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Cosa si nasconde sotto le unghie? I microbiologi hanno trovato una vera “riserva” di batteri

Cosa si nasconde sotto le unghie? I microbiologi hanno trovato una vera “riserva” di batteri

foto di Grazia.it Grazia.it — 19 Settembre 2026
unghie germi
Sotto le unghie vive la comunità di batteri più affollata della vostra mano: gli studi parlano di una carica fino a 100 volte superiore rispetto alla pelle circostante.

Ogni volta che toccate lo smartphone, la maniglia del metrò, i soldi o la ciotola del cane, una parte di quel micro-mondo resta sulle mani. E trova il suo rifugio preferito in un punto preciso: lo spazio sotto le unghie, quello che nessun gel igienizzante riesce a raggiungere del tutto.

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Microbiology alla fine degli anni Ottanta ha misurato in modo rigoroso cosa succede lì sotto: la densità media di batteri nello spazio subunguale è risultata fino a qualche centinaio di volte superiore rispetto al resto della mano. Tradotto: il vero “serbatoio” di germi non è il palmo, ma il bordo dell’unghia.

Perché sotto le unghie si accumulano così tanti batteri

L’unghia è una lamina di cheratina che protegge la punta delle dita. Il suo bordo libero crea una piccola tasca, lo spazio subunguale, chiusa, umida e riparata. Esattamente l’ambiente che ai microrganismi piace: poco attrito, poca luce, difficoltà a essere raggiunti da acqua e sapone anche con un lavaggio accurato.

Nello studio del Journal of Clinical Microbiology, i ricercatori hanno trovato sotto le unghie soprattutto stafilococchi coagulasi-negativi, come Staphylococcus epidermidis, normali abitanti della pelle. Ma nel 42,3% dei volontari comparivano anche bacilli Gram-negativi, in particolare Pseudomonas, e nel 69% lieviti, spesso Candida parapsilosis, lo stesso fungo coinvolto in molte infezioni ungueali. Una popolazione mista: flora fisiologica, ma anche ospiti potenzialmente più problematici.

Gli studi di microbiologia: cosa significa “fino a 100 volte di più”

Nello studio del 1988 firmato da Kathleen McGinley, Elaine Larson e James Leyden, la densità batterica media sotto l’unghia è stata di log10 5,39 CFU, cioè circa 245.000 unità formanti colonia. Sulla restante pelle della mano i valori erano tra log10 2,55 e 3,53, cioè da poche centinaia a poche migliaia di batteri. L’ordine di grandezza è chiaro: decine, a volte centinaia di volte di più nello spazio subunguale.

Questi numeri spiegano perché i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), nelle linee guida per il personale sanitario, raccomandino unghie naturali non più lunghe di un quarto di pollice, circa 6 millimetri, e sconsiglino unghie artificiali a contatto con pazienti fragili. Anche con un lavaggio perfetto, una parte dei microrganismi resta al sicuro sotto il bordo. Per la popolazione generale, le indicazioni vanno nella stessa direzione: unghie corte, pulizia con una spazzolina e niente dita in bocca.

Onicofagia: il ponte tra mani, bocca e intestino

Quando queste colonie viaggiano dalle unghie alla bocca il quadro cambia. Uno studio del 2007 pubblicato su Oral Microbiology and Immunology ha analizzato la saliva di adolescenti con onicofagia cronica e di coetanei senza questo vizio. Nella saliva dei nail-biters, batteri intestinali della famiglia delle Enterobacteriaceae, come Escherichia coli, erano presenti nel 76% dei casi, contro il 26,5% del gruppo di controllo: un segnale chiaro di trasferimento continuo tra mani, cavo orale e, potenzialmente, apparato digerente.

Un lavoro del 2015 su Contemporary Clinical Dentistry, condotto su ragazzi tra 8 e 15 anni, ha confermato che chi si mangia regolarmente le unghie presenta più placca dentale e una maggiore concentrazione di batteri intestinali in bocca. Diversi servizi sanitari, come UCLA Health, elencano tra le conseguenze possibili dell’onicofagia cronica non solo carie e denti scheggiati, ma anche infezioni del letto ungueale, paronichia (l’infiammazione della piega cutanea attorno all’unghia) e lesioni ai tessuti molli della bocca. Nella maggior parte delle persone sane il sistema immunitario gestisce queste esposizioni, ma quando il gesto è compulsivo e le unghie sono sempre lesionate, il rischio di problemi locali cresce.

Come ridurre i batteri sotto le unghie (senza impazzire)

La buona notizia è che non serve vivere con i guanti. Gli esperti di microbiologia spiegano che ridurre la carica batterica subunguale è questione di abitudini semplici: tenere le unghie corte, usare acqua tiepida e sapone, insaponare bene anche il bordo, passare una piccola spazzola morbida, poi sciacquare e asciugare con cura, soprattutto prima di cucinare e dopo aver usato il bagno o toccato terra e animali. L’idea non è sterilizzare, impossibile nella vita di tutti i giorni, ma evitare che quello “zoccolo duro” di germi sotto le unghie diventi un’autostrada verso bocca, occhi e cibo.

C’è poi il tema estetico. Unghie molto lunghe, gel e ricostruzioni trattengono più sporco e rendono la pulizia dello spazio subunguale più complicata. Per chi lavora in sanità o nella ristorazione, molti protocolli italiani chiedono unghie corte e niente applicazioni artificiali proprio per questo motivo. Se soffrite di onicofagia, piccoli accorgimenti come accorciare spesso le unghie, usare smalti dal sapore amaro o sostituire il morso con un altro gesto (pallina antistress, penna) possono aiutare; se il vizio è incontrollabile o provoca danni visibili, parlarne con il medico o con uno specialista è sempre la scelta più sicura. In ogni caso, la prossima volta che vi sistemate una ciocca di capelli con le unghie, saprete che lì sotto c’è un intero condominio di batteri da tenere a bada con un po’ di igiene mirata.

© Riproduzione riservata

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