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Nel borgo in Umbria sopra Bevagna vivono in 10 ma a cena brillano 300 candele, l’esperienza cult

Nel borgo in Umbria sopra Bevagna vivono in 10 ma a cena brillano 300 candele, l’esperienza cult

foto di Grazia.it Grazia.it — 21 Maggio 2026
TorreDelColleBavagna
A Torre del Colle, sopra Bevagna, un borgo con appena 10 abitanti si illumina ogni sera con 300 candele grazie al ristorante diffuso Serpillo.

Poco più di dieci residenti fissi, ma ogni sera i vicoli si riempiono di voci, piatti e calici. In Umbria, sopra Bevagna, c’è un minuscolo castello medievale che al tramonto cambia pelle grazie a un ristorante diffuso e a oltre 300 candele accese per cena.

Questo posto si chiama Torre del Colle e il ristorante è Serpillo. Due giovani chef hanno trasformato un borgo quasi vuoto in una scenografia romantica e un po’ surreale, dove gli abitanti sono meno dei coperti e il buio diventa parte del menù.

Torre del Colle, il micro borgo sopra Bevagna

Torre del Colle è una frazione di Bevagna, in provincia di Perugia. Un minuscolo castello affacciato sulle colline, con una porta d’ingresso, una via principale e poche case in pietra. Qui vivono stabilmente poco più di dieci persone: numeri da condominio, non da paese.

Lo spopolamento ha lasciato silenzio e serrande abbassate, ma anche un fascino intatto. Di giorno passano pochi turisti, qualche ciclista, i gatti in mezzo ai ciottoli. Di sera, soprattutto nei fine settimana, il borgo cambia ritmo: arrivano auto, risate, profumi di cucina. Quasi tutto grazie a Serpillo.

Serpillo Torre del Colle, il ristorante diffuso nei vicoli

Serpillo occupa un ex frantoio e si allunga letteralmente per strada. I tavolini colorati seguono la pavimentazione in pietra e si distribuiscono lungo il vicolo principale del castello: circa sessanta coperti, più dei residenti dell’intero borgo. È qui che la vita torna a circolare ogni sera.

Gli abitanti hanno adottato il progetto. Curano i fiori, tengono puliti gli angoli, partecipano alle piccole manutenzioni. Intorno al ristorante si è sviluppato anche un ostello diffuso, Turris Collis, che utilizza le vecchie case del borgo. Un esempio concreto di come l’ospitalità possa rigenerare un luogo senza snaturarlo.

300 candele per cena: l’esperienza “Serpillo al buio”

L’idea delle cene al buio nasce da una campagna di Rai Radio2 sul risparmio energetico. Gli chef decidono di spegnere tutte le luci elettriche e illuminare soltanto con candele le pareti e le volte medievali. La prima volta sono un centinaio, oggi se ne accendono oltre 300 per sera.

Da novembre a marzo, due volte a settimana, Serpillo organizza “Serpillo al buio”. Il borgo si spegne, restano solo le fiammelle e mormorii di voci. I contorni sfumano, i piatti diventano più protagonisti, ma soprattutto si abbassa il volume dei telefoni e si alza quello delle conversazioni. Un piccolo rito collettivo a basso impatto energetico.

torre del colle

Due giovani chef e una cucina umbra che guarda lontano

Alla guida di Serpillo ci sono Daniele Giorgetti e Martina Piccioni. Lui è tornato a casa dopo anni tra Londra, Dubai e altre cucine internazionali. Lei arriva da Spello, con influenze arabe e francesi nel bagaglio. Insieme hanno scelto l’Umbria come centro di gravità, non come provincia dimenticata.

La loro è una cucina regionale italiana con l’Umbria al centro: materie prime locali, olio e vino del territorio, ma piatti alleggeriti, curiosi, spesso vegetali. Il baccalà cambia veste tra inverno ed estate, le paste ripiene si tingono di erbe spontanee, qualche tocco di spezia arriva da lontano. La Guida Michelin segnala Serpillo tra le tavole di buona cucina e il riconoscimento Travellers’ Choice conferma l’entusiasmo degli ospiti.

Come organizzare la vostra serata nel borgo delle 300 candele

Torre del Colle si raggiunge facilmente in auto: si sale da Bevagna in pochi minuti, seguendo le indicazioni per il castello. Il parcheggio è ai piedi del borgo, poi si entra a piedi fra le mura. L’indirizzo di Serpillo è in Via di Mezzo, ma in pratica basta seguire i tavoli. Prenotare è essenziale, soprattutto per le serate al buio.

Per le cene a lume di candela il periodo va, in genere, da novembre a marzo: le date vengono comunicate dal ristorante sui propri canali. In estate i tavoli all’aperto trasformano il vicolo in una lunga sala da pranzo sotto le stelle. Si può dormire nell’ostello diffuso o nei B&B della zona e dedicare il giorno successivo a Bevagna, Montefalco e alle cantine. Un fine settimana lento, in cui un borgo quasi disabitato diventa, per qualche ora, il centro del vostro viaggio.

© Riproduzione riservata

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