, citati anche dall’Enciclopedia Italiana Treccani, Odisseo è l’unica forma direttamente riconducibile alla lingua dell’epica greca. Se volete essere rigorosi, dunque, il “vero nome” dell’eroe dentro l’universo omerico è questo.

Odio, sofferenza o nome straniero? I significati nascosti di Odisseo

Qui la faccenda si complica. Che cosa significhi esattamente “Odisseo” non è affatto chiaro. Nel libro XIX dell’Odissea, il nonno Autolico collega il nome al verbo greco ὀδύσσομαι, che può rimandare all’odiare o all’essere odiato. L’eroe sarebbe quindi “l’odiato” o “colui che suscita odio”, e in effetti Poseidone lo perseguita con un accanimento notevole.

Molti studiosi però, come ricordano i manuali di linguistica storica, vedono qui un caso di paretimologia: un’etimologia “creativa” costruita dopo, per dare un senso familiare a un nome dal significato ormai opaco. Odisseo, insomma, potrebbe non avere nulla a che fare con l’odio.

Altra lettura, più simbolica che tecnica, lega il nome alla sofferenza, alle prove, al dolore che l’eroe deve attraversare. Odisseo diventerebbe “l’uomo delle fatiche”, quello per cui il viaggio di ritorno è un programma di ostacoli.

C’è infine l’ipotesi più radicale: che Odisseo non sia neppure un nome greco. Diversi etimologi parlano di possibile origine pregreca o mediterranea orientale. In questo caso il significato originale sarebbe perso, e tutte le spiegazioni “alla greca” sarebbero solo tentativi di sistemare un nome straniero dentro il vocabolario ellenico.

Da Odisseo a Ulisse: la scorciatoia latina che ha conquistato l’Occidente

Come arriviamo allora a Ulisse? Il passaggio chiave è il latino. Nel III secolo avanti Cristo Livio Andronico traduce l’Odissea in latino, l’Odusia, e chiama l’eroe Ulixes. Da lì in poi la forma con la L dilaga: la usano Virgilio nell’Eneide, Ovidio, Seneca, Cicerone.

I Romani probabilmente conoscevano già varianti greche del nome con la L, come Olysseus o Olyseus, attestate anche nelle iscrizioni antiche. In linguistica si parla di parola “opaca”: proprio perché Odisseo non si collegava più chiaramente ad altre radici note, si è prestato a storpiature, adattamenti, avvicinamenti a suoni più familiari.

Nei secoli successivi l’autorità del latino ha pesato più dell’originale greco. Nel Medioevo quasi nessuno sapeva il greco antico, mentre i testi latini circolavano dappertutto. Dante, che legge Virgilio e gli altri autori latini, nel canto XXVI dell’Inferno non ha dubbi: il suo eroe è Ulisse, non Odisseo.

Da lì in avanti Ulisse diventa il nome “di default” nell’immaginario europeo.

Ulisse o Odisseo oggi? Come scegliere il nome giusto

Secondo gli esperti di linguistica per l’italiano contemporaneo né Ulisse né Odisseo sono “sbagliati”. Uno è un grecismo, l’altro un latinismo. La scelta dipende soprattutto dal contesto.

Se state parlando del poema di Omero, di traduzioni filologiche, di lezioni di letteratura greca, la forma più corretta è Odisseo. È il nome che usano i grecisti, ed è anche quello adottato da traduttrici come Emily Wilson nella sua influente versione inglese dell’Odissea, che ha ispirato lo stesso Nolan.

Se invece state commentando Dante, i poeti latini, il romanzo di Joyce o un vecchio film peplum anni Cinquanta, ha senso mantenere Ulisse. È il nome con cui l’eroe entra nella tradizione latina, cristiana e poi moderna, con tutte le riletture morali e psicologiche che conosciamo.

E nella vita di tutti i giorni, tra social, cinema e chiacchiere da bar? In italiano l’uso comune resta nettamente Ulisse, tanto che il doppiaggio di Nolan si è adeguato, pur partendo da un Odysseus originale. Se però in un tema o in una tesi scrivete “Odisseo (Ulisse)”, nessun professore serio avrà da ridire: avrete semplicemente mostrato di sapere che dietro quel nome amatissimo, in realtà, ce ne sono almeno due. E che raccontano storie diverse della stessa, eterna, voglia di tornare a casa.

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