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Curiosità

Perché i cani mangiano l’erba? Il motivo è molto diverso da quello che pensate

Perché i cani mangiano l’erba? Il motivo è molto diverso da quello che pensate

foto di Grazia.it Grazia.it — 31 Ottobre 2026
cane
Il cane che bruca l’erba in giardino non sta quasi mai confessando un mal di stomaco: gli studi parlano di un comportamento normale, forse legato all’evoluzione più che alla nausea.

Nel 2008 una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Applied Animal Behaviour Science ha analizzato il comportamento di migliaia di cani domestici. Risultato: quasi tutti, prima o poi, mangiano piante, e l’oggetto preferito sono i ciuffi di erba.

Eppure, davanti al cane che si ferma in passeggiata a brucare, la reazione è sempre la stessa: «Avrà mal di stomaco, così poi vomita e si sente meglio». I dati, però, raccontano una storia diversa. E sono proprio questi numeri a permettere di capire quando è il caso di preoccuparsi davvero e quando si può semplicemente tirare un respiro di sollievo.

Mangiare erba è normale: cosa mostrano gli studi

Nel lavoro di Karen Sueda, Benjamin Hart e Kelly Cliff, basato su questionari a oltre 1500 proprietari, circa il 79% dei cani con accesso alle piante era stato visto mangiarle. Nel 68% dei casi il consumo avveniva almeno una volta alla settimana. L’erba era di gran lunga il vegetale più scelto.

La parte interessante arriva quando si guarda allo stato di salute. Solo il 9% dei proprietari riferiva che il cane sembrava spesso malato prima di mangiare piante. E appena il 22% osservava vomito frequente dopo. Per la grande maggioranza, quindi, brucare erba era un comportamento del tutto ordinario, non legato a episodi di malessere evidenti.

Gli autori hanno concluso che mangiare piante, e in particolare erba, è un comportamento normale e molto diffuso nel cane domestico (Canis familiaris). Non un segnale automatico di gastrite, né un campanello d’allarme di disturbi della dieta, ma qualcosa che fa parte del repertorio naturale della specie.

Il mito del mal di stomaco: cosa succede davvero nell’intestino

Per mettere alla prova l’idea dell’automedicazione intestinale, nel 2010 un altro gruppo di ricercatori ha condotto un esperimento controllato, sempre descritto su Applied Animal Behaviour Science. I cani sono stati alimentati a rotazione con una dieta normale e con una dieta arricchita con frutto-oligosaccaridi, sostanze che rendono le feci più liquide e simulano un disturbo intestinale lieve.

Durante entrambe le fasi veniva registrato quanto tempo gli animali trascorrevano a mangiare erba e quante “sessioni” di brucatura avvenivano. Se l’erba servisse davvero a “curare” il mal di pancia, ci si aspetterebbe un aumento del comportamento proprio quando le feci erano più morbide. È successo l’opposto: i cani mangiavano più erba quando producevano feci normali, e meno durante il disturbo.

Nel corso dell’esperimento sono stati documentati 374 episodi di consumo di erba e solo due episodi di vomito. Numeri che faticano a sostenere l’idea del cane che cerca deliberatamente di provocarsi il rigetto per stare meglio. Gli stessi autori, con onestà, precisano che non si possono escludere altre condizioni, come la nausea o la stitichezza, non studiate in dettaglio.

Questo significa che nessun cane mangia erba perché ha lo stomaco sottosopra? No: esistono singoli soggetti che, durante un malessere acuto, brucano molto e poi effettivamente vomitano. Ma gli studi indicano che si tratta di una minoranza. Generalizzare da questi casi isolati a tutti i cani crea un mito duro a morire.

(Continua sotto la foto)

cane-

Perché i cani mangiano l’erba: le ipotesi evolutive

Se non è soprattutto mal di stomaco, allora perché così tanti cani lo fanno? Una pista interessante arriva dall’evoluzione. Il cane discende dal lupo e da altri canidi selvatici. Nelle analisi del contenuto intestinale di questi animali, i biologi trovano regolarmente materiali vegetali, compresi fili d’erba.

Secondo diversi studi e agli esperti di comportamento animale, è possibile che mangiare vegetali sia un antico comportamento evolutivo, mantenuto anche nel cane domestico. Una delle ipotesi è quella antiparassitaria: le fibre lunghe e poco digeribili dell’erba potrebbero aiutare a “trascinare” lungo l’intestino parassiti o loro uova, facilitandone l’espulsione. Questo rientra nel campo della zoofarmacognosia, cioè l’uso istintivo di sostanze naturali a scopo di auto-cura.

Un’altra ipotesi riguarda le fibre alimentari. In natura i canidi non mangiano solo carne, ma anche parti di prede contenenti vegetali, come il contenuto dello stomaco delle vittime erbivore. Nei cani moderni, diete molto povere di fibre potrebbero favorire il brucare erba; quando il veterinario integra correttamente la quota di fibra, in alcuni casi il comportamento diminuisce.

Infine c’è la componente più semplice: gusto e curiosità. Soprattutto i soggetti giovani esplorano il mondo con la bocca. Alcuni cani sembrano apprezzare la consistenza fresca dell’erba, altri la cercano quando sono annoiati e la passeggiata offre pochi stimoli. Anche questo rientra tra le motivazioni possibili, senza allarmi particolari.

Quando preoccuparsi e come rendere questo gesto sicuro

Nella maggior parte dei casi, un cane vivace, con appetito normale, feci regolari e qualche rapido assaggio di erba durante la passeggiata rientra nella piena normalità. È un comportamento da osservare, non da reprimere a tutti i costi.

Conviene invece sentire il veterinario se l’animale mangia erba in modo compulsivo, si ferma spesso solo per quello, oppure se al brucare si associano sintomi come vomito ripetuto, diarrea persistente, presenza di sangue in feci o vomito, forte apatia, dimagrimento o rifiuto del cibo. In questi casi l’erba può essere solo un dettaglio dentro un quadro clinico più complesso.

C’è poi il tema della sicurezza. In città e nei giardini condominiali l’erba può essere trattata con pesticidi, diserbanti o fertilizzanti, irritanti o tossici. Meglio evitare che il cane bruchi nei punti sospetti, lungo i bordi delle strade trafficate o in aiuole “perfette” che tradiscono molte cure chimiche. Attenzione anche alle graminacee con foglie rigide e taglienti e alle piante velenose presenti nei parchi.

Se il cane è un grande appassionato di erba e vive molto in ambiente urbano, alcuni proprietari scelgono di offrire a casa un piccolo vaso di erba non trattata, parlando prima con il veterinario per valutare dieta, stato di salute e reali necessità. L’obiettivo non è impedire questo gesto, ma integrarlo in una gestione consapevole, sapendo che dietro quei fili verdi c’è, molto probabilmente, un pezzo di storia evolutiva condivisa con i suoi antenati selvatici.

© Riproduzione riservata

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