Cuocere il riso basmati come avete sempre fatto è uno sbaglio! Con questo trucco sarà perfetto come quello del ristorante indiano
Un riso che cuoce in 10-12 minuti ma che spesso finisce appiccicato alla pentola: il basmati è un piccolo dramma quotidiano in molte cucine italiane. Eppure basta qualche accortezza tecnica perché diventi profumato, sgranato e leggerissimo, proprio come al ristorante indiano.
Il segreto non è una spezia introvabile, ma il modo in cui lo lavate, lo bagnate e gestite acqua e tempi di cottura. Dimenticate il classico “lo butto in tanta acqua salata e poi scolo”: con il basmati è il modo più rapido per rovinarlo.
Perché il riso basmati è diverso dagli altri
Il basmati nasce soprattutto in India e Pakistan, ha chicchi lunghi, sottili e un profumo quasi di nocciola. È meno adatto ai risotti e perfetto come contorno o base di piatti unici con verdure, legumi, carne o pesce.
La sua struttura richiede precisione: troppa acqua lo rende colloso, poca lo lascia duro al centro. Anche un lavaggio frettoloso fa la differenza, perché l’amido superficiale è quel che trasforma la pentola in una massa compatta.
Preparazione perfetta: lavaggio, ammollo, dosi
Primo passo: il lavaggio. Mettete il riso in una ciotola, copritelo con acqua fredda e smuovete con le dita. L’acqua diventerà biancastra: scolatela e ripetete 2-4 volte, finché risulta quasi limpida. Potete anche fare l’ultimo passaggio sotto il rubinetto, usando un colino a maglie fitte.
Secondo passo, facoltativo ma consigliatissimo: l’ammollo. Coprite il riso con acqua fredda e lasciatelo riposare 20-30 minuti. Così i chicchi assorbono una parte di acqua in modo omogeneo, si allungano in cottura e restano integri. Per il basmati integrale questo passaggio è quasi obbligatorio.
Terzo punto chiave: quanta acqua usare. Per un basmati bianco asciutto e ben sgranato, la proporzione comoda è 1:1,5 (una tazza di riso e una tazza e mezza di acqua). Se lo preferite più morbido, soprattutto come accompagnamento a piatti molto saporiti o in umido, potete arrivare a 1:2.
Se non avete voglia di pesare, entra in gioco il famoso “metodo della falange”. Livellate il riso sul fondo della pentola. Appoggiate il dito indice sulla superficie del riso: l’acqua deve arrivare all’incirca alla seconda falange. Con questa misura empatica, per 1-2 porzioni, il riso viene quasi sempre perfetto: 15 minuti di cottura dolce e 10 di riposo.
Metodo base in pentola: cottura per assorbimento
Una volta lavato (e, se volete, ammollato), scolate bene il riso. Mettete in pentola l’acqua già dosata, un pizzico di sale e, se vi piace, qualche spezia intera: un pezzetto di alloro, un paio di bacche di cardamomo, un chiodo di garofano. Portate a ebollizione.
Versate il riso, mescolate una sola volta per distribuirlo, abbassate la fiamma al minimo e coprite con un coperchio che chiuda bene. Da adesso in poi: niente mestolo e niente curiosate sotto il coperchio. Per 10-12 minuti il riso cuoce assorbendo tutta l’acqua.
Quando il liquido è scomparso (potete solo inclinare leggermente la pentola, senza scoperchiare del tutto), spegnete il fuoco e lasciate riposare 5-10 minuti, sempre coperto. Il vapore finisce il lavoro. Solo a questo punto potete scoprire e sgranare delicatamente con una forchetta, sollevando i chicchi dal basso verso l’alto.
Per il basmati integrale servono più pazienza e più acqua: in generale calcolate un rapporto tra 1:2,2 e 1:2,5 e una cottura di 25-30 minuti, sempre seguiti da almeno 10 minuti di riposo. Le indicazioni precise cambiano da marca a marca, quindi la prima volta conviene controllare l’etichetta e poi aggiustare.
Altri metodi di cottura del riso basmati
Al vapore: potete usare una vaporiera o un cestello sopra acqua bollente. Dopo il lavaggio e l’ammollo, mettete il riso nel cestello (anche in un piccolo contenitore forato), con l’acqua sotto, e cuocete 15-25 minuti. Il risultato è leggerissimo e molto profumato.
Al microonde: in un contenitore adatto, unite 1 parte di riso e 2 parti di acqua con poco sale. Coprite (senza sigillare ermeticamente) e cuocete 12-15 minuti alla massima potenza, poi lasciate riposare 5 minuti. I tempi variano con il wattaggio, quindi la prima volta va fatto un test.
Al forno: versate riso e acqua bollente in proporzione 1:2 in una teglia, salate, coprite bene con alluminio e cuocete a 180 °C per circa 25-30 minuti. Anche qui, riposo di qualche minuto prima di sgranare. È comodo quando dovete preparare grandi quantità.
Metodo pilaf: tostate il riso sciacquato (non ammollato) in poco olio o burro, magari con cipolla o spezie, poi aggiungete brodo caldo in proporzione 1:1,5-1,7, coprite e fate assorbire senza mescolare. Si ottiene un basmati saporito, perfetto come piatto unico.
Cuociriso: se ne avete uno, seguite le tacche interne della vaschetta per dosare l’acqua e scegliete il programma per riso a chicco lungo. Anche in questo caso lavaggio e, se possibile, ammollo restano validi: il cuociriso gestisce solo calore e tempi.
Errori da evitare e come rimediare
Riso colloso: di solito avete usato troppa acqua, non avete lavato bene o avete mescolato troppo. Potete stenderlo su una teglia, sgranarlo piano e lasciarlo asciugare qualche minuto in forno tiepido, poi ripassarlo in padella con verdure o uova.
Riso duro: è mancata un po’ di acqua o di tempo. Aggiungete pochissima acqua calda (anche solo qualche cucchiaio), coprite e lasciate andare ancora un paio di minuti a fiamma bassa, poi di nuovo riposo.
Per riso da saltare in padella l’ideale è cuocerlo qualche ora prima, sgranarlo, stenderlo su una teglia e farlo raffreddare rapidamente, quindi conservarlo in frigorifero in un contenitore ben chiuso: regge 3-4 giorni. Se volete prepararne in anticipo per più settimane, il basmati cotto si può anche congelare e poi rigenerare al vapore o in padella.
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